Secunda die infra Octavam S. Laurentii ~ Semiduplex
Scriptura: Sabbato infra Hebdomadam XI post Octavam Pentecostes II. Augusti

Matutinum    08-11-2018

Ante Divinum officium
Incipit
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Ave María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
Credo in Deum, Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ.
Et in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum: qui concéptus est de Spíritu Sancto, natus ex María Vírgine, passus sub Póntio Piláto, crucifíxus, mórtuus, et sepúltus: descéndit ad ínferos; tértia die resurréxit a mórtuis; ascéndit ad cælos; sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, vitam ætérnam. Amen.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúja.
Inizio
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Io Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Commune aut Festo}
Ant. Beátus Lauréntius Christi Martyr triúmphat coronátus in cælis: * Veníte, adorémus Dóminum.
Ant. Beátus Lauréntius Christi Martyr triúmphat coronátus in cælis: * Veníte, adorémus Dóminum.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Beátus Lauréntius Christi Martyr triúmphat coronátus in cælis: * Veníte, adorémus Dóminum.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Veníte, adorémus Dóminum.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Beátus Lauréntius Christi Martyr triúmphat coronátus in cælis: * Veníte, adorémus Dóminum.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Veníte, adorémus Dóminum.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Beátus Lauréntius Christi Martyr triúmphat coronátus in cælis: * Veníte, adorémus Dóminum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Veníte, adorémus Dóminum.
Ant. Beátus Lauréntius Christi Martyr triúmphat coronátus in cælis: * Veníte, adorémus Dóminum.
Invitatorio {Antifona dal Comune o Festa}
Ant. Il beato Lorenzo Martire di Cristo trionfa incoronato in cielo : * Venite, adoriamo il Signore.
Ant. Il beato Lorenzo Martire di Cristo trionfa incoronato in cielo : * Venite, adoriamo il Signore.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Il beato Lorenzo Martire di Cristo trionfa incoronato in cielo : * Venite, adoriamo il Signore.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. Venite, adoriamo il Signore.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Il beato Lorenzo Martire di Cristo trionfa incoronato in cielo : * Venite, adoriamo il Signore.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. Venite, adoriamo il Signore.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Il beato Lorenzo Martire di Cristo trionfa incoronato in cielo : * Venite, adoriamo il Signore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. Venite, adoriamo il Signore.
Ant. Il beato Lorenzo Martire di Cristo trionfa incoronato in cielo : * Venite, adoriamo il Signore.
Hymnus {ex Commune aut Festo}
Deus tuórum mílitum
Sors, et córona, prǽmium,
Laudes canéntes Mártyris
Absólve nexu críminis.

Hic nempe mundi gáudia,
Et blanda fraudum pábula
Imbúta felle députans,
Pervénit ad cæléstia.

Pœnas cucúrrit fórtiter,
Et sústulit viríliter,
Fundénsque pro te sánguinem,
Ætérna dona póssidet.

Ob hoc precátu súpplici
Te póscimus, piíssime;
In hoc triúmpho Mártyris
Dimítte noxam sérvulis.

* Laus et perénnis glória
Patri sit, atque Fílio,
Sancto simul Paráclito,
In sempitérna sǽcula.
Amen.
Inno {dal Comune o Festa}
O Dio, sorte, corona
e premio dei tuoi soldati,
sciogli dai lacci della colpa
coloro che cantano le lodi del Martire.

Egli infatti giunse
al regno celeste, reputando
insidiosi e pieni di fiele
le gioie del mondo e i molli suoi pascoli.

Da forte corse incontro alle pene
e le sostenne virilmente
e, versando il sangue per Te,
ora possiede i premi eterni.

Perciò con umil prece
ti preghiamo, o pietosissimo:
in questo trionfo del Martire
rimetti le colpe ai servi.

* Sia lode e gloria perenne
al Padre e al Figlio
insieme con lo Spirito Santo,
per tutti i secoli.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ et Psalmi ex Commune aut Festo}
Nocturn I.
Ant. Quo progréderis
Psalmus 1 [1]
1:1 Beátus vir, qui non ábiit in consílio impiórum, et in via peccatórum non stetit, * et in cáthedra pestiléntiæ non sedit:
1:2 Sed in lege Dómini volúntas ejus, * et in lege ejus meditábitur die ac nocte.
1:3 Et erit tamquam lignum, quod plantátum est secus decúrsus aquárum, * quod fructum suum dabit in témpore suo:
1:3 Et fólium ejus non défluet: * et ómnia quæcúmque fáciet, prosperabúntur.
1:4 Non sic ímpii, non sic: * sed tamquam pulvis, quem proícit ventus a fácie terræ.
1:5 Ídeo non resúrgent ímpii in judício: * neque peccatóres in concílio justórum.
1:6 Quóniam novit Dóminus viam justórum: * et iter impiórum períbit.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Quo progréderis sine fílio, pater? quo, sacérdos sancte, sine minístro próperas?
Salmi con letture {Antifone e salmi dal Comune o Festa}
Nocturn I.
Ant. Dove vai, padre,
Salmo 1 [1]
1:1 Beato l'uomo che non permane nel consiglio degli empi, e non si ferma nella via dei peccatori, * né si pone a sedere sulla cattedra di pestilenza:
1:2 Ma il suo diletto è nella legge del Signore, * e nella legge di lui medita giorno e notte.
1:3 Egli sarà come un albero piantato lungo correnti d'acqua, * che darà il suo frutto a suo tempo;
1:3 E la cui foglia non avvizzirà, * e tutto quello che egli farà prospererà.
1:4 Non così gli empi, non cosi: * ma saranno come la pula che il vento disperde dalla superficie della terra.
1:5 Perciò gli empi, non risorgeranno nel giudizio, * né i peccatori nel consesso dei giusti;
1:6 Poiché il Signore conosce la via dei giusti; * e la via degli empi finirà nella perdizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dove vai, padre, senza il figlio? dove corri, santo Pontefice, senza il ministro?
Ant. Noli me derelínquere,
Psalmus 2 [2]
2:1 Quare fremuérunt gentes: * et pópuli meditáti sunt inánia?
2:2 Astitérunt reges terræ, et príncipes convenérunt in unum * advérsus Dóminum, et advérsus Christum ejus.
2:3 Dirumpámus víncula eórum: * et proiciámus a nobis jugum ipsórum.
2:4 Qui hábitat in cælis, irridébit eos: * et Dóminus subsannábit eos.
2:5 Tunc loquétur ad eos in ira sua, * et in furóre suo conturbábit eos.
2:6 Ego autem constitútus sum Rex ab eo super Sion montem sanctum ejus, * prǽdicans præcéptum ejus.
2:7 Dóminus dixit ad me: * Fílius meus es tu, ego hódie génui te.
2:8 Póstula a me, et dabo tibi gentes hereditátem tuam, * et possessiónem tuam términos terræ.
2:9 Reges eos in virga férrea, * et tamquam vas fíguli confrínges eos.
2:10 Et nunc, reges, intellégite: * erudímini, qui judicátis terram.
2:11 Servíte Dómino in timóre: * et exsultáte ei cum tremóre.
2:12 Apprehéndite disciplínam, nequándo irascátur Dóminus, * et pereátis de via justa.
2:13 Cum exárserit in brevi ira ejus: * beáti omnes qui confídunt in eo.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Noli me derelínquere, pater sancte, quia thesáuros tuos jam expéndi, quos tradidísti mihi.
Ant. Non m'abbandonare,
Salmo 2 [2]
2:1 Perché fremono le genti, * e i popoli tramano vani disegni?
2:2 I re della terra si levano e i principi si collegano insieme * contro il Signore e contro il suo Cristo.
2:3 Rompiamo i loro legami, * e scrolliamo da noi il loro giogo.
2:4 Colui che abita nei cieli ne ride * e il Signore si beffa di loro.
2:5 Poi parla loro nella sua ira, * e li atterrisce nel suo furore.
2:6 Ma io sono stato da lui costituito re sopra Sion, il suo santo monte, * e promulgo il suo decreto.
2:7 Il Signore mi ha detto: * Tu sei il mio Figlio; Io oggi ti ho generato.
2:8 Chiedimi, e io ti darò in tua eredità le genti, * e in tuo dominio i confini della terra.
2:9 Li governerai con uno scettro di ferro, * e li stritolerai come un vaso di creta.
2:10 Or dunque, o re, fate senno, * ravvedetevi, o giudici della terra.
2:11 Servite al Signore con timore, * ed esultate in lui con tremore.
2:12 Abbracciate la dottrina, affinché il Signore non si adiri, * e voi non periate fuori della retta via.
2:13 Allorché quando avvamperà la sua ira, * beati tutti coloro che confidano in lui.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non m'abbandonare, padre santo, perché ho già distribuito i tuoi tesori che m'hai consegnato.
Ant. Non ego te désero,
Psalmus 3 [3]
3:2 Dómine, quid multiplicáti sunt qui tríbulant me? * multi insúrgunt advérsum me.
3:3 Multi dicunt ánimæ meæ: * Non est salus ipsi in Deo ejus.
3:4 Tu autem, Dómine, suscéptor meus es, * glória mea, et exáltans caput meum.
3:5 Voce mea ad Dóminum clamávi: * et exaudívit me de monte sancto suo.
3:6 Ego dormívi, et soporátus sum: * et exsurréxi, quia Dóminus suscépit me.
3:7 Non timébo míllia pópuli circumdántis me: * exsúrge, Dómine, salvum me fac, Deus meus.
3:8 Quóniam tu percussísti omnes adversántes mihi sine causa: * dentes peccatórum contrivísti.
3:9 Dómini est salus: * et super pópulum tuum benedíctio tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Non ego te désero, fili, neque derelínquo; sed majóra tibi debéntur pro Christi fide certámina.
Ant. Non ti lascio,
Salmo 3 [3]
3:2 Signore, perché si sono moltiplicati quelli che mi perseguitano? * Sono molti quelli che insorgono contro di me.
3:3 Molti dicono all'anima mia: * Per lui non vi è salute nel suo Dio.
3:4 Ma tu, o Signore, tu sei il mio scudo, * la mia gloria, e colui che rialza il mio capo.
3:5 Gridai con la mia voce al Signore, * ed egli mi esaudì dal suo monte santo.
3:6 Io dormii, e presi sonno, * e mi svegliai, perchè il Signore mi sostenne.
3:7 Non temerò le migliaia del popolo che mi circonda: * Levati, o Signore, salvami, o Dio mio.
3:8 Poiché tu hai percosso tutti coloro che senza ragione mi sono avversi: * hai spezzati i denti dei peccatori.
3:9 Del Signore è la salvezza: * e sul tuo popolo la tua benedizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non ti lascio, o figlio, né ti abbandono; ma a te sono riservati maggiori combattimenti per la fede di Cristo.
V. Glória et honóre coronásti eum, Dómine.
R. Et constituísti eum super ópera mánuum tuarum.
V. Di gloria e d'onore l'hai incoronato, o Signore.
R. E l'hai preposto alle opere delle tue mani.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De libro Ecclesiástæ
Eccl 7:1-3
1 Quid necésse est hómini majóra se quǽrere, cum ignóret quid condúcat sibi in vita sua, número diérum peregrinatiónis suæ et témpore quod velut umbra prǽterit? Aut quis ei póterit indicáre quid post eum futúrum sub sole sit?
2 Mélius est nomen bonum quam unguénta pretiósa, et dies mortis die nativitátis.
3 Mélius est ire ad domum luctus quam ad domum convívii; in illa enim finis cunctórum admonétur hóminum, et vivens cógitat quid futúrum sit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Dómine, Pater et Deus vitæ meæ, ne derelínquas me in cogitátu malígno: extolléntiam oculórum meórum ne déderis mihi, et desidérium malígnum avérte a me, Dómine; aufer a me concupiscéntiam,
* Et ánimo irreverénti et infrúnito ne tradas me, Dómine.
V. Ne derelínquas me, Dómine, ne accréscant ignorántiæ meæ, nec multiplicéntur delícta mea.
R. Et ánimo irreverénti et infrúnito ne tradas me, Dómine.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal libro dell'Ecclesiaste
Eccl 7:1-3
1 Che merito ha l'uomo di cercare ciò che è sopra di lui, mentre ignora quel che gli è utile nella sua vita, nel numero dei giorni del suo pellegrinaggio e nel tempo che passa come ombra? E chi potrà indicargli quel che accadrà dopo di lui sotto il sole?
2 Meglio il buon nome che gli unguenti preziosi, e il giorno della morte che quello della nascita.
3 È meglio andare a una casa in lutto che a una casa in festa; perché quella rammenta la fine di tutti gli uomini, e il vivente riflette al futuro.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Signore, padre e Dio della mia vita, non m'abbandonare a pensieri malvagi: non darmi la superbia degli occhi, ed allontana da me ogni desiderio malvagio, o Signore; togli da me la (rea) concupiscenza,
* E non abbandonarmi in balìa d'un'anima invereconda e sfrenata, o Signore.
V. Non abbandonarmi, o Signore, affinché non s'accresca la mia ignoranza, né si moltiplichino le mie colpe.
R. E non abbandonarmi in balìa d'un'anima invereconda e sfrenata, o Signore.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
Eccl 7:4-9
4 Mélior est ira risu, quia per tristítiam vultus corrígitur ánimus delinquéntis.
5 Cor sapiéntium ubi tristítia est, et cor stultórum ubi lætítia.
6 Mélius est a sapiénte córripi, quam stultórum adulatióne décipi;
7 Quia sicut sónitus spinárum ardéntium sub olla, sic risus stulti; sed et hoc vánitas.
8 Calúmnia contúrbat sapiéntem et perdet robur cordis illíus.
9 Mélior est finis oratiónis quam princípium, mélior est pátiens arrogánte.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Magna enim sunt judícia tua, Dómine, et inenarrabília verba tua:
* Magnificásti pópulum tuum et honorásti.
V. Transtulísti illos per Mare Rubrum et transvexísti eos per aquam nímiam.
R. Magnificásti pópulum tuum et honorásti.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
Eccl 7:4-9
4 Meglio lo sdegno che il riso, poiché colla severità del volto si corregge l'animo colpevole.
5 Il cuore dei saggi è dove sta il lutto, e il cuore degli stolti dov'è l'allegria.
6 Meglio esser ripreso da un savio, che essere ingannato dall'adulazione degli stolti;
7 Poiché quale è il crepitar dei pruni sotto la pentola, tale è il riso dello stolto; ma anche questo è vanità.
8 La calunnia conturba il savio e abbatte la fortezza del suo cuore.
9 Meglio la fine dell'orazione che il principio; meglio il paziente che l'arrogante.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Grandi invero sono i tuoi giudizi, o Signore, e misteriose le tue parole:
* Magnificasti il tuo popolo e lo onorasti.
V. trasportasti attraverso il Mar Rosso e li facesti passare attraverso acque immense.
R. Magnificasti il tuo popolo e lo onorasti.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
Eccl 7:11-14
11 Ne dicas: Quid putas causæ est quod prióra témpora melióra fuére quam nunc sunt? stulta enim est hujuscémodi interrogátio.
12 Utílior est sapiéntia cum divítiis et magis prodest vidéntibus solem.
13 Sicut enim prótegit sapiéntia, sic prótegit pecúnia; hoc autem plus habet erudítio et sapiéntia, quod vitam tríbuunt possessóri suo.
14 Consídera ópera Dei, quod nemo possit corrígere quem ille despéxerit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Quæ sunt in corde hóminum, óculi tui vident, Dómine, et in libro tuo ómnia scribéntur:
* Homo videt in facie, Deus autem in corde.
V. Omnia enim corda scrutátur, et univérsas méntium cogitatiónes intéllegit.
R. Homo videt in facie, Deus autem in corde.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Homo videt in facie, Deus autem in corde.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
Eccl 7:11-14
11 Non dire: Come va che i tempi antichi erano migliori dei presenti? poiché è stolta una tale domanda.
12 È più utile la sapienza insieme colle ricchezze e giova maggiormente a quelli che vedono il sole.
13 Poiché come protegge la sapienza, così protegge il denaro; ma la scienza e la sapienza han questo di più, che dànno la vita a chi le possiede.
14 Considera le opere di Dio, e come nessuno può correggere chi egli rigetta.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ciò ch'è nel cuore degli uomini i tuoi occhi lo vedono, o Signore, e nel tuo libro è scritta ogni cosa:
* L'uomo vede in faccia, ma Dio nel cuore.
V. Poiché egli scruta tutti i cuori, e conosce tutti i pensieri delle menti
R. L'uomo vede in faccia, ma Dio nel cuore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. L'uomo vede in faccia, ma Dio nel cuore.
Nocturn II.
Ant. Beátus Lauréntius
Psalmus 4 [4]
4:2 Cum invocárem exaudívit me Deus justítiæ meæ: * in tribulatióne dilatásti mihi.
4:2 Miserére mei, * et exáudi oratiónem meam.
4:3 Fílii hóminum, úsquequo gravi corde? * ut quid dilígitis vanitátem, et quǽritis mendácium?
4:4 Et scitóte quóniam mirificávit Dóminus sanctum suum: * Dóminus exáudiet me cum clamávero ad eum.
4:5 Irascímini, et nolíte peccáre: * quæ dícitis in córdibus vestris, in cubílibus vestris compungímini.
4:6 Sacrificáte sacrifícium justítiæ, et speráte in Dómino. * Multi dicunt: Quis osténdit nobis bona?
4:7 Signátum est super nos lumen vultus tui, Dómine: * dedísti lætítiam in corde meo.
4:8 A fructu fruménti, vini, et ólei sui * multiplicáti sunt.
4:9 In pace in idípsum * dórmiam, et requiéscam;
4:10 Quóniam tu, Dómine, singuláriter in spe * constituísti me.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Beátus Lauréntius orábat, dicens: Dómine Jesu Christe, Deus de Deo, miserére mihi servo tuo.
Nocturn II.
Ant. Il beato Lorenzo pregava dicendo: Signore Gesù Cristo, Dio da Dio, abbi pietà di me, tuo servo.
Salmo 4 [4]
4:2 Allorché lo invocai, mi esaudì il Dio della mia giustizia: * nella tribolazione mi traesti al largo.
4:2 Abbi pietà di me, * ed ascolta la mia preghiera.
4:3 Figli degli uomini, e fino a quando avrete duro il cuore? * perchè amate la vanità, e cercate la menzogna?
4:4 Or sappiate che il Signore ha reso mirabile il suo santo; * il Signore mi esaudirà quando io lo invocherò.
4:5 Adiratevi [pure], ma non vogliate peccare; * le cose che dite nei vostri cuori, riandatele [respingetele] con compunzione nei vostri letti.
4:6 Sacrificate un sacrificio di giustizia, e sperate nel Signore: * molti dicono: Chi ci farà vedere il bene?
4:7 La luce del tuo volto è impressa sopra di noi, o Signore, * tu infondesti nel mio cuore la gioia.
4:8 Si sono moltiplicati * per l'abbondanza del loro frumento del loro vino e del loro olio.
4:9 In pace insieme * io dormirò, e mi riposerò.
4:10 Perché tu solo, o Signore, nella speranza * mi hai fondato.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il beato Lorenzo pregava dicendo: Signore Gesù Cristo, Dio da Dio, abbi pietà di me, tuo servo.
Ant. Dixit Románus
Psalmus 5 [5]
5:2 Verba mea áuribus pércipe, Dómine, * intéllege clamórem meum.
5:3 Inténde voci oratiónis meæ, * Rex meus et Deus meus.
5:4 Quóniam ad te orábo: * Dómine, mane exáudies vocem meam.
5:5 Mane astábo tibi et vidébo: * quóniam non Deus volens iniquitátem tu es.
5:6 Neque habitábit juxta te malígnus: * neque permanébunt injústi ante óculos tuos.
5:7 Odísti omnes, qui operántur iniquitátem: * perdes omnes, qui loquúntur mendácium.
5:7 Virum sánguinum et dolósum abominábitur Dóminus: * ego autem in multitúdine misericórdiæ tuæ.
5:8 Introíbo in domum tuam: * adorábo ad templum sanctum tuum in timóre tuo.
5:9 Dómine, deduc me in justítia tua: * propter inimícos meos dírige in conspéctu tuo viam meam.
5:10 Quóniam non est in ore eórum véritas: * cor eórum vanum est.
5:11 Sepúlcrum patens est guttur eórum, linguis suis dolóse agébant, * júdica illos, Deus.
5:11 Décidant a cogitatiónibus suis, secúndum multitúdinem impietátum eórum expélle eos, * quóniam irritavérunt te, Dómine.
5:12 Et læténtur omnes, qui sperant in te, * in ætérnum exsultábunt: et habitábis in eis.
5:12 Et gloriabúntur in te omnes, qui díligunt nomen tuum, * quóniam tu benedíces justo.
5:13 Dómine, ut scuto bonæ voluntátis tuæ * coronásti nos.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dixit Románus ad beátum Lauréntium: Vídeo ante te júvenem pulchérrimum, festína me baptizáre.
Ant. Romano disse
Salmo 5 [5]
5:2 Porgi orecchio, o Signore, * alle mie parole, intendi le mie grida.
5:3 Ascolta la voce della mia orazione, * o mio Re e mio Dio.
5:4 Poiché a te volgerò la mia preghiera, * o Signore, al mattino ascolterai la mia voce.
5:5 Al mattino mi porrò dinanzi a te, e vedrò: * Poiché tu non sei un Dio che ami l'iniquità.
5:6 Né il malvagio abiterà presso di te: * né gli ingiusti reggeranno dinanzi ai tuoi occhi.
5:7 Tu odii tutti coloro che operano l'iniquità: * tu disperderai tutti coloro che proferiscono menzogne.
5:7 L'uomo sanguinario e fraudolento lo abbominerà il Signore. * Ma io nella grandezza della tua misericordia,
5:8 Entrerò nella tua casa, * mi prostrerò nel tuo santo tempio nel tuo timore.
5:9 Signore, guidami nella tua giustizia: * a causa dei miei nemici fa diritta dinanzi a te la mia via.
5:10 Perché non c'è verità nella loro bocca; * il loro cuore è pravo [perverso].
5:11 La loro gola è un sepolcro aperto, con le loro lingue tessevano inganni: * giudicali, o Dio.
5:11 Siano delusi nei loro disegni, scacciali per tante loro empietà, * perché essi ti hanno irritato, o Signore.
5:12 Ma si rallegrino quanti sperano in te, * esulteranno in eterno e tu abiterai in essi.
5:12 E si glorieranno in te quanti amano il tuo nome, * perché tu benedirai il giusto.
5:13 O Signore, della tua benevolenza come di uno scudo * ci hai recinto.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Romano disse al beato Lorenzo: Vedo dinanzi a te un bellissimo giovane : fa presto a battezzarmi.
Ant. Beátus Lauréntius
Psalmus 8 [6]
8:2 Dómine, Dóminus noster, * quam admirábile est nomen tuum in univérsa terra!
8:2 Quóniam eleváta est magnificéntia tua, * super cælos.
8:3 Ex ore infántium et lacténtium perfecísti laudem propter inimícos tuos, * ut déstruas inimícum et ultórem.
8:4 Quóniam vidébo cælos tuos, ópera digitórum tuórum: * lunam et stellas, quæ tu fundásti.
8:5 Quid est homo quod memor es ejus? * aut fílius hóminis, quóniam vísitas eum?
8:6 Minuísti eum paulo minus ab Ángelis, glória et honóre coronásti eum: * et constituísti eum super ópera mánuum tuárum.
8:8 Omnia subjecísti sub pédibus ejus, * oves et boves univérsas: ínsuper et pécora campi.
8:9 Vólucres cæli, et pisces maris, * qui perámbulant sémitas maris.
8:10 Dómine, Dóminus noster, * quam admirábile est nomen tuum in univérsa terra!
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Beátus Lauréntius dixit: Mea nox obscúrum non habet, sed ómnia in luce claréscunt.
Ant. Il beato Lorenzo
Salmo 8 [6]
8:2 Signore, Signor nostro, * quanto è ammirabile il tuo nome su tutta la terra!
8:2 Poiché la tua maestà si eleva * sopra dei cieli.
8:3 Dalla bocca dei fanciulli e dei lattanti cavi perfetta lode contro i tuoi nemici, * per distruggere il nemico e il vendicativo.
8:4 Or io contemplo i tuoi cieli, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che vi hai disposto.
8:5 Che cosa è l'uomo che tu ti ricordi di lui? * o il figlio dell'uomo, che tu lo visiti?
8:6 Lo hai fatto per poco inferiore agli angeli, lo hai coronato di gloria e di onore: * E lo hai costituito sopra le opere delle tue mani.
8:8 Hai posto tutte le cose sotto i suoi piedi; * le pecore e i buoi tutti quanti e anche gli animali del campo;
8:9 Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono i sentieri del mare.
8:10 O Signore, Signor nostro, * quanto è ammirabile il tuo nome su tutta la terra!
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il beato Lorenzo disse : La mia notte non ha tenebre, ma tutto brilla di luce.
V. Posuísti, Dómine, super caput ejus.
R. Corónam de lápide pretióso.
V. Hai messo, o Signore, sul suo capo.
R. Una corona di pietre preziose.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Sermo sancti Augustíni Epíscopi.
Serm. 30. de Sanctis.
Beatissimi Laurentii Martyris, cujus natalem hodie celebramus, passionem nosse vos credo: et quanta in persecutione pertulerit, dilectionem vestram scire posse non dubito. Tanta enim ejus martyrii gloria exstitit, ut passione sua mundum illuminaverit universum. Illuminavit mundum plane Laurentius eo lumine, quo ipse accensus est, et flammis quas ipse pertulit, omnium Christianorum corda calefecit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Quo progréderis sine fílio, pater? quo, sacérdos sancte, sine diácono próperas?
* Tu nunquam sine minístro sacrifícium offérre consuéveras.
V. Quid ergo in me displícuit paternitáti tuæ? numquid degénerem me probásti? Experíre utrum idóneum minístrum elégeris, cui commisísti Domínici sánguinis dispensatiónem.
R. Tu nunquam sine minístro sacrifícium offérre consuéveras.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Sermone di sant'Agostino Vescovo.
Sermone 30. de Sanctis.
Credo che voi conosciate la passione del beatissimo Lorenzo Martire, di cui oggi celebriamo il natale: e non dubito che la vostra dilezione possa sapere quante cose abbia sofferto nella persecuzione. Tanta infatti è la gloria del suo martirio, da aver illuminato il mondo con la sua passione. Lorenzo illuminò certamente il mondo con quel lume, di cui egli steso era acceso, e riscaldò con le fiamme che egli stesso sopportò, i cuori di tutti i Cristiani.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Dove vai, padre, senza il figlio? dove corri, santo Pontefice, senza il ministro?
* Tu non solevi mai offrire il sacrificio senza il ministro.
V. Cosa c'è in me, che è dispiaciuto a vostra paternità? Mi hai forse trovato degenere? Sperimenta se hai scelto un degno ministro per confidargli di dispensare il sangue del Signore.
R. Tu non solevi mai offrire il sacrificio senza il ministro.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Quis nolit ad horam uri Laurentii igne, ut æternum gehennæ non patiatur incendium? Beati igitur Laurentii exemplo provocamur ad martyrium, et accendimur ad fidem, incalescimus ad devotionem: et si in nobis persecutoris flamma deest, fidei tamen flamma non deest. Non ardemus quidem corpore pro Christo, sed ardemus affectu: non subjicit mihi persecutor ignem: sed suggerit mihi ignem desiderium Salvatoris.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Noli me derelínquere, pater sancte, quia thesáuros tuos jam expéndi.
* Non ego te désero, fili, neque derelínquo; sed majóra tibi debéntur pro fide Christi certámina.
V. Nos quasi senes levióris pugnæ cursum recípimus, te autem quasi júvenem manet gloriósior de tyránno triúmphus: post tríduum me sequéris sacerdótem levíta.
R. Non ego te désero, fili, neque derelínquo; sed majóra tibi debéntur pro fide Christi certámina.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Chi allora non vuole bruciare con fuoco di Lorenzo, per non patire l'incendio eterno della Geenna? Siamo quindi chiamati innanzi al martirio per l'esempio di Lorenzo, e siamo accesi alla fede, ci riscaldiamo alla devozione: e se manca in noi la fiamma del persecutore, non manca tuttavia la fiamma della fede. Non ardiamo certo col corpo per Cristo, ma ardiamo con l'affetto: il persecutore non mi attacca il fuoco: mi attacca fuoco il desiderio del Salvatore.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Non mi abbandonare, padre santo, perché ho già distribuito i tesori che mi hai consegnato.
* Non ti lascio, figlio, né ti abbandono; ma ti sono riserbati maggiori combattimenti per la fede di Cristo.
V. Noi, siccome vecchi, sosteniamo un combattimento più leggero, ma per te, siccome giovane, è riserbato un più glorioso trionfo sul tiranno : in capo a tre giorni, seguirai me pontefice, tu levita.
R. Non ti lascio, figlio, né ti abbandono; ma ti sono riserbati maggiori combattimenti per la fede di Cristo.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Esse autem Salvatoris ignem legimus in Evangelio, dicente eodem Domino: Nescitis quia veni ignem mittere in terram? Et quid volo, nisi ut accendatur? Quo igne succensi illi duo discipuli dixerunt: Nonne cor nostrum ardens erat in nobis, dum loqueretur in via, et aperiret nobis Scripturas? Hoc igitur igne beatus Laurentius accensus, flammarum non sentit incendium: et dum Christi ardet desiderio, persecutoris pœnam non sentit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Beátus Lauréntius clamávit et dixit: Deum meum colo, illi soli sérvio;
* Et ídeo non tímeo torménta tua.
V. Mea nox obscúrum non habet, sed ómnia in luce claréscunt.
R. Et ídeo non tímeo torménta tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et ídeo non tímeo torménta tua.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Leggiamo nel Vangelo che esiste il fuoco del Salvatore, come dice il medesimo Signore: Non sapete che sono venuto a portare il fuoco sulla terra? e come vorrei che fosse già acceso! Luc. 12:49. Con quale fuoco erano accesi quei due discepoli che dissero: Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture? (Luc 24:32). Acceso dunque di questo fuoco il beato Lorenzo, non sente le fiamme dell'incendio: e mentre arde di desiderio di Cristo, non sente la pena del persecutore.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il beato Lorenzo esclamò e disse : Io onoro il mio Dio, e a lui solo servo;
* E per ciò non temo i tuoi tormenti.
V. La mia notte non ha tenebre, ma tutto brilla di luce.
R. E per ciò non temo i tuoi tormenti.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E per ciò non temo i tuoi tormenti.
Nocturn III.
Ant. Strinxérunt
Psalmus 14 [7]
14:1 Dómine, quis habitábit in tabernáculo tuo? * aut quis requiéscet in monte sancto tuo?
14:2 Qui ingréditur sine mácula, * et operátur justítiam:
14:3 Qui lóquitur veritátem in corde suo, * qui non egit dolum in lingua sua:
14:3 Nec fecit próximo suo malum, * et oppróbrium non accépit advérsus próximos suos.
14:4 Ad níhilum dedúctus est in conspéctu ejus malígnus: * timéntes autem Dóminum gloríficat:
14:5 Qui jurat próximo suo, et non décipit, * qui pecúniam suam non dedit ad usúram, et múnera super innocéntem non accépit.
14:5 Qui facit hæc: * non movébitur in ætérnum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Strinxérunt córporis membra pósita super cratículam: subiciéntibus prunas insúltat Levíta Christi.
Nocturn III.
Ant. Legarono
Salmo 14 [7]
14:1 Signore, chi abiterà nel tuo tabernacolo * o chi riposerà sul tuo santo monte?
14:2 Colui che vive senza macchia, * e pratica la giustizia:
14:3 Colui che dice la verità nel suo cuore, * e non ha ordito frode con la sua lingua:
14:3 Non ha fatto del male al suo prossimo * e non ha accolto maldicenza contro i suoi simili.
14:4 Ai suoi occhi il maligno è un niente, * ma egli onora quelli che temono il Signore.
14:5 Colui che giura al suo prossimo e non lo inganna. * Non dà il suo denaro ad usura, e non riceve regali contro l'innocente:
14:5 Chi fa tali cose * non sarà smosso in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Legarono strettamente le membra del suo corpo su d'una graticola: il Levita di Cristo si burla di coloro che apprestano il fuoco.
Ant. Igne me examinásti,
Psalmus 16 [8]
16:1 Exáudi, Dómine, justítiam meam: * inténde deprecatiónem meam.
16:1 Áuribus pércipe oratiónem meam, * non in lábiis dolósis.
16:2 De vultu tuo judícium meum pródeat: * óculi tui vídeant æquitátes.
16:3 Probásti cor meum, et visitásti nocte: * igne me examinásti, et non est invénta in me iníquitas.
16:4 Ut non loquátur os meum ópera hóminum: * propter verba labiórum tuórum ego custodívi vias duras.
16:5 Pérfice gressus meos in sémitis tuis: * ut non moveántur vestígia mea.
16:6 Ego clamávi, quóniam exaudísti me, Deus: * inclína aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
16:7 Mirífica misericórdias tuas, * qui salvos facis sperántes in te.
16:8 A resisténtibus déxteræ tuæ custódi me, * ut pupíllam óculi.
16:9 Sub umbra alárum tuárum prótege me: * a fácie impiórum qui me afflixérunt.
16:10 Inimíci mei ánimam meam circumdedérunt, ádipem suum conclusérunt: * os eórum locútum est supérbiam.
16:11 Proiciéntes me nunc circumdedérunt me: * óculos suos statuérunt declináre in terram.
16:12 Suscepérunt me sicut leo parátus ad prædam: * et sicut cátulus leónis hábitans in ábditis.
16:13 Exsúrge, Dómine, prævéni eum, et supplánta eum: * éripe ánimam meam ab ímpio, frámeam tuam ab inimícis manus tuæ.
16:14 Dómine, a paucis de terra dívide eos in vita eórum: * de abscónditis tuis adimplétus est venter eórum.
16:14 Saturáti sunt fíliis: * et dimisérunt relíquias suas párvulis suis.
16:15 Ego autem in justítia apparébo conspéctui tuo: * satiábor cum apparúerit glória tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Igne me examinásti, et non est invénta in me iníquitas.
Ant. Mi hai provato
Salmo 16 [8]
16:1 Ascolta, o Signore, la mia giustizia, * sii attento alla mia supplica.
16:1 Porgi l'orecchio alla mia preghiera * che viene da labbra non ingannatrici.
16:2 Dal tuo cospetto venga il mio giudizio, * vedano i tuoi occhi l'equità.
16:3 Hai provato il mio cuore, e lo hai visitato la notte. * Mi hai esaminato col fuoco e non si è trovato in me iniquità.
16:4 Affinché la mia bocca non parli secondo l'uso degli uomini: * per riguardo alle parole delle tue labbra ho battuto vie faticose.
16:5 Rendi fermi i miei passi nei tuoi sentieri, * affinché i piedi miei non vacillino.
16:6 Io gridai, perché tu mi esaudisti, o Dio: * inclina verso di me l'orecchio e ascolta le mie parole.
16:7 Fa risplendere le tue misericordie, * o tu che salvi coloro che sperano in te.
16:8 Da quelli che resistono alla tua destra difendimi * come la pupilla dell'occhio.
16:9 Sotto l'ombra delle tue ali proteggimi: * dalla faccia degli empi che mi hanno afflitto.
16:10 I miei nemici hanno circondato l'anima mia. Hanno chiuse le loro viscere: * la loro bocca ha parlato con arroganza.
16:11 Dopo avermi scacciato, adesso mi hanno circondato: * fissano i loro occhi per gettarmi a terra.
16:12 Guardano a me come un leone intento alla preda, * e come un leoncello che sta in agguato nella macchia.
16:13 Levati su, o Signore, previenilo, gettalo a terra: * libera l'anima mia dall'empio, la tua spada dai nemici della tua mano.
16:14 O Signore, nella loro vita separali da quelli pochi della terra: * il loro ventre è ripieno dei tuoi beni nascosti.
16:14 Hanno figli in abbondanza, * e lasciano i loro avanzi ai loro bambini.
16:15 Ma io nella giustizia comparirò al tuo cospetto: * sarò sazio all'apparire della tua gloria.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Mi hai provato col fuoco, e non s'è trovato in me iniquità.
Ant. Interrogátus
Psalmus 20 [9]
20:2 Dómine, in virtúte tua lætábitur rex: * et super salutáre tuum exsultábit veheménter.
20:3 Desidérium cordis ejus tribuísti ei: * et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
20:4 Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: * posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
20:5 Vitam pétiit a te: * et tribuísti ei longitúdinem diérum in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
20:6 Magna est glória ejus in salutári tuo: * glóriam et magnum decórem impónes super eum.
20:7 Quóniam dabis eum in benedictiónem in sǽculum sǽculi: * lætificábis eum in gáudio cum vultu tuo.
20:8 Quóniam rex sperat in Dómino: * et in misericórdia Altíssimi non commovébitur.
20:9 Inveniátur manus tua ómnibus inimícis tuis: * déxtera tua invéniat omnes, qui te odérunt.
20:10 Pones eos ut clíbanum ignis in témpore vultus tui: * Dóminus in ira sua conturbábit eos, et devorábit eos ignis.
20:11 Fructum eórum de terra perdes: * et semen eórum a fíliis hóminum.
20:12 Quóniam declinavérunt in te mala: * cogitavérunt consília, quæ non potuérunt stabilíre.
20:13 Quóniam pones eos dorsum: * in relíquiis tuis præparábis vultum eórum.
20:14 Exaltáre, Dómine, in virtúte tua: * cantábimus et psallémus virtútes tuas.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Interrogátus te Dóminum conféssus sum, assátus grátias ago.
Ant. Interrogato,
Salmo 20 [9]
20:2 Signore, della tua potenza si rallegrerà il re * ed esulterà grandemente per la salvezza accordatagli.
20:3 Tu hai adempiuto il desiderio del suo cuore, * e non hai resi vani i voti delle sue labbra.
20:4 Poiché lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni: * gli hai posto in capo una corona di pietre preziose.
20:5 Ti domandò la vita, * e gli hai dato lunghezza di giorni per i secoli e per i secoli dei secoli.
20:6 Grande è la sua gloria per la salvezza da te avuta, * lo ammanterai di gloria e di grande splendore.
20:7 Poiché lo farai benedizione per tutti i secoli, * lo riempirai di gioia con la tua presenza.
20:8 Perché il re spera nel Signore, * e per la misericordia dell'Altissimo non vacillerà.
20:9 La tua mano raggiunga tutti i tuoi nemici: * la tua destra raggiunga tutti coloro che ti odiano.
20:10 Li renderai come fornace ardente nel tempo che apparirà il tuo volto: * il Signore nell'ira sua li conquiderà [soggiogherà], il fuoco li divorerà.
20:11 Sterminerai il loro frutto dalla terra: * e il loro seme di mezzo ai figli degli uomini.
20:12 Perché tramarono mali contro di te: * ordirono disegni che non poterono eseguire.
20:13 Poiché tu farai loro voltare le spalle: * e a quelli che restano preparerai la faccia [alle tue saette].
20:14 Innalzati, o Signore, con la tua potenza, * noi canteremo e celebreremo con inni le tue meraviglie.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Interrogato, ho confessato che tu sei il Signore, arrostito, te ne ringrazio.
V. Magna est glória ejus in salutári tuo.
R. Glóriam et magnum decórem impónes super eum.
V. Grande è la sua gloria per il tuo soccorso salutare.
R. Di gloria e splendore grande l'hai ripieno.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Joánnem.
Joannes 12:25-27
In illo témpore: Dixit Jesus discipulis suis: Amen, amen dico vobis, nisi granum frumenti cadens in terram, mortuum fuerit; ipsum solum manet. Et réliqua.

De Homilía sancti Augustíni Epíscopi.
Ex Tract. 51. in Joann., post supra.
Cum ergo causæ articulus venerit, ut hæc conditio proponatur, aut faciendum esse contra Dei præceptum, aut ex hac vita emigrandum; quorum duorum homo si cogatur alterum eligere, comminante mortem persecutore, ibi eligat Deo dilecto emori, quam offenso vivere. Ibi oderit in hoc mundo animam suam, ut in vitam ætérnam custodiat eam. Si quis mihi ministrat, me sequatur. Quid est, Me sequatur, nisi, Me imitetur? Christus enim pro nobis passus est, ait Apostolus Petrus, relinquens nobis exemplum, ut sequamur vestigia ejus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. In cratícula te Deum non negávi,
* Et ad ignem applicátus te Dóminum Jesum Christum conféssus sum.
V. Probásti, Dómine, cor meum, et visitásti nocte.
R. Et ad ignem applicátus te Dóminum Jesum Christum conféssus sum.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Lettura del santo Vangelo secondo Giovanni.
Joannes 12:24-26
In quell'occasione: Gesù disse ai suoi discepoli: In verità, in verità vi dico, se il chicco di grano non cade in terra, e non muore, rimane solo com'è. Eccetera.

Dall'omelia di S. Agostino Vescovo.
Dal Trattato 51 su Giovanni, dopo l'inizio.
Quando però si pone l'alternativa, di trasgredire il comandamento di Dio o di morire sotto la spada del persecutore, dovendo scegliere tra le due cose, uno scelga allora la morte per amore di Dio piuttosto che la vita offendendo Dio; così avrà in senso giusto odiato la propria anima in questo mondo al fine di salvarla per la vita eterna. Chi mi vuol servire mi segua Gv 12, 26. Che vuol dire mi segua, se non mi imiti? Cristo infatti soffrì per noi - dice l'apostolo Pietro - lasciandoci un esempio, affinché seguiamo le sue orme 1 Pt 2, 21.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Sulla graticola, non ho negato che tu sei Iddio,
* E messo sul fuoco, ho confessato che tu sei il Signore Gesù Cristo.
V. Hai provato, o Signore, il mio cuore , e l'hai visitato di notte.
R. E messo sul fuoco, ho confessato che tu sei il Signore Gesù Cristo.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Cujus festum cólimus, ipse intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
Ecce quod dictum est: Si quis mihi ministrat, me sequatur. Quo fructu? qua mercede? quo præmio? Et ubi sum, inquit, ego, illic et minister meus erit. Gratis ametur, ut operis, quo ministratur illi, pretium sit esse cum illo. Ubi enim bene erit sine illo, aut quando esse male poterit cum illo? Audi evidentius: Si quis mihi,ministraverit, honorificabit eum Pater meus. Quo honore, nisi ut sit cum Filio ejus? Quod enim superius ait: Ubi ego sum, illic et minister meus erit hoc intelligitur exposuisse, cum dicit: Honorificabit eum Pater meus. Nam quem majorem honorem accipere poterit adoptatus, quam ut sit ubi est unicus, non æqualis factus divinitati, sed consociatus æternitati?
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. O Hippólyte, si credíderis in Dóminum Jesum Christum,
* Et thesáuros tibi osténdo, et vitam ætérnam promítto.
V. Beátus Lauréntius Hippólyto dixit: Si credis in Dóminum Jesum Christum.
R. Et thesáuros tibi osténdo, et vitam ætérnam promítto.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et thesáuros tibi osténdo, et vitam ætérnam promítto.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Colui del quale celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
Questo è il senso della frase: Chi mi vuol servire mi segua. E con quale frutto, con quale ricompensa, con quale premio? E dove sono io, - dice - ivi sarà anche il mio servo. Amiamolo disinteressatamente, per ottenere, come ricompensa del nostro servizio, di essere con lui. Come si può star bene senza di lui, o male con lui? Ascolta che parla in maniera più esplicita: Se uno mi serve, il Padre mio lo onorerà Gv 12, 26. Con quale onore, se non con quello di poter essere suo figlio? Questa frase: Il Padre mio lo onorerà, appare come una spiegazione di quella precedente: Dove sono io, ivi sarà anche il mio servo. Quale maggiore onore può ricevere il figlio adottivo di essere là dove è il Figlio unico, non uguagliato nella sua divinità, ma associato a lui nell'eternità.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. O Ippolito, se crederai nel Signore Gesù Cristo,
* E ti mostro dei tesori e ti prometto la vita eterna.
V. Il beato Lorenzo disse a Ippolito : Se credi nel Signore Gesù Cristo.
R. E ti mostro dei tesori e ti prometto la vita eterna.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E ti mostro dei tesori e ti prometto la vita eterna.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Sed vide ne tibi subrépat, ut teípsum velis interímere, sic intellegéndo, quod debes odísse in hoc mundo ánimam tuam. Hinc enim quidam malígni atque pervérsi hómines, et in seípsis crudelióres et sceleratióres homicídæ, flammis se donant, aquis se præfócant, præcipítio se collídunt, et péreunt. Hoc Christus non dócuit; immo étiam diábolo præcipítium suggerénti respóndit: Redi retro, sátana: scriptum est, Non tentábis Dóminum, Deum tuum. Petro autem dixit, signíficans qua morte clarificatúrus erat Deum: Cum esses júnior, cingébas te, et ambulábas quo volébas; cum autem senúeris, alter te cinget et feret quo tu non vis. Ubi satis expréssit, non a seípso, sed ab álio debére occídi, qui vestígia séquitur Christi.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis uterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Ma basta che non ti venga in mente di volerti suicidare, intendendo così di dovere odiare l'anima tua in questo mondo. Siccome fanno appunto certi uomini cattivi e perversi, crudeli ed empi e omicidi di se stessi, i quali si gettano nelle fiamme, si affogano, si buttano dai precipizi e periscono. Cristo non ha insegnato questo; anzi egli al diavolo che gli suggeriva di precipitarsi dal tempio) rispose: «Va' via, satana: perché sta scritto: Non tentare il Signore Dio tuo» (Mt 4,10. A Pietro poi disse, indicando con qual morte avrebbe glorificato Dio: «Quando eri più giovane, ti cingevi da te, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio un altro ti cingerà, e menerà dove tu non vorresti» Gv 21,19. Con che espresse abbastanza, che chi segue le vestigia di Cristo non deve darsi la morte da sé, ma riceverla da un altro.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus
Da nobis, quǽsumus, omnípotens Deus: vitiórum nostrórum flammas exstínguere; qui beáto Lauréntio tribuísti tormentórum suórum incéndia superáre.
Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.

Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
Dacci, te ne preghiamo, Dio onnipotente, di estinguere le fiamme dei nostri vizi; tu che desti al beato Lorenzo di superare il fuoco dei suoi tormenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Post Divinum officium

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