Dominica V Post Epiphaniam III. Novembris ~ II. classis
Commemoratio: S. Martini Episcopi et Confessoris

Ad Matutinum    11-11-2018

Incipit
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.

Psalmus 3 [0]
3:2 Dómine, quid multiplicáti sunt qui tríbulant me? * multi insúrgunt advérsum me.
3:3 Multi dicunt ánimæ meæ: * Non est salus ipsi in Deo ejus.
3:4 Tu autem, Dómine, suscéptor meus es, * glória mea, et exáltans caput meum.
3:5 Voce mea ad Dóminum clamávi: * et exaudívit me de monte sancto suo.
3:6 Ego dormívi, et soporátus sum: * et exsurréxi, quia Dóminus suscépit me.
3:7 Non timébo míllia pópuli circumdántis me: * exsúrge, Dómine, salvum me fac, Deus meus.
3:8 Quóniam tu percussísti omnes adversántes mihi sine causa: * dentes peccatórum contrivísti.
3:9 Dómini est salus: * et super pópulum tuum benedíctio tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Inizio
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.

Salmo 3 [0]
3:2 Signore, perché si sono moltiplicati quelli che mi perseguitano? * Sono molti quelli che insorgono contro di me.
3:3 Molti dicono all'anima mia: * Per lui non vi è salute nel suo Dio.
3:4 Ma tu, o Signore, tu sei il mio scudo, * la mia gloria, e colui che rialza il mio capo.
3:5 Gridai con la mia voce al Signore, * ed egli mi esaudì dal suo monte santo.
3:6 Io dormii, e presi sonno, * e mi svegliai, perchè il Signore mi sostenne.
3:7 Non temerò le migliaia del popolo che mi circonda: * Levati, o Signore, salvami, o Dio mio.
3:8 Poiché tu hai percosso tutti coloro che senza ragione mi sono avversi: * hai spezzati i denti dei peccatori.
3:9 Del Signore è la salvezza: * e sul tuo popolo la tua benedizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Invitatorium {Antiphona ex Psalterio secundum tempora}
Ant. Adorémus Dóminum, * Qui fecit nos.
Ant. Adorémus Dóminum, * Qui fecit nos.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Adorémus Dóminum, * Qui fecit nos.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Qui fecit nos.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Adorémus Dóminum, * Qui fecit nos.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Qui fecit nos.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Adorémus Dóminum, * Qui fecit nos.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Qui fecit nos.
Ant. Adorémus Dóminum, * Qui fecit nos.
Invitatorio {Antifona dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Ant. Adoriamo il Signore * che ci ha fatto.
Ant. Adoriamo il Signore * che ci ha fatto.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Adoriamo il Signore * che ci ha fatto.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. che ci ha fatto.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Adoriamo il Signore * che ci ha fatto.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. che ci ha fatto.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Adoriamo il Signore * che ci ha fatto.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. che ci ha fatto.
Ant. Adoriamo il Signore * che ci ha fatto.
Hymnus {ex Psalterio secundum tempora}
Primo dierum ómnium,
Quo mundus extat cónditus,
Vel quo resúrgens Cónditor
Nos morte victa líberat.

Pulsis procul torpóribus
Surgámus omnes ócius,
Et nocte quærámus pium
Sicut prophetam nóvimus.

Nostras preces ut áudiat,
Suámque dextram pórrigat:
Et expiátos sórdibus
Reddat polórum sédibus.

Ut quique sacratíssimo
Hujus diéi témpore
Horis quiétis psállimus,
Donis beátis múneret.

Jam nunc patérna claritas
Te postulámus áffatim:
Absit libído sórdidans
Et omnis actus nóxius.

Ne fœda sit, vel lúbrica
Compágo nostri córporis,
Per quem Averni ígnibus
Ipsi cremémur ácrius.

Ob hoc Redémptor, quǽsumus,
Ut probra nostra díluas,
Vitæ perénnis cómmoda
Nobis benígne cónferas.

Quo carnis actu éxsules
Effecti ipsi cælibes,
Ut præstolamur cernui,
Melos canamus glóriæ.

* Præsta, Pater piíssime,
Patríque compar Únice,
Cum Spíritu Paráclito
Regnans per omne sǽculum.
Amen.
Inno {dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Il primo giorno in cui la Trinità
beata compì la creazione,
e il giorno in cui risorgendo, il Creatore ,
sconfìtta la morte, libera gli uomini:

respinti lontano i torpori,
sorgiamo solleciti
e nella notte ricerchiamo Dio,
come comanda il Profeta:

perché ascolti le nostre preghiere,
ci porga la sua destra
e a chi ha espiato la colpa
offra il celeste soggiorno.

E ciascuno che nel sacro
spazio di questo giorno
abbia pregato nelle ore quiete,
rimuneri Dio con beati doni.

Ed ora, o splendore del Padre,
te invochiamo istantemente
di tenerci lontani dalle azioni impure
e da ogni atto nocivo.

Nessun peccato macchi
le membra del nostro corpo,
affinché l'inferno non ci bruci
con le sue fiamme più atrocemente.

Redentore del mondo, ti preghiamo,
tu cancella le nostre colpe;
e a noi generoso concedi
i doni della vita eterna.

Esaudiscici, o Padre piissimo,
e anche tu, Unigenito uguale al Padre,
che con lo Spirito Paraclito
regni per tutti i secoli.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.

Ant. Dómine * in virtúte tua lætábitur rex.
Psalmus 20 [1]
20:2 Dómine, in virtúte tua lætábitur rex: * et super salutáre tuum exsultábit veheménter.
20:3 Desidérium cordis ejus tribuísti ei: * et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
20:4 Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: * posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
20:5 Vitam pétiit a te: * et tribuísti ei longitúdinem diérum in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
20:6 Magna est glória ejus in salutári tuo: * glóriam et magnum decórem impónes super eum.
20:7 Quóniam dabis eum in benedictiónem in sǽculum sǽculi: * lætificábis eum in gáudio cum vultu tuo.
20:8 Quóniam rex sperat in Dómino: * et in misericórdia Altíssimi non commovébitur.
20:9 Inveniátur manus tua ómnibus inimícis tuis: * déxtera tua invéniat omnes, qui te odérunt.
20:10 Pones eos ut clíbanum ignis in témpore vultus tui: * Dóminus in ira sua conturbábit eos, et devorábit eos ignis.
20:11 Fructum eórum de terra perdes: * et semen eórum a fíliis hóminum.
20:12 Quóniam declinavérunt in te mala: * cogitavérunt consília, quæ non potuérunt stabilíre.
20:13 Quóniam pones eos dorsum: * in relíquiis tuis præparábis vultum eórum.
20:14 Exaltáre, Dómine, in virtúte tua: * cantábimus et psallémus virtútes tuas.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.

Ant. Signore, * della tua potenza si rallegrerà il re.
Salmo 20 [1]
20:2 Signore, della tua potenza si rallegrerà il re * ed esulterà grandemente per la salvezza accordatagli.
20:3 Tu hai adempiuto il desiderio del suo cuore, * e non hai resi vani i voti delle sue labbra.
20:4 Poiché lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni: * gli hai posto in capo una corona di pietre preziose.
20:5 Ti domandò la vita, * e gli hai dato lunghezza di giorni per i secoli e per i secoli dei secoli.
20:6 Grande è la sua gloria per la salvezza da te avuta, * lo ammanterai di gloria e di grande splendore.
20:7 Poiché lo farai benedizione per tutti i secoli, * lo riempirai di gioia con la tua presenza.
20:8 Perché il re spera nel Signore, * e per la misericordia dell'Altissimo non vacillerà.
20:9 La tua mano raggiunga tutti i tuoi nemici: * la tua destra raggiunga tutti coloro che ti odiano.
20:10 Li renderai come fornace ardente nel tempo che apparirà il tuo volto: * il Signore nell'ira sua li conquiderà [soggiogherà], il fuoco li divorerà.
20:11 Sterminerai il loro frutto dalla terra: * e il loro seme di mezzo ai figli degli uomini.
20:12 Perché tramarono mali contro di te: * ordirono disegni che non poterono eseguire.
20:13 Poiché tu farai loro voltare le spalle: * e a quelli che restano preparerai la faccia [alle tue saette].
20:14 Innalzati, o Signore, con la tua potenza, * noi canteremo e celebreremo con inni le tue meraviglie.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 21 [2]
21:2 Deus, Deus meus, réspice in me: quare me dereliquísti? * longe a salúte mea verba delictórum meórum.
21:3 Deus meus, clamábo per diem, et non exáudies: * et nocte, et non ad insipiéntiam mihi.
21:4 Tu autem in sancto hábitas, * laus Israël.
21:5 In te speravérunt patres nostri: * speravérunt, et liberásti eos.
21:6 Ad te clamavérunt, et salvi facti sunt: * in te speravérunt, et non sunt confúsi.
21:7 Ego autem sum vermis, et non homo: * oppróbrium hóminum, et abjéctio plebis.
21:8 Omnes vidéntes me, derisérunt me: * locúti sunt lábiis, et movérunt caput.
21:9 Sperávit in Dómino, erípiat eum: * salvum fáciat eum, quóniam vult eum.
21:10 Quóniam tu es, qui extraxísti me de ventre: * spes mea ab ubéribus matris meæ. In te projéctus sum ex útero:
21:11 De ventre matris meæ Deus meus es tu, * ne discésseris a me:
21:12 Quóniam tribulátio próxima est: * quóniam non est qui ádjuvet.
21:13 Circumdedérunt me vítuli multi: * tauri pingues obsedérunt me.
21:14 Aperuérunt super me os suum, * sicut leo rápiens et rúgiens.
21:15 Sicut aqua effúsus sum: * et dispérsa sunt ómnia ossa mea.
21:15 Factum est cor meum tamquam cera liquéscens * in médio ventris mei.
21:16 Áruit tamquam testa virtus mea, et lingua mea adhǽsit fáucibus meis: * et in púlverem mortis deduxísti me.
21:17 Quóniam circumdedérunt me canes multi: * concílium malignántium obsédit me.
21:17 Fodérunt manus meas et pedes meos: * dinumeravérunt ómnia ossa mea.
21:18 Ipsi vero consideravérunt et inspexérunt me: * divisérunt sibi vestiménta mea, et super vestem meam misérunt sortem.
21:20 Tu autem, Dómine, ne elongáveris auxílium tuum a me: * ad defensiónem meam cónspice.
21:21 Érue a frámea, Deus, ánimam meam: * et de manu canis únicam meam:
21:22 Salva me ex ore leónis: * et a córnibus unicórnium humilitátem meam.
21:23 Narrábo nomen tuum frátribus meis: * in médio ecclésiæ laudábo te.
21:24 Qui timétis Dóminum, laudáte eum: * univérsum semen Jacob, glorificáte eum.
21:25 Tímeat eum omne semen Israël: * quóniam non sprevit, neque despéxit deprecatiónem páuperis:
21:25 Nec avértit fáciem suam a me: * et cum clamárem ad eum, exaudívit me.
21:26 Apud te laus mea in ecclésia magna: * vota mea reddam in conspéctu timéntium eum.
21:27 Edent páuperes, et saturabúntur: et laudábunt Dóminum qui requírunt eum: * vivent corda eórum in sǽculum sǽculi.
21:28 Reminiscéntur et converténtur ad Dóminum * univérsi fines terræ:
21:28 Et adorábunt in conspéctu ejus * univérsæ famíliæ géntium.
21:29 Quóniam Dómini est regnum: * et ipse dominábitur géntium.
21:30 Manducavérunt et adoravérunt omnes pingues terræ: * in conspéctu ejus cadent omnes qui descéndunt in terram.
21:31 Et ánima mea illi vivet: * et semen meum sérviet ipsi.
21:32 Annuntiábitur Dómino generátio ventúra: * et annuntiábunt cæli justítiam ejus pópulo qui nascétur, quem fecit Dóminus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dómine in virtúte tua lætábitur rex.
Salmo 21 [2]
21:2 Dio, Dio mio, volgiti a me: * perché tu mi hai abbandonato? Mi allontana dalla salvezza, la voce dei miei delitti.
21:3 Mio Dio, grido di giorno, e non mi esaudisci: * [grido] la notte, e non per mia follia.
21:4 Eppure tu abiti nel santuario, * o gloria d'Israele.
21:5 In te sperarono i padri nostri: * sperarono e tu li liberasti.
21:6 Gridarono a te e furono salvati: * in te sperarono, e non restarono confusi.
21:7 Ma io sono un verme, e non un uomo: * l'obbrobrio degli uomini, e il rifiuto della plebe.
21:8 Quanti mi vedono mi scherniscono, * parlottano [sogghignano] con le labbra e scuotono la testa.
21:9 Ha sperato nel Signore: egli lo liberi. * Lo salvi, giacché lo ama.
21:10 Sì, sei tu, che mi traesti dal seno, * mia speranza fin dalle poppe materne.
21:11 Su te fui gettato dal grembo materno: dal seno di mia madre tu sei il mio Dio. * Non ti allontanare da me,
21:12 Poiché la tribolazione è vicina, * poiché non c'è chi soccorra.
21:13 Mi hanno circondato molti giovenchi: * mi hanno accerchiato grassi tori.
21:14 Hanno spalancato contro di me la loro bocca, * come un leone che sbrana, e ruggisce.
21:15 Mi sono disciolto come acqua, * e si sono slogate le mie ossa.
21:15 Il mio cuore è diventato come cera, che si liquefa * in mezzo alle mie viscere.
21:16 Il mio vigore è inaridito come un coccio, e la mia lingua si è attaccata al mio palato, * e mi hai condotto nella polvere della morte.
21:17 Poiché numerosi cani mi hanno circondato: * un concilio di maligni mi ha accerchiato.
21:17 Hanno forato le mie mani e i miei piedi: * hanno contato tutte le mie ossa.
21:18 Essi poi mi hanno guardato e osservato attentamente. * Si sono divise tra loro le mie vesti, e sulla mia veste [tunica] hanno gettato la sorte.
21:20 Ma tu, o Signore, non allontanare da me il tuo soccorso: * accorri in mia difesa.
21:21 Libera dalla spada, o Dio, la mia anima: * e dalla violenza del cane [poiché è] la mia unica.
21:22 Salvami dalle fauci del leone, * e la mia debolezza dalle corna degli unicorni.
21:23 Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, * in mezzo alla Chiesa ti loderò.
21:24 O voi, che temete il Signore, lodatelo: * o intera discendenza di Giacobbe, glorificatelo.
21:25 Lo tema tutta la stirpe d'Israele, * perché non disdegnò, né disprezzò la supplica del povero:
21:25 Né rivolse da me la sua faccia * e quando alzai a lui le mie grida mi esaudì.
21:26 Da te la mia lode nella grande Chiesa, * scioglierò i miei voti in presenza di coloro che lo temono.
21:27 I poveri mangeranno, e saranno saziati e loderanno il Signore quelli che lo cercano: * vivranno i loro cuori in eterno.
21:28 Si ricorderanno e si convertiranno al Signore * tutti i confini della terra:
21:28 E adoranti al suo cospetto, * tutte quante le famiglie delle genti.
21:29 Poiché del Signore è il regno, * ed egli dominerà sulle genti.
21:30 Tutti i potenti della terra hanno mangiato e hanno adorato; * dinanzi a lui si prostreranno tutti quelli che scendono nella terra.
21:31 E l'anima mia vivrà per lui, * e la mia stirpe a lui servirà.
21:32 Sarà annunziata al Signore la generazione avvenire, * e i cieli annunzieranno la giustizia di lui al popolo che nascerà, e che il Signore ha creato.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Signore, della tua potenza si rallegrerà il re.
Ant. Dóminus regit me * et nihil mihi déerit: in loco páscuæ ibi me collocávit.
Psalmus 22 [3]
22:1 Dóminus regit me, et nihil mihi déerit: in loco páscuæ ibi me collocávit.
22:2 Super aquam refectiónis educávit me: * ánimam meam convértit.
22:3 Dedúxit me super sémitas justítiæ, * propter nomen suum.
22:4 Nam, et si ambulávero in médio umbræ mortis, non timébo mala: * quóniam tu mecum es.
22:4 Virga tua, et báculus tuus: * ipsa me consoláta sunt.
22:5 Parásti in conspéctu meo mensam, * advérsus eos, qui tríbulant me.
22:5 Impinguásti in óleo caput meum: * et calix meus inébrians quam præclárus est!
22:6 Et misericórdia tua subsequétur me * ómnibus diébus vitæ meæ:
22:6 Et ut inhábitem in domo Dómini, * in longitúdinem diérum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Il Signore mi governa, * e nulla mi mancherà: Egli mi ha posto in un luogo di pascolo abbondante.
Salmo 22 [3]
22:1 Il Signore mi governa, e nulla mi mancherà: Egli mi ha posto in un luogo di pascolo abbondante.
22:2 Mi ha condotto ad un'acqua che conforta. * Ha attirato a se l'anima mia,
22:3 Mi ha condotto per i sentieri della giustizia * a causa del suo nome.
22:4 Poiché quand'anche camminassi in mezzo all'ombra di morte, non temerò alcun male, * perché tu sei con me.
22:4 La tua verga e il tuo vincastro, * essi mi hanno consolato.
22:5 Hai imbandita dinanzi a me una mensa, * in faccia di quelli che mi perseguitano.
22:5 Hai unto il mio capo di unguento: * e il mio calice inebriante quanto è mai buono!
22:6 E la tua misericordia mi seguirà * per tutti i giorni della mia vita:
22:6 Affinché io abiti nella casa del Signore * per lunghi giorni.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 23 [4]
23:1 Dómini est terra, et plenitúdo ejus: * orbis terrárum, et univérsi qui hábitant in eo.
23:2 Quia ipse super mária fundávit eum: * et super flúmina præparávit eum.
23:3 Quis ascéndet in montem Dómini? * aut quis stabit in loco sancto ejus?
23:4 Ínnocens mánibus et mundo corde, * qui non accépit in vano ánimam suam, nec jurávit in dolo próximo suo.
23:5 Hic accípiet benedictiónem a Dómino: * et misericórdiam a Deo, salutári suo.
23:6 Hæc est generátio quæréntium eum, * quæréntium fáciem Dei Jacob.
23:7 Attóllite portas, príncipes, vestras, et elevámini, portæ æternáles: * et introíbit Rex glóriæ.
23:8 Quis est iste Rex glóriæ? * Dóminus fortis et potens: Dóminus potens in prǽlio.
23:9 Attóllite portas, príncipes, vestras, et elevámini, portæ æternáles: * et introíbit Rex glóriæ.
23:10 Quis est iste Rex glóriæ? * Dóminus virtútum ipse est Rex glóriæ.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dóminus regit me et nihil mihi déerit: in loco páscuæ ibi me collocávit.
Salmo 23 [4]
23:1 Del Signore è la terra e quanto essa contiene: * il mondo e tutti i suoi abitatori.
23:2 Poiché egli la fondò sui mari, * e la stabilì sui fiumi.
23:3 Chi salirà al monte del Signore, * o chi starà nel suo luogo santo?
23:4 Chi ha mani innocenti e il cuore puro, * e chi non ha ricevuta invano l'anima sua, né ha giurato con inganno al suo prossimo.
23:5 Questi riceverà benedizione dal Signore, * e misericordia da Dio, suo Salvatore.
23:6 Tale è la generazione di quelli che lo cercano, * di quelli che cercano la faccia del Dio di Giacobbe.
23:7 Alzate, o principi, le vostre porte, e alzatevi voi, o porte eterne; * ed entrerà il Re della gloria.
23:8 Chi è questo Re della gloria? * Il Signore forte e potente, il Signore potente nelle battaglie.
23:9 Alzate, o prìncipi, le vostre porte, e alzatevi voi, o porte eterne; * ed entrerà il Re della gloria.
23:10 Chi è questo Re della gloria? * Il Signore degli eserciti egli è il Re della gloria.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore mi governa, e nulla mi mancherà: Egli mi ha posto in un luogo di pascolo abbondante.
Ant. Óculi mei * semper ad Dóminum.
Psalmus 24 [5]
24:1 Ad te, Dómine, levávi ánimam meam: * Deus meus, in te confído, non erubéscam.
24:3 Neque irrídeant me inimíci mei: * étenim univérsi, qui sústinent te, non confundéntur.
24:4 Confundántur omnes iníqua agéntes * supervácue.
24:4 Vias tuas, Dómine, demónstra mihi: * et sémitas tuas édoce me.
24:5 Dírige me in veritáte tua, et doce me: * quia tu es, Deus, salvátor meus, et te sustínui tota die.
24:6 Reminíscere miseratiónum tuárum, Dómine, * et misericordiárum tuárum, quæ a sǽculo sunt.
24:7 Delícta juventútis meæ, * et ignorántias meas ne memíneris.
24:7 Secúndum misericórdiam tuam meménto mei tu: * propter bonitátem tuam, Dómine.
24:8 Dulcis et rectus Dóminus: * propter hoc legem dabit delinquéntibus in via.
24:9 Díriget mansuétos in judício: * docébit mites vias suas.
24:10 Univérsæ viæ Dómini, misericórdia et véritas, * requiréntibus testaméntum ejus et testimónia ejus.
24:11 Propter nomen tuum, Dómine, propitiáberis peccáto meo: * multum est enim.
24:12 Quis est homo qui timet Dóminum? * legem státuit ei in via, quam elégit.
24:13 Ánima ejus in bonis demorábitur: * et semen ejus hereditábit terram.
24:14 Firmaméntum est Dóminus timéntibus eum: * et testaméntum ipsíus ut manifestétur illis.
24:15 Óculi mei semper ad Dóminum: * quóniam ipse evéllet de láqueo pedes meos.
24:16 Réspice in me, et miserére mei: * quia únicus et pauper sum ego.
24:17 Tribulatiónes cordis mei multiplicátæ sunt: * de necessitátibus meis érue me.
24:18 Vide humilitátem meam, et labórem meum: * et dimítte univérsa delícta mea.
24:19 Réspice inimícos meos quóniam multiplicáti sunt, * et ódio iníquo odérunt me.
24:20 Custódi ánimam meam, et érue me: * non erubéscam quóniam sperávi in te.
24:21 Innocéntes et recti adhæsérunt mihi: * quia sustínui te.
24:22 Líbera, Deus, Israël, * ex ómnibus tribulatiónibus suis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. I miei occhi * sono sempre rivolti al Signore.
Salmo 24 [5]
24:1 A te, o Signore, innalzai l'anima mia: * Dio mio, in te confido, che io non abbia da arrossire.
24:3 Né mi deridano i miei nemici: * poiché tutti colorò che sperano in te non rimarranno confusi.
24:4 Siano confusi tutti coloro che invano * commettono l'iniquità.
24:4 Mostrami, o Signore, le tue vie; * e insegnami i tuoi sentieri.
24:5 Guidami nella tua verità, e ammaestrami, * perché tu sei il Dio mio Salvatore, e ho sperato in te tutto il giorno.
24:6 Ricordati, o Signore, delle tue bontà, * e delle tue misericordie, che sono da secoli.
24:7 Non ricordare i delitti di mia giovinezza, * e le mie ignoranze.
24:7 Secondo la tua misericordia, ricordati di me, * o Signore, in ragione della tua bontà.
24:8 Il Signore è buono e retto; * per questo darà ai peccatori la legge della via da tenere.
24:9 Guiderà gli umili nella giustizia: * insegnerà ai docili le sue vie.
24:10 Tutte le vie del Signore sono misericordia e verità * per coloro che cercano il suo testamento e i suoi comandamenti.
24:11 Per il tuo nome, o Signore, perdonerai il mio peccato: * perché è grande.
24:12 Chi è l'uomo che teme il Signore? * [Dio] gli diede una legge nella via che egli ha scelto.
24:13 La sua anima dimora tra i beni, * e la sua stirpe erediterà la terra.
24:14 Il Signore è sostegno di coloro che lo temono: * e il suo testamento è per essere loro manifestato.
24:15 I miei occhi sono sempre rivolti al Signore: * perché egli trarrà dal laccio i miei piedi.
24:16 Volgiti a me, e abbi pietà di me: * perché io sono solo, e povero.
24:17 Le tribolazioni del mio cuore si sono moltiplicate: * liberami dalle mie angustie.
24:18 Guarda la mia miseria e la mia pena, * e perdona tutti i miei peccati.
24:19 Guarda i miei nemici, come sono moltiplicati, * e mi odiano di un odio iniquo.
24:20 Custodisci l'anima mia, e salvami: * non abbia ad arrossire perché ho sperato in te.
24:21 Gli innocenti e i retti di cuore sono uniti con me, * perché ho sperato in te.
24:22 Dio, libera Israele * da tutte le sue tribolazioni.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 25 [6]
25:1 Júdica me, Dómine, quóniam ego in innocéntia mea ingréssus sum: * et in Dómino sperans non infirmábor.
25:2 Proba me, Dómine, et tenta me: * ure renes meos et cor meum.
25:3 Quóniam misericórdia tua ante óculos meos est: * et complácui in veritáte tua.
25:4 Non sedi cum concílio vanitátis: * et cum iníqua geréntibus non introíbo.
25:5 Odívi ecclésiam malignántium: * et cum ímpiis non sedébo.
25:6 Lavábo inter innocéntes manus meas: * et circúmdabo altáre tuum, Dómine:
25:7 Ut áudiam vocem laudis, * et enárrem univérsa mirabília tua.
25:8 Dómine, diléxi decórem domus tuæ, * et locum habitatiónis glóriæ tuæ.
25:9 Ne perdas cum ímpiis, Deus, ánimam meam, * et cum viris sánguinum vitam meam:
25:10 In quorum mánibus iniquitátes sunt: * déxtera eórum repléta est munéribus.
25:11 Ego autem in innocéntia mea ingréssus sum: * rédime me, et miserére mei.
25:12 Pes meus stetit in dirécto: * in ecclésiis benedícam te, Dómine.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Óculi mei semper ad Dóminum.
Salmo 25 [6]
25:1 Fammi giustizia, o Signore, perché io ho camminato nella mia innocenza: * e sperando nel Signore non vacillerò.
25:2 Provami, o Signore, e fa saggio di me; * passa al fuoco i miei reni, e il mio cuore.
25:3 Perché la tua misericordia sta dinanzi a miei occhi: * e mi compiaccio nella tua verità.
25:4 Non mi posi a sedere al concilio degli uomini vani; * e non entrerò con coloro che commettono iniquità.
25:5 Ho in odio la chiesa dei maligni, * e non mi porrò a sedere cogli empi.
25:6 Laverò le mie mani tra gli innocenti, * e starò intorno al tuo altare, o Signore:
25:7 Al fine di udire la voce della tua lode, * e raccontare le tue meraviglie.
25:8 Signore, io ho amato lo splendore della tua casa, * e il luogo dove abita la tua gloria.
25:9 Non perdere, o Dio, l'anima mia con gli empi * né la mia vita cogli uomini sanguinari,
25:10 Nelle cui mani sta l'iniquità: * e la cui destra è piena di regali.
25:11 Ma io ho camminato nella mia innocenza: * riscattami, ed abbi pietà di me.
25:12 Il mio piede stette fermo nella retta via: * nelle adunanze ti benedirò, o Signore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. I miei occhi sono sempre rivolti al Signore.
V. Memor fui nocte nóminis tui Dómine.
R. Et custodívi legem tuam.
V. Mi sono ricordato nella notte del tuo nome, o Signore.
R. Ed ho osservato la tua legge.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
Incipit liber Daniélis Prophétæ
Dan 1:1-4
1 Anno tértio regni Jóakim regis Juda, venit Nabuchodónosor, rex Babylónis, in Jerúsalem et obsédit eam:
2 Et trádidit Dóminus in manu ejus Jóakim, regem Juda, et partem vasórum domus Dei: et asportávit ea in terra Sénnaar in domum dei sui, et vasa íntulit in domum thesáuri dei sui.
3 Et ait rex Asphenez præpósito eunuchórum, ut introdúceret de fíliis Israël, et de sémine régio et tyrannórum,
4 Púeros, in quibus nulla esset mácula, decóros forma, et erudítos omni sapiéntia, cautos sciéntia, et doctos disciplína, et qui possent stare in palátio regis, ut docéret eos lítteras et linguam Chaldæórum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Vidi Dóminum sedéntem super sólium excélsum et elevátum, et plena erat omnis terra majestáte ejus:
* Et ea, quæ sub ipso erant, replébant templum.
V. Séraphim stabant super illud: sex alæ uni, et sex alæ álteri.
R. Et ea, quæ sub ipso erant, replébant templum.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Incomincia il libro del Profeta Daniele
Dan 1:1-4
1 Nell'anno terzo del regno di Ioachim re di Giuda venne Nabucodonosor re di Babilonia contro Gerusalemme, e l'assediò,
2 E il Signore diede nelle sue mani Ioachim re di Giuda e parte del vasellame della casa di Dio, ed egli lo trasportò nella terra di Sennaar nella casa del suo dio e ripose il vasellame nella casa del tesoro del suo dio.
3 E il re disse ad Asfenez capo degli eunuchi, che gli scegliesse dai figli d'Israele e dalla stirpe reale e dei principi,
4 Dei giovanetti senza alcun difetto, di bell'aspetto e istruiti in ogni sapienza, ornati di scienza e ben educati, e che potessero stare nel palazzo del re, affinché s'insegnassero loro le lettere e la lingua dei Galdei.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Vidi il Signore seduto sopra un trono eccelso ed elevato, e piena era tutta la terra della sua maestà:
* E le estremità della sua veste riempivano il tempio.
V. Dei Serafini stavano sopra di esso: sei ali aveva l'uno e sei ali l'altro.
R. E le estremità della sua veste riempivano il tempio.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
Dan 1:5-7
5 Et constítuit eis rex annónam per síngulos dies de cibis suis, et de vino unde bibébat ipse, ut enutríti tribus annis, póstea starent in conspéctu regis.
6 Fuérunt ergo inter eos de fíliis Juda, Dániel, Ananías, Mísaël, et Azarías.
7 Et impósuit eis præpósitus eunuchórum nómina: Daniéli, Baltássar; Ananíæ, Sidrach; Misaéli, Misach; et Azaríæ, Abdénago.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Aspice, Dómine, de sede sancta tua, et cógita de nobis: inclína, Deus meus, aurem tuam et audi:
* Aperi óculos tuos et vide tribulatiónem nostram.
V. Qui regis Israël, inténde, qui dedúcis velut ovem Joseph.
R. Aperi óculos tuos et vide tribulatiónem nostram.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
Dan 1:5-7
5 E il re stabilì che ogni giorno si desse loro da mangiare di ciò che mangiava e del vino che beveva lui stesso, affinché così ben allevati per tre anni potessero poi stare davanti al re.
6 Ora tra questi ci furono de' figli di Giuda, Daniele, Anania, Misaele e Azaria.
7 E il capo degli eunuchi pose loro altri nomi ; a Daniele Baltassar, ad Anania Sidrac, a Misaele Misach e ad Azaria Abdenago.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Guardaci, o Signore, dal tuo santo trono, e pensa a noi: porgi, Dio mio, il tuo orecchio ed ascolta:
* Apri i tuoi occhi e mira la nostra tribolazione.
V. O pastore d'Israele, ascoltaci, tu che guidi Giuseppe come una pecorella.
R. Apri i tuoi occhi e mira la nostra tribolazione.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
Dan 1:8-10
8 Propósuit autem Dániel in corde suo, ne polluerétur de mensa regis, neque de vino potus ejus: et rogávit eunuchórum præpósitum ne contaminarétur.
9 Dedit autem Deus Daniéli grátiam et misericórdiam in conspéctu príncipis eunuchórum.
10 Et ait princeps eunuchórum ad Daniélem: Tímeo ego dóminum meum regem, qui constítuit vobis cibum et potum: qui, si víderit vultus vestros macilentióres præ céteris adolescéntibus coǽvis vestris, condemnábitis caput meum regi.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Aspice, Dómine, quia facta est desoláta cívitas plena divítiis, sedet in tristítia dómina géntium:
* Non est qui consolétur eam, nisi tu, Deus noster.
V. Plorans plorávit in nocte, et lácrimæ ejus in maxíllis ejus.
R. Non est qui consolétur eam, nisi tu, Deus noster.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
Dan 1:8-10
8 Ma Daniele risolvé in cuor suo di non contaminarsi colle vivande del re, né col vino che questi beveva, e pregò il capo degli eunuchi che gli permettesse di non contaminarsi.
9 Or Dio dispose che Daniele trovasse grazia e misericordia presso il capo degli eunuchi.
10 E il capo degli eunuchi disse a Daniele: Io ho paura del re mio signore, il quale vi ha assegnato il cibo e la bevanda; s'egli vedrà i vostri volti più macilenti che quelli degli altri giovinetti vostri coetanei, mi farete reo di morte dinanzi al re.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Guarda; o Signore, com'è desolata la città già piena di ricchezze, siede nella tristezza la signora delle Genti:
* Non c'è chi la consoli, se non tu, o Dio nostro.
V. Essa piange inconsolabilmente durante la notte, e le sue lacrime scorrono sulle sue guance.
R. Non c'è chi la consoli, se non tu, o Dio nostro.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. In unitáte Sancti Spíritus, benedícat nos Pater et Fílius. Amen.

Lectio 4
Dan 1:11-15
11 Et dixit Dániel ad Málasar, quem constitúerat princeps eunuchórum super Daniélem, Ananíam, Misaélem et Azaríam:
12 Tenta nos, óbsecro, servos tuos, diébus decem, et dentur nobis legúmina ad vescéndum, et aqua ad bibéndum:
13 Et contempláre vultus nostros, et vultus puerórum, qui vescúntur cibo régio: et, sicut víderis, fácies cum servis tuis.
14 Qui, audíto sermóne hujuscémodi, tentávit eos diébus decem.
15 Post dies autem decem, apparuérunt vultus eórum melióres, et corpulentióres præ ómnibus púeris, qui vescebántur cibo régio.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Redémit pópulum suum et liberávit eum, et vénient et exsultábunt in monte Sion et gaudébunt de bonis Dómini super fruménto, vino et óleo,
* Et ultra non esúrient.
V. Erítque ánima eórum quasi hortus irríguus.
R. Et ultra non esúrient.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et ultra non esúrient.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione.

Lettura 4
Dan 1:11-15
11 Ma Daniele disse a Malasar, cui il capo degli eunuchi aveva commessa la cura di Daniele, di Anania di Misaele e di Azaria:
12 Fa la prova, ti prego, di noi tuoi servi per dieci giorni, e ci si diano da mangiare dei legumi e, da bere dell'acqua,
13 E poi osserva i nostri volti e i volti dei giovanetti che si cibano delle vivande del re, e, secondo che vedrai, ti regolerai coi tuoi servi.
14 Quegli, ciò udito, li provò per dieci giorni.
15 E dopo i dieci giorni, le loro facce comparvero più belle e più piene di quelle di tutti i giovanetti che si nutrivano coi cibi del re.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Egli ha redento il suo popolo e lo ha liberato, e verranno ed esulteranno sul monte Sion e godranno dei beni del Signore del frumento, del vino e dell'olio.
* E non avranno più fame.
V. E l'anima loro sarà come un orto irrigato.
R. E non avranno più fame.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E non avranno più fame.
Nocturn II.

Ant. Dóminus * defénsor vitæ meæ.
Psalmus 26 [7]
26:1 Dóminus illuminátio mea, et salus mea, * quem timébo?
26:1 Dóminus protéctor vitæ meæ, * a quo trepidábo?
26:2 Dum apprópiant super me nocéntes, * ut edant carnes meas:
26:2 Qui tríbulant me inimíci mei, * ipsi infirmáti sunt, et cecidérunt.
26:3 Si consístant advérsum me castra, * non timébit cor meum.
26:3 Si exsúrgat advérsum me prǽlium, * in hoc ego sperábo.
26:4 Unam pétii a Dómino, hanc requíram, * ut inhábitem in domo Dómini ómnibus diébus vitæ meæ:
26:4 Ut vídeam voluptátem Dómini, * et vísitem templum ejus.
26:5 Quóniam abscóndit me in tabernáculo suo: * in die malórum protéxit me in abscóndito tabernáculi sui.
26:6 In petra exaltávit me: * et nunc exaltávit caput meum super inimícos meos.
26:6 Circuívi, et immolávi in tabernáculo ejus hóstiam vociferatiónis: * cantábo, et psalmum dicam Dómino.
26:7 Exáudi, Dómine, vocem meam, qua clamávi ad te: * miserére mei, et exáudi me.
26:8 Tibi dixit cor meum, exquisívit te fácies mea: * fáciem tuam, Dómine, requíram.
26:9 Ne avértas fáciem tuam a me: * ne declínes in ira a servo tuo.
26:9 Adjútor meus esto: * ne derelínquas me, neque despícias me, Deus, salutáris meus.
26:10 Quóniam pater meus, et mater mea dereliquérunt me: * Dóminus autem assúmpsit me.
26:11 Legem pone mihi, Dómine, in via tua: * et dírige me in sémitam rectam propter inimícos meos.
26:12 Ne tradíderis me in ánimas tribulántium me: * quóniam insurrexérunt in me testes iníqui, et mentíta est iníquitas sibi.
26:13 Credo vidére bona Dómini * in terra vivéntium.
26:14 Exspécta Dóminum, viríliter age: * et confortétur cor tuum, et sústine Dóminum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Nocturn II.

Ant. Il Signore è il difensore * della mia vita.
Salmo 26 [7]
26:1 Il Signore è la mia luce e la mia salvezza: * di chi temerò?
26:1 Il Signore è il protettore della mia vita: * di chi avrò paura?
26:2 Mentre i maligni, mi vengono sopra * per divorare le mie carni:
26:2 Questi nemici che mi affliggono * essi stessi inciampano e cadono.
26:3 Quand'anche un esercito si accampi contro di me, * il mio cuore non teme.
26:3 Quando pure insorga la battaglia contro di me, * anche allora spererò.
26:4 Una sola cosa chiesi al Signore, questa io cercherò, * che io possa abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,
26:4 Per contemplare le delizie del Signore, * e visitare il suo Santuario.
26:5 Poiché egli mi nascose nel suo tabernacolo, * nel giorno delle sciagure mi protesse nell'intimo del suo tabernacolo.
26:6 Mi innalzò sopra di una rupe * e adesso ha innalzato la mia testa sopra dei miei nemici.
26:6 Girai [attorno all'altare], e immolai nel suo tabernacolo sacrifici al suon delle trombe, * canterò e salmeggerò al Signore.
26:7 Ascolta, o Signore, la mia voce, con la quale ho gridato a te: * abbi pietà di me, ed esaudiscimi.
26:8 Il mio cuore ha parlato con te, ti ha cercato il mio volto; * il tuo volto Signore, io cercherò.
26:9 Non rivolgere la tua faccia da me, * non ritirarti con sdegno dal tuo servo.
26:9 Sii tu il mio aiuto, * non mi abbandonare e non mi disprezzare, * o Dio mio Salvatore.
26:10 Poiché mio padre e mia madre mi hanno abbandonato: * ma il Signore si é preso cura di me.
26:11 Ponimi, o Signore, una legge nella tua via: * e guidami per diritto sentiero a motivo dei miei nemici.
26:12 Non abbandonarmi in balia di coloro che mi perseguitano; * poiché sono insorti contro di me falsi testimoni, e l'iniquità mentì a se stessa.
26:13 Credo che vedrò i beni del Signore * nella terra dei vivi.
26:14 Aspetta il Signore, agisci con forza, * e prenda coraggio il tuo cuore, e spera nel Signore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 27 [8]
27:1 Ad te, Dómine, clamábo, Deus meus, ne síleas a me: * nequándo táceas a me, et assimilábor descendéntibus in lacum.
27:2 Exáudi, Dómine, vocem deprecatiónis meæ dum oro ad te: * dum extóllo manus meas ad templum sanctum tuum.
27:3 Ne simul trahas me cum peccatóribus: * et cum operántibus iniquitátem ne perdas me.
27:3 Qui loquúntur pacem cum próximo suo, * mala autem in córdibus eórum.
27:4 Da illis secúndum ópera eórum, * et secúndum nequítiam adinventiónum ipsórum.
27:4 Secúndum ópera mánuum eórum tríbue illis: * redde retributiónem eórum ipsis.
27:5 Quóniam non intellexérunt ópera Dómini, et in ópera mánuum ejus * déstrues illos, et non ædificábis eos.
27:6 Benedíctus Dóminus: * quóniam exaudívit vocem deprecatiónis meæ.
27:7 Dóminus adjútor meus, et protéctor meus: * in ipso sperávit cor meum, et adjútus sum.
27:7 Et reflóruit caro mea: * et ex voluntáte mea confitébor ei.
27:8 Dóminus fortitúdo plebis suæ: * et protéctor salvatiónum Christi sui est.
27:9 Salvum fac pópulum tuum, Dómine, et bénedic hereditáti tuæ: * et rege eos, et extólle illos usque in ætérnum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dóminus defénsor vitæ meæ.
Salmo 27 [8]
27:1 A te, o Signore, griderò: Dio mio, non stare in silenzio con me, * che se tu non mi parli; io rassomiglierò a quelli che scendono nella fossa.
27:2 Esaudisci, o Signore, la voce delle mie suppliche, mentre io ti prego, * mentre alzo le mie mani al tuo tempio santo.
27:3 Non mi travolgere con i peccatori, * e non mi sperdere con quelli che operano l'iniquità:
27:3 I quali parlano di pace col loro prossimo, * ma covano malizia nei loro cuori.
27:4 Trattali secondo le loro opere * e secondo la malvagità delle loro macchinazioni.
27:4 Trattali secondo le opere delle loro mani, * rendi ad essi la loro ricompensa.
27:5 Perché non voglion comprendere le opere del Signore, né l'opera delle sue mani, * tu li distruggerai e non li riedificherai.
27:6 Benedetto il Signore, * perché ha esaudito la voce della mia orazione.
27:7 Il Signore è il mio aiuto, e il mio protettore: * in lui sperò il mio cuore e fui soccorso.
27:7 E rifiorì la mia carne * e con tutta l'anima lo glorificherò.
27:8 Il Signore è la forza del suo popolo: * il protettore della salute del suo Cristo.
27:9 Salva, o Signore, il tuo popolo, e benedici la tua eredità; * e guidali sulla retta via, e ingrandiscili in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore è il difensore della mia vita.
Ant. Adoráte * Dóminum in aula sancta ejus.
Psalmus 28 [9]
28:1 Afférte Dómino, fílii Dei: * afférte Dómino fílios aríetum.
28:2 Afférte Dómino glóriam et honórem, afférte Dómino glóriam nómini ejus: * adoráte Dóminum in átrio sancto ejus.
28:3 Vox Dómini super aquas, Deus majestátis intónuit: * Dóminus super aquas multas.
28:4 Vox Dómini in virtúte: * vox Dómini in magnificéntia.
28:5 Vox Dómini confringéntis cedros: * et confrínget Dóminus cedros Líbani:
28:6 Et commínuet eas tamquam vítulum Líbani: * et diléctus quemádmodum fílius unicórnium.
28:7 Vox Dómini intercidéntis flammam ignis: * vox Dómini concutiéntis desértum: et commovébit Dóminus desértum Cades.
28:9 Vox Dómini præparántis cervos, et revelábit condénsa: * et in templo ejus omnes dicent glóriam.
28:10 Dóminus dilúvium inhabitáre facit: * et sedébit Dóminus Rex in ætérnum.
28:11 Dóminus virtútem pópulo suo dabit: * Dóminus benedícet pópulo suo in pace.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Adorate * il Signore nel sua santa aula.
Salmo 28 [9]
28:1 Presentate al Signore, o figli di Dio, * presentate al Signore gli arieti:
28:2 Presentate al Signore la gloria e l'onore, presentate al Signore la gloria dovuta al suo nome, * adorate il Signore nel suo santo atrio.
28:3 La voce del Signore sopra le acque, il Dio della maestà ha tuonato, * il Signore sopra le molte acque.
28:4 La voce del Signore [risuona] con potenza, * la voce del Signore con maestà.
28:5 La voce del Signore spezza i cedri, * e il Signore spezzerà i cedri del Libano:
28:6 E li farà in pezzi come un vitello del Libano: * e il diletto [del Signore è] come il figlio del rinoceronte.
28:7 La voce del Signore divide le fiamme di fuoco: * la voce del Signore scuote il deserto, e il Signore scuoterà il deserto di Cades.
28:9 La voce del Signore prepara i cervi, e rischiara le selve, * e nel suo tempio tutti diranno gloria.
28:10 Il Signore fa abitare il diluvio: * e il Signore sederà re in eterno.
28:11 Il Signore darà forza al suo popolo: * il Signore benedirà il suo popolo in pace.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 29 [10]
29:2 Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me: * nec delectásti inimícos meos super me.
29:3 Dómine, Deus meus, clamávi ad te, * et sanásti me.
29:4 Dómine, eduxísti ab inférno ánimam meam: * salvásti me a descendéntibus in lacum.
29:5 Psállite Dómino, sancti ejus: * et confitémini memóriæ sanctitátis ejus.
29:6 Quóniam ira in indignatióne ejus: * et vita in voluntáte ejus.
29:6 Ad vésperum demorábitur fletus: * et ad matutínum lætítia.
29:7 Ego autem dixi in abundántia mea: * Non movébor in ætérnum.
29:8 Dómine, in voluntáte tua, * præstitísti decóri meo virtútem.
29:8 Avertísti fáciem tuam a me, * et factus sum conturbátus.
29:9 Ad te, Dómine, clamábo: * et ad Deum meum deprecábor.
29:10 Quæ utílitas in sánguine meo, * dum descéndo in corruptiónem?
29:10 Numquid confitébitur tibi pulvis, * aut annuntiábit veritátem tuam?
29:11 Audívit Dóminus, et misértus est mei: * Dóminus factus est adjútor meus.
29:12 Convertísti planctum meum in gáudium mihi: * conscidísti saccum meum, et circumdedísti me lætítia:
29:13 Ut cantet tibi glória mea, et non compúngar: * Dómine, Deus meus, in ætérnum confitébor tibi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Adoráte Dóminum in aula sancta ejus.
Salmo 29 [10]
29:2 Io ti esalterò, o Signore, perché tu mi hai sollevato, * e non hai rallegrati i miei nemici sopra di me.
29:3 Signore Dio mio, io ho gridato a te * e tu mi hai guarito.
29:4 Signore, tu hai tratto dall'inferno l'anima mia: * mi salvasti di mezzo a quelli che scendono nella fossa.
29:5 Cantate inni al Signore, o suoi santi; * e confessate la memoria della sua santità.
29:6 Poiché nella sua indignazione c'è l'ira: * nella sua volontà, la vita.
29:6 Alla sera dimora il pianto, * e al mattino la gioia.
29:7 Ma io dissi nella mia abbondanza: * non sarò scosso in eterno.
29:8 Signore nella tua volontà, * hai concesso vigoria al mio onore.
29:8 Hai allontanato da me la tua faccia, * ed io restai confuso.
29:9 A te, o Signore, griderò: * e al mio Dio supplicherò.
29:10 Qual vantaggio nel mio sangue, * mentre scendo nella corruzione [della sepoltura]?
29:10 Forse la polvere confesserà le tue lodi, * od annunzierà la tua verità?
29:11 Il Signore mi ha ascoltato, ed ha avuto pietà di me: * il Signore si è fatto mio aiuto.
29:12 Hai cambiato in gioia il mio pianto: * hai fatto in pezzi il mio sacco, e mi cingesti di allegrezza:
29:13 Affinché la mia gloria ti canti: ed io non sia più afflitto; * Signore Dio mio ti loderò in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Adorate il Signore nel sua santa aula.
Ant. In tua justítia * líbera me, Dómine.
Psalmus 30 [11]
30:2 In te, Dómine, sperávi non confúndar in ætérnum: * in justítia tua líbera me.
30:3 Inclína ad me aurem tuam, * accélera ut éruas me.
30:3 Esto mihi in Deum protectórem, et in domum refúgii: * ut salvum me fácias.
30:4 Quóniam fortitúdo mea, et refúgium meum es tu: * et propter nomen tuum dedúces me, et enútries me.
30:5 Edúces me de láqueo hoc, quem abscondérunt mihi: * quóniam tu es protéctor meus.
30:6 In manus tuas comméndo spíritum meum: * redemísti me, Dómine, Deus veritátis.
30:7 Odísti observántes vanitátes, * supervácue.
30:7 Ego autem in Dómino sperávi: * exsultábo, et lætábor in misericórdia tua.
30:8 Quóniam respexísti humilitátem meam, * salvásti de necessitátibus ánimam meam.
30:9 Nec conclusísti me in mánibus inimíci: * statuísti in loco spatióso pedes meos.
30:10 Miserére mei, Dómine, quóniam tríbulor: * conturbátus est in ira óculus meus, ánima mea, et venter meus:
30:11 Quóniam defécit in dolóre vita mea: * et anni mei in gemítibus.
30:11 Infirmáta est in paupertáte virtus mea: * et ossa mea conturbáta sunt.
30:12 Super omnes inimícos meos factus sum oppróbrium et vicínis meis valde: * et timor notis meis.
30:12 Qui vidébant me, foras fugérunt a me: * oblivióni datus sum, tamquam mórtuus a corde.
30:13 Factus sum tamquam vas pérditum: * quóniam audívi vituperatiónem multórum commorántium in circúitu.
30:14 In eo dum convenírent simul advérsum me, * accípere ánimam meam consiliáti sunt.
30:15 Ego autem in te sperávi, Dómine: * dixi: Deus meus es tu: in mánibus tuis sortes meæ.
30:16 Éripe me de manu inimicórum meórum, * et a persequéntibus me.
30:17 Illústra fáciem tuam super servum tuum, salvum me fac in misericórdia tua: * Dómine, non confúndar, quóniam invocávi te.
30:18 Erubéscant ímpii, et deducántur in inférnum: * muta fiant lábia dolósa.
30:19 Quæ loquúntur advérsus justum iniquitátem: * in supérbia, et in abusióne.
30:20 Quam magna multitúdo dulcédinis tuæ, Dómine, * quam abscondísti timéntibus te.
30:20 Perfecísti eis, qui sperant in te, * in conspéctu filiórum hóminum.
30:21 Abscóndes eos in abscóndito faciéi tuæ * a conturbatióne hóminum.
30:21 Próteges eos in tabernáculo tuo * a contradictióne linguárum.
30:22 Benedíctus Dóminus: * quóniam mirificávit misericórdiam suam mihi in civitáte muníta.
30:23 Ego autem dixi in excéssu mentis meæ: * Projéctus sum a fácie oculórum tuórum.
30:23 Ídeo exaudísti vocem oratiónis meæ, * dum clamárem ad te.
30:24 Dilígite Dóminum omnes sancti ejus: * quóniam veritátem requíret Dóminus, et retríbuet abundánter faciéntibus supérbiam.
30:25 Viríliter ágite, et confortétur cor vestrum, * omnes, qui sperátis in Dómino.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Nella tua giustizia, * liberami, o Signore.
Salmo 30 [11]
30:2 In te, o Signore, ho sperato; che io non resti confuso in eterno: * nella tua giustizia, liberami.
30:3 Piega le tue orecchie verso di me: * affrettati a salvarmi.
30:3 Sii per me un Dio protettore, e una casa di rifugio * per farmi salvo.
30:4 Poiché tu sei la mia fortezza e il mio rifugio * e per amor del nome tuo mi guiderai e mi sosterrai.
30:5 Mi trarrai dal laccio, che mi hanno teso occultamente, * perché, tu sei il mio protettore.
30:6 Nelle tue mani consegno il mio spirito: * tu mi hai riscattato, o Signore Dio di verità.
30:7 Tu odii coloro che inutilmente van dietro * alle vanità.
30:7 Ma io ho sperato nel Signore: * Esulterò, e mi rallegrerò nella tua misericordia.
30:8 Perché tu hai guardato la mia miseria, * hai salvato dalle angustie l'anima mia.
30:9 Né mi hai chiuso tra le mani del nemico: * [ma] hai stabilito in luogo spazioso i miei piedi.
30:10 Abbi pietà di me, o Signore, perché io sono afflitto: * per l'indignazione è turbato il mio occhio, con la mia anima e le mie viscere:
30:11 Perché la mia vita si consuma nel dolore: * e i miei anni nei gemiti.
30:11 La mia forza si è infiacchita nella miseria, * e le mie ossa sono conturbate.
30:12 Sono divenuto l'obbrobrio per tutti i miei nemici, e persino per i miei vicini, * timore per miei familiari.
30:12 Quelli che mi vedevano fuori fuggivano da me. * Sono messo in oblio, come un morto, dal [loro] cuore.
30:13 Sono divenuto come un vaso spezzato. * Poiché ho udito i vituperi di molti, che mi dimorano intorno.
30:14 Mentre si riunivano contro di me, * e tennero consiglio di togliermi la vita.
30:15 Ma io sperai in te, o Signore: * io dissi: tu sei il mio Dio: nelle tue mani le mie sorti.
30:16 Liberami dalle mani dei miei nemici, * e da coloro che mi perseguitano.
30:17 Fa risplendere la tua faccia sopra il tuo servo, salvami nella tua misericordia. * Che io non resti confuso, o Signore, perché ti ho invocato.
30:18 Siano svergognati gli empi, e condotti all'inferno. * Ammutoliscano le labbra ingannatrici,
30:19 Che proferiscono iniquità contro il giusto * con superbia e con disprezzo.
30:20 Quanto è grande l'abbondanza della tua dolcezza, o Signore, * che riponi per coloro che ti temono,
30:20 E dimostri a quelli che sperano in te, * al cospetto dei figli degli uomini.
30:21 Li nasconderai nel segreto della tua faccia * dal tumulto degli uomini.
30:21 Li porrai al sicuro nel tuo tabernacolo * dalla contraddizione delle lingue.
30:22 Benedetto il Signore, * perché ha reso mirabile in me la sua misericordia [mettendomi]in una città fortificata.
30:23 Ma io dissi nell'esagerazione della mia mente: * sono stato rigettato dalla vista dei tuoi occhi.
30:23 Per questo tu hai esaudito la voce della mia supplica, * quando io gridavo a te.
30:24 Amate il Signore, voi tutti suoi santi, * perché la verità, il Signore, ricercherà, e ripagherà con abbondanza a quelli che producono superbia.
30:25 Agite virilmente e si fortifichi il vostro cuore, * voi tutti che sperate nel Signore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Psalmus 31 [12]
31:1 Beáti quorum remíssæ sunt iniquitátes: * et quorum tecta sunt peccáta.
31:2 Beátus vir, cui non imputávit Dóminus peccátum, * nec est in spíritu ejus dolus.
31:3 Quóniam tácui, inveteravérunt ossa mea, * dum clamárem tota die.
31:4 Quóniam die ac nocte graváta est super me manus tua: * convérsus sum in ærúmna mea, dum confígitur spina.
31:5 Delíctum meum cógnitum tibi feci: * et injustítiam meam non abscóndi.
31:5 Dixi: Confitébor advérsum me injustítiam meam Dómino: * et tu remisísti impietátem peccáti mei.
31:6 Pro hac orábit ad te omnis sanctus, * in témpore opportúno.
31:6 Verúmtamen in dilúvio aquárum multárum, * ad eum non approximábunt.
31:7 Tu es refúgium meum a tribulatióne, quæ circúmdedit me: * exsultátio mea, érue me a circumdántibus me.
31:8 Intelléctum tibi dabo, et ínstruam te in via hac, qua gradiéris: * firmábo super te óculos meos.
31:9 Nolíte fíeri sicut equus et mulus, * quibus non est intelléctus.
31:9 In camo et freno maxíllas eórum constrínge, * qui non appróximant ad te.
31:10 Multa flagélla peccatóris, * sperántem autem in Dómino misericórdia circúmdabit.
31:11 Lætámini in Dómino et exsultáte, justi, * et gloriámini, omnes recti corde.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. In tua justítia líbera me, Dómine.
Salmo 31 [12]
31:1 Beati coloro dei quali sono state rimesse le iniquità, * e dei quali sono stati ricoperti i peccati.
31:2 Beato l'uomo cui Dio non imputò peccato, * e nello spirito del quale non è frode.
31:3 Perché io tacqui, si consumarono le mie ossa, * mentre io gridavo tutto il giorno.
31:4 Perché giorno e notte si aggravò sopra di me la tua mano: * io mi voltai nella mia miseria, mentre si conficcava la spina.
31:5 Ti ho fatto conoscere il mio peccato: * e non ho nascosto la mia ingiustizia.
31:5 Io dissi: confesserò al Signore contro di me la mia ingiustizia: * e tu mi rimettesti l'empietà del mio peccato.
31:6 Per questo ogni uomo santo ti pregherà * nel tempo opportuno;
31:6 E anche quando diluvieranno le grandi acque, * non si accosteranno a lui.
31:7 Tu sei il mio rifugio nella tribolazione, che mi ha circondato: * tu, mia letizia, liberami da coloro che mi circondano.
31:8 Io ti darò l'intelligenza, e t'insegnerò la via, per cui hai da camminare: * terrò fissi sopra di te i miei occhi.
31:9 Non vogliate essere come il cavallo e il mulo * che non hanno intelligenza.
31:9 Stringi con morso e briglia le mascelle * di coloro che non si approssimano a te.
31:10 Molti flagelli per il peccatore: * ma la misericordia cingerà chi spera nel Signore.
31:11 Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti: * e gloriatevi voi tutti, o retti di cuore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Nella tua giustizia, liberami, o Signore.
V. Média nocte surgébam ad confiténdum tibi.
R. Super justítia justificatiónis tuæ.
V. Di mezza notte mi alzavo per lodarti.
R. Per i giudizi della tua giustizia.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 5
Ex libro sancti Athanásii Epíscopi ad Vírgines
Liber de Virginitate, post initium.
Si accédant áliqui, e dicant tibi: Ne frequénter jejúnes, ne imbecíllior fias; ne credas illis, neque auscúltes: per istos enim inimícus hæc súggerit. Reminíscere ejus quod scriptum est, quod, cum tres púeri, et Dániel, et álii adolescéntuli, captívi ducti essent a Nabuchodónosor rege Babylónis, jussúmque esset ut de ipsíus mensa régia coméderent et de vino bíberent; Dániel et tres púeri illi noluérunt póllui ex mensa regis, sed dixérunt eunúcho qui eos curándos suscéperat: Da nobis de semínibus terræ, et vescémur. Quibus ait eunúchus: Tímeo ego regem, qui constítuit vobis cibum et potum, ne forte fácies vestræ appáreant regi squalidióres præ céteris púeris qui régia mensa alúntur, et púniat me.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Super muros tuos, Jerúsalem, constítui custódes;
* Tota die et nocte non tacébunt laudáre nomen Dómini.
V. Prædicábunt pópulis fortitúdinem meam, et annuntiábunt géntibus glóriam meam.
R. Tota die et nocte non tacébunt laudáre nomen Dómini.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 5
Dal libro di sant'Atanasio Vescovo, alle Vergini
Libro sulla Virginità, dopo il principio
Se qualcuno ti viene a dire non digiunare spesso per non nuocere alla tua salute, non credergli e non ascoltarlo perché è il nemico che ti suggerisce questo per mezzo di cotali. Ricordati di ciò che la Scrittura ci narra di Daniele, dei tre fanciulli e degli altri giovanetti menati schiavi a Babilonia dal re Nabucodonosor, quale avendo ordinato che fossero serviti delle vivande della sua mensa regale e si facesse loro bere del suo vino, Daniele e quei tre fanciulli non vollero contaminarsi della mensa del re, ma dissero all'eunuco che era incaricato della loro cura: Dacci dei legumi, e noi staremo bene. Ma l'eunuco rispose loro: Io ho paura che il re, il quale vi ha assegnato il cibo e la bevanda, non mi punisca s'egli vedesse per sorte i vostri volti più squallidi di quelli degli altri fanciulli che sono nutriti dalla mensa reale.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Sulle tue mura, o Gerusalemme, ho posto dei custodi;
* Tutto il giorno e la notte essi non lasceranno di lodare il nome del Signore.
V. Predicheranno ai popoli la mia fortezza, ed annunzieranno alle Genti la mia gloria.
R. Tutto il giorno e la notte essi non lasceranno di lodare il nome del Signore.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 6
Cui dixérunt illi: Tenta servos tuos dies decem, et da nobis de semínibus. Et dedit eis legúmina ad vescéndum, et aquam ad bibéndum; et introdúxit eos in conspéctu regis, et visæ sunt fácies ipsórum speciosióres præter céteros púeros, qui régiæ mensæ cibis nutriebántur. Vidésne quid fáciat jejúnium? Morbos sanat, distillatiónes córporis exsíccat, dǽmones fugat, pravas cogitatiónes expéllit, mentem clariórem reddit, cor mundum éfficit, corpus sanctíficat, dénique ad thronum Dei hóminem sistit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Muro tuo inexpugnábili circumcínge nos, Dómine, et armis tuæ poténtiæ prótege nos semper:
* Líbera, Dómine, Deus Israël, clamántes ad te.
V. Erue nos in mirabílibus tuis, et da glóriam nómini tuo.
R. Líbera, Dómine, Deus Israël, clamántes ad te.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 6
Ma essi gli replicarono: Prova i tuoi servi per dieci giorni, e dacci dei legumi. Ed egli diede loro dei legumi a mangiare e l'acqua a bere; e poi li menò alla presenza del re, e le loro facce comparvero più belle di quelle di tutti i fanciulli ch'erano nutriti coi cibi della mensa del re. Vedi dunque gli effetti del digiuno? Guarisce le malattie, dissecca gli umori del corpo, fuga i demoni, scaccia i cattivi pensieri, rischiara lo spirito, purifica il cuore, santifica il corpo, finalmente conduce l'uomo fino al trono di Dio. E non credere ch'io affermi ciò temerariamente; nel Vangelo tu hai la testimonianza resa dal Salvatore. Infatti avendogli chiesto i discepoli in quale modo si scacciassero gli spiriti immondi, il Signore rispose: «Questa razza non si scaccia, se non colla preghiera e col digiuno» Matth. 17,20.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Circondaci, o Signore, col tuo muro inespugnabile, e difendici sempre colle armi della tua potenza:
* Libera, o Signore, Dio d'Israele, coloro che t'invocano.
V. Salvaci coi tuoi prodigi, e glorifica il tuo nome.
R. Libera, o Signore, Dio d'Israele, coloro che t'invocano.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 7
Et ne putes hæc témere dici; habes hujus rei testimónium in Evangéliis a Salvatóre prolátum. Cum enim quæsivíssent discípuli quonam modo immúndi spíritus ejiceréntur, respóndit Dóminus: Hoc genus non ejícitur, nisi in oratióne et jejúnio.
Quisquis ígitur ab immúndo spíritu vexátur, si hoc animadvértat, et hoc phármaco utátur, jejúnio inquam, statim spíritus malus oppréssus abscédet, vim jejúnii métuens. Valde enim dǽmones oblectántur crápula et ebrietáte et córporis cómmodis.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Sustinúimus pacem, et non venit: quæsívimus bona, et ecce turbátio: cognóvimus, Dómine, peccáta nostra;
* Non in perpétuum obliviscáris nos.
V. Peccávimus, ímpie géssimus, iniquitátem fécimus, Dómine, in omnem justítiam tuam.
R. Non in perpétuum obliviscáris nos.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 7
Ma essi gli replicarono: Prova i tuoi servi per dieci giorni, e dacci dei legumi. Ed egli diede loro dei legumi a mangiare e l'acqua a bere; e poi li menò alla presenza del re, e le loro facce comparvero più belle di quelle di tutti i fanciulli ch'erano nutriti coi cibi della mensa del re. Vedi dunque gli effetti del digiuno? Guarisce le malattie, dissecca gli umori del corpo, fuga i demoni, scaccia i cattivi pensieri, rischiara lo spirito, purifica il cuore, santifica il corpo, finalmente conduce l'uomo fino al trono di Dio. E non credere ch'io affermi ciò temerariamente; nel Vangelo tu hai la testimonianza resa dal Salvatore. Infatti avendogli chiesto i discepoli in quale modo si scacciassero gli spiriti immondi, il Signore rispose: «Questa razza non si scaccia, se non colla preghiera e col digiuno» Matth. 17,20.
Chiunque pertanto è tormentato dallo spirito immondo, tenga ciò presente ed usi di questa medicina, voglio dire del digiuno, e subito lo spirito maligno, respinto, s'allontanerà, perché teme la forza del digiuno. Poiché niente piace di più ai demoni quanto l'eccesso nel mangiare e nel bere e le delicatezze del corpo. Nel digiuno c'è una gran forza, e per esso si compiono cose grandi e meravigliose. Del resto, come mai gli uomini potrebbero fare cose tanto meravigliose e si opererebbero per loro mezzo dei portenti, e come Dio restituirebbe per loro mezzo la salute agli infermi, se non in grazia appunto delle pratiche spirituali dell'umiltà di cuore e della loro santa vita? Poiché il digiuno è il cibo degli Angeli; e, chi se ne nutrisce, deve stimarsi dell'ordine angelico.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Abbiamo atteso la pace, e non è venuta; abbiamo cercato dei beni, ed eccoci sconvolti riconosciamo, o Signore, i nostri peccati:
* Non dimenticarci per sempre.
V. Abbiam peccato, abbiamo agito empiamente, abbiamo commesso iniquità, o Signore, contro tutti i tuoi precetti.
R. Non dimenticarci per sempre.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. A cunctis vítiis et peccátis absólvat nos virtus sanctæ Trinitátis. Amen.

Lectio 8
Magna vis in jejúnio, et magna ac præclára fiunt per illud. Alióquin unde hómines tam mirífica præstárent, et signa per eos fíerent, et sanitátem infírmis per ipsos largirétur Deus, nisi plane ob exercitatiónes spirituáles, et humilitátem ánimi, et conversatiónem bonam? Jejúnium enim Angelórum cibus est: et qui eo útitur, órdinis angélici censéndus est.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Angústiæ mihi sunt úndique, et quid éligam ignóro;
* Mélius est mihi incídere in manus hóminum, quam derelínquere legem Dei mei.
V. Si enim hoc égero, mors mihi est; si autem non égero, non effúgiam manus vestras.
R. Mélius est mihi incídere in manus hóminum, quam derelínquere legem Dei mei.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Mélius est mihi incídere in manus hóminum, quam derelínquere legem Dei mei.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione.

Lettura 8
Chiunque pertanto è tormentato dallo spirito immondo, tenga ciò presente ed usi di questa medicina, voglio dire del digiuno, e subito lo spirito maligno, respinto, s'allontanerà, perché teme la forza del digiuno. Poiché niente piace di più ai demoni quanto l'eccesso nel mangiare e nel bere e le delicatezze del corpo. Nel digiuno c'è una gran forza, e per esso si compiono cose grandi e meravigliose. Del resto, come mai gli uomini potrebbero fare cose tanto meravigliose e si opererebbero per loro mezzo dei portenti, e come Dio restituirebbe per loro mezzo la salute agli infermi, se non in grazia appunto delle pratiche spirituali dell'umiltà di cuore e della loro santa vita? Poiché il digiuno è il cibo degli Angeli; e, chi se ne nutrisce, deve stimarsi dell'ordine angelico.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Son messo alle strette da ogni parte, e non so che mi scegliere:
* E meglio per me cadere nelle mani degli uomini che abbandonare la legge del mio Dio.
V. Se farò questo, morrò; se non lo farò, non sfuggirò dalle vostre mani.
R. E meglio per me cadere nelle mani degli uomini che abbandonare la legge del mio Dio.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E meglio per me cadere nelle mani degli uomini che abbandonare la legge del mio Dio.
Nocturn III.

Ant. Allelúja, * allelúja, allelúja.
Canticum Isaiæ [13]
(Canticum Isaiæ * Isa 33:2-10)
33:2 Dómine, miserére nostri, te enim exspectávimus; † esto bráchium nostrum in mane, * et salus nostra in témpore tribulatiónis.
33:3 A voce Angeli fugérunt pópuli, * et ab exaltatióne tua dispérsæ sunt gentes.
33:4 Et congregabúntur spólia vestra sicut collígitur bruchus, * velut cum fossæ plenæ fúerint de eo.
33:5 Magnificátus est Dóminus, quóniam habitávit in excélso; * implévit Sion judício et justítia.
33:6 Et erit fides in tempóribus tuis: † divítiæ salútis sapiéntia: * et sciéntia; timor Dómini ipse est thesáurus ejus.
33:7 Ecce vidéntes clamábunt foris; * ángeli pacis amáre flebunt.
33:8 Dissipátæ sunt viæ, cessávit tránsiens per sémitam: † irrítum factum est pactum, * projécit civitátes, non reputávit hómines.
33:9 Luxit et elánguit terra; * confúsus est Líbanus, et obsórduit.
33:9 Et factus est Saron sicut desértum, * et concússa est Basan, et Carmélus.
33:10 Nunc consúrgam, dicit Dóminus; * nunc exaltábor, nunc sublevábor.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Nocturn III.

Ant. Alleluia * alleluia, alleluia.
Cantico di Isaia [13]
(Cantico di Isaia * Isa 33:2-10)
33:2 Signore abbi pietà di noi; perocché te noi abbiamo aspettato: sii tu nostra fortezza al mattino, e nostra salute al tempo della tribolazione.
33:3 Alla voce dell'Angelo fuggirono i popoli; e alzandoti tu le nazioni furon disperse.
33:4 E le vostre spoglie saranno raccolte come si raccolgono i bruci, quando di essi s'empion le fosse.
33:5 È stato glorificato il Signore, che abita nell'alto: ha ripiena Sionne di equità, e di giustizia.
33:6 E regnerà ne' tuoi tempi la fede: la sapienza, e la scienza sono sue ricchezze salutari: e il timor del Signore il suo proprio tesoro.
33:7 Ecco che quelli di fuori in veggendo alzeranno le strida, i nunzj di pace piangeranno amaramente.
33:8 Le strade sono deserte, nissuno più passa pe' sentieri, è rotto il patto; egli ha gettate a terra le città; non fa conto degli uomini.
33:9 La terra è in pianto, ed in abbattimento: il Libano è disonorato, e negletto: il Saron è cangiato in deserto: Basan, ed il Carmelo sono spogliati.
33:10 Adesso mi alzerò io, dice il Signore: adesso sarò io esaltato, adesso sarò glorificato.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Canticum Isaiæ [14]
(Canticum Isaiæ * Isa 33:13-18)
33:13 Audíte, qui longe estis, quæ fécerim; * et cognóscite, vicíni, fortitúdinem meam.
33:14 Contérriti sunt in Sion peccatóres; * possédit tremor hypócritas.
33:14 Quis póterit habitáre de vobis cum igne devoránte? * quis habitábit ex vobis cum ardóribus sempitérnis?
33:15 Qui ámbulat in justítiis et lóquitur veritátem, † qui próicit avarítiam ex calúmnia, * et éxcutit manus suas ab omni múnere,
33:16 Qui obtúrat aures suas ne áudiat sánguinem, * et claudit óculos suos ne vídeat malum.
33:17 Iste in excélsis habitábit; † muniménta saxórum sublímitas ejus: * panis ei datus est, aquæ ejus fidéles sunt.
33:18 Regem in decóre suo vidébunt óculi ejus, † cernent terram de longe. * Cor tuum meditábitur timórem.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Cantico di Isaia [14]
(Cantico di Isaia * Isa 33:13-18)
33:13 Udite voi, che siete lontani le cose, che io ho fatte, e voi vicini imparate a conoscer la mia possanza.
33:14 Si sono attoniti in Sionne i peccatori, la paura è entrata addossa agli ipocriti. Chi di voi potrà abitare con un fuoco divoratore? Chi di voi abiterà tragli ardori sempiterni?
33:15 Colui, che cammina nella giustizia, ed è verace nel suo parlare, e abborrisce gli acquisti della calunnia, e dalle sue mani rigetta ogni donativo, e la orecchie si tura per non ascoltare il sangue, e serra i suoi occhi per non vedere il male.
33:16 Questi abiterà in luogo altissimo, la sua elevazione sarò sopra una rocca di vivo sasso: è dato a lui il suo pane, le sue acque non mancano giammai.
33:17 Gli occhi di lui vedranno il Re nella sua gloria, mireranno da lungi la terra.
33:18 Il tuo cuore ripenserà a' suoi timori: Dov'è l'uomo di lettere? Dove colui, che pesa le parole della legge? Dove il maestro de' piccoli?
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Canticum Ecclesiasticæ [15]
(Canticum Ecclesiasticæ * Eccli 36:14-19)
36:14 Miserére plebi tuæ, super quam invocátum est nomen tuum: * et Israël quem coæquásti primogénito tuo.
36:15 Miserére civitáti sanctificatiónis tuæ, Jerúsalem, * civitáti requiéi tuæ.
36:16 Reple Sion inenarrabílibus verbis tuis, * et glória tua pópulum tuum.
36:17 Da testimónium his qui ab inítio creatúræ tuæ sunt, * et súscita prædicatiónes quas locúti sunt in nómine tuo prophétæ prióres.
36:18 Da mercédem sustinéntibus te, * ut prophétæ tui fidéles inveniántur:
36:18 Et exáudi oratiónes servórum tuórum, secúndum benedictiónem Aaron de pópulo tuo: * et dírige nos in viam justítiæ.
36:19 Et sciant omnes qui hábitant terram, * quia tu es Deus conspéctor sæculórum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Allelúja, * allelúja, allelúja.
Cantico dell'Ecclesiastico [15]
(Cantico dell'Ecclesiastico * Eccli 36:14-19)
36:14 Abbi misericordia del popol tuo, che porta il tuo nome, e di Israele, cui tu trattasti come tuo primogenito.
36:15 Abbi misericordia della città santificata da te, di Gerusalemme, città in cui tu riposi.
36:16 Empi Sionne delle ineffabili tue parole, e il popolo tuo di gloria.
36:17 Dichiarati in favor di coloro, i quali fin da principio sono tue creature, e risuscita le predizioni annunziate in tuo nome dagli antichi profeti.
36:18 Rendi mercede a coloro, i quali vivono nella espettazione di te, affinché fedeli riconoscansi i tuoi profeti, ed esaudisci le orazioni de servi tuoi,
36:19 Secondo la benedizione data da Aronne al tuo popolo, e guida noi nella via della giustizia, affinché gli abitatori tutti della terra conoscano, che tu se' il Dio ordinatore de secoli.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. Alleluia * alleluia, alleluia.
V. Egrediétur Dóminus de loco sancto suo.
R. Véniet ut salvet pópulum suum.
V. Il Signore uscirà dal suo santo luogo.
R. Verrà per salvare il suo popolo.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 9
Léctio sancti Evangélii secúndum Matthǽum
Matt 13:24-30
In illo témpore: Dixit Jesus turbis parábolam hanc: Simile factum est regnum cælórum hómini, qui seminávit bonum semen in agro suo. Et réliqua.

Homilía S. Augustíni Epíscopi
Liber Quæst. Evang. in Matth. cap. 11, tom. 4
Cum negligéntius ágerent præpósiti Ecclésiæ, aut cum dormitiónem mórtis accíperent Apóstoli, venit diabólus, et superseminávit eos, quos malos fílios Dóminus interpretátur. Sed quǽritur: utrum hærétici sint, an male vivéntes cathólici? Possunt enim dici fílii mali étiam hærétici, quia ex eódem Evangélii sémine, et Christi nómine procreáti, pravis opiniónibus ad falsa dógmata convertúntur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Laudábilis pópulus,
* Quem Dóminus exercítuum benedíxit dicens: Opus mánuum meárum tu es, heréditas mea Israël.
V. Beáta gens, cujus est Dóminus Deus, pópulus eléctus in hereditátem.
R. Quem Dóminus exercítuum benedíxit dicens: Opus mánuum meárum tu es, heréditas mea Israël.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 9
Lettura del santo Vangelo secondo Matteo
Matt 13:24-30
In quell'occasione: Gesù propose alle turbe questa parabola: Il regno dei cieli è simile ad un uomo che seminò buon seme nel suo campo. Eccetera.

Omelia di sant'Agostino Vescovo
Libro delle Questioni Evangeliche al c. 11 di Matteo, t. 4
Allorché i pastori della Chiesa si mostravano negligenti, o gli Apostoli furono colti dal sonno della morte, venne il diavolo, e sparse nel campo già seminato quelli che il Signore chiama figli perversi. Ma si domanda, se essi siano gli eretici, o quei cattolici che vivono male? Difatti anche gli eretici possono dirsi figli perversi, perché nati dallo stesso seme del Vangelo, e portando il nome di Cristo si sono lasciati trascinare dai loro erronei giudizi a false dottrine.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Beato il popolo,
* Che il Signore degli eserciti benedisse, dicendo: Tu sei opera delle mie mani, la mia eredità, o Israele.
V. Beata la nazione, che ha il Signore per suo Dio, il popolo scelto per sua eredità.
R. Che il Signore degli eserciti benedisse, dicendo: Tu sei opera delle mie mani, la mia eredità, o Israele.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ille nos benedícat, qui sine fine vivit et regnat. Amen.

Lectio 10
Sed quod dicit eos in médio trítici seminatos, quasi vidéntur illi significari, qui uníus communiónis sunt. Verúmtamen quóniam Dóminus agrum ipsum, non Ecclésiam, sed hunc mundum interpretátus est: bene intelligúntur hærétici, quia non societáte uníus Ecclésiæ, vel uníus fidei, sed societáte solíus nóminis christiáni in hoc mundo permiscéntur bonis.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Misit Dóminus Angelum suum et conclúsit ora leónum,
* Et non contaminavérunt, quia coram eo injustítia invénta non est in me.
V. Misit Deus misericórdiam suam et veritátem suam: ánimam meam erípuit de médio catulórum leónum.
R. Et non contaminavérunt, quia coram eo injustítia invénta non est in me.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Ci benedica colui che vive e regna senza fine. Amen.

Lettura 10
Ma perché li dice seminati in mezzo al grano, sembra quasi che qui vengano designati (i cristiani) d'una stessa comunione. Ma siccome perché il Signore stesso ha interpretato questo campo, non per la Chiesa, ma per questo mondo, qui vanno ben intesi gli eretici, che in questo mondo si trovano mescolati coi buoni non per i legami d'una sola e medesima Chiesa o d'una stessa fede, ma per la società del solo nome cristiano che loro è comune. Ma quelli che sono cattivi nel seno della stessa fede, sono piuttosto simili alla paglia che alla zizzania perché la paglia ha di comune col frumento la radice e il gambo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore mandò il suo Angelo, e chiuse le bocche dei leoni,
* E non mi fecero male, perché dinanzi a lui non si trovò ingiustizia in me.
V. Iddio mandò la sua misericordia e la sua verità: e strappò l'anima mia di mezzo ai giovani leoni.
R. E non mi fecero male, perché dinanzi a lui non si trovò ingiustizia in me.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Divínum auxílium máneat semper nobíscum. Amen.

Lectio 11
At illi, qui in eádem fide mali sunt, pálea pótius quam zizánia reputántur: quia pálea étiam fundaméntum ipsum habet cum fruménto, radicémque communem. In illa plane sagéna, qua concludúntur et mali et boni pisces, non absurde mali cathólici intelligúntur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Indicábo tibi, homo, quid sit bonum aut quid Dóminus requírat a te:
* Fácere judícium et justítiam et sollícitum ambuláre cum Deo tuo.
V. Spera in Dómino, et fac bonitátem, et inhábita terram.
R. Fácere judícium et justítiam et sollícitum ambuláre cum Deo tuo.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'aiuto divino sia sempre con noi.Amen.

Lettura 11
Ma perché li dice seminati in mezzo al grano, sembra quasi che qui vengano designati (i cristiani) d'una stessa comunione. Ma siccome perché il Signore stesso ha interpretato questo campo, non per la Chiesa, ma per questo mondo, qui vanno ben intesi gli eretici, che in questo mondo si trovano mescolati coi buoni non per i legami d'una sola e medesima Chiesa o d'una stessa fede, ma per la società del solo nome cristiano che loro è comune. Ma quelli che sono cattivi nel seno della stessa fede, sono piuttosto simili alla paglia che alla zizzania perché la paglia ha di comune col frumento la radice e il gambo. Così per la rete, nella quale sono raccolti pesci cattivi e buoni, non irragionevolmente si intendono i cattivi cattolici. Difatti altro è il mare, che rappresenta ancor meglio questo mondo: altro la rete, che sembra figurare la comunione in una sola fede, o in una sola Chiesa. Tra gli eretici e i cattivi cattolici c'è questa differenza, che gli eretici si attaccano all'errore: mentre quelli credendo le verità, non conformano la loro vita alla loro fede.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. T'indicherò io, o uomo, ciò ch'è bene, e ciò che il Signore cerca da te:
* Far giudizio e giustizia e camminare con sollecitudine dietro il Dio tuo.
V. Spera nel Signore e opera il bene, e abita la terra.
R. Far giudizio e giustizia e camminare con sollecitudine dietro il Dio tuo.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 12
Aliud est enim mare, quod magis mundum istum signíficat: aliud sagéna, quæ uníus fidei, vel uníus Ecclésiæ communiónem vidétur osténdere. Inter hæréticos et malos cathólicos hoc ínterest, quod hæretici falsa credunt: illi autem, vera credéntes, non vivunt ita ut credunt.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Duo Séraphim clamábant alter ad álterum:
* Sanctus, sanctus, sanctus Dóminus Deus Sábaoth: * Plena est omnis terra glória ejus.
V. Tres sunt qui testimónium dant in cælo: Pater, Verbum, et Spíritus Sanctus: et hi tres unum sunt.
R. Sanctus, sanctus, sanctus Dóminus Deus Sábaoth.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Plena est omnis terra glória ejus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 12
Così per la rete, nella quale sono raccolti pesci cattivi e buoni, non irragionevolmente si intendono i cattivi cattolici. Difatti altro è il mare, che rappresenta ancor meglio questo mondo: altro la rete, che sembra figurare la comunione in una sola fede, o in una sola Chiesa. Tra gli eretici e i cattivi cattolici c'è questa differenza, che gli eretici si attaccano all'errore: mentre quelli credendo le verità, non conformano la loro vita alla loro fede.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Due Serafini cantavano alternativamente:
* Santo, santo, santo è il Signore Dio degli eserciti: * Piena è tutta la terra della sua gloria.
V. Son tre che rendono testimonianza in cielo: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo: e questi tre sono uno.
R. Santo, santo, santo è il Signore Dio degli eserciti:
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Piena è tutta la terra della sua gloria.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Sequéntia +︎ sancti Evangélii secúndum Matthǽum.
Matt 13:24-30
R. Glória tibi, Dómine.
In illo témpore: Dixit Jesus turbis parábolam hanc: Símile factum est regnum cœlórum hómini, qui seminávit bonum semen in agro suo. Cum autem dormírent hómines, venit inimícus ejus, et superseminávit zizánia in médio trítici, et ábiit. Cum autem crevísset herba et fructum fecísset, tunc apparuérunt et zizánia. Accedéntes autem servi patrisfamílias, dixérunt ei: Dómine, nonne bonum semen seminásti in agro tuo? Unde ergo habet zizánia? Et ait illis: Inimícus homo hoc fecit. Servi autem dixérunt ei: Vis, imus, et collígimus ea? Et ait: Non: ne forte colligéntes zizánia eradicétis simul cum eis et tríticum. Sínite utráque créscere usque ad messem, et in témpore messis dicam messóribus: Collígite primum zizáania, et alligáte ea in fascículos ad comburéndum, tríticum autem congregáta in hórreum meum.
R. Amen

Te decet laus, te decet hymnus: tibi glória Deo Patri, et Fílio, cum Spíritu Sancto in sǽcula sæculórum. Amen.
Séguito +︎ del S. Vangelo secondo Matteo.
Matt 13:24-30
R. Glory be to you, O Lord.
In quel tempo: Gesù disse alle turbe questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un uomo che seminò buon seme nel suo campo. Ma nel tempo che gli uomini dormivano, il suo nemico andò e seminò della zizzania in mezzo al grano, e partì. Cresciuta poi l’erba, e venuta a frutto, comparve anche la zizzania. E i servi del padre di famiglia, accostatisi, gli dissero: Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Donde dunque è venuta la zizzania? Ed egli rispose loro: Qualche nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a coglierla? Ed egli rispose: No, perché cogliendo la zizzania non strappiate con essa anche il grano. Lasciate che l’uno e l’altra crescano sino alla messe, e al tempo della messe dirò ai mietitori: Strappate per prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla, e il grano raccoglietelo nel mio granaio.
R. Amen

A Te si deve la lode, a Te l'inno, a Te la gloria o Dio Padre e Figlio, insieme allo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
Oratio {ex Proprio de Tempore}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus.
Famíliam tuam, quǽsumus, Dómine, contínua pietáte custódi: ut, quæ in sola spe grátiæ cœléstis innítitur, tua semper protectióne muniátur.
Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.
Orazione {dal Proprio del tempo}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
Signore, custodisci la tua famiglia con incessante bontà: e perché essa si appoggia soltanto sulla speranza della grazia celeste, sia sempre difesa dalla tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.

Matutinum    Laudes
Prima    Tertia    Sexta    Nona
Vesperae    Completorium

Options    Sancta Missa    Ordo

Versions
Monastic
Tridentine 1570
Tridentine 1910
Divino Afflatu
Reduced 1955
Rubrics 1960
Ordo Praedicatorum
1960 Newcalendar
Language 2
Latin
Deutsch
English
Espanol
Francais
Italiano
Magyar
Polski
Portugues
Polski-Newer
Votive
hodie
Dedicatio
Defunctorum
Parvum B.M.V.

Versions      Credits      Download      Rubrics      Technical      Help