Feria Tertia infra Hebdomadam III in Quadragesima ~ III. classis
Commemoratio ad Laudes tantum: S. Benedicti Abbatis

Matutinum    3-21-2017

Incipit
V. Dómine, lábia mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adiutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adiuvándum me festína.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Laus tibi, Dómine, Rex ætérnæ glóriæ.
Inizio
V. Signore, tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Lode a te o Signore, Re di eterna gloria.
Invitatorium {Antiphona ex Psalterio secundum tempora}
Ant. Non sit vobis vanum mane surgere ante lucem * Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Ant. Non sit vobis vanum mane surgere ante lucem * Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Veníte, exsultémus Dómino, iubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem eius in confessióne, et in psalmis iubilémus ei.
Ant. Non sit vobis vanum mane surgere ante lucem * Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu eius sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus eius (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus eius, et oves páscuæ eius.
Ant. Non sit vobis vanum mane surgere ante lucem * Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Hódie, si vocem eius audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus iurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Non sit vobis vanum mane surgere ante lucem * Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Ant. Non sit vobis vanum mane surgere ante lucem * Quia promisit Dominus coronam vigilantibus.
Invitatorio {Antifona dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Ant. Non sia per voi vano l'alzarvi prima del giorno: * perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Ant. Non sia per voi vano l'alzarvi prima del giorno: * perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Non sia per voi vano l'alzarvi prima del giorno: * perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Non sia per voi vano l'alzarvi prima del giorno: * perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Non sia per voi vano l'alzarvi prima del giorno: * perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Ant. Non sia per voi vano l'alzarvi prima del giorno: * perché il Signore ha promesso la corona a coloro che vegliano.
Hymnus {ex Psalterio secundum tempora}
Ex more docti mystico
Servémus hoc ieiunium,
Deno diérum circulo
Ducto quater notíssimo.

Lex et prophetæ primitus
Hoc prætulérunt, postmodum
Christus sacrávit, ómnium
Rex atque factor témporum.

Utámur ergo parcius
Verbis, cibis et pótibus,
Somno, iocis, et arctius
Perstémus in custódia.

Vitémus autem noxia,
Quæ subruunt mentes vagas:
Nullumque demus callidi
Hostis locum tyrannidi.

Flectámus iram vindicem,
Plorémus ante Iudicem,
Clamémus ore supplici,
Dicámus omnes cernui:

Nostris malis offendimus
Tuam, Deus, cleméntiam:
Effúnde nobis désuper,
Remissor, indulgéntiam.

Meménto quod sumus tui,
Licet caduci, plásmatis:
Ne des honórem nóminis
Tui, precamur, alteri.

Laxa malum, quod fécimus,
Auge bonum, quod poscimus:
Placere quo tandem tibi
Possimus hic, et perpetim.

Præsta, beáta Trinitas,
Concede, simplex Unitas,
Ut fructuosa sint tuis
Ieiuniórum múnera.
Amen.
Inno {dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Istruiti da mistico costume,
osserviamo questo digiuno
durante il celebre periodo
di quaranta giorni.

Lo istituirono dapprima
Legge e Profeti, e quindi
Cristo lo consacrò, di tutti
i secoli Re e autore.

Mortifichiamoci nelle parole,
nel cibo, nelle bevande,
nel sonno, nei divertimenti
e vegliamo su noi più attentamente

Evitiamo le tentazioni
che rovinano le anime incaute
e non lasciano posto alcuno
alla tirannia dell'astuto nemico.

Plachiamo l'ira vendicatrice,
piangiamo dinanzi al Giudice,
gridiamo con voci supplicanti
e tutti in ginocchio diciamo:

O Dio, con i nostri peccati
offendemmo la tua clemenza:
perdonaci e spargi su di noi
dall'alto il tuo perdono.

Ricorda che, sebbene fragili,
fummo da te plasmati
e tu non dare della gloria tua
l'onore, ti preghiamo, ad altri!
Perdonaci il male commesso
aumenta il bene che imploriamo,
affinché ti possiamo alfine
piacere quaggiù e per sempre.

Esaudiscici,Trinità beata,
ascoltaci Unità perfetta,
affinché riescano fruttuosi ai tuoi fedeli
i benefici del digiuno.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I
Ant. Expúgna, Dómine, * impugnántes me.
Psalmus 34(1-10) [1]
34:1 Iúdica, Dómine, nocéntes me, * expúgna impugnántes me.
34:2 Apprehénde arma et scutum: * et exsúrge in adiutórium mihi.
34:3 Effúnde frámeam, et conclúde advérsus eos, qui persequúntur me: * dic ánimæ meæ: Salus tua ego sum.
34:4 Confundántur et revereántur, * quæréntes ánimam meam.
34:5 Avertántur retrórsum, et confundántur * cogitántes mihi mala.
34:6 Fiant tamquam pulvis ante fáciem venti: * et Ángelus Dómini coárctans eos.
34:7 Fiat via illórum ténebræ et lúbricum: * et Ángelus Dómini pérsequens eos.
34:8 Quóniam gratis abscondérunt mihi intéritum láquei sui: * supervácue exprobravérunt ánimam meam.
34:9 Véniat illi láqueus, quem ignórat: et cáptio, quam abscóndit, apprehéndat eum: * et in láqueum cadat in ipsum.
34:10 Ánima autem mea exsultábit in Dómino: * et delectábitur super salutári suo.
34:10 Omnia ossa mea dicent: * Dómine, quis símilis tibi?
34:10 Erípiens ínopem de manu fortiórum eius: * egénum et páuperem a diripiéntibus eum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Expúgna, Dómine, * impugnántes me.
Ant. Assali, o Signore, * i miei aggressori.
Salmo 34(1-10) [1]
34:1 Giudica, o Signore, quelli che mi fanne del male, * combatti quelli che mi combattono.
34:2 Prendi le armi e lo scudo: * e levati in mio aiuto.
34:3 Tira fuori la spada, e chiudi il passo a quelli che mi perseguitano; * dì all'anima mia: Io sono la tua salvezza.
34:4 Siano confusi e svergognati, * quelli che insidiano alla mia vita.
34:5 Siano volti in fuga e coperti di confusione, * quelli che macchinano del male contro di me.
34:6 Diventino come polvere dinanzi al vento; * e l'Angelo del Signore li prema.
34:7 La loro via sia tenebrosa e sdrucciolevole: * e l'Angelo del Signore li insegua.
34:8 Perché senza motivo mi tesero occultamente il loro laccio di morte: * senza ragione oltraggiarono l'anima mia.
34:9 Gli sopravvenga un laccio a cui non pensa: lo colga la rete che ha nascosto: * e cada egli stesso nel suo laccio.
34:10 Ma l'anima mia esulterà nel Signore: * e si rallegrerà per la propria salvezza.
34:10 Tutte le mie ossa diranno: * Signore, chi è simile a te?
34:10 Che liberi il misero dalle mani di quelli che sono più forti di lui; * l'indigente e il povero da quelli che lo spogliano.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Assali, o Signore, * i miei aggressori.
Ant. Restítue ánimam meam * a malefactis eórum, Dómine.
Psalmus 34(11-17) [2]
34:11 Surgéntes testes iníqui, * quæ ignorábam interrogábant me.
34:12 Retribuébant mihi mala pro bonis: * sterilitátem ánimæ meæ.
34:13 Ego autem cum mihi molésti essent, * induébar cilício.
34:14 Humiliábam in ieiúnio ánimam meam: * et orátio mea in sinu meo convertétur.
34:15 Quasi próximum, et quasi fratrem nostrum, sic complacébam: * quasi lugens et contristátus, sic humiliábar.
34:16 Et advérsum me lætáti sunt, et convenérunt: * congregáta sunt super me flagélla, et ignorávi.
34:17 Dissipáti sunt, nec compúncti, tentavérunt me, subsannavérunt me subsannatióne: * frenduérunt super me déntibus suis.
34:17 Dómine, quando respícies? * restítue ánimam meam a malignitáte eórum, a leónibus únicam meam.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Restítue ánimam meam * a malefactis eórum, Dómine.
Ant. Libera la mia vita, * Signore, dai loro maltrattamenti.
Salmo 34(11-17) [2]
34:11 Levatisi su testimoni iniqui, * mi domandavano conto di cose ch'io ignoravo.
34:12 Mi rendevano il male per il bene: * è la sterilità per l'anima mia.
34:13 Ma io mentre essi mi molestavano, * mi rivestivo di cilicio.
34:14 Umiliavo col digiuno l'anima mia; * e nel mio seno ritornava la mia orazione.
34:15 Come per un parente e per un nostro fratello avevo compiacenza: * come un uomo in lutto e contristato mi umiliavo.
34:16 Ed essi contro di me si rallegrarono e si adunarono; * si accumularono sopra di me flagelli, e io non sapevo.
34:17 Furono dispersi ma non si compunsero: mi tentarono, mi coprirono d'insulti: * digrignarono i denti contro di me.
34:17 Signore, quando porrai tu mente? * Scampa l'anima mia dalla loro malignità: l'unica mia dai leoni.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Libera la mia vita, * Signore, dai loro maltrattamenti.
Ant. Exsúrge, Dómine, * et inténde iudício meo.
Psalmus 34(18-28) [3]
34:18 Confitébor tibi in ecclésia magna, * in pópulo gravi laudábo te.
34:19 Non supergáudeant mihi qui adversántur mihi iníque: * qui odérunt me gratis et ánnuunt óculis.
34:20 Quóniam mihi quidem pacífice loquebántur: * et in iracúndia terræ loquéntes, dolos cogitábant.
34:21 Et dilatavérunt super me os suum: * dixérunt: Euge, euge, vidérunt óculi nostri.
34:22 Vidísti, Dómine, ne síleas: * Dómine, ne discédas a me.
34:23 Exsúrge et inténde iudício meo: * Deus meus, et Dóminus meus in causam meam.
34:24 Iúdica me secúndum iustítiam tuam, Dómine, Deus meus, * et non supergáudeant mihi.
34:25 Non dicant in córdibus suis: Euge, euge, ánimæ nostræ: * nec dicant: Devorávimus eum.
34:26 Erubéscant et revereántur simul, * qui gratulántur malis meis.
34:27 Induántur confusióne et reveréntia * qui magna loquúntur super me.
34:28 Exsúltent et læténtur qui volunt iustítiam meam: * et dicant semper: Magnificétur Dóminus qui volunt pacem servi eius.
34:28 Et lingua mea meditábitur iustítiam tuam, * tota die laudem tuam.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Exsúrge, Dómine, * et inténde iudício meo.
Ant. Alzati, Signore, * per farmi giustizia.
Salmo 34(18-28) [3]
34:18 Io ti confesserò in una grande Chiesa: * in mezzo a un popolo numeroso ti loderò.
34:19 Non abbian da rallegrarsi su me quelli che ingiustamente mi sono avversi: * che mi odiano senza motivo, e strizzano gli occhi.
34:20 Poiché mi dicevano bensì parole di pace: * ma nella commozione della terra meditavano inganni.
34:21 Dilatarono contro di me la loro bocca; * dissero: Bene, bene, i nostri occhi hanno veduto.
34:22 Tu hai veduto, o Signore; non restare in silenzio: * Signore, non allontanarti da me.
34:23 Levati su, e prendi a cuore il mio giudizio; * Dio mio, e Signor mio, [difendi] la mia causa.
34:24 Giudicami seconda la tua giustizia, o Signore Dio mio, * non abbiano a rallegrarsi su di me.
34:25 Non dicano nei loro cuori: Bene, buon per noi, * non dicano: Lo abbiamo divorato.
34:26 Siano insieme confusi e svergognati, * quelli che si rallegrano dei miei mali.
34:27 Siano coperti di confusione e di rossore * quelli che parlano con superbia contro di me.
34:28 Esultino e si rallegrino quelli che vogliono la mia giustizia, * e dicano sempre: Sia magnificato il Signore, quelli che vogliono la pace del suo servo.
34:28 E la mia lingua celebrerà la tua giustizia, * le tue lodi tutto il giorno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Alzati, Signore, * per farmi giustizia.
Ant. Noli æmulári * in eo qui prosperátur et facit iniquitátem.
Psalmus 36(1-15) [4]
36:1 Noli æmulári in malignántibus: * neque zeláveris faciéntes iniquitátem.
36:2 Quóniam tamquam fœnum velóciter aréscent: * et quemádmodum ólera herbárum cito décident.
36:3 Spera in Dómino, et fac bonitátem: * et inhábita terram, et pascéris in divítiis eius.
36:4 Delectáre in Dómino: * et dabit tibi petitiónes cordis tui.
36:5 Revéla Dómino viam tuam, et spera in eo: * et ipse fáciet.
36:6 Et edúcet quasi lumen iustítiam tuam: et iudícium tuum tamquam merídiem: * súbditus esto Dómino, et ora eum.
36:7 Noli æmulári in eo, qui prosperátur in via sua: * in hómine faciénte iniustítias.
36:8 Désine ab ira, et derelínque furórem: * noli æmulári ut malignéris.
36:9 Quóniam qui malignántur, exterminabúntur: * sustinéntes autem Dóminum, ipsi hereditábunt terram.
36:10 Et adhuc pusíllum, et non erit peccátor: * et quæres locum eius et non invénies.
36:11 Mansuéti autem hereditábunt terram: * et delectabúntur in multitúdine pacis.
36:12 Observábit peccátor iustum: * et stridébit super eum déntibus suis.
36:13 Dóminus autem irridébit eum: * quóniam próspicit quod véniet dies eius.
36:14 Gládium evaginavérunt peccatóres: * intendérunt arcum suum,
36:15 Ut deiíciant páuperem et ínopem: * ut trucídent rectos corde.
36:15 Gládius eórum intret in corda ipsórum: * et arcus eórum confringátur.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Noli æmulári * in eo qui prosperátur et facit iniquitátem.
Ant. Non invidiare * l'uomo che prospera, ma commette l'iniquità.
Salmo 36(1-15) [4]
36:1 Non volere invidiare i maligni: * e non esser geloso di quelli che operano l'iniquità.
36:2 Perché come il fieno ben presto seccheranno, * e come la tenera erbetta in breve appassiranno.
36:3 Spera nel Signore, e fa il bene, * e abiterai la terra, e sarai pasciuto delle sue ricchezze.
36:4 Metti le tue delizie nel Signore: * ed egli ti darà ciò che il tuo cuore domanda.
36:5 Esponi al Signore la tua via, e spera in lui, * ed egli agirà.
36:6 E farà splendere la tua giustizia come la luce; e il tuo diritto come il mezzogiorno. * Sta soggetto al Signore e pregalo.
36:7 Non portar invidia a chi prospera nella sua via: * all'uomo che fa ingiustizie.
36:8 Cessa dall'ira, lascia andare il furore: * non averne invidia per fare il male.
36:9 Poiché quelli che fanno il male saranno sterminati; * ma quelli che aspettano con pazienza il Signore, saranno eredi della terra.
36:10 Ancora un poco, e il peccatore non sarà più: * e cercherai il suo posto e non lo troverai.
36:11 Ma i mansueti saranno eredi della terra, * e godranno nell'abbondanza della pace.
36:12 Il peccatore mirerà il giusto, * e contro di lui digrignerà i denti.
36:13 Ma il Signore si ride di lui, * perché vede che verrà il suo giorno.
36:14 I peccatori sguainarono la spada; * tesero il loro arco,
36:15 Per abbattere il povero e l'indigente, * per trucidare i retti di cuore.
36:15 La loro spada si conficchi nei loro cuori, * e il loro arco si spezzi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non invidiare * l'uomo che prospera, ma commette l'iniquità.
Ant. Bráchia peccatórum * conteréntur, confírmat autem iustos Dóminus.
Psalmus 36(16-29) [5]
36:16 Mélius est módicum iusto, * super divítias peccatórum multas.
36:17 Quóniam bráchia peccatórum conteréntur: * confírmat autem iustos Dóminus.
36:18 Novit Dóminus dies immaculatórum: * et heréditas eórum in ætérnum erit.
36:19 Non confundéntur in témpore malo, et in diébus famis saturabúntur: * quia peccatóres períbunt.
36:20 Inimíci vero Dómini mox ut honorificáti fúerint et exaltáti: * deficiéntes, quemádmodum fumus defícient.
36:21 Mutuábitur peccátor, et non solvet: * iustus autem miserétur et tríbuet.
36:22 Quia benedicéntes ei hereditábunt terram: * maledicéntes autem ei disperíbunt.
36:23 Apud Dóminum gressus hóminis dirigéntur: * et viam eius volet.
36:24 Cum cecíderit non collidétur: * quia Dóminus suppónit manum suam.
36:25 Iúnior fui, étenim sénui: * et non vidi iustum derelíctum, nec semen eius quærens panem.
36:26 Tota die miserétur et cómmodat: * et semen illíus in benedictióne erit.
36:27 Declína a malo, et fac bonum: * et inhábita in sǽculum sǽculi.
36:28 Quia Dóminus amat iudícium, et non derelínquet sanctos suos: * in ætérnum conservabúntur.
36:29 Iniústi puniéntur: * et semen impiórum períbit.
36:29 Iusti autem hereditábunt terram: * et inhabitábunt in sǽculum sǽculi super eam.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Bráchia peccatórum * conteréntur, confírmat autem iustos Dóminus.
Ant. Le braccia dei peccatori * saranno spezzate: il Signore invece protegge i giusti.
Salmo 36(16-29) [5]
36:16 Meglio è il poco al giusto, * che le molte ricchezze al peccatore.
36:17 Perché le braccia dei peccatori saranno spezzate: * ma il Signore sostiene i giusti.
36:18 Il Signore conosce i giorni degli uomini senza macchia: * e la loro eredità sarà eterna.
36:19 Non saranno confusi nel tempo cattivo, e nei giorni di carestia saranno satollati. * Perché i peccatori periranno.
36:20 E i nemici del Signore appena onorati ed esaltati * verranno meno, e come fumo spariranno.
36:21 Il peccatore prenderà in prestito, e non restituirà: * ma il giusto è misericordioso, e donerà.
36:22 Perché quelli che benedicono [Dio] saranno eredi della terra: * ma quelli che lo maledicono andranno in perdizione.
36:23 Dal Signore saranno diretti i passi dell' uomo, * e la sua vita sarà da lui approvata.
36:24 Se egli cadrà, non stramazzerà: * perché il Signore gli pone sotto la sua mano.
36:25 Fui giovane, ed ora sono invecchiato: * e non ho mai veduto il giusto abbandonato, né la sua prole cercare il pane.
36:26 Ogni giorno ha compassione, ed impresta: * e la sua prole sarà in benedizione.
36:27 Schiva il male, e fa' il bene: * ed avrai una dimora sempiterna.
36:28 Perché il Signore ama la giustizia, e non abbandonerà i suoi santi; * in eterno saranno conservati.
36:29 Gli ingiusti saranno puniti, * e la razza degli empi perirà.
36:29 Ma i giusti erediteranno la terra, * e vi abiteranno nei secoli dei secoli.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Le braccia dei peccatori * saranno spezzate: il Signore invece protegge i giusti.
Ant. Custódi innocéntiam * et vide æquitátem.
Psalmus 36(30-40) [6]
36:30 Os iusti meditábitur sapiéntiam, * et lingua eius loquétur iudícium.
36:31 Lex Dei eius in corde ipsíus, * et non supplantabúntur gressus eius.
36:32 Consíderat peccátor iustum: * et quærit mortificáre eum.
36:33 Dóminus autem non derelínquet eum in mánibus eius: * nec damnábit eum, cum iudicábitur illi.
36:34 Exspécta Dóminum, et custódi viam eius: et exaltábit te ut hereditáte cápias terram: * cum períerint peccatóres vidébis.
36:35 Vidi ímpium superexaltátum, * et elevátum sicut cedros Líbani.
36:36 Et transívi, et ecce non erat: * et quæsívi eum, et non est invéntus locus eius.
36:37 Custódi innocéntiam, et vide æquitátem: * quóniam sunt relíquiæ hómini pacífico.
36:38 Iniústi autem disperíbunt simul: * relíquiæ impiórum interíbunt.
36:39 Salus autem iustórum a Dómino: * et protéctor eórum in témpore tribulatiónis.
36:40 Et adiuvábit eos Dóminus et liberábit eos: * et éruet eos a peccatóribus, et salvábit eos: quia speravérunt in eo.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Custódi innocéntiam * et vide æquitátem.
Ant. Custodisci l'innocenza e pratica la giustizia.
Salmo 36(30-40) [6]
36:30 La bocca del giusto mediterà la sapienza, * la sua lingua parlerà di giustizia.
36:31 La legge del suo Dio gli sta nel cuore: * e i suoi passi non vacilleranno.
36:32 Il peccatore adocchia il giusto; * e cerca di farlo morire.
36:33 Ma il Signore non glielo abbandonerà nelle mani: * né lo condannerà quand'egli verrà giudicato.
36:34 Aspetta il Signore, e segui la sua via: ed egli ti esalterà, affinché tu erediti la terra: * quando i peccatori periranno, tu vedrai.
36:35 Io vidi l'empio sopraesaltato, * e elevato come i cedri del Libano.
36:36 E passai ed ecco non era più: * e lo cercai, e non si trovò il suo luogo.
36:37 Custodisci l'innocenza, e osserva la rettitudine, * poiché una posterità rimane per l'uomo pacifico.
36:38 Ma gl'ingiusti tutti insieme periranno: * quel che resta degli empi andrà in perdizione.
36:39 Ma la salute dei giusti vien dal Signore * ed egli è il loro protettore nel tempo della tribolazione.
36:40 E il Signore li aiuterà e li libererà; * e li trarrà dalle mani dei peccatori, e li salverà, perché hanno sperato in lui.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Custodisci l'innocenza e pratica la giustizia.
Ant. Ne in ira tua * corrípias me, Dómine.
Psalmus 37(1-11) [7]
37:1 Dómine, ne in furóre tuo árguas me, * neque in ira tua corrípias me.
37:2 Quóniam sagíttæ tuæ infíxæ sunt mihi: * et confirmásti super me manum tuam.
37:3 Non est sánitas in carne mea a fácie iræ tuæ: * non est pax óssibus meis a fácie peccatórum meórum.
37:4 Quóniam iniquitátes meæ supergréssæ sunt caput meum: * et sicut onus grave gravátæ sunt super me.
37:5 Putruérunt et corrúptæ sunt cicatríces meæ, * a fácie insipiéntiæ meæ.
37:6 Miser factus sum, et curvátus sum usque in finem: * tota die contristátus ingrediébar.
37:7 Quóniam lumbi mei impléti sunt illusiónibus: * et non est sánitas in carne mea.
37:8 Afflíctus sum, et humiliátus sum nimis: * rugiébam a gémitu cordis mei.
37:9 Dómine, ante te omne desidérium meum: * et gémitus meus a te non est abscónditus.
37:10 Cor meum conturbátum est, derelíquit me virtus mea: * et lumen oculórum meórum, et ipsum non est mecum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ne in ira tua * corrípias me, Dómine.
Ant. Nel tuo sdegno * non castigarmi, Signore.
Salmo 37(1-11) [7]
37:1 Signore, non mi riprendere nel tuo furore, * e non mi correggere nella tua ira.
37:2 Perché le tue saette si sono conficcate in me, * ed hai aggravato sopra di me la tua mano.
37:3 Non v'è parte sana nella mia carne a cagione dell'ira tua: * non hanno pace le mie ossa a cagione dei miei peccati.
37:4 Perché le mie iniquità sorpassano la mia testa: * e come un grave peso gravano sopra di me.
37:5 Le mie piaghe si sono imputridite e corrotte, * a cagione della mia stoltezza.
37:6 Sono divenuto miserabile, e sono incurvato oltre misura; * tutto il giorno camminavo in tristezza.
37:7 Perché i miei reni sono pieni d'illusioni, * e nella mia carne non v'è parte sana.
37:8 Sono afflitto ed umiliato oltre modo * mando ruggiti per il gemito del mio cuore.
37:9 Signore, è dinanzi a te ogni mio desiderio: * a te non è nascosto il mio gemito.
37:10 Il mio cuore è turbato, la mia forza mi ha abbandonato: * e lo stesso lume dei miei occhi non è più con me.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Nel tuo sdegno * non castigarmi, Signore.
Ant. Inténde in adiutórium meum, * Dómine, virtus salútis meæ.
Psalmus 37(12-23) [8]
37:12 Amíci mei, et próximi mei * advérsum me appropinquavérunt, et stetérunt.
37:13 Et qui iuxta me erant, de longe stetérunt: * et vim faciébant qui quærébant ánimam meam.
37:14 Et qui inquirébant mala mihi, locúti sunt vanitátes: * et dolos tota die meditabántur.
37:15 Ego autem tamquam surdus non audiébam: * et sicut mutus non apériens os suum.
37:16 Et factus sum sicut homo non áudiens: * et non habens in ore suo redargutiónes.
37:17 Quóniam in te, Dómine, sperávi: * tu exáudies me, Dómine, Deus meus.
37:18 Quia dixi: Nequándo supergáudeant mihi inimíci mei: * et dum commovéntur pedes mei, super me magna locúti sunt.
37:19 Quóniam ego in flagélla parátus sum: * et dolor meus in conspéctu meo semper.
37:20 Quóniam iniquitátem meam annuntiábo: * et cogitábo pro peccáto meo.
37:21 Inimíci autem mei vivunt, et confirmáti sunt super me: * et multiplicáti sunt qui odérunt me iníque.
37:22 Qui retríbuunt mala pro bonis, detrahébant mihi: * quóniam sequébar bonitátem.
37:23 Ne derelínquas me, Dómine, Deus meus: * ne discésseris a me.
37:23 Inténde in adiutórium meum, * Dómine, Deus, salútis meæ.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Inténde in adiutórium meum, * Dómine, virtus salútis meæ.
Ant. Vieni presto in mio aiuto, * Signore, mio salvatore.
Salmo 37(12-23) [8]
37:12 I miei amici e i miei congiunti * si sono avvicinati di contro a me, e si fermarono.
37:13 E quelli che mi erano vicini si sono fermati a distanza. * Quelli che cercavano la mia vita, facevano violenza.
37:14 E quelli che si studiavano di farmi del male, dissero cose vane: * e tutto il giorno meditavano inganni.
37:15 Ma io come sordo non udivo: * e fui come un muto che non apre la bocca.
37:16 E sono divenuto come un uomo che non ode: * e non ha nella sua bocca alcuna risposta.
37:17 Perché in te, o Signore, io posi la mia speranza: * tu mi esaudirai, o Signore, Dio mio.
37:18 Perché io dissi: Non abbiano i miei nemici a rallegrarsi di me: essi, * che quando i miei piedi vacillano, parlano con superbia contro di me.
37:19 Perché io sono preparato ai flagelli: * e il mio dolore sta sempre dinanzi a me.
37:20 Perché io confesserò la mia iniquità, * e penserò al mio peccato.
37:21 Ma i miei nemici vivono, e sono più forti di me: * e quelli che mi odiano ingiustamente sono cresciuti di numero.
37:22 Quelli che rendono male per bene, parlavano male di me: * perché io seguivo il bene.
37:23 Non abbandonarmi, o Signore Dio mio: * non ti allontanare da me.
37:23 Accorri in mio aiuto, * o Signore, Dio della mia salvezza.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Vieni presto in mio aiuto, * Signore, mio salvatore.
Ant. Ámove, Dómine, * a me plagas tuas.
Psalmus 38 [9]
38:1 Dixi: Custódiam vias meas: * ut non delínquam in lingua mea.
38:2 Pósui ori meo custódiam, * cum consísteret peccátor advérsum me.
38:3 Obmútui, et humiliátus sum, et sílui a bonis: * et dolor meus renovátus est.
38:4 Concáluit cor meum intra me: * et in meditatióne mea exardéscet ignis.
38:5 Locútus sum in lingua mea: * Notum fac mihi, Dómine, finem meum.
38:6 Et númerum diérum meórum quis est: * ut sciam quid desit mihi.
38:7 Ecce mensurábiles posuísti dies meos: * et substántia mea tamquam níhilum ante te.
38:8 Verúmtamen univérsa vánitas, * omnis homo vivens.
38:9 Verúmtamen in imágine pertránsit homo: * sed et frustra conturbátur.
38:10 Thesaurízat: * et ignórat cui congregábit ea.
38:11 Et nunc quæ est exspectátio mea? Nonne Dóminus? * Et substántia mea apud te est.
38:12 Ab ómnibus iniquitátibus meis érue me: * oppróbrium insipiénti dedísti me.
38:13 Obmútui, et non apérui os meum, quóniam tu fecísti: * ámove a me plagas tuas.
38:14 A fortitúdine manus tuæ ego deféci in increpatiónibus: * propter iniquitátem corripuísti hóminem.
38:15 Et tabéscere fecísti sicut aráneam ánimam eius: * verúmtamen vane conturbátur omnis homo.
38:16 Exáudi oratiónem meam, Dómine, et deprecatiónem meam: * áuribus pércipe lácrimas meas.
38:17 Ne síleas: quóniam ádvena ego sum apud te, et peregrínus, * sicut omnes patres mei.
38:18 Remítte mihi, ut refrígerer priúsquam ábeam, * et ámplius non ero.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ámove, Dómine, * a me plagas tuas.
Ant. Allontana da me, Signore, * i tuoi castighi.
Salmo 38 [9]
38:1 Io dissi: veglierò sulla mia condotta, * per non peccare con la mia lingua.
38:2 Posi un freno alla mia bocca, * allorché il peccatore si levava contro di me.
38:3 Ammutolii e mi umiliai, e non parlai di cose anche buone: * e si rinnovò il mio dolore.
38:4 Il mio cuore si infiammò dentro di me: * e nella mia meditazione un fuoco si è acceso.
38:5 Dissi con la mia lingua: * Signore fammi conoscere il mio fine,
38:6 E qual sia il numero dei miei giorni, * affinché io sappia quel che mi avanza.
38:7 Ecco, a corta misura tu hai ridotto i miei giorni; * e l'essere mio è come un nulla dinanzi a te.
38:8 Per certo ogni uomo vivente * è una mera vanità.
38:9 Per certo l'uomo passa come un'ombra, * e di più invano si affanna.
38:10 Ammassa tesori; * e non sa per chi egli mette da parte.
38:11 E ora qual è la mia aspettazione? Non è forse il Signore? * Ogni mio bene è in te [o Dio].
38:12 Liberami da tutte le mie iniquità: * tu mi hai reso oggetto di vituperio allo stolto.
38:13 Ammutolii e non apersi la mia bocca, perché tu lo facesti. * Cessa da me i tuoi colpi.
38:14 Sotto la forza della tua mano io venni meno, quando mi correggesti: * tu punisti l'uomo a cagione della [sua] iniquità.
38:15 E facesti consumare come un ragno la sua anima: * per certo l'uomo si affanna invano.
38:16 Esaudisci, o Signore, la mia preghiera e le mie suppliche: * porgi orecchio alle mie lacrime.
38:17 Non stare in silenzio, perché io sono presso di te uno straniero, un pellegrino, * come tutti i miei padri.
38:18 Dammi sollievo, affinché io abbia refrigerio prima che me ne vada, * e non sia più.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio è ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Allontana da me, Signore, * i tuoi castighi.
V. Scápulis suis obumbrábit tibi.
R. Et sub pennis eius sperábis.
V. Egli ti coprirà con le sue ali.
R. Sotto le sue ali avrai sicurezza.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádiuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Iube, Domine, benedicere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 1
Lectio sancti Evangelii secundum Matthaeum
Matt 18:15-22
In illo tempore: Dixit Iesus discipulis suis: Si peccaverit in te frater tuus, vade, et corripe eum inter te et ipsum solum. Et reliqua.

Homilia sancti Augustini Episcopi
Sermo 16 de Verbis Domini, tomus 10, post initium
Quare illum corripis? Quia tu doles, quod peccaverit in te? Absit. Si amore tui id facis, nihil facis: si amore illius facis, optime facis. Denique in ipsis verbis attende, cuius amore id facere debeas, utrum tui, an illius. Si te audierit, inquit, lucratus es fratrem tuum. Ergo propter illum fac, ut lucreris illum. Sic faciendo lucraris: nisi fecisses, perierat. Quid est ergo, quod plerique homines ista peccata contemnunt, et dicunt: Quid magnum feci? in hominem peccavi. Noli contemnere: in hominem peccasti.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Nuntiaverunt Iacob dicentes: Ioseph filius tuus vivit, et ipse dominatur in tota terra Aegypti: quo audito revixit spiritus eius, et dixit:
* Sufficit mihi, vadam et videbo eum antequam moriar.
V. Cumque audisset Iacob quod filius eius viveret, quasi de gravi somno evigilans, ait.
R. Sufficit mihi, vadam et videbo eum antequam moriar.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 1
Lettura del santo Vangelo secondo Matteo
Matt 18:15-22
In quell'occasione: Gesù disse ai suoi discepoli: Se il tuo fratello avrà peccato contro di te, va e riprendilo fra te e lui solo. Eccetera.

Omelia di sant'Agostino Vescovo
Sermone 16 sulle Parole del Signore, tomo 10, dopo il principio
Perché riprendi chi t'ha offeso? È perché senti dispiacere che abbia peccato contro di te? Non sia mai. Se tu fai ciò per amore di te stesso, non fai nulla: se lo fai per amore di lui, fai ottimamente. Osserva poi nelle stesse parole del Signore, per amore di chi tu debba farlo, se di te o di lui. «Se ti ascolta, dice, hai guadagnato il tuo fratello» Matth. 18,25. Fallo dunque per lui, per guadagnarlo. Facendo così, lo guadagni: se no egli è perduto. Come dunque molti non fanno alcun conto di questi peccati, e dicono: Che gran male ho fatto ? non ho offese che un uomo! Non disprezzare tal cosa: sì, hai peccato contro un uomo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Portarono la notizia a Giacobbe, dicendo: Giuseppe, tuo figlio, vive, ed egli comanda a tutta la terra d'Egitto: al l'udir ciò, il suo spirito rivisse e disse:
* Mi basta, andrò a rivederlo prima di morire.
V. Udito Giacobbe che suo figlio viveva, quasi svegliandosi da profondo sonno, disse:
R. Mi basta, andrò a rivederlo prima di morire.
V. Iube, Domine, benedicere.
Benedictio. Divínum auxílium máneat semper nobíscum. Amen.

Lectio 2
Vis nosse, quia in hominem peccando, peristi? Si te ille, in quem peccasti, corripuerit inter te et ipsum solum, et audieris illum, lucratus est te. Quid est, Lucratus est te; nisi quia perieras, si non lucraretur te? Nam si non perieras, quomodo te lucratus est? Nemo ergo contemnat, quando peccat in fratrem. Ait enim quodam loco Apostolus: Sic autem peccantes in fratres, et percutientes conscientiam eorum infirmam, in Christum peccatis: ideo quia membra Christi omnes facti sumus. Quomodo non peccas in Christum, qui peccas in membrum Christi?
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ioseph dum intraret in terram Aegypti, linguam quam non noverat, audivit: manus eius in laboribus servierunt:
* Et lingua eius inter principes loquebatur sapientiam.
V. Humiliaverunt in compedibus pedes eius: ferrum pertransiit animam eius, donec veniret verbum eius.
R. Et lingua eius inter principes loquebatur sapientiam.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'aiuto divino sia sempre con noi.Amen.

Lettura 2
Vuoi sapere perché questa offesa contro un uomo è cagione della tua perdita? Se colui contro cui hai peccato ti riprende tra te e lui solo, e tu l'ascolti, egli «ti ha guadagnato». Che vuol dire: »Ti ha guadagnato?» se non che tu saresti perito se non ti avesse guadagnato! Infatti se tu non fossi stato perduto, come egli t'ha guadagnato? Nessuno dunque faccia l'indifferente quando ha peccato contro un suo fratello. Infatti l'Apostolo dice in un luogo: «In tal guisa peccando contro i fratelli e offendendo la loro debole coscienza, voi avete peccato contro Cristo» Cor. 8,12: perché tutti siamo diventati membra di Cristo. Ora come non peccherai contro Cristo, se pecchi contro un membro di Cristo?
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Giuseppe nell'entrare nella terra d'Egitto, udì una lingua che non conosceva : le sue mani servirono nei lavori:
* E la sua lingua tra i principi parlava con sapienza.
V. Umiliarono nei ceppi i suoi piedi: il ferro trafisse l'anima sua, finché s'avverò la sua parola.
R. E la sua lingua tra i principi parlava con sapienza.
V. Iube, Domine, benedicere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 3
Nemo ergo dicat, quia non peccavi in Deum, sed peccavi in fratrem: in hominem peccavi, leve, vel nullum peccatum est. Forte inde dicis: Leve est, quia cito curatur. Peccasti in fratrem: fac satis, et sanatus es. Cito fecisti mortiferam rem, sed remedium cito invenisti. Quis nostrum speret regnum caelorum, fratres mei, quando dicit Evangelium: Qui dixerit fratri suo, Fatue; reus erit gehennae ignis? Magnus terror: sed vide ibi remedium. Si obtuleris munus tuum ad altare, et ibi recordatus fueris, quia frater tuus habet aliquid adversum te, relinque ibi munus tuum ante altare. Non irascitur Deus, quia differs imponere munus tuum: te quaerit Deus magis, quam munus tuum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Memento mei, dum bene tibi fuerit:
* Ut suggeras Pharaoni, ut educat me de isto carcere: * Quia furtim sublatus sum, et hic innocens in lacum missus sum.
V. Tres enim adhuc dies sunt, post quos recordabitur Pharao ministerii tui, et restituet te in gradum pristinum: tunc memento mei.
R. Ut suggeras Pharaoni, ut educat me de isto carcere:
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Quia furtim sublatus sum, et hic innocens in lacum missus sum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 3
Perciò nessuno dica: Non ho peccato contro Dio, ma solo contro un fratello: non ho offeso che un uomo, la mia colpa è leggera o nulla. Questo forse ti fa dire: Essa è leggiera, perché si ripara presto. Hai peccato contro un fratello: fanne una riparazione sufficiente e sarai guarito. T'è bastato un istante per commettere una colpa mortale, ma puoi essere anche pronto a trovarne il rimedio. Chi di noi, fratelli miei, si lusingherà di ottenere il regno dei cieli quando il Vangelo dice: «Chi avrà detto al fratello suo: Stolto, sarà reo del fuoco della geenna » Matth. 5,22? Questa minaccia è terribile: ma osserva insieme il rimedio.  Se tu stai per fare l'offerta all'altare ivi ti viene alla memoria che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te, posa lì la tua offerta davanti all'altare» Matth. 5,23. Iddio non si adirerà se tu differisci di fare la tua offerta: Dio cerca molto più te che la tua offerta.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ricordati di me quando ti troverai bene:
* E suggerisci a Faraone che mi tragga da questa carcere: * Perché fui rapito con frode, e innocente sono stato messo qui in prigione.
V. Ancora tre giorni, dopo i quali Faraone si ricorderà dei tuoi servigi, e ti rimetterà nell'ufficio di prima: allora ricordati di me.
R. E suggerisci a Faraone che mi tragga da questa carcere:
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Perché fui rapito con frode, e innocente sono stato messo qui in prigione.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio de Tempore}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus
Exaudi nos, omnipotens et misericors Deus: et continentiae salutaris propitius nobis dona concede.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.

Orazione {dal Proprio del tempo}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
Esaudiscici, Dio onnipotente e misericordioso: e concedici benigno il dono di una astinenza salutare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.

Matutinum    Laudes    Prima    Tertia
Sexta    Nona    Vesperae    Completorium

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