Septem Dolorum Beatæ Mariæ Virginis ~ II. classis
Tempora: Feria Tertia infra Hebdomadam XV post Octavam Pentecostes II. Septembris

Ad Matutinum    09-15-2020

Incipit
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adiutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adiuvándum me festína.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúia.
Inizio
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Proprio Sanctorum}
Ant. Stémus iuxta crucem cum María Matre Iesu, * Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Ant. Stémus iuxta crucem cum María Matre Iesu, * Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Veníte, exsultémus Dómino, iubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem eius in confessióne, et in psalmis iubilémus ei.
Ant. Stémus iuxta crucem cum María Matre Iesu, * Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu eius sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus eius (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus eius, et oves páscuæ eius.
Ant. Stémus iuxta crucem cum María Matre Iesu, * Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Hódie, si vocem eius audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus iurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Stémus iuxta crucem cum María Matre Iesu, * Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Ant. Stémus iuxta crucem cum María Matre Iesu, * Cuius ánimam dolóris gládius pertransívit.
Invitatorio {Antifona dal Proprio dei Santi}
Ant. Stiamo presso la Croce con Maria Madre di Gesù, * La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Ant. Stiamo presso la Croce con Maria Madre di Gesù, * La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Stiamo presso la Croce con Maria Madre di Gesù, * La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Stiamo presso la Croce con Maria Madre di Gesù, * La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Stiamo presso la Croce con Maria Madre di Gesù, * La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Ant. Stiamo presso la Croce con Maria Madre di Gesù, * La cui anima fu trapassata dalla spada del dolore.
Hymnus {ex Proprio Sanctorum}
O quot undis lacrimárum,
Quo dolóre vólvitur,
Luctuósa de cruénto
Dum revúlsum stípite,
Cernit ulnis incubántem
Virgo Mater Fílium!

Os suáve, mite pectus
Et latus dulcíssimum,
Dexterámque vulnerátum
Et sinístram sáuciam,
Et rubras cruóre plantas
Ægra tingit lácrimis.

Centiésque milliésque
Stringit arctis néxibus
Pectus illud, et lacértos,
Illa figit vúlnera:
Sicque tota colliquéscit
In dolóris ósculis.

Eia, Mater, obsecrámus
Per tuas has lácrimas,
Filiíque triste funus,
Vulnerúmque púrpuram,
Hunc tui cordis dolórem
Conde nostris córdibus.

Esto Patri, Filióque,
Et coǽvo Flámini,
Esto summæ Trinitáti
Sempitérna glória,
Et perénnis laus honórque
Hoc et omni sǽculo.
Amen.
Inno {dal Proprio dei Santi}
O in qual mar di lacrime,
in qual dolore si dibatte,
mentre desolata,
deposto dal legno sanguinante,
fra le sue braccia
la Vergine Madre contempla il Figlio!

La dolce bocca, il tenero petto,
e il costato dolcissimo,
e la destra trapassata,
e la sinistra lacera,
e i piedi coperti di sangue
ella addolorata bagna di lacrime.

Cento volte, mille volte
stringe fortemente
quel petto e quelle braccia,
e ne considera le piaghe;
e così tutta si scioglie
in baci di dolore.

Orsù, Madre, deh!
per queste tue lacrime,
e per la triste morte del tuo Figlio,
per il sangue delle sue ferite,
questo dolore del tuo cuore
imprimilo nei nostri cuori.

Sia al Padre, e al Figlio,
e al coeterno Spirito,
sia alla sovrana Trinità
gloria eterna,
lode perenne e onore,
ora e per tutti i secoli.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ et Psalmi ex Proprio Sanctorum}
Nocturn I.
Ant. Multiplicáti sunt * qui tríbulant me, multi insúrgunt advérsum me.
Psalmus 3 [1]
3:2 Dómine, quid multiplicáti sunt qui tríbulant me? * multi insúrgunt advérsum me.
3:3 Multi dicunt ánimæ meæ: * Non est salus ipsi in Deo eius.
3:4 Tu autem, Dómine, suscéptor meus es, * glória mea, et exáltans caput meum.
3:5 Voce mea ad Dóminum clamávi: * et exaudívit me de monte sancto suo.
3:6 Ego dormívi, et soporátus sum: * et exsurréxi, quia Dóminus suscépit me.
3:7 Non timébo míllia pópuli circumdántis me: * exsúrge, Dómine, salvum me fac, Deus meus.
3:8 Quóniam tu percussísti omnes adversántes mihi sine causa: * dentes peccatórum contrivísti.
3:9 Dómini est salus: * et super pópulum tuum benedíctio tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Multiplicáti sunt qui tríbulant me, multi insúrgunt advérsum me.
Salmi con letture {Antifone e salmi dal Proprio dei Santi}
Nocturn I.
Ant. Si sono moltiplicati * i miei nemici, molti insorgono contro di me.
Salmo 3 [1]
3:2 Signore, perché si sono moltiplicati quelli che mi perseguitano? * Sono molti quelli che insorgono contro di me.
3:3 Molti dicono all'anima mia: * Per lui non vi è salute nel suo Dio.
3:4 Ma tu, o Signore, tu sei il mio scudo, * la mia gloria, e colui che rialza il mio capo.
3:5 Gridai con la mia voce al Signore, * ed egli mi esaudì dal suo monte santo.
3:6 Io dormii, e presi sonno, * e mi svegliai, perchè il Signore mi sostenne.
3:7 Non temerò le migliaia del popolo che mi circonda: * Levati, o Signore, salvami, o Dio mio.
3:8 Poiché tu hai percosso tutti coloro che senza ragione mi sono avversi: * hai spezzati i denti dei peccatori.
3:9 Del Signore è la salvezza: * e sul tuo popolo la tua benedizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Si sono moltiplicati i miei nemici, molti insorgono contro di me.
Ant. Paravérunt sagíttas suas * in pháretra, ut sagíttent in obscúro rectos corde.
Psalmus 10 [2]
10:2 In Dómino confído: quómodo dícitis ánimæ meæ: * Tránsmigra in montem sicut passer?
10:3 Quóniam ecce peccatóres intendérunt arcum, paravérunt sagíttas suas in pháretra, * ut sagíttent in obscúro rectos corde.
10:4 Quóniam quæ perfecísti, destruxérunt: * iustus autem quid fecit?
10:5 Dóminus in templo sancto suo, * Dóminus in cælo sedes eius.
10:5 Óculi eius in páuperem respíciunt: * pálpebræ eius intérrogant fílios hóminum.
10:6 Dóminus intérrogat iustum et ímpium: * qui autem díligit iniquitátem, odit ánimam suam.
10:7 Pluet super peccatóres láqueos: * ignis, et sulphur, et spíritus procellárum pars cálicis eórum.
10:8 Quóniam iustus Dóminus, et iustítias diléxit: * æquitátem vidit vultus eius.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Paravérunt sagíttas suas in pháretra, ut sagíttent in obscúro rectos corde.
Ant. Han preparato le loro frecce * sulla corda, per saettare nell'oscurità i retti di cuore.
Salmo 10 [2]
10:2 Io confido nel Signore: come voi dite alla mia anima: * Emigra Sul monte come un passero?
10:3 Perché, ecco i peccatori hanno teso l'arco, tengono preparate nella faretra le loro saette * per saettare nell'oscurità i retti di cuore.
10:4 Perché quello che tu facesti lo hanno distrutto * ma il giusto che cosa ha fatto?
10:5 Il Signore [è] nel santo suo tempio, * il Signore ha la sua sede nel cielo.
10:5 I suoi occhi sono rivolti al povero; * le sue palpebre esaminano i figli degli uomini.
10:6 Il Signore esamina il giusto e l'empio: * e chi ama l'iniquità, odia la sua propria anima.
10:7 Pioverà lacci sopra i peccatori: * fuoco e zolfo e vento procelloso è la porzione del loro calice.
10:8 Poiché il Signore è giusto, ed ama la giustizia; * la sua faccia guarda l'equità.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Han preparato le loro frecce sulla corda, per saettare nell'oscurità i retti di cuore.
Ant. Defécit in dolóre * vita mea, et anni mei in gemítibus.
Psalmus 30 [3]
30:2 In te, Dómine, sperávi non confúndar in ætérnum: * in iustítia tua líbera me.
30:3 Inclína ad me aurem tuam, * accélera ut éruas me.
30:3 Esto mihi in Deum protectórem, et in domum refúgii: * ut salvum me fácias.
30:4 Quóniam fortitúdo mea, et refúgium meum es tu: * et propter nomen tuum dedúces me, et enútries me.
30:5 Edúces me de láqueo hoc, quem abscondérunt mihi: * quóniam tu es protéctor meus.
30:6 In manus tuas comméndo spíritum meum: * redemísti me, Dómine, Deus veritátis.
30:7 Odísti observántes vanitátes, * supervácue.
30:7 Ego autem in Dómino sperávi: * exsultábo, et lætábor in misericórdia tua.
30:8 Quóniam respexísti humilitátem meam, * salvásti de necessitátibus ánimam meam.
30:9 Nec conclusísti me in mánibus inimíci: * statuísti in loco spatióso pedes meos.
30:10 Miserére mei, Dómine, quóniam tríbulor: * conturbátus est in ira óculus meus, ánima mea, et venter meus:
30:11 Quóniam defécit in dolóre vita mea: * et anni mei in gemítibus.
30:11 Infirmáta est in paupertáte virtus mea: * et ossa mea conturbáta sunt.
30:12 Super omnes inimícos meos factus sum oppróbrium et vicínis meis valde: * et timor notis meis.
30:12 Qui vidébant me, foras fugérunt a me: * oblivióni datus sum, tamquam mórtuus a corde.
30:13 Factus sum tamquam vas pérditum: * quóniam audívi vituperatiónem multórum commorántium in circúitu.
30:14 In eo dum convenírent simul advérsum me, * accípere ánimam meam consiliáti sunt.
30:15 Ego autem in te sperávi, Dómine: * dixi: Deus meus es tu: in mánibus tuis sortes meæ.
30:16 Éripe me de manu inimicórum meórum, * et a persequéntibus me.
30:17 Illústra fáciem tuam super servum tuum, salvum me fac in misericórdia tua: * Dómine, non confúndar, quóniam invocávi te.
30:18 Erubéscant ímpii, et deducántur in inférnum: * muta fiant lábia dolósa.
30:19 Quæ loquúntur advérsus iustum iniquitátem: * in supérbia, et in abusióne.
30:20 Quam magna multitúdo dulcédinis tuæ, Dómine, * quam abscondísti timéntibus te.
30:20 Perfecísti eis, qui sperant in te, * in conspéctu filiórum hóminum.
30:21 Abscóndes eos in abscóndito faciéi tuæ * a conturbatióne hóminum.
30:21 Próteges eos in tabernáculo tuo * a contradictióne linguárum.
30:22 Benedíctus Dóminus: * quóniam mirificávit misericórdiam suam mihi in civitáte muníta.
30:23 Ego autem dixi in excéssu mentis meæ: * Proiéctus sum a fácie oculórum tuórum.
30:23 Ídeo exaudísti vocem oratiónis meæ, * dum clamárem ad te.
30:24 Dilígite Dóminum omnes sancti eius: * quóniam veritátem requíret Dóminus, et retríbuet abundánter faciéntibus supérbiam.
30:25 Viríliter ágite, et confortétur cor vestrum, * omnes, qui sperátis in Dómino.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Defécit in dolóre vita mea, et anni mei in gemítibus.
Ant. S'è consumata nel dolore * la mia vita, e gli anni miei nei gemiti.
Salmo 30 [3]
30:2 In te, o Signore, ho sperato; che io non resti confuso in eterno: * nella tua giustizia, liberami.
30:3 Piega le tue orecchie verso di me: * affrettati a salvarmi.
30:3 Sii per me un Dio protettore, e una casa di rifugio * per farmi salvo.
30:4 Poiché tu sei la mia fortezza e il mio rifugio * e per amor del nome tuo mi guiderai e mi sosterrai.
30:5 Mi trarrai dal laccio, che mi hanno teso occultamente, * perché, tu sei il mio protettore.
30:6 Nelle tue mani consegno il mio spirito: * tu mi hai riscattato, o Signore Dio di verità.
30:7 Tu odii coloro che inutilmente van dietro * alle vanità.
30:7 Ma io ho sperato nel Signore: * Esulterò, e mi rallegrerò nella tua misericordia.
30:8 Perché tu hai guardato la mia miseria, * hai salvato dalle angustie l'anima mia.
30:9 Né mi hai chiuso tra le mani del nemico: * [ma] hai stabilito in luogo spazioso i miei piedi.
30:10 Abbi pietà di me, o Signore, perché io sono afflitto: * per l'indignazione è turbato il mio occhio, con la mia anima e le mie viscere:
30:11 Perché la mia vita si consuma nel dolore: * e i miei anni nei gemiti.
30:11 La mia forza si è infiacchita nella miseria, * e le mie ossa sono conturbate.
30:12 Sono divenuto l'obbrobrio per tutti i miei nemici, e persino per i miei vicini, * timore per miei familiari.
30:12 Quelli che mi vedevano fuori fuggivano da me. * Sono messo in oblio, come un morto, dal [loro] cuore.
30:13 Sono divenuto come un vaso spezzato. * Poiché ho udito i vituperi di molti, che mi dimorano intorno.
30:14 Mentre si riunivano contro di me, * e tennero consiglio di togliermi la vita.
30:15 Ma io sperai in te, o Signore: * io dissi: tu sei il mio Dio: nelle tue mani le mie sorti.
30:16 Liberami dalle mani dei miei nemici, * e da coloro che mi perseguitano.
30:17 Fa risplendere la tua faccia sopra il tuo servo, salvami nella tua misericordia. * Che io non resti confuso, o Signore, perché ti ho invocato.
30:18 Siano svergognati gli empi, e condotti all'inferno. * Ammutoliscano le labbra ingannatrici,
30:19 Che proferiscono iniquità contro il giusto * con superbia e con disprezzo.
30:20 Quanto è grande l'abbondanza della tua dolcezza, o Signore, * che riponi per coloro che ti temono,
30:20 E dimostri a quelli che sperano in te, * al cospetto dei figli degli uomini.
30:21 Li nasconderai nel segreto della tua faccia * dal tumulto degli uomini.
30:21 Li porrai al sicuro nel tuo tabernacolo * dalla contraddizione delle lingue.
30:22 Benedetto il Signore, * perché ha reso mirabile in me la sua misericordia [mettendomi]in una città fortificata.
30:23 Ma io dissi nell'esagerazione della mia mente: * sono stato rigettato dalla vista dei tuoi occhi.
30:23 Per questo tu hai esaudito la voce della mia supplica, * quando io gridavo a te.
30:24 Amate il Signore, voi tutti suoi santi, * perché la verità, il Signore, ricercherà, e ripagherà con abbondanza a quelli che producono superbia.
30:25 Agite virilmente e si fortifichi il vostro cuore, * voi tutti che sperate nel Signore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. S'è consumata nel dolore la mia vita, e gli anni miei nei gemiti.
V. Regína Mártyrum, ora pro nobis.
R. Quæ iuxta crucem Iesu constitísti.
V. Regina dei Martiri, prega per noi.
R. Tu che rimanesti intrepida presso la croce di Gesù.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Iesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De Ieremía Prophéta
Lam. 1:2; 1:20-21
2 (Beth) Plorans plorávit in nocte, et lácrimæ eius in maxíllis eius: non est qui consolétur eam ex ómnibus caris eius: omnes amíci eius sprevérunt eam, et facti sunt ei inimíci.
20 (Res) Vide, Dómine, quóniam tríbulor, conturbátus est venter meus, subvérsum est cor meum in memetípsa, quóniam amaritúdine plena sum. Foris intérfecit gládius, et domi mors símilis est.
21 (Sin) Audiérunt quia ingemísco ego, et non est qui consolétur me.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Símeon, vir iustus et timorátus, dixit ad Maríam:
* Tuam ipsíus ánimam pertransíbit gládius.
V. Ne vocétis me pulchram, sed amáram, quia amaritúdine valde replévit me Omnípotens.
R. Tuam ipsíus ánimam pertransíbit gládius.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal Profeta Geremia
Lam. 1:2; 1:20-21
2 Ella piange inconsolabilmente durante la notte, e le sue lacrime scorrono sulle sue guancie: non c'è più chi la consoli fra tutti i suoi cari: tutti gli amici suoi l'han disprezzata, e le son diventati nemici.
20 Mira, o Signore, come son tribolata, le mie viscere sono sconvolte, il mio cuore è in iscompiglio dentro di me, son piena d'amarezza. Di fuori infierisce la spada, e in casa c'è l'immagine della morte.
21 Hanno udito ch'io gemo, e non c'è chi mi consoli.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Simeone, uomo giusto e timorato, disse a Maria:
* Anche a te una spada trapasserà l'anima.
V. Non chiamatemi più bella, ma amara, perché di somma amarezza m'ha ricolma l'Onnipotente.
R. Anche a te una spada trapasserà l'anima.
V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adiuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
Lam. 2:13, 15-16
13 (Mem) Cui comparábo te? vel cui assimilábo te, fília Ierúsalem? cui exæquábo te, et consolábor te, virgo fília Sion? Magna est enim velut mare contrítio tua: quis medébitur tui?
15 (Samech) Plausérunt super te mánibus omnes transeúntes per viam: sibilavérunt, et movérunt caput suum super fíliam Ierúsalem: Hǽccine est urbs, dicéntes, perfécti decóris, gáudium univérsæ terræ?
16 (Phe) Aperuérunt super te os suum omnes inimíci tui, sibilavérunt et fremuérunt déntibus, et dixérunt: Devorábimus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Surge, et áccipe Púerum et Matrem eius, et fuge in Ægýptum;
* Et esto ibi usque dum dicam tibi.
V. Vocávi fílium meum ex Ægýpto, ut véniat salus in Israël.
R. Et esto ibi usque dum dicam tibi.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
Lam. 2:13, 15-16
13 A che ti paragonerò? o a che t 'assomiglierò, o figlia di Gerusalemme? a chi ti uguaglierò per consolarti, o vergine figlia di Sion? Poiché grande come il mare è il tuo dolore: chi t'appresterà rimedio?
15 Batteron le mani su di te tutti quelli che passavano per la via: fischiarono, e scrollarono il capo sulla figlia di Gerusalemme, dicendo: È questa la città di perfetta bellezza, la delizia di tutta quanta la terra?
16 Contro di te apriron la bocca tutti i tuoi nemici, fischiarono e digrignarono i denti, e dissero: La divoreremo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Lévati, prendi il Bambino e sua Madre, e fuggi in Egitto:
* E fermati là, finché t'avviserò.
V. Ho chiamato il mio Figlio dall'Egitto, perché venga la salvezza in Israele.
E. E fermati là, finché t'avviserò.
V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
Lam. 2:17-18
17 (Ain) Fecit Dóminus quæ cogitávit, complévit sermónem suum quem præcéperat a diébus antíquis: destrúxit et non pepércit, et lætificávit super te inimícum et exaltávit cornu hóstium tuórum.
18 (Sade) Clamávit cor eórum ad Dóminum super muros fíliæ Sion: Deduc quasi torréntem lácrimas per diem et noctem; non des réquiem tibi, neque táceat pupílla óculi tui.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Fili, quid fecísti nobis sic?
* Ego et pater tuus * Doléntes quærebámus te.
V. Quid est quod me quærebátis? In his quæ Patris mei sunt, opórtet me esse.
R. Ego et pater tuus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Doléntes quærebámus te.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
Lam. 2:17-18
17 Il Signore fece quanto aveva stabilito, adempi la sua parola annunziata sin dai giorni antichi: ti distrusse senza remissione, e fece cadere il nemico su di te, ed esaltò il potere dei tuoi avversari.
18 Il loro cuore gridò al Signore sulle mura della figlia di Sion: Spandi quale torrente le lacrime di giorno e di notte: non darti requie, e non quieti la pupilla del tuo occhio.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

Figlio perché ci hai fatto Così?
* Io e tuo padre * Angosciati ti andavamo cercando.
V. Perché mi cercavate? Io devo occuparmi delle cose del Padre mio.
R. Io e tuo padre
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Angosciati ti andavamo cercando.
Nocturn II.
Ant. Factum est cor meum * tamquam cera liquéscens in médio ventris mei.
Psalmus 21 [4]
21:2 Deus, Deus meus, réspice in me: quare me dereliquísti? * longe a salúte mea verba delictórum meórum.
21:3 Deus meus, clamábo per diem, et non exáudies: * et nocte, et non ad insipiéntiam mihi.
21:4 Tu autem in sancto hábitas, * laus Israël.
21:5 In te speravérunt patres nostri: * speravérunt, et liberásti eos.
21:6 Ad te clamavérunt, et salvi facti sunt: * in te speravérunt, et non sunt confúsi.
21:7 Ego autem sum vermis, et non homo: * oppróbrium hóminum, et abiéctio plebis.
21:8 Omnes vidéntes me, derisérunt me: * locúti sunt lábiis, et movérunt caput.
21:9 Sperávit in Dómino, erípiat eum: * salvum fáciat eum, quóniam vult eum.
21:10 Quóniam tu es, qui extraxísti me de ventre: * spes mea ab ubéribus matris meæ. In te proiéctus sum ex útero:
21:11 De ventre matris meæ Deus meus es tu, * ne discésseris a me:
21:12 Quóniam tribulátio próxima est: * quóniam non est qui ádiuvet.
21:13 Circumdedérunt me vítuli multi: * tauri pingues obsedérunt me.
21:14 Aperuérunt super me os suum, * sicut leo rápiens et rúgiens.
21:15 Sicut aqua effúsus sum: * et dispérsa sunt ómnia ossa mea.
21:15 Factum est cor meum tamquam cera liquéscens * in médio ventris mei.
21:16 Áruit tamquam testa virtus mea, et lingua mea adhǽsit fáucibus meis: * et in púlverem mortis deduxísti me.
21:17 Quóniam circumdedérunt me canes multi: * concílium malignántium obsédit me.
21:17 Fodérunt manus meas et pedes meos: * dinumeravérunt ómnia ossa mea.
21:18 Ipsi vero consideravérunt et inspexérunt me: * divisérunt sibi vestiménta mea, et super vestem meam misérunt sortem.
21:20 Tu autem, Dómine, ne elongáveris auxílium tuum a me: * ad defensiónem meam cónspice.
21:21 Érue a frámea, Deus, ánimam meam: * et de manu canis únicam meam:
21:22 Salva me ex ore leónis: * et a córnibus unicórnium humilitátem meam.
21:23 Narrábo nomen tuum frátribus meis: * in médio ecclésiæ laudábo te.
21:24 Qui timétis Dóminum, laudáte eum: * univérsum semen Iacob, glorificáte eum.
21:25 Tímeat eum omne semen Israël: * quóniam non sprevit, neque despéxit deprecatiónem páuperis:
21:25 Nec avértit fáciem suam a me: * et cum clamárem ad eum, exaudívit me.
21:26 Apud te laus mea in ecclésia magna: * vota mea reddam in conspéctu timéntium eum.
21:27 Edent páuperes, et saturabúntur: et laudábunt Dóminum qui requírunt eum: * vivent corda eórum in sǽculum sǽculi.
21:28 Reminiscéntur et converténtur ad Dóminum * univérsi fines terræ:
21:28 Et adorábunt in conspéctu eius * univérsæ famíliæ géntium.
21:29 Quóniam Dómini est regnum: * et ipse dominábitur géntium.
21:30 Manducavérunt et adoravérunt omnes pingues terræ: * in conspéctu eius cadent omnes qui descéndunt in terram.
21:31 Et ánima mea illi vivet: * et semen meum sérviet ipsi.
21:32 Annuntiábitur Dómino generátio ventúra: * et annuntiábunt cæli iustítiam eius pópulo qui nascétur, quem fecit Dóminus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Factum est cor meum tamquam cera liquéscens in médio ventris mei.
Nocturn II.
Ant. Il mio cuore * si fece come cera che si squaglia in mezzo alle mie viscere.
Salmo 21 [4]
21:2 Dio, Dio mio, volgiti a me: * perché tu mi hai abbandonato? Mi allontana dalla salvezza, la voce dei miei delitti.
21:3 Mio Dio, grido di giorno, e non mi esaudisci: * [grido] la notte, e non per mia follia.
21:4 Eppure tu abiti nel santuario, * o gloria d'Israele.
21:5 In te sperarono i padri nostri: * sperarono e tu li liberasti.
21:6 Gridarono a te e furono salvati: * in te sperarono, e non restarono confusi.
21:7 Ma io sono un verme, e non un uomo: * l'obbrobrio degli uomini, e il rifiuto della plebe.
21:8 Quanti mi vedono mi scherniscono, * parlottano [sogghignano] con le labbra e scuotono la testa.
21:9 Ha sperato nel Signore: egli lo liberi. * Lo salvi, giacché lo ama.
21:10 Sì, sei tu, che mi traesti dal seno, * mia speranza fin dalle poppe materne.
21:11 Su te fui gettato dal grembo materno: dal seno di mia madre tu sei il mio Dio. * Non ti allontanare da me,
21:12 Poiché la tribolazione è vicina, * poiché non c'è chi soccorra.
21:13 Mi hanno circondato molti giovenchi: * mi hanno accerchiato grassi tori.
21:14 Hanno spalancato contro di me la loro bocca, * come un leone che sbrana, e ruggisce.
21:15 Mi sono disciolto come acqua, * e si sono slogate le mie ossa.
21:15 Il mio cuore è diventato come cera, che si liquefa * in mezzo alle mie viscere.
21:16 Il mio vigore è inaridito come un coccio, e la mia lingua si è attaccata al mio palato, * e mi hai condotto nella polvere della morte.
21:17 Poiché numerosi cani mi hanno circondato: * un concilio di maligni mi ha accerchiato.
21:17 Hanno forato le mie mani e i miei piedi: * hanno contato tutte le mie ossa.
21:18 Essi poi mi hanno guardato e osservato attentamente. * Si sono divise tra loro le mie vesti, e sulla mia veste [tunica] hanno gettato la sorte.
21:20 Ma tu, o Signore, non allontanare da me il tuo soccorso: * accorri in mia difesa.
21:21 Libera dalla spada, o Dio, la mia anima: * e dalla violenza del cane [poiché è] la mia unica.
21:22 Salvami dalle fauci del leone, * e la mia debolezza dalle corna degli unicorni.
21:23 Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, * in mezzo alla Chiesa ti loderò.
21:24 O voi, che temete il Signore, lodatelo: * o intera discendenza di Giacobbe, glorificatelo.
21:25 Lo tema tutta la stirpe d'Israele, * perché non disdegnò, né disprezzò la supplica del povero:
21:25 Né rivolse da me la sua faccia * e quando alzai a lui le mie grida mi esaudì.
21:26 Da te la mia lode nella grande Chiesa, * scioglierò i miei voti in presenza di coloro che lo temono.
21:27 I poveri mangeranno, e saranno saziati e loderanno il Signore quelli che lo cercano: * vivranno i loro cuori in eterno.
21:28 Si ricorderanno e si convertiranno al Signore * tutti i confini della terra:
21:28 E adoranti al suo cospetto, * tutte quante le famiglie delle genti.
21:29 Poiché del Signore è il regno, * ed egli dominerà sulle genti.
21:30 Tutti i potenti della terra hanno mangiato e hanno adorato; * dinanzi a lui si prostreranno tutti quelli che scendono nella terra.
21:31 E l'anima mia vivrà per lui, * e la mia stirpe a lui servirà.
21:32 Sarà annunziata al Signore la generazione avvenire, * e i cieli annunzieranno la giustizia di lui al popolo che nascerà, e che il Signore ha creato.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il mio cuore si fece come cera che si squaglia in mezzo alle mie viscere.
Ant. Deus, vitam meam * annuntiávi tibi: posuísti lácrimas meas in conspéctu tuo.
Psalmus 55 [5]
55:2 Miserére mei, Deus, quóniam conculcávit me homo: * tota die impúgnans tribulávit me.
55:3 Conculcavérunt me inimíci mei tota die: * quóniam multi bellántes advérsum me.
55:4 Ab altitúdine diéi timébo: * ego vero in te sperábo.
55:5 In Deo laudábo sermónes meos, in Deo sperávi: * non timébo quid fáciat mihi caro.
55:6 Tota die verba mea exsecrabántur: * advérsum me omnes cogitatiónes eórum in malum.
55:7 Inhabitábunt et abscóndent: * ipsi calcáneum meum observábunt.
55:8 Sicut sustinuérunt ánimam meam, pro níhilo salvos fácies illos: * in ira pópulos confrínges.
55:9 Deus, vitam meam annuntiávi tibi: * posuísti lácrimas meas in conspéctu tuo.
55:9 Sicut et in promissióne tua: * tunc converténtur inimíci mei retrórsum:
55:10 In quacúmque die invocávero te: * ecce, cognóvi, quóniam Deus meus es.
55:11 In Deo laudábo verbum, in Dómino laudábo sermónem: * in Deo sperávi, non timébo quid fáciat mihi homo.
55:12 In me sunt, Deus, vota tua, * quæ reddam, laudatiónes tibi.
55:13 Quóniam eripuísti ánimam meam de morte, et pedes meos de lapsu: * ut pláceam coram Deo in lúmine vivéntium.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Deus, vitam meam annuntiávi tibi: posuísti lácrimas meas in conspéctu tuo.
Ant. Dio, t'ho esposto la mia vita: * tu hai messo le mie lacrime al tuo cospetto.
Salmo 55 [5]
55:2 Abbi pietà di me, o Dio, perché l' uomo mi calpesta; * assalendomi tutto il giorno mi tormenta.
55:3 Tutti i giorni i miei nemici mi calpestano; * perché sono molti che combattono contro di me.
55:4 Nel pieno giorno sarò in timore: * ma io spererò in te.
55:5 In Dio loderò i discorsi a me fatti, in Dio ho posta la mia speranza: * non temerò quel che mi possa fare la carne.
55:6 Tutto il giorno esecravano le mie parole: * tutti i loro pensieri erano rivolti contro di me al male.
55:7 Si uniranno insieme, e si nasconderanno: * spieranno i miei passi.
55:8 Come hanno sperato di togliermi la vita, tu in nessun modo li salverai: * nella tua ira tu disperderai i popoli, o Dio.
55:9 Ti ho esposta la mia vita: * tu hai raccolto le mie lacrime al tuo cospetto,
55:9 Come anche nella tua promessa. * Allora i miei nemici volteranno indietro:
55:10 In qualunque giorno io t'invochi, * ecco io conosco che tu sei il mio Dio.
55:11 In Dio loderò la parola, nel Signore loderò la promessa * in Dio ho posta la mia speranza, non temerò quel che possa farmi un uomo.
55:12 Sono presso di me, o Dio, i voti che ti ho fatto, * le lodi che io ti scioglierò:
55:13 Perché hai salvato l'anima mia dalla morte, e i miei piedi dalla caduta: * affinché io sia accetto dinanzi a Dio nella luce dei vivi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio, t'ho esposto la mia vita: tu hai messo le mie lacrime al tuo cospetto.
Ant. Fuérunt mihi * lácrimæ meæ panes die ac nocte.
Psalmus 41 [6]
41:2 Quemádmodum desíderat cervus ad fontes aquárum: * ita desíderat ánima mea ad te, Deus.
41:3 Sitívit ánima mea ad Deum fortem vivum: * quando véniam, et apparébo ante fáciem Dei?
41:4 Fuérunt mihi lácrimæ meæ panes die ac nocte: * dum dícitur mihi cotídie: Ubi est Deus tuus?
41:5 Hæc recordátus sum, et effúdi in me ánimam meam: * quóniam transíbo in locum tabernáculi admirábilis, usque ad domum Dei.
41:5 In voce exsultatiónis, et confessiónis: * sonus epulántis.
41:6 Quare tristis es, ánima mea? * et quare contúrbas me?
41:6 Spera in Deo, quóniam adhuc confitébor illi: * salutáre vultus mei, et Deus meus.
41:7 Ad meípsum ánima mea conturbáta est: * proptérea memor ero tui de terra Iordánis, et Hermóniim a monte módico.
41:8 Abýssus abýssum ínvocat, * in voce cataractárum tuárum.
41:8 Ómnia excélsa tua, et fluctus tui * super me transiérunt.
41:9 In die mandávit Dóminus misericórdiam suam: * et nocte cánticum eius.
41:9 Apud me orátio Deo vitæ meæ, * dicam Deo: Suscéptor meus es.
41:10 Quare oblítus es mei? * et quare contristátus incédo, dum afflígit me inimícus?
41:11 Dum confringúntur ossa mea, * exprobravérunt mihi qui tríbulant me inimíci mei.
41:11 Dum dicunt mihi per síngulos dies: Ubi est Deus tuus? * quare tristis es, ánima mea? et quare contúrbas me?
41:12 Spera in Deo, quóniam adhuc confitébor illi: * salutáre vultus mei, et Deus meus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Fuérunt mihi lácrimæ meæ panes die ac nocte.
Ant. Le mie lacrime * mi furono pane giorno e notte.
Salmo 41 [6]
41:2 Come il cervo desidera le fontane di acqua; * cosi l'anima mia anela te, o Dio.
41:3 L'anima mia ha sete di Dio forte, vivo: * quando verrò e comparirò alla presenza di Dio?
41:4 Le mie lacrime furono il mio pane giorno e notte; * mentre mi si dice ogni giorno: Dov'è il tuo Dio?
41:5 Mi sono ricordato di tali cose e versai in me l'anima mia: * perché io passerò nel luogo del tabernacolo ammirabile, fino alla casa di Dio;
41:5 In mezzo a canti di esultazione e di lode: * suono festoso di chi assiste a un banchetto.
41:6 Perché, o anima mia, sei triste? * e perché mi conturbi?
41:6 Spera in Dio perché io lo loderò ancora: * egli salute della mia faccia, e mio Dio.
41:7 Entro di me è turbata l'anima mia: * per questo mi ricorderò di te dalla terra del Giordano e dell'Hermon e dalla piccola montagna.
41:8 Un abisso chiama un altro abisso * al rumore delle tue cataratte.
41:8 Tutte le tue onde e i tuoi flutti * sono passati sopra di me.
41:9 Di giorno il Signore mandò la sua misericordia: * e di notte e con me il suo cantico.
41:9 Presso di me è una preghiera al Dio della mia vita. * Dirò a Dio: Tu sei il mio sostegno.
41:10 Perché ti sei scordato di me? * e perché io me ne vado contristato, mentre il mio nemico mi affligge?
41:11 Mentre vengono spezzate le mie ossa, * i miei nemici, che mi perseguitano m'insultano,
41:11 Dicendomi ogni giorno: dov'è il tuo Dio? * Perché, o anima mia, sei triste? e perché mi conturbi?
41:12 Spera in Dio, perché io lo loderò ancora: * egli salute della mia faccia, e mio Dio.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Le mie lacrime mi furono pane giorno e notte.
V. Fascículus myrrhæ diléctus meus mihi.
R. Inter úbera mea commorábitur.
V. Mazzetto di mirra è il mio diletto per me.
R. Egli riposerà sul mio seno.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádiuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Sermo sancti Bernárdi Abbátis
Sermo de duodecim stellis
Martýrium Vírginis tam in Simeónis prophetía, quam in ipsa Domínicæ passiónis história commendátur. Pósitus est hic (ait sanctus senex de púero Iesu) in signum cui contradicétur; et tuam ipsíus ánimam (ad Maríam autem dicébat) pertransíbit gládius. Vere tuam, o beáta Mater, ánimam pertransívit. Alióquin non nisi eam pertránsiens, carnem Fílii tui penetráret. Et quidem posteáquam emísit spíritum tuus ille Iesus, ipsíus plane non áttigit ánimam crudélis láncea, quæ ipsíus apéruit latus, sed tuam útique ánimam pertransívit. Ipsíus nimírum ánima iam ibi non erat, sed tua plane inde nequíbat avélli.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Iesum baiulántem sibi crucem
* Sequebátur turba mulíerum, quæ plangébant et lamentabántur eum.
V. Fíliæ Ierúsalem, super vos ipsas flete et super fílios vestros.
R. Sequebátur turba mulíerum, quæ plangébant et lamentabántur eum.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Sermone di san Bernardo Abate
Sermone sulle dodici stelle
Il martirio della Vergine ci è rivelato tanto dalla profezia di Simeone quanto dalla storia medesima della passione del Signore. «Egli è posto disse il santo vegliardo del bambino Gesù) per segno di contradizione; e anche a te (rivolto poi a Maria) trapasserà l'anima una spada» (Luc. 2,34. Si, o Madre beata, essa ha veramente trapassato l'anima tua. Perché non passando che per questa, ha potuto penetrare la carne del tuo Figlio. E certo dopo che quel tuo Gesù ebbe reso lo spirito, la lancia crudele, aprendogli il costato, non giunse già all'anima di lui, sibbene trapassò l'anima tua. Infatti l'anima di lui non c'era più là, ma la tua non se ne poteva distaccare.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Mentre Gesù portava la sua croce,
* Lo seguiva gran quantità di donne, che lo piangevano e mettevan lamenti.
V. Figlie di Gerusalemme, piangete per voi stesse e per i vostri figli.
R. Lo seguiva gran quantità di donne, che lo piangevano e mettevan lamenti.
V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Tuam ergo pertransívit ánimam vis dolóris, ut plusquam Mártyrem non immérito prædicémus, in qua nimírum corpóreæ sensum passiónis excésserit compassiónis afféctus. An non tibi plusquam gládius fuit sermo ille, revéra pertránsiens ánimam, et pertíngens usque ad divisiónem ánimæ et spíritus: Múlier, ecce fílius tuus? O commutatiónem! Ioánnes tibi pro Iesu tráditur, servus pro Dómino, discípulus pro Magístro, fílius Zebedǽi pro Fílio Dei, homo purus pro Deo vero. Quómodo non tuam affectuosíssimam ánimam pertransíret hæc audítio, quando et nostra, licet sáxea, licet férrea péctora, sola recordátio scindit?
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Postquam venérunt in locum qui dícitur Calváriæ, ibi crucifixérunt eum:
* Stabat autem iuxta crucem Iesu Mater eius.
V. Tunc beátam illíus ánimam dolóris gládius pertransívit.
R. Stabat autem iuxta crucem Iesu Mater eius.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
La violenza del dolore ha dunque trapassata la tua anima, Così che non immeritamente noi ti proclamiamo più che Martire, avendo il sentimento della compassione sorpassato in te tutte le sofferenze che può sostenere il corpo. E non ti fu forse più che una spada quella parola che trapassò realmente la tua anima «e giunse fino alla divisione dell'anima e dello spirito» Hebr. 1,12. «Donna, ecco il suo figlio?» Joann.19,26. Quale scambio! Ti si dà Giovanni invece di Gesù, il servo invece del Signore, il discepolo invece del Maestro, il figlio di Zebedeo per il figlio di Dio, un semplice uomo per il vero Dio! Come non avrebbe trapassata la tua sensibilissima anima questa parola, quando il solo ricordo spezza i nostri cuori, sebbene di sasso e d'acciaio?
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. E giunti al luogo detto il Calvario, quivi lo crocifissero:
* E stava presso la croce di Gesù la Madre sua.
V. Allora la spada del dolore trapassò l'anima sua beata.
R. E stava presso la croce di Gesù la Madre sua.
V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Non mirémini, fratres, quod María Martyr in ánima fuísse dicátur. Mirétur qui non memínerit se audivísse Paulum inter máxima géntium crímina memorántem, quod sine affectióne fuíssent. Longe id fuit a Maríæ viscéribus, longe sit a sérvulis eius. Sed forte quis dicat: Numquid non eum præscíerat moritúrum? Et indubitánter. Numquid non sperábat contínuo resurrectúrum? Et fidéliter. Super hæc dóluit crucifíxum? Et veheménter. Alióquin quisnam tu, frater, aut unde tibi hæc sapiéntia, ut miréris plus Maríæ Fílium patiéntem? Ille étiam mori córpore pótuit; ista cómmori corde non pótuit? Fecit illud cáritas, qua maiórem nemo hábuit; fecit et hoc cáritas, cui post illam símilis áltera non fuit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ioseph ab Arimathǽa
* Pétiit corpus Iesu, quod, de cruce depósitum, * Suo compléxu Mater excépit.
V. Dolens Sunamítis sinu et génibus suis sustínuit mórtuum fílium.
R. Pétiit corpus Iesu, quod, de cruce depósitum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Suo compléxu Mater excépit.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Non vi meravigliate, o fratelli, nel sentir dire che Maria fu Martire nell'anima. Si meravigli chi non ricorda d'aver udito Paolo annoverare fra i più grandi delitti dei Gentili d'essere stati «senza affezione» Rom. 1,31. Ciò fu lungi dal cuore di Maria, e sia pure lungi dai suoi servi. Ma forse qualcuno dirà: Non sapeva ella che sarebbe morto? Senza dubbio. Non sperava forse che sarebbe risuscitato? Con tutta la fede. E nonpertanto fu afflitta nel vederlo crocifisso? E profondamente. Ma chi sei tu, o fratello, e donde viene la tua saggezza, per meravigliarti più di veder Maria compatire che di vedere il Figlio di Maria patire? Egli poté morire nel corpo; e questa non poteva morire con lui nel cuore? Egli morì per una carità che nessuno sorpasserà mai: ed anche il martirio di lei ebbe principio da una carità che dopo quella, non ce ne fu mai l'uguale.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Giuseppe d'Arimatea
* Chiese il corpo di Gesù, che depose dalla croce, * E la Madre lo ricevé nelle sue braccia.
V. La Sunamite afflitta sostenne contro il suo seno e sulle sue ginocchia il figlio morto.
R. Chiese il corpo di Gesù, che depose dalla croce,
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E la Madre lo ricevé nelle sue braccia.
Nocturn III.
Ant. Intendérunt arcum * rem amáram, ut sagíttent in occúltis immaculátum.
Psalmus 63 [7]
63:2 Exáudi, Deus, oratiónem meam cum déprecor: * a timóre inimíci éripe ánimam meam.
63:3 Protexísti me a convéntu malignántium: * a multitúdine operántium iniquitátem.
63:4 Quia exacuérunt ut gládium linguas suas: * intendérunt arcum rem amáram, ut sagíttent in occúltis immaculátum.
63:6 Súbito sagittábunt eum, et non timébunt: * firmavérunt sibi sermónem nequam.
63:6 Narravérunt ut abscónderent láqueos: * dixérunt: Quis vidébit eos?
63:7 Scrutáti sunt iniquitátes: * defecérunt scrutántes scrutínio.
63:7 Accédet homo ad cor altum: * et exaltábitur Deus.
63:8 Sagíttæ parvulórum factæ sunt plagæ eórum: * et infirmátæ sunt contra eos linguæ eórum.
63:9 Conturbáti sunt omnes qui vidébant eos: * et tímuit omnis homo.
63:10 Et annuntiavérunt ópera Dei, * et facta eius intellexérunt.
63:11 Lætábitur iustus in Dómino, et sperábit in eo, * et laudabúntur omnes recti corde.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Intendérunt arcum rem amáram, ut sagíttent in occúltis immaculátum.
Nocturn III.
Ant. Tesero il loro arco, * cosa amara, per saettare di nascosto l'innocente.
Salmo 63 [7]
63:2 Esaudisci, o Dio, la mia preghiera, quando t'invoco; * dal timore del nemico libera l'anima mia.
63:3 Tu mi hai protetto dalla cospirazione dei maligni: * dalla moltitudine di quelli che operano l'iniquità.
63:4 Perché affilarono come spade le loro lingue: * tesero il loro arco, [amara cosa] per saettare nell'oscurità l'innocente.
63:6 Lo saetteranno all'improvviso, e non temeranno: * si sono confermati nel perverso disegno.
63:6 Presero consiglio per nascondere i loro lacci; e dissero: * Chi li scoprirà?
63:7 Escogitarono iniquità; * gli indagatori vennero meno nelle ricerche.
63:7 L'uomo scenderà nel fondo del suo cuore: * ma Dio sarà esaltato.
63:8 Le ferite, che essi fanno, sono frecce di fanciulli: * e le loro lingue sono rimaste senza forza, voltatesi a loro danno.
63:9 Tutti quelli che li vedevano furono turbati, * ed ogni uomo fu preso da timore.
63:10 E annunziarono le opere di Dio, * e compresero le cose da lui fatte.
63:11 Il giusto si rallegrerà nel Signore, e spererà in lui; * e tutti i retti di cuore saranno lodati.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Tesero il loro arco, cosa amara, per saettare di nascosto l'innocente.
Ant. Ánima mea * turbáta est valde: sed tu, Dómine, úsquequo?
Psalmus 6 [8]
6:2 Dómine, ne in furóre tuo árguas me, * neque in ira tua corrípias me.
6:3 Miserére mei, Dómine, quóniam infírmus sum: * sana me, Dómine, quóniam conturbáta sunt ossa mea.
6:4 Et ánima mea turbáta est valde: * sed tu, Dómine, úsquequo?
6:5 Convértere, Dómine, et éripe ánimam meam: * salvum me fac propter misericórdiam tuam.
6:6 Quóniam non est in morte qui memor sit tui: * in inférno autem quis confitébitur tibi?
6:7 Laborávi in gémitu meo, lavábo per síngulas noctes lectum meum: * lácrimis meis stratum meum rigábo.
6:8 Turbátus est a furóre óculus meus: * inveterávi inter omnes inimícos meos.
6:9 Discédite a me, omnes, qui operámini iniquitátem: * quóniam exaudívit Dóminus vocem fletus mei.
6:10 Exaudívit Dóminus deprecatiónem meam, * Dóminus oratiónem meam suscépit.
6:11 Erubéscant, et conturbéntur veheménter omnes inimíci mei: * convertántur et erubéscant valde velóciter.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ánima mea turbáta est valde: sed tu, Dómine, úsquequo?
Ant. L'anima mia * è grandemente turbata: ma tu, Signore, fino a quando?
Salmo 6 [8]
6:2 Signore, non mi riprendere nel tuo furore, * e non mi rimproverare nell'ira tua.
6:3 Abbi pietà di me, o Signore, perché sono senza forze: * risanami, o Signore, perché le mie ossa tremano.
6:4 E l'anima mia è grandemente turbata: * ma tu, o Signore, fino a quando?.
6:5 Volgiti, o Signore, e libera l'anima mia: * salvami per la tua misericordia.
6:6 Poiché nella morte non è chi di te si ricordi: * e nell'inferno chi mai ti confesserà?
6:7 Sono stanco nel mio gemito, ogni notte bagnerò [di pianto] il mio letto, * irrigherò con le mie lacrime il mio giaciglio.
6:8 Il mio occhio è turbato per l'indignazione: * sono invecchiato in mezzo a tutti i miei nemici.
6:9 Allontanatevi da me, voi tutti che operate l'iniquità, * perché il Signore ha esaudito la voce del mio pianto.
6:10 Il Signore ha esaudito la mia supplica, * ha accolto la mia preghiera.
6:11 Siano confusi e conturbati grandemente tutti i miei nemici; * voltino le spalle e siano confusi in un attimo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. L'anima mia è grandemente turbata: ma tu, Signore, fino a quando?
Ant. Deus adiútor * in tribulatiónibus quæ invenérunt nos nimis.
Psalmus 45 [9]
45:2 Deus noster refúgium, et virtus: * adiútor in tribulatiónibus, quæ invenérunt nos nimis.
45:3 Proptérea non timébimus dum turbábitur terra: * et transferéntur montes in cor maris.
45:4 Sonuérunt, et turbátæ sunt aquæ eórum: * conturbáti sunt montes in fortitúdine eius.
45:5 Flúminis ímpetus lætíficat civitátem Dei: * sanctificávit tabernáculum suum Altíssimus.
45:6 Deus in médio eius, non commovébitur: * adiuvábit eam Deus mane dilúculo.
45:7 Conturbátæ sunt gentes, et inclináta sunt regna: * dedit vocem suam, mota est terra.
45:8 Dóminus virtútum nobíscum: * suscéptor noster Deus Iacob.
45:9 Veníte, et vidéte ópera Dómini, quæ pósuit prodígia super terram: * áuferens bella usque ad finem terræ.
45:10 Arcum cónteret, et confrínget arma: * et scuta combúret igni.
45:11 Vacáte, et vidéte quóniam ego sum Deus: * exaltábor in géntibus, et exaltábor in terra.
45:12 Dóminus virtútum nobíscum: * suscéptor noster Deus Iacob.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Deus adiútor in tribulatiónibus quæ invenérunt nos nimis.
Ant. Dio è l'aiuto * nelle tribolazioni che pur ci hanno troppo assalito.
Salmo 45 [9]
45:2 Dio è il nostro rifugio e la nostra forza: * il nostro aiuto nelle tribolazioni che ci hanno con violenza assaliti.
45:3 Perciò non temeremo quando si sconvolga la terra, * e i monti siano trasportati nel mezzo del mare.
45:4 Fremettero e furono agitate le sue acque: * tremarono i monti per la sua forza.
45:5 L'impeto di un fiume rallegra la città di Dio, * l'Altissimo ha santificato il suo tabernacolo.
45:6 Dio sta in mezzo a lei, essa non sarà scossa: * Dio la soccorrerà al mattino fin dall'aurora.
45:7 Si turbarono le genti e vacillarono i regni: * egli fece udire la sua voce, e fu scossa la terra.
45:8 Il Signore degli eserciti è con noi: * il Dio di Giacobbe è il nostro sostegno.
45:9 Venite, osservate le opere del Signore, e i prodigi che egli ha fatto sopra la terra: * ponendo fine alle guerre sino all'estremità della terra.
45:10 Egli romperà l'arco e spezzerà le armi, * e darà alle fiamme gli scudi.
45:11 Riposate e riconoscete che io sono Dio: * sarò esaltato fra le genti, e sarò esaltato sulla terra.
45:12 Il Signore degli eserciti è con noi; * il Dio di Giacobbe è il nostro sostegno
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio è l'aiuto nelle tribolazioni che pur ci hanno troppo assalito.
V. Per te salútem hauriámus, Virgo María.
R. Ex vulnéribus Christi.
V. Per te attingiamo la salvezza, o Vergine Maria.
R. Dalle piaghe di Cristo.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Ioánnem
Ioannes 19:25-27
In illo témpore: Stábant iuxta crucem Iesu Mater eius, et soror Matris eius María Cléophæ, et María Magdaléne. Et réliqua.

Homilía sancti Ambrósii Epíscopi
De Instit. Virg. cap. 7
Stabat iuxta crucem Mater, et, fugiéntibus viris, stabat intrépida. Vidéte utrum pudórem mutáre potúerit Mater Iesu, quæ ánimum non mutávit. Spectábat piis óculis Fílii vúlnera, per quæ sciébat ómnibus futúram redemptiónem. Spectábat non degéneri mater spectáculo, quæ non metúerat peremptórem. Pendébat in cruce Fílius, Mater se persecutóribus offerébat.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Quis tibi sensus fuit, o Mater dolórum,
* Dum Ioseph síndone Fílium tuum invólvit, et pósuit eum in monuménto?
V. Consideráte et vidéte, si est dolor, sicut dolor meus.
R. Dum Ioseph síndone Fílium tuum invólvit, et pósuit eum in monuménto?

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Lettura del santo Vangelo secondo Giovanni
Joannes 19:25-27
In quell'occasione: Stavano presso la croce di Gesù la Madre sua e la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa, e Maria Maddalena. Eccetera.

Omelia di sant'Ambrogio Vescovo
Sulla Form, delle Vergini c. 7
La Madre stava presso la croce, e, mentre gli uomini fuggivano, ella restava intrepida. Guardate se la Madre di Gesù poteva diventar timida, non avendo cangiato sentimenti. Contemplava con occhi pietosi le ferite del Figlio, che sapeva essere la redenzione di tutti. Non era indegna d'assistere a tanto spettacolo questa Madre, che non avrebbe temuto per la propria vita. Il Figlio pendeva dalla croce, la Madre si offriva ai carnefici.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Che sentisti, o Madre dei dolori,
* Allorché Giuseppe involse il tuo Figlio nella sindone, e lo depose nella tomba?
V. Considerate e vedete, se v'ha dolore simile al mio dolore.
R. Allorché Giuseppe involse il tuo Figlio nella sindone, e lo depose nella tomba?
V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Cuius festum cólimus, ipsa Virgo vírginum intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
Epist. 25 ad Ecclesiam Vercellensem, prope finem
María Mater Dómini ante crucem Fílii stábat. Nullus me hoc dócuit, nisi sanctus Ioánnes Evangelísta. Mundum álii concússum in passióne Dómini conscripsérunt, cælum ténebris obdúctum, refugísse solem, in paradísum latrónem, sed post piam confessiónem, recéptum. Ioánnes dócuit, quod álii non docuérunt, quemádmodum in cruce pósitus Matrem appelláverit. Pluris putátur quod victor suppliciórum pietátis offícia Matri exhibébat, quam quod regnum cæléste donábat. Nam si religiósum est quod latróni donátur vénia, multo uberióris pietátis est quod a Fílio Mater tanto afféctu honorátur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. In toto corde tuo gémitus Matris tuæ ne obliviscáris,
* Ut perficiátur propitiátio et benedíctio.
V. Ave, princeps generósa, Martyrúmque prima rosa, Virginúmque lílium.
R. Ut perficiátur propitiátio et benedíctio.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Ut perficiátur propitiátio et benedíctio.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La stessa Vergine delle vergini, di cui celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
Lettera 25 alla Chiesa di Vercelli, verso la fine
La Madre del Signore, Maria stava in piedi davanti alla croce del Figlio. Nessun altro me l'ha detto fuori di san Giovanni Evangelista, Gli altri raccontano come durante la passione del Signore la terra tremò, il cielo si ricopri di tenebre, il sole si oscurò, il ladrone, dopo l'umile confessione, fu ricevuto in paradiso. Ma Giovanni mi ha detto quel che non dicono gli altri, come cioè egli già sulla croce chiamò la Madre. Egli sembra dare più importanza ai doveri di pietà che Gesù, vincitore dei supplizi, rendeva a sua Madre, che alla promessa stessa del regno dei cieli. Infatti se muove a tenerezza il perdono che riceveva il ladrone, è ancora assai più tenero lo spettacolo del Figlio che onora sua Madre di tanto affetto.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Non cessare di ricordarti con tutto il tuo cuore dei gemiti di tua Madre,
* Affinché ne riceva piena misericordia e benedizione.
V. Ti salutiamo, o regina magnanima, prima rosa dei Martiri, e giglio dei Vergini.
R. Affinché ne riceva piena misericordia e benedizione.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Affinché ne riceva piena misericordia e benedizione.
V. Iube, Dómine, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Ecce, inquit, fílius tuus: ecce mater tua. Testabátur de cruce Christus, et inter matrem atque discípulum dividébat pietátis offícia. Condébat Dóminus non solum públicum, sed étiam domésticum testaméntum: et hoc eius testaméntum signábat Ioánnes, dignus tanto testatóre testis. Bonum testaméntum, non pecúniæ, sed vitæ ætérnæ; quod non atraménto scriptum est, sed Spíritu Dei vivi, qui ait: Lingua mea cálamus scribæ velóciter scribéntis.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Ecco, dice, il tuo figlio: «ecco la madre tua» Joann. 19,26. Cristo faceva testamento dalla croce, e divideva i doveri della pietà fra la madre e il discepolo. Il Signore faceva non soltanto un testamento generale, ma anche quello in favore della sua famiglia; e questo testamento lo registrava Giovanni, degno testimone di tanto testatore. Testamento ottimo, non di danaro, ma di vita eterna; scritto non colla penna, ma collo Spirito del Dio vivente, che dice: «La mia lingua è penna di scrivano che scrive velocemente» Ps. 44,2.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus.
Deus, in cuius passióne, secúndum Simeónis prophetíam, dulcíssimam ánimam gloriósæ Vírginis et Matris Maríæ dolóris gládius pertransívit: concéde propítius; ut, qui dolóres eius venerándo recólimus, passiónis tuæ efféctum felícem consequámur:
Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.
Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
O Dio, nella cui passione, secondo la profezia di Simeone, la spada del dolore trapassò l'anima dolcissima della gloriosa Vergine e Madre Maria: concedi benigno, che, come ne celebriamo con venerazione i dolori, Così conseguiamo abbondante il frutto della tua passione:
Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen
Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.

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