S. Birgittæ Viduæ ~ Duplex
Scriptura: Feria Secunda infra Hebdomadam XX post Octavam Pentecostes II. Octobris

Ad Matutinum    10-08-2018

Incipit
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúja.
Inizio
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Proprio Sanctorum}
Ant. Laudémus Deum nostrum * In confessióne beátæ Birgíttæ.
Ant. Laudémus Deum nostrum * In confessióne beátæ Birgíttæ.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Laudémus Deum nostrum * In confessióne beátæ Birgíttæ.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. In confessióne beátæ Birgíttæ.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Laudémus Deum nostrum * In confessióne beátæ Birgíttæ.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. In confessióne beátæ Birgíttæ.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Laudémus Deum nostrum * In confessióne beátæ Birgíttæ.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. In confessióne beátæ Birgíttæ.
Ant. Laudémus Deum nostrum * In confessióne beátæ Birgíttæ.
Invitatorio {Antifona dal Proprio dei Santi}
Ant. Lodiamo il nostro Dio *, con la celebrazione della santa Brigida.
Ant. Lodiamo il nostro Dio *, con la celebrazione della santa Brigida.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Lodiamo il nostro Dio *, con la celebrazione della santa Brigida.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. , con la celebrazione della santa Brigida.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Lodiamo il nostro Dio *, con la celebrazione della santa Brigida.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. , con la celebrazione della santa Brigida.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Lodiamo il nostro Dio *, con la celebrazione della santa Brigida.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. , con la celebrazione della santa Brigida.
Ant. Lodiamo il nostro Dio *, con la celebrazione della santa Brigida.
Hymnus {ex Commune aut Festo}
Hujus orátu, Deus alme, nobis
Débitas pœnas scélerum remítte;
Ut tibi puro resonémus almum
Péctore carmen.

Sit decus Patri, genitǽque Proli,
Et tibi, compar utriúsque virtus,
Spíritus semper, Deus unus, omni
Témporis ævo.
Amen.
Inno {dal Comune o Festa}
Per le sue preghiere, o Dio eccelso,
rimetti le pene dovute alle nostre colpe,
affinché con puro cuore ti cantiamo
il sacro inno.

* Sia onore al Padre, al Figlio unigenito
e a te, o Spirito Santo,
virtù perfetta di ambedue, sempre unico Dio,
per tutta l'eternità.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.
Ant. Dóminus de cælo * prospéxit super fílios hóminum.
Psalmus 13 [1]
13:1 Dixit insípiens in corde suo: * non est Deus.
13:1 Corrúpti sunt, et abominábiles facti sunt in stúdiis suis: * non est qui fáciat bonum, non est usque ad unum.
13:2 Dóminus de cælo prospéxit super fílios hóminum, * ut vídeat si est intéllegens, aut requírens Deum.
13:3 Omnes declinavérunt, simul inútiles facti sunt: * non est qui fáciat bonum, non est usque ad unum.
13:3 Sepúlcrum patens est guttur eórum: linguis suis dolóse agébant * venénum áspidum sub lábiis eórum.
13:3 Quorum os maledictióne et amaritúdine plenum est: * velóces pedes eórum ad effundéndum sánguinem.
13:3 Contrítio et infelícitas in viis eórum, et viam pacis non cognovérunt: * non est timor Dei ante óculos eórum.
13:4 Nonne cognóscent omnes qui operántur iniquitátem, * qui dévorant plebem meam sicut escam panis?
13:5 Dóminum non invocavérunt, * illic trepidavérunt timóre, ubi non erat timor.
13:6 Quóniam Dóminus in generatióne justa est, consílium ínopis confudístis: * quóniam Dóminus spes ejus est.
13:7 Quis dabit ex Sion salutáre Israël? * cum avérterit Dóminus captivitátem plebis suæ, exsultábit Jacob, et lætábitur Israël.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dóminus de cælo prospéxit super fílios hóminum.
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.
Ant. Il Signore dal cielo * riguarda i figli degli uomini.
Salmo 13 [1]
13:1 L'insensato ha detto in cuor, suo: * Dio non c'è.
13:1 Sono corrotti, commettono abominevoli azioni; * non c'è chi faccia il bene, nemmeno uno!
13:2 Il Signore dal cielo osserva i figli degli uomini, * per vedere se ce n'è uno saggio e che cerchi Dio.
13:3 Tutti sono traviati, tutti egualmente pervertiti; * non v'è chi faccia il bene, nemmeno uno!
13:3 È come sepolcro spalancato la loro bocca; la lingua loro tesse inganni; * le loro labbra distillano il veleno dell'aspide.
13:3 La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza; * i loro piedi sono veloci quando si tratta di spargere sangue.
13:3 Sui loro sentieri seminano afflizione e desolazione; non conoscono la via della pace; * non hanno davanti agli occhi il timor di Dio.
13:4 Così insensati sono tutti quelli che commettono l'iniquità * e che divorano il mio popolo come un pezzo di pane?
13:5 Non invocano il Signore * e tremano quando non v'è ragione di tremare.
13:6 Il Signore è col ceto dei giusti. Voi sprezzate il consiglio del povero, * ma il Signore è il suo asilo.
13:7 Quando uscirà da Sion il salvatore d'Israele? * Allorché il Signore ricondurrà il suo popolo dalla schiavitù, esulterà Giacobbe e Israele si rallegrerà.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore dal cielo riguarda i figli degli uomini.
Ant. Qui operátur justítiam * requiéscet in monte sancto tuo, Dómine.
Psalmus 14 [2]
14:1 Dómine, quis habitábit in tabernáculo tuo? * aut quis requiéscet in monte sancto tuo?
14:2 Qui ingréditur sine mácula, * et operátur justítiam:
14:3 Qui lóquitur veritátem in corde suo, * qui non egit dolum in lingua sua:
14:3 Nec fecit próximo suo malum, * et oppróbrium non accépit advérsus próximos suos.
14:4 Ad níhilum dedúctus est in conspéctu ejus malígnus: * timéntes autem Dóminum gloríficat:
14:5 Qui jurat próximo suo, et non décipit, * qui pecúniam suam non dedit ad usúram, et múnera super innocéntem non accépit.
14:5 Qui facit hæc: * non movébitur in ætérnum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Qui operátur justítiam requiéscet in monte sancto tuo, Dómine.
Ant. Chi opera secondo giustizia, * riposerà sul tuo santo monte, Signore.
Salmo 14 [2]
14:1 Signore, chi abiterà nel tuo tabernacolo * o chi riposerà sul tuo santo monte?
14:2 Colui che vive senza macchia, * e pratica la giustizia:
14:3 Colui che dice la verità nel suo cuore, * e non ha ordito frode con la sua lingua:
14:3 Non ha fatto del male al suo prossimo * e non ha accolto maldicenza contro i suoi simili.
14:4 Ai suoi occhi il maligno è un niente, * ma egli onora quelli che temono il Signore.
14:5 Colui che giura al suo prossimo e non lo inganna. * Non dà il suo denaro ad usura, e non riceve regali contro l'innocente:
14:5 Chi fa tali cose * non sarà smosso in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Chi opera secondo giustizia, riposerà sul tuo santo monte, Signore.
Ant. Inclína, Dómine, * aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
Psalmus 16 [3]
16:1 Exáudi, Dómine, justítiam meam: * inténde deprecatiónem meam.
16:1 Áuribus pércipe oratiónem meam, * non in lábiis dolósis.
16:2 De vultu tuo judícium meum pródeat: * óculi tui vídeant æquitátes.
16:3 Probásti cor meum, et visitásti nocte: * igne me examinásti, et non est invénta in me iníquitas.
16:4 Ut non loquátur os meum ópera hóminum: * propter verba labiórum tuórum ego custodívi vias duras.
16:5 Pérfice gressus meos in sémitis tuis: * ut non moveántur vestígia mea.
16:6 Ego clamávi, quóniam exaudísti me, Deus: * inclína aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
16:7 Mirífica misericórdias tuas, * qui salvos facis sperántes in te.
16:8 A resisténtibus déxteræ tuæ custódi me, * ut pupíllam óculi.
16:9 Sub umbra alárum tuárum prótege me: * a fácie impiórum qui me afflixérunt.
16:10 Inimíci mei ánimam meam circumdedérunt, ádipem suum conclusérunt: * os eórum locútum est supérbiam.
16:11 Proiciéntes me nunc circumdedérunt me: * óculos suos statuérunt declináre in terram.
16:12 Suscepérunt me sicut leo parátus ad prædam: * et sicut cátulus leónis hábitans in ábditis.
16:13 Exsúrge, Dómine, prǽveni eum, et supplánta eum: * éripe ánimam meam ab ímpio, frámeam tuam ab inimícis manus tuæ.
16:14 Dómine, a paucis de terra dívide eos in vita eórum: * de abscónditis tuis adimplétus est venter eórum.
16:14 Saturáti sunt fíliis: * et dimisérunt relíquias suas párvulis suis.
16:15 Ego autem in justítia apparébo conspéctui tuo: * satiábor cum apparúerit glória tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Inclína, Dómine, aurem tuam mihi, et exáudi verba mea.
Ant. Porgimi * il tuo orecchio, o Signore, ed esaudisci le mie preghiere.
Salmo 16 [3]
16:1 Ascolta, o Signore, la mia giustizia, * sii attento alla mia supplica.
16:1 Porgi l'orecchio alla mia preghiera * che viene da labbra non ingannatrici.
16:2 Dal tuo cospetto venga il mio giudizio, * vedano i tuoi occhi l'equità.
16:3 Hai provato il mio cuore, e lo hai visitato la notte. * Mi hai esaminato col fuoco e non si è trovato in me iniquità.
16:4 Affinché la mia bocca non parli secondo l'uso degli uomini: * per riguardo alle parole delle tue labbra ho battuto vie faticose.
16:5 Rendi fermi i miei passi nei tuoi sentieri, * affinché i piedi miei non vacillino.
16:6 Io gridai, perché tu mi esaudisti, o Dio: * inclina verso di me l'orecchio e ascolta le mie parole.
16:7 Fa risplendere le tue misericordie, * o tu che salvi coloro che sperano in te.
16:8 Da quelli che resistono alla tua destra difendimi * come la pupilla dell'occhio.
16:9 Sotto l'ombra delle tue ali proteggimi: * dalla faccia degli empi che mi hanno afflitto.
16:10 I miei nemici hanno circondato l'anima mia. Hanno chiuse le loro viscere: * la loro bocca ha parlato con arroganza.
16:11 Dopo avermi scacciato, adesso mi hanno circondato: * fissano i loro occhi per gettarmi a terra.
16:12 Guardano a me come un leone intento alla preda, * e come un leoncello che sta in agguato nella macchia.
16:13 Levati su, o Signore, previenilo, gettalo a terra: * libera l'anima mia dall'empio, la tua spada dai nemici della tua mano.
16:14 O Signore, nella loro vita separali da quelli pochi della terra: * il loro ventre è ripieno dei tuoi beni nascosti.
16:14 Hanno figli in abbondanza, * e lasciano i loro avanzi ai loro bambini.
16:15 Ma io nella giustizia comparirò al tuo cospetto: * sarò sazio all'apparire della tua gloria.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Porgimi il tuo orecchio, o Signore, ed esaudisci le mie preghiere.
V. Mirífica Dómine misericórdias tuas.
R. Qui salvos facis sperántes in te.
V. Fa risplendere o Signore, la tua misericordia.
R. Tu, che salvi coloro che sperano in te.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De libro primo Machabæórum
1 Mac 4:52-55
52 Ante matutínum surrexérunt quinta et vigésima die mensis noni (hic est mensis Cásleu) centésimi quadragésimi octávi anni:
53 Et obtulérunt sacrifícium secúndum legem super altáre holocaustórum novum, quod fecérunt.
54 Secúndum tempus et secúndum diem, in qua contaminavérunt illud gentes, in ipsa renovátum est in cánticis, et cítharis, et cínyris, et cýmbalis.
55 Et cécidit omnis pópulus in fáciem, et adoravérunt, et benedixérunt in cælum eum, qui prosperávit eis.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Dixit Judas Simóni fratri suo: Elige tibi viros et vade, líbera fratres tuos in Galilǽam; ego autem et Jónathas frater tuus íbimus in Galaadítim:
* Sicut fúerit volúntas in cælo, sic fiat.
V. Accingímini, fílii poténtes, et estóte paráti: quóniam mélius est nobis, mori in bello, quam vidére mala gentis nostræ et sanctórum.
R. Sicut fúerit volúntas in cælo, sic fiat.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal primo libro dei Maccabei
1 Mac 4:52-55
52 Ai venticinque del nono mese (cioè del mese Casleu) dell'anno centoquarantotto essi si alzarono prima che spuntasse il giorno
53 E offrirono il sacrificio secondo la legge sull'altare degli olocausti che avevano fatto di nuovo.
54 Proprio alla stessa epoca e nello stesso giorno in cui i Gentili l'avevano profanato ne fu fatta nuovamente la dedica con cantici, suoni di cetre, di lire e di cembali.
55 E tutto il popolo si prostrò colla faccia per terra, e adorarono e benedissero sino al cielo colui che li aveva così fatti felici.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Giuda disse a Simone suo fratello; Scegliti degli uomini, e va a liberare i tuoi fratelli in Galilea io poi e tuo fratello Gionata andremo in Galaad:
* E quale che sia la volontà del cielo, così sia.
V. Armatevi, uomini valorosi, e tenetevi pronti; perché è meglio per noi morire in battaglia, che vedere lo sterminio della nostra gente e delle cose sante.
R. E quale che sia la volontà del cielo, così sia.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
1 Mac 4:56-59
56 Et fecérunt dedicatiónem altáris diébus octo, et obtulérunt holocáusta cum lætítia, et sacrifícium salutáris et laudis,
57 Et ornavérunt fáciem templi corónis áureis et scútulis, et dedicavérunt portas et pastophória, et imposuérunt eis jánuas.
58 Et facta est lætítia in pópulo magna valde, et avérsum est oppróbrium géntium.
59 Et státuit Judas et fratres ejus et univérsa ecclésia Israël, ut agátur dies dedicatiónis altáris in tempóribus suis ab anno in annum per dies octo, a quinta et vigésima die mensis Cásleu, cum lætítia et gáudio.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ornavérunt fáciem templi corónis áureis, et dedicavérunt altáre Dómino:
* Et facta est lætítia magna in pópulo.
V. In hymnis et confessiónibus benedicébant Dóminum.
R. Et facta est lætítia magna in pópulo.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
1 Mac 4:56-59
56 E celebrarono la dedicazione dell' altare per otto giorni, offrendo con gioia olocausti e il sacrificio di ringraziamento e di lode,
57 E adornaron la facciata del tempio di corone d'oro e di piccoli scudi, e riattarono gl'ingressi e le celle e vi misero le porte.
58 E stragrande fu l'allegrezza del popolo e fu cancellato l'obbrobrio dei Gentili.
59 E Giuda e i suoi fratelli e tutta la chiesa di Israele ordinò che il giorno della dedicazione dell'altare si celebrasse in tempo fisso, di anno in anno per otto giorni, incominciando dal giorno venticinque del mese di Casleu, con festa e gaudio.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ornarono la facciata del tempio con corone d'oro e consacrarono l'altare al Signore:
* E fu grande l'allegrezza del popolo.
V. Con inni e cantici benedicevano il Signore.
R. E fu grande l'allegrezza del popolo.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
1 Mac 4:60-61
60 Et ædificavérunt in témpore illo montem Sion, et per circúitum muros altos et turres firmas, nequándo venírent gentes et conculcárent eum, sicut ántea fecérunt.
61 Et collocávit illic exércitum, ut servárent eum, et munívit eum ad custodiéndam Bethsúram, ut habéret pópulus munitiónem contra fáciem Idumǽæ.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. In hymnis et confessiónibus benedicébant Dóminum,
* Qui magna fecit in Israël, et victóriam dedit illis Dóminus omnípotens.
V. Ornavérunt fáciem templi corónis áureis, et dedicavérunt altáre Dómino.
R. Qui magna fecit in Israël, et victóriam dedit illis Dóminus omnípotens.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Qui magna fecit in Israël, et victóriam dedit illis Dóminus omnípotens.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
1 Mac 4:60-61
60 In quel medesimo tempo fortificarono il monte di Sion facendovi intorno alte mura e forti torri, affinché non venissero i Gentili a profanarlo, come avevano fatto prima.
61 E vi pose a guardia un corpo di soldati e lo fortificò anche per sicurezza di Betsura, affinché il popolo avesse una difesa contro l'Idumea.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Con inni e cantici benedicevano il Signore,
* Che aveva fatto cose grandi in Israele, e il Signore onnipotente aveva data loro la vittoria,
V. Ornarono la facciata del tempio con corone d'oro e consacrarono l'altare al Signore.
R. Che aveva fatto cose grandi in Israele, e il Signore onnipotente aveva data loro la vittoria,
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Che aveva fatto cose grandi in Israele, e il Signore onnipotente aveva data loro la vittoria,
Nocturn II.
Ant. Díligam te, * Dómine, virtus mea.
Psalmus 17(2-16) [4]
17:2 Díligam te, Dómine, fortitúdo mea: * Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus.
17:3 Deus meus adjútor meus, * et sperábo in eum.
17:3 Protéctor meus, et cornu salútis meæ, * et suscéptor meus.
17:4 Laudans invocábo Dóminum: * et ab inimícis meis salvus ero.
17:5 Circumdedérunt me dolóres mortis: * et torréntes iniquitátis conturbavérunt me.
17:6 Dolóres inférni circumdedérunt me: * præoccupavérunt me láquei mortis.
17:7 In tribulatióne mea invocávi Dóminum, * et ad Deum meum clamávi.
17:7 Et exaudívit de templo sancto suo vocem meam: * et clamor meus in conspéctu ejus, introívit in aures ejus.
17:8 Commóta est, et contrémuit terra: * fundaménta móntium conturbáta sunt, et commóta sunt, quóniam irátus est eis.
17:9 Ascéndit fumus in ira ejus: et ignis a fácie ejus exársit: * carbónes succénsi sunt ab eo.
17:10 Inclinávit cælos, et descéndit: * et calígo sub pédibus ejus.
17:11 Et ascéndit super Chérubim, et volávit: * volávit super pennas ventórum.
17:12 Et pósuit ténebras latíbulum suum, in circúitu ejus tabernáculum ejus: * tenebrósa aqua in núbibus áëris.
17:13 Præ fulgóre in conspéctu ejus nubes transiérunt, * grando et carbónes ignis.
17:14 Et intónuit de cælo Dóminus, et Altíssimus dedit vocem suam: * grando et carbónes ignis.
17:15 Et misit sagíttas suas, et dissipávit eos: * fúlgura multiplicávit, et conturbávit eos.
17:16 Et apparuérunt fontes aquárum, * et reveláta sunt fundaménta orbis terrárum:
17:16 Ab increpatióne tua, Dómine, * ab inspiratióne spíritus iræ tuæ.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Díligam te, Dómine, virtus mea.
Nocturn II.
Ant. Ti amerò io, * o Signore, mia forza.
Salmo 17(2-16) [4]
17:2 Ti amerò io, o Signore, mia forza. * Il Signore è il mio fermo appoggio, e il mio rifugio, e il mio liberatore.
17:3 Il mio Dio è il mio aiuto, * e spererò in lui.
17:3 Il mio protettore, il mio corno di salvezza, * il mio difensore.
17:4 Lodandolo invocherò il Signore, * e sarò salvo dai miei nemici.
17:5 I dolori della morte mi circondarono: * e i torrenti dell'iniquità mi atterrirono.
17:6 I dolori dell'inferno mi accerchiarono; * i lacci della morte mi impigliarono.
17:7 Nella mia tribolazione invocai il Signore, * e alzai le mie grida al mio Dio.
17:7 Ed egli dal suo santo tempio udì la mia voce, * e il mio gridar dinanzi a lui arrivò alle sue orecchie.
17:8 Si commosse, e tremò la terra: * furono scosse le fondamenta dei monti e traballarono, perché egli era sdegnato con essi.
17:9 Nella sua ira saliva fumo e dalla sua faccia ardeva fuoco, * da lui furono accesi carboni.
17:10 Abbassò i cieli e discese, * e la caligine era sotto i suoi piedi.
17:11 E salì sopra i cherubini, e sciolse il suo volo: * si slanciò sull'ali dei venti.
17:12 Pose le tenebre per suo nascondiglio, è attorno a lui qual padiglione * l'acqua tenebrosa delle nubi dell'aria.
17:13 Al fulgore della sua presenza si sciolsero le nubi, * e ne venne grandine e carboni di fuoco.
17:14 E il Signore tuonò dal cielo e l'Altissimo mandò la sua voce: * grandine e carboni di fuoco.
17:15 E scagliò le sue saette, e li disperse, * moltiplicò le folgori e li atterrì.
17:16 Apparvero allora le sorgenti delle acque * e furono messi a nudo i fondamenti della terra:
17:16 Alla tua minaccia, o Signore, * al soffiare impetuoso dell'ira tua.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Ti amerò io, o Signore, mia forza.
Ant. Retríbuet mihi Dóminus * secúndum justítiam meam.
Psalmus 17(17-35) [5]
17:17 Misit de summo, et accépit me: * et assúmpsit me de aquis multis.
17:18 Erípuit me de inimícis meis fortíssimis, et ab his qui odérunt me: * quóniam confortáti sunt super me.
17:19 Prævenérunt me in die afflictiónis meæ: * et factus est Dóminus protéctor meus.
17:20 Et edúxit me in latitúdinem: * salvum me fecit, quóniam vóluit me.
17:21 Et retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam: * et secúndum puritátem mánuum meárum retríbuet mihi:
17:22 Quia custodívi vias Dómini, * nec ímpie gessi a Deo meo.
17:23 Quóniam ómnia judícia ejus in conspéctu meo: * et justítias ejus non répuli a me.
17:24 Et ero immaculátus cum eo: * et observábo me ab iniquitáte mea.
17:25 Et retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam: * et secúndum puritátem mánuum meárum in conspéctu oculórum ejus.
17:26 Cum sancto sanctus eris, * et cum viro innocénte ínnocens eris:
17:27 Et cum elécto eléctus eris: * et cum pervérso pervertéris.
17:28 Quóniam tu pópulum húmilem salvum fácies: * et óculos superbórum humiliábis.
17:29 Quóniam tu illúminas lucérnam meam, Dómine: * Deus meus, illúmina ténebras meas.
17:30 Quóniam in te erípiar a tentatióne, * et in Deo meo transgrédiar murum.
17:31 Deus meus, impollúta via ejus: elóquia Dómini igne examináta: * protéctor est ómnium sperántium in se.
17:32 Quóniam quis Deus præter Dóminum? * aut quis Deus præter Deum nostrum?
17:33 Deus, qui præcínxit me virtúte: * et pósuit immaculátam viam meam.
17:34 Qui perfécit pedes meos tamquam cervórum, * et super excélsa státuens me.
17:35 Qui docet manus meas ad prǽlium: * et posuísti, ut arcum ǽreum, brácchia mea.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Retríbuet mihi Dóminus secúndum justítiam meam.
Ant. Il Signore mi ricompenserà * secondo la mia giustizia.
Salmo 17(17-35) [5]
17:17 Stese dall'alto la mano e mi prese: * e mi trasse dalle grandi acque.
17:18 Mi liberò dai miei potentissimi nemici e da quelli che mi odiavano: * perché più forti di me.
17:19 Mi assalirono per primi nel giorno della mia sventura: * ma il Signore si fece mio protettore.
17:20 Mi trasse fuori al largo; * mi fece salvo, perché mi amò.
17:21 E il Signore mi retribuirà secondo la mia giustizia, * mi compenserà secondo la purezza delle mie mani:
17:22 Perché io ho osservato le vie del Signore, * e non operai empiamente volgendomi dal mio Dio.
17:23 Perché ho davanti agli occhi tutti i suoi giudizi, * non ho respinto da me i suoi precetti.
17:24 E sarò senza macchia dinanzi a lui, * e mi guarderò dalla mia iniquità.
17:25 E il Signore mi retribuirà secondo la mia giustizia, * e secondo la purezza delle mani mie, presente ai suoi occhi.
17:26 Col santo tu sarai santo, * coll'uomo innocente sarai innocente:
17:27 Coll'uomo sincero sarai sincero: * e con chi mal fa tu sarai mal facente.
17:28 Poiché tu salverai il popolo umile, * e umilierai gli occhi dei superbi.
17:29 Poichè tu, o Signore, dai luce alla mia lampada; * Dio mio, illumina le mie tenebre.
17:30 Poiché per te sarò tratto fuori dalla tentazione, * e col mio Dio sormonterò le mura.
17:31 La via del mio Dio è senza macchia e le parole del Signore sono provate col fuoco; * egli è protettore di quanti sperano in lui.
17:32 Chi infatti è Dio fuor del Signore? * e chi è Dio fuorché il nostro Dio?
17:33 Il Dio che mi cinse di forza: * e rendette immacolata la mia via.
17:34 Che fece i miei piedi come quelli dei cervi, * e mi ha collocato nelle alture.
17:35 Che addestra le mie mani alla battaglia, * e tu rendesti le mie braccia come un arco di bronzo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore mi ricompenserà secondo la mia giustizia.
Ant. Vivit Dóminus * et benedíctus Deus salútis meæ.
Psalmus 17(36-51) [6]
17:36 Et dedísti mihi protectiónem salútis tuæ: * et déxtera tua suscépit me:
17:36 Et disciplína tua corréxit me in finem: * et disciplína tua ipsa me docébit.
17:37 Dilatásti gressus meos subtus me: * et non sunt infirmáta vestígia mea:
17:38 Pérsequar inimícos meos et comprehéndam illos: * et non convértar, donec defíciant.
17:39 Confríngam illos, nec póterunt stare: * cadent subtus pedes meos.
17:40 Et præcinxísti me virtúte ad bellum: * et supplantásti insurgéntes in me subtus me.
17:41 Et inimícos meos dedísti mihi dorsum, * et odiéntes me disperdidísti.
17:42 Clamavérunt, nec erat qui salvos fáceret ad Dóminum: * nec exaudívit eos.
17:43 Et commínuam illos, ut púlverem ante fáciem venti: * ut lutum plateárum delébo eos.
17:44 Erípies me de contradictiónibus pópuli: * constítues me in caput géntium.
17:45 Pópulus quem non cognóvi servívit mihi: * in audítu auris obedívit mihi.
17:46 Fílii aliéni mentíti sunt mihi, * fílii aliéni inveteráti sunt, et claudicavérunt a sémitis suis.
17:47 Vivit Dóminus, et benedíctus Deus meus: * et exaltétur Deus salútis meæ.
17:48 Deus, qui das vindíctas mihi, et subdis pópulos sub me: * liberátor meus de inimícis meis iracúndis.
17:49 Et ab insurgéntibus in me exaltábis me: * a viro iníquo erípies me.
17:50 Proptérea confitébor tibi in natiónibus, Dómine: * et nómini tuo psalmum dicam.
17:51 Magníficans salútes Regis ejus, et fáciens misericórdiam Christo suo David: * et sémini ejus usque in sǽculum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Vivit Dóminus et benedíctus Deus salútis meæ.
Ant. Vive il Signore, * e benedetto è il Dio della mia salvezza.
Salmo 17(36-51) [6]
17:36 E mi desti la protezione della tua salute, * e la tua destra mi sostenne.
17:36 E la tua disciplina mi corresse in ogni tempo, * e la tua disciplina stessa mi istruirà.
17:37 Tu allargasti le vie ai miei passi, * e non vacillarono le mie piante.
17:38 Inseguirò i miei nemici e li raggiungerò, * e non tornerò indietro finché siano distrutti.
17:39 Li abbatterò, e non potranno più reggersi: * cadranno sotto i miei piedi.
17:40 E tu mi cingesti di forza per la guerra, * e facesti cadere sotto di me quelli che insorgevano contro di me.
17:41 Hai fatto voltar le spalle ai miei nemici, * hai disperso coloro che mi odiano.
17:42 Hanno gridato e non vi era chi li salvasse: hanno gridato al Signore * e non li esaudì.
17:43 Li stritolerò come polvere dinanzi al vento, * li calpesterò come il fango delle strade.
17:44 Tu mi libererai dalle contraddizioni del popolo: * mi stabilirai capo delle nazioni.
17:45 Un popolo, che io non conoscevo, mi ha servito: * appena udì con le orecchie, mi ha ubbidito.
17:46 I figli stranieri mi hanno mentito; * i figli stranieri sono invecchiati, e zoppicando van fuori dei loro sentieri.
17:47 Viva il Signore, e sia benedetto il mio Dio * e sia esaltato il Dio della mia salvezza.
17:48 Dio che fai le mie vendette, e mi sottometti i popoli * e mi liberi dai miei nemici furiosi.
17:49 Tu mi innalzerai sopra coloro che insorgono contro di me, * mi libererai dall'uomo iniquo.
17:50 Per quésto, o Signore, ti confesserò tra le nazioni * e canterò salmi al tuo nome,
17:51 Che esalta le vittorie del suo re, e fa misericordia al suo Cristo Davide * alla sua stirpe in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Vive il Signore, e benedetto è il Dio della mia salvezza.
V. Confitébor tibi in natiónibus, Dómine.
R. Et nómini tuo psalmum dicam.
V. Ti confesserò, o Signore, tra le nazioni.
R. E canterò salmi al tuo nome.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Birgitta, in Suecia illustribus et piis paréntibus orta, sanctíssime vixit. Cum adhuc in útero gestarétur, a naufragio propter eam mater erepta est. Decennis, post audítum de passióne Dómini sermónem, sequénti nocte Jesum in cruce, recénti sánguine perfusum, vidit, et de eadem passióne secum loquentem. Quo ex témpore in ejusdem meditatióne ita afficiebátur, ut de ea sine lácrimis cogitare deinceps numquam posset.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Propter veritátem, et mansuetúdinem, et justítiam:
* Et dedúcet te mirabíliter déxtera tua.
V. Spécie tua et pulchritúdine tua inténde, próspere procéde, et regna.
R. Et dedúcet te mirabíliter déxtera tua.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Brigida, nata in Svezia da genitori illustri e pii, visse santissimamente. In grazia di lei, la madre, mentre la portava nei seno, fu preservata da un naufragio. A dieci anni, dopo aver inteso un discorso sulla passione del Signore, vide, la notte seguente, Gesù in croce, coperto di sangue, come se l'avesse sparso allora, e intrattenersi con lei sulla sua passione. Da questo tempo rimaneva così colpita nella meditazione di essa, da non poterci mai pensare senza versar lacrime.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Per la verità, la mansuetudine e la giustizia,
* la tua destra ti guiderà mirabilmente.
V. Col tuo splendore e con la tua bellezza, vieni, avanza lietamente e regna.
R. La tua destra ti guiderà mirabilmente.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Ulfoni, Nericiæ principi, in matrimónium tradita, virum ipsum ad pietátis officia, tum optimis exemplis, tum efficacibus verbis, adhortáta est. In filiórum educatióne piíssima; paupéribus, et maxime infirmis, domo ad id muneris dicata, inserviébat quam diligentíssime, illórum pedes sólita lavare et osculari. Cum autem una cum viro suo rediret Compostella, ubi sancti Jacobi Apóstoli sepúlcrum visitaverant, et Atrébati Ulfo gráviter ægrotaret, sanctus Dionysius Birgittæ noctu appáruit, et de mariti salúte aliisque de rebus, quæ futuræ erant, præmonuit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Dilexísti justítiam, et odísti iniquitátem:
* Proptérea unxit te Deus, Deus tuus, oleo lætítiæ.
V. Propter veritátem, et mansuetúdinem, et justítiam.
R. Proptérea unxit te Deus, Deus tuus, oleo lætítiæ.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Maritata a Ulfone, principe di Nericia, ella lo portò alle opere di pietà, sia coi suoi buoni esempi, sia con parole persuasive. Fu premurosissima della educazione dei figli, serviva con ogni cura i poveri, soprattutto se malati, per i quali aveva destinata una casa a parte, solita a lavarne e baciarne i piedi. Di ritorno con suo marito dal pellegrinaggio di Compostati, dov'erano stati a visitare la tomba dell'Apostolo san Giacomo, caduto Ulfone gravemente malato ad Arras, apparve di notte a Brigida san Dionigi, e le predisse la guarigione del marito e altri avvenimenti futuri.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Hai amato la giustizia ed hai odiato l'iniquità:
* perciò Dio, il tuo Dio, ti unse, con olio di letizia.
V. Per la verità, la mansuetudine e la giustizia.
R. Perciò Dio, il tuo Dio, ti unse, con olio di letizia.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Viro Cisterciénsi monacho facto et paulo post defuncto, Birgitta, audíta Christi voce in somnis, arctiórem vitæ formam est aggressa. Cui deínde arcana multa fuérunt divínitus revelata. Monastérium Vastanense sub regula sancti Salvatoris, ab ipso Dómino accepta, instituit. Romam Dei jussu venit, ubi plurimos ad amórem divinum veheménter accendit. Inde Jerosolymam pétiit, et íterum Romam. Qua ex peregrinatióne cum in febrim incidísset, gravibus per annum integrum afflictáta morbis, cumuláta meritis, prænuntiáto mortis die, migrávit in cælum. Corpus ejus ad Vastanense monastérium translátum est; et miraculis illustrem Bonifatius nonus in Sanctórum númerum retulit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Fallax grátia, et vana est pulchritúdo:
* Múlier timens Dóminum, ipsa laudábitur.
V. Date ei de fructu mánuum suárum, et laudent eam in portis ópera ejus.
R. Múlier timens Dóminum, ipsa laudábitur.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Múlier timens Dóminum, ipsa laudábitur.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Fattasi il marito monaco Cisterciense e morto poco dopo, Brigida, ascoltando in sogno la voce di Cristo, abbracciò un tenore di vita più austero. In seguito le furono rivelati da Dio molti secreti. Ella fondò a Wastein un monastero sotto la regola di san Salvatore, che avea ricevuta dal Signore medesimo, Per ordine di Dio si portò a Roma, dove infiammò grandemente moltissimi all'amore divino. Quindi andò a Gerusalemme, e poi di nuovo a Roma. In seguito a questo pellegrinaggio fu presa da una febbre, che la fece grandemente soffrire per un anno intero, finché, colma di meriti, dopo aver predetto il giorno della sua morte, se ne andò in cielo. Il suo corpo fu trasportato nel monastero di Wastein; e, illustrata da miracoli, Bonifacio IX l'iscrisse nel novero dei Santi.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Fallace è l'avvenenza e vana la bellezza:
* la donna che teme il Signore, questa sarà lodata.
V. Rendete omaggio al frutto delle sue mani, e risuonino alle porte gli elogi delle sue opere.
R. La donna che teme il Signore, questa sarà lodata.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. La donna che teme il Signore, questa sarà lodata.
Nocturn III.
Ant. Exáudiat te * Dóminus in die tribulatiónis.
Psalmus 19 [7]
19:2 Exáudiat te Dóminus in die tribulatiónis: * prótegat te nomen Dei Jacob.
19:3 Mittat tibi auxílium de sancto: * et de Sion tueátur te.
19:4 Memor sit omnis sacrifícii tui: * et holocáustum tuum pingue fiat.
19:5 Tríbuat tibi secúndum cor tuum: * et omne consílium tuum confírmet.
19:6 Lætábimur in salutári tuo: * et in nómine Dei nostri magnificábimur.
19:7 Ímpleat Dóminus omnes petitiónes tuas: * nunc cognóvi quóniam salvum fecit Dóminus Christum suum.
19:7 Exáudiet illum de cælo sancto suo: * in potentátibus salus déxteræ ejus.
19:8 Hi in cúrribus, et hi in equis: * nos autem in nómine Dómini, Dei nostri invocábimus.
19:9 Ipsi obligáti sunt, et cecidérunt: * nos autem surréximus et erécti sumus.
19:10 Dómine, salvum fac regem: * et exáudi nos in die, qua invocavérimus te.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Exáudiat te Dóminus in die tribulatiónis.
Nocturn III.
Ant. Ti esaudisca * il Signore nel giorno della tribolazione.
Salmo 19 [7]
19:2 Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, * ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
19:3 Ti mandi aiuto dal luogo santo: * e ti sostenga da Sion.
19:4 Sia memore di tutti i tuoi sacrifici, * gli sia gradito il tuo olocausto.
19:5 Ti dia quello che brama il tuo cuore: * e adempia tutti i tuoi disegni.
19:6 Esulteremo per la tua salvezza * e trionferemo nel nome del nostro Dio.
19:7 Adempia il Signore tutte le tue richieste: * adesso ho conosciuto che il Signore ha salvato il suo Cristo.
19:7 Lo esaudirà dal cielo, suo santuario: * nella potenza della sua destra sta la salute.
19:8 Quelli [confidano] nei carri e questi nei cavalli: * ma noi invochiamo il nome del Signore nostro Dio.
19:9 Essi furono presi al laccio e caddero, * ma noi ci alzammo e stemmo in piedi.
19:10 Signore, salva il re, * ed esaudiscici nel giorno che ti invochiamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione.
Ant. Dómine, * in virtúte tua lætábitur rex.
Psalmus 20 [8]
20:2 Dómine, in virtúte tua lætábitur rex: * et super salutáre tuum exsultábit veheménter.
20:3 Desidérium cordis ejus tribuísti ei: * et voluntáte labiórum ejus non fraudásti eum.
20:4 Quóniam prævenísti eum in benedictiónibus dulcédinis: * posuísti in cápite ejus corónam de lápide pretióso.
20:5 Vitam pétiit a te: * et tribuísti ei longitúdinem diérum in sǽculum, et in sǽculum sǽculi.
20:6 Magna est glória ejus in salutári tuo: * glóriam et magnum decórem impónes super eum.
20:7 Quóniam dabis eum in benedictiónem in sǽculum sǽculi: * lætificábis eum in gáudio cum vultu tuo.
20:8 Quóniam rex sperat in Dómino: * et in misericórdia Altíssimi non commovébitur.
20:9 Inveniátur manus tua ómnibus inimícis tuis: * déxtera tua invéniat omnes, qui te odérunt.
20:10 Pones eos ut clíbanum ignis in témpore vultus tui: * Dóminus in ira sua conturbábit eos, et devorábit eos ignis.
20:11 Fructum eórum de terra perdes: * et semen eórum a fíliis hóminum.
20:12 Quóniam declinavérunt in te mala: * cogitavérunt consília, quæ non potuérunt stabilíre.
20:13 Quóniam pones eos dorsum: * in relíquiis tuis præparábis vultum eórum.
20:14 Exaltáre, Dómine, in virtúte tua: * cantábimus et psallémus virtútes tuas.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Dómine, in virtúte tua lætábitur rex.
Ant. Signore, * della tua potenza si rallegrerà il re.
Salmo 20 [8]
20:2 Signore, della tua potenza si rallegrerà il re * ed esulterà grandemente per la salvezza accordatagli.
20:3 Tu hai adempiuto il desiderio del suo cuore, * e non hai resi vani i voti delle sue labbra.
20:4 Poiché lo hai prevenuto con le più dolci benedizioni: * gli hai posto in capo una corona di pietre preziose.
20:5 Ti domandò la vita, * e gli hai dato lunghezza di giorni per i secoli e per i secoli dei secoli.
20:6 Grande è la sua gloria per la salvezza da te avuta, * lo ammanterai di gloria e di grande splendore.
20:7 Poiché lo farai benedizione per tutti i secoli, * lo riempirai di gioia con la tua presenza.
20:8 Perché il re spera nel Signore, * e per la misericordia dell'Altissimo non vacillerà.
20:9 La tua mano raggiunga tutti i tuoi nemici: * la tua destra raggiunga tutti coloro che ti odiano.
20:10 Li renderai come fornace ardente nel tempo che apparirà il tuo volto: * il Signore nell'ira sua li conquiderà [soggiogherà], il fuoco li divorerà.
20:11 Sterminerai il loro frutto dalla terra: * e il loro seme di mezzo ai figli degli uomini.
20:12 Perché tramarono mali contro di te: * ordirono disegni che non poterono eseguire.
20:13 Poiché tu farai loro voltare le spalle: * e a quelli che restano preparerai la faccia [alle tue saette].
20:14 Innalzati, o Signore, con la tua potenza, * noi canteremo e celebreremo con inni le tue meraviglie.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Signore, della tua potenza si rallegrerà il re.
Ant. Exaltábo te, * Dómine, quóniam suscepísti me.
Psalmus 29 [9]
29:2 Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me: * nec delectásti inimícos meos super me.
29:3 Dómine, Deus meus, clamávi ad te, * et sanásti me.
29:4 Dómine, eduxísti ab inférno ánimam meam: * salvásti me a descendéntibus in lacum.
29:5 Psállite Dómino, sancti ejus: * et confitémini memóriæ sanctitátis ejus.
29:6 Quóniam ira in indignatióne ejus: * et vita in voluntáte ejus.
29:6 Ad vésperum demorábitur fletus: * et ad matutínum lætítia.
29:7 Ego autem dixi in abundántia mea: * Non movébor in ætérnum.
29:8 Dómine, in voluntáte tua, * præstitísti decóri meo virtútem.
29:8 Avertísti fáciem tuam a me, * et factus sum conturbátus.
29:9 Ad te, Dómine, clamábo: * et ad Deum meum deprecábor.
29:10 Quæ utílitas in sánguine meo, * dum descéndo in corruptiónem?
29:10 Numquid confitébitur tibi pulvis, * aut annuntiábit veritátem tuam?
29:11 Audívit Dóminus, et misértus est mei: * Dóminus factus est adjútor meus.
29:12 Convertísti planctum meum in gáudium mihi: * conscidísti saccum meum, et circumdedísti me lætítia:
29:13 Ut cantet tibi glória mea, et non compúngar: * Dómine, Deus meus, in ætérnum confitébor tibi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Exaltábo te, Dómine, quóniam suscepísti me.
Ant. Io ti esalterò, * o Signore, perché tu mi hai sollevato.
Salmo 29 [9]
29:2 Io ti esalterò, o Signore, perché tu mi hai sollevato, * e non hai rallegrati i miei nemici sopra di me.
29:3 Signore Dio mio, io ho gridato a te * e tu mi hai guarito.
29:4 Signore, tu hai tratto dall'inferno l'anima mia: * mi salvasti di mezzo a quelli che scendono nella fossa.
29:5 Cantate inni al Signore, o suoi santi; * e confessate la memoria della sua santità.
29:6 Poiché nella sua indignazione c'è l'ira: * nella sua volontà, la vita.
29:6 Alla sera dimora il pianto, * e al mattino la gioia.
29:7 Ma io dissi nella mia abbondanza: * non sarò scosso in eterno.
29:8 Signore nella tua volontà, * hai concesso vigoria al mio onore.
29:8 Hai allontanato da me la tua faccia, * ed io restai confuso.
29:9 A te, o Signore, griderò: * e al mio Dio supplicherò.
29:10 Qual vantaggio nel mio sangue, * mentre scendo nella corruzione [della sepoltura]?
29:10 Forse la polvere confesserà le tue lodi, * od annunzierà la tua verità?
29:11 Il Signore mi ha ascoltato, ed ha avuto pietà di me: * il Signore si è fatto mio aiuto.
29:12 Hai cambiato in gioia il mio pianto: * hai fatto in pezzi il mio sacco, e mi cingesti di allegrezza:
29:13 Affinché la mia gloria ti canti: ed io non sia più afflitto; * Signore Dio mio ti loderò in eterno.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Io ti esalterò, o Signore, perché tu mi hai sollevato.
V. Psállite Dómino sancti ejus.
R. Et confitémini memóriæ sanctitátis ejus.
V. Cantate inni al Signore, o santi suoi.
R. E celebrate il ricordo della sua santità.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Matthǽum
Matt 13:44-52
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis parábolam hanc: Simile est regnum cælórum thesáuro abscóndito in agro. Et réliqua.

Homilía sancti Gregórii Papæ
Homilia 11 in Evangelia
Cælórum regnum, fratres caríssimi, idcírco terrénis rebus símile dícitur, ut, ex his quæ ánimus novit, surgat ad incógnita, quæ non novit: quátenus exémplo visibílium se ad invisibília rápiat, et, per ea quæ usu dídicit quasi confricátus incaléscat; ut per hoc, quod scit notum dilígere, discat et incógnita amáre. Ecce enim cælórum regnum thesáuro abscóndito in agro comparátur; quem, qui invénit homo, abscóndit, et præ gáudio illíus vadit, et vendit univérsa quæ habet, et emit agrum illum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Os suum apéruit sapiéntiæ, et lex cleméntiæ in lingua ejus: considerávit sémitas domus suæ,
* Et panem otiósa non comédit.
V. Gustávit et vidit quia bona est negotiátio ejus: non exstinguétur in nocte lucérna ejus.
R. Et panem otiósa non comédit.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Dal Vangelo secondo Matteo
Matt 13:44
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo". (continua nella Messa del giorno)

Omelia di s. Gregorio papa
Omelia 11 sui Vangeli
Il regno dei cieli, fratelli carissimi, si dice simile a cose terrene, affinché l'anima si elevi da ciò che conosce a ciò che non conosce affatto, così che dall'esempio delle cose visibili si sollevi alle invisibili, e come incitata da ciò che ha appreso, s'infiammi a tal punto da imparare ad amare, per mezzo dell'affetto per un bene conosciuto, anche beni sconosciuti. Ecco dunque che il regno dei cieli si paragona ad un tesoro nascosto in un campo. L'uomo che l'ha trovato, lo tiene nascosto e, per la gioia di possederlo, va a vendere tutto ciò che possiede e compra quel campo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Apre la sua bocca alla sapienza e la legge della bontà è sulla sua lingua. Sorveglia l'andamento della sua casa
* e non mangia il pane nell'ozio.
V. Si rallegra, perché vede che il suo lavoro le frutta; durante la notte la sua lucerna non si spegnerà.
R. E non mangia il pane nell'ozio.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Cujus festum cólimus, ipsa intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
Qua in re hoc quoque notándum est, quod invéntus thesáurus abscónditur, ut servétur: quia stúdium cæléstis desidérii a malígnis spirítibus custodíre non súfficit, qui hoc ab humánis láudibus non abscóndit. In præsénti étenim vita, quasi in via sumus, qua ad pátriam pérgimus. Malígni autem spíritus iter nostrum quasi quidam latrúnculi óbsident. Deprædári ergo desíderat, qui thesáurum públice portat in via. Hoc autem dico, non ut próximi ópera nostra bona non vídeant, cum scriptum sit: Vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum qui in cælis est; sed, ut per hoc quod ágimus, laudes extérius non quærámus. Sic autem sit opus in público, quátenus inténtio máneat in occúlto; ut, et de bono ópere próximis præbeámus exémplum, et tamen per intentiónem, qua Deo soli placére quǽrimus, semper optémus secrétum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Regnum mundi et omnem ornátum sǽculi contémpsi, propter amórem Dómini mei Jesu Christi:
* Quem vidi, quem amávi, in quem crédidi, quem diléxi.
V. Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi.
R. Quem vidi, quem amávi, in quem crédidi, quem diléxi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Quem vidi, quem amávi, in quem crédidi, quem diléxi.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Colei della quale celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
Ed in ciò si deve anche notare che il tesoro trovato viene nascosto perché sia conservato: poiché non riuscirà a difendere dagli spiriti maligni l'ardore del desiderio che sente per il cielo, colui che non lo sottrae alle umane lodi. Infatti nella vita presente ci troviamo come in una via, lungo la quale ci dirigiamo alla patria. Gli spiriti maligni ci tendono insidie lungo la strada, come ladruncoli. Portare dunque pubblicamente un tesoro per via è come desiderare di essere derubati. Ora io dico questo, non perché il prossimo non veda le nostre opere buone, poiché sta scritto: "Vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli"; ma perché non cerchiamo lodi dall'esterno per quello che facciamo. L'opera quindi sia pure pubblica, ma rimanga occulta l'intenzione; affinché noi possiamo dare al prossimo l'esempio di un'opera buona, e tuttavia con l'intenzione, per la quale cerchiamo di piacere soltanto a Dio, desideriamo sempre il segreto.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ho disprezzato il regno del mondo e gli ornamenti del secolo per amore di Gesù Cristo mio Signore:
* l'ho visto e l'ho amato, in lui ho creduto e in lui ho riposto il mio amore.
V. Un bel canto m'è sgorgato dal cuore, voglio cantare al re la mia canzone.
R. L'ho visto e l'ho amato, in lui ho creduto e in lui ho riposto il mio amore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. L'ho visto e l'ho amato, in lui ho creduto e in lui ho riposto il mio amore.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Thesáurus autem cæléste est desidérium; ager vero, in quo thesáurus abscónditur, disciplína stúdii cæléstis. Quem profécto agrum, vénditis ómnibus, cómparat, qui, voluptátibus carnis renúntians, cuncta sua terréna desidéria per disciplínæ cæléstis custódiam calcat: ut nihil jam quod caro blandítur, líbeat; nihil, quod carnálem vitam trucídat, spíritus perhorréscat.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Il tesoro è il desiderio del cielo, e il campo nel quale è nascosto, è una vita degna del cielo. Vende subito ogni cosa per comperare questo campo chi, rinunziando ai piaceri della carne, con pratica esatta di questa vita di cielo, calpesta tutti i suoi desideri terreni, così che nulla più gli piaccia di ciò che solletica la carne, e il suo spirito non tema nulla di ciò che distrugge la vita carnale.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus.
Dómine, Deus noster, qui beátæ Birgíttæ per Fílium tuum unigénitum secréta cæléstia revelásti: ipsíus pia intercessióne da nobis fámulis tuis; in revelatióne sempitérnæ glóriæ tuæ gaudére lætántes.
Per eúndem Dóminum nostrum Jesum Christum Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.
Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
Signore, Dio nostro, che per mezzo del tuo Figlio unigenito rivelasti alla beata Brigida secreti celesti: per la sua amorevole intercessione dà ai tuoi servi di godere esultanti nella manifestazione della tua gloria sempiterna,
Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.

Matutinum    Laudes
Prima    Tertia    Sexta    Nona
Vesperae    Completorium

Options    Sancta Missa    Ordo

Versions
Tridentine 1570
Tridentine 1910
Divino Afflatu
Reduced 1955
Rubrics 1960
1960 Newcalendar
Monastic
Ordo Praedicatorum
Language 2
Latin
Latin-Bea
Deutsch
English
Espanol
Francais
Italiano
Magyar
Polski
Portugues
Polski-Newer
Votive
hodie
Dedicatio
Defunctorum
Parvum B.M.V.

Versions      Credits      Download      Rubrics      Technical      Help