S. Francisci Borgiæ Confessoris ~ Semiduplex
Scriptura: Feria Quarta infra Hebdomadam XX post Octavam Pentecostes II. Octobris

Ad Matutinum    10-10-2018

Ante Divinum officium
Incipit
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Ave María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
Credo in Deum, Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ.
Et in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum: qui concéptus est de Spíritu Sancto, natus ex María Vírgine, passus sub Póntio Piláto, crucifíxus, mórtuus, et sepúltus: descéndit ad ínferos; tértia die resurréxit a mórtuis; ascéndit ad cælos; sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, vitam ætérnam. Amen.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúja.
Inizio
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Io Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Commune aut Festo}
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Veníte, adorémus.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Veníte, adorémus.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Veníte, adorémus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Invitatorio {Antifona dal Comune o Festa}
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. venite, adoriamo.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. venite, adoriamo.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Hymnus {ex Commune aut Festo}
Iste Conféssor Dómini, coléntes
Quem pie laudant pópuli per orbem,
Hac die lætus méruit suprémos
Laudis honóres.

Qui pius, prudens, húmilis, pudícus,
Sóbriam duxit sine labe vitam,
Donec humános animávit auræ
Spíritus artus.

Cujus ob præstans méritum, frequénter,
Ægra quæ passim jacuére membra,
Víribus morbi dómitis, salúti
Restituúntur.

Noster hinc illi chorus obsequéntem
Cóncinit laudem celebrésque palmas,
Ut piis ejus précibus juvémur
Omne per ævum.

Sit salus illi, decus atque virtus,
Qui, super cæli sólio corúscans,
Tótius mundi sériem gubérnat,
Trinus et unus.
Amen.
Inno {dal Comune o Festa}
Questo Confessore del Signore, che i popoli
venerano e lodano per tutto il mondo,
in questo giorno meritò i supremi
onori di lode.

Egli pio, prudente, umile, pudico,
visse sobrio e senza macchia,
finché lo spirito vitale
animò il suo corpo mortale.

Per i suoi grandi meriti
spesso membra che giacevano inferme,
vinta la violenza del male,
vengono restituite alla sanità.

Per questo il coro delle nostre voci
canta la lode che gli è dovuta
e celebra i suoi trionfi affinché, per le sue pie preghiere,
veniamo soccorsi in ogni tempo.

Salute, onore e potenza
sia a colui che, fulgente di gloria,
assiso sul trono del cielo, governa Uno e Trino
la macchina del mondo intero.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.
Ant. Speciósus forma
Psalmus 44(2-10) [1]
44:2 Eructávit cor meum verbum bonum: * dico ego ópera mea Regi.
44:2 Lingua mea cálamus scribæ: * velóciter scribéntis.
44:3 Speciósus forma præ fíliis hóminum, diffúsa est grátia in lábiis tuis: * proptérea benedíxit te Deus in ætérnum.
44:4 Accíngere gládio tuo super femur tuum, * potentíssime.
44:5 Spécie tua et pulchritúdine tua: * inténde, próspere procéde, et regna.
44:5 Propter veritátem, et mansuetúdinem, et justítiam: * et dedúcet te mirabíliter déxtera tua.
44:6 Sagíttæ tuæ acútæ, pópuli sub te cadent: * in corda inimicórum Regis.
44:7 Sedes tua, Deus, in sǽculum sǽculi: * virga directiónis virga regni tui.
44:8 Dilexísti justítiam, et odísti iniquitátem: * proptérea unxit te Deus, Deus tuus, óleo lætítiæ præ consórtibus tuis.
44:9 Myrrha, et gutta, et cásia a vestiméntis tuis, a dómibus ebúrneis: * ex quibus delectavérunt te fíliæ regum in honóre tuo.
44:10 Ástitit regína a dextris tuis in vestítu deauráto: * circúmdata varietáte.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Speciósus forma præ fíliis hóminum, diffúsa est grátia in lábiis tuis.
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.
Ant. Tu sei il più bello
Salmo 44(2-10) [1]
44:2 Il mio cuore ha gettato una buona parola: * io recito le opere mie al re.
44:2 La mia lingua è la penna di uno scrivano, * che scrive velocemente.
44:3 Tu sorpassi in bellezza i figli degli uomini, la tua grazia è diffusa sulle tue labbra: * perciò Dio ti benedisse in eterno.
44:4 Cingi ai tuoi fianchi la tua spada, * o potentissimo.
44:5 Nella tua maestà e nella tua bellezza * tendi l'arco, avanzati con successo e regna,
44:5 Per la verità e la dolcezza e la giustizia: * e la tua destra ti condurrà a cose mirabili.
44:6 Le tue saette sono acute; ti assoggetteranno i popoli, * penetreranno nel cuore dei nemici del re.
44:7 Il tuo trono, o Dio, è per tutti i secoli dei secoli: * lo scettro del tuo regno è uno scettro di equità.
44:8 Hai amato la giustizia ed hai odiato l'iniquità: * per questo, o Dio, il tuo Dio ti unse con olio di letizia sopra i tuoi compagni.
44:9 La mirra, e l'aloe e la cassia esalano dalle tue vestimenta, e dalle case di avorio, * dove ti rallegrano figlie di re per renderti onore.
44:10 Alla tua destra sta la regina; * in vestimento d'oro con varietà di ornamenti.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Tu sei il più bello tra i figli degli uomini, la grazia è cosparsa sulle tue labbra.
Ant. Confitebúntur tibi
Psalmus 44(11-18) [2]
44:11 Audi fília, et vide, et inclína aurem tuam: * et oblivíscere pópulum tuum et domum patris tui.
44:12 Et concupíscet Rex decórem tuum: * quóniam ipse est Dóminus Deus tuus, et adorábunt eum.
44:13 Et fíliæ Tyri in munéribus * vultum tuum deprecabúntur: omnes dívites plebis.
44:14 Omnis glória ejus fíliæ Regis ab intus, * in fímbriis áureis circumamícta varietátibus.
44:15 Adducéntur Regi vírgines post eam: * próximæ ejus afferéntur tibi.
44:16 Afferéntur in lætítia et exsultatióne: * adducéntur in templum Regis.
44:17 Pro pátribus tuis nati sunt tibi fílii: * constítues eos príncipes super omnem terram.
44:18 Mémores erunt nóminis tui: * in omni generatióne et generatiónem.
44:18 Proptérea pópuli confitebúntur tibi in ætérnum: * et in sǽculum sǽculi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Confitebúntur tibi pópuli Deus in ætérnum.
Ant. I popoli ti glorificheranno,
Salmo 44(11-18) [2]
44:11 Ascolta, o figlia, guarda, e porgi orecchio; * e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
44:12 E il re amerà la tua bellezza: * perché egli è il Signore Dio tuo, e a lui renderanno adorazione.
44:13 E le figlie di Tiro con doni * ti porgeranno suppliche, assieme a tutti i ricchi del popolo.
44:14 Tutta la gloria della figlia del re è nell'interno; * ella è coperta di vari ornamenti con frange d'oro.
44:15 Altre vergini dopo di lei saranno presentate al re, * le sue compagne saranno a te condotte.
44:16 Saranno condotte tra la letizia e la gioia; * saranno presentate al tempio del re.
44:17 In luogo dei tuoi padri ti sono nati dei figli; * tu li costituirai principi sopra tutta la terra.
44:18 Essi ricorderanno il tuo nome * per tutte le generazioni.
44:18 Per questo i popoli ti loderanno in eterno, * e nei secoli dei secoli.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. I popoli ti glorificheranno, Dio, in eterno.
Ant. Adjútor in tribulatiónibus
Psalmus 45 [3]
45:2 Deus noster refúgium, et virtus: * adjútor in tribulatiónibus, quæ invenérunt nos nimis.
45:3 Proptérea non timébimus dum turbábitur terra: * et transferéntur montes in cor maris.
45:4 Sonuérunt, et turbátæ sunt aquæ eórum: * conturbáti sunt montes in fortitúdine ejus.
45:5 Flúminis ímpetus lætíficat civitátem Dei: * sanctificávit tabernáculum suum Altíssimus.
45:6 Deus in médio ejus, non commovébitur: * adjuvábit eam Deus mane dilúculo.
45:7 Conturbátæ sunt gentes, et inclináta sunt regna: * dedit vocem suam, mota est terra.
45:8 Dóminus virtútum nobíscum: * suscéptor noster Deus Jacob.
45:9 Veníte, et vidéte ópera Dómini, quæ pósuit prodígia super terram: * áuferens bella usque ad finem terræ.
45:10 Arcum cónteret, et confrínget arma: * et scuta combúret igni.
45:11 Vacáte, et vidéte quóniam ego sum Deus: * exaltábor in géntibus, et exaltábor in terra.
45:12 Dóminus virtútum nobíscum: * suscéptor noster Deus Jacob.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Adjútor in tribulatiónibus Deus noster.
Ant. Soccorritore nelle tribolazioni
Salmo 45 [3]
45:2 Dio è il nostro rifugio e la nostra forza: * il nostro aiuto nelle tribolazioni che ci hanno con violenza assaliti.
45:3 Perciò non temeremo quando si sconvolga la terra, * e i monti siano trasportati nel mezzo del mare.
45:4 Fremettero e furono agitate le sue acque: * tremarono i monti per la sua forza.
45:5 L'impeto di un fiume rallegra la città di Dio, * l'Altissimo ha santificato il suo tabernacolo.
45:6 Dio sta in mezzo a lei, essa non sarà scossa: * Dio la soccorrerà al mattino fin dall'aurora.
45:7 Si turbarono le genti e vacillarono i regni: * egli fece udire la sua voce, e fu scossa la terra.
45:8 Il Signore degli eserciti è con noi: * il Dio di Giacobbe è il nostro sostegno.
45:9 Venite, osservate le opere del Signore, e i prodigi che egli ha fatto sopra la terra: * ponendo fine alle guerre sino all'estremità della terra.
45:10 Egli romperà l'arco e spezzerà le armi, * e darà alle fiamme gli scudi.
45:11 Riposate e riconoscete che io sono Dio: * sarò esaltato fra le genti, e sarò esaltato sulla terra.
45:12 Il Signore degli eserciti è con noi; * il Dio di Giacobbe è il nostro sostegno
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Soccorritore nelle tribolazioni sei, Dio nostro.
V. Dóminus virtútum nobíscum.
R. Suscéptor noster, Deus Jacob.
V. Il Signore degli eserciti è con noi.
R. Il Dio di Giacobbe è il nostro difensore.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De libro primo Machabæórum
1 Mac 5:55-58
55 In diébus, quibus erat Judas et Jónathas in terra Gálaad, et Simon frater ejus in Galilǽa contra fáciem Ptolemáidis,
56 Audívit Joséphus Zacharíæ fílius et Azarías princeps virtútis res bene gestas et prǽlia, quæ facta sunt,
57 Et dixit: Faciámus et ipsi nobis nomen, et eámus pugnáre advérsus gentes, quæ in circúitu nostro sunt.
58 Et præcépit his, qui erant in exércitu suo, et abiérunt Jámniam.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Refúlsit sol in clípeos áureos, et resplenduérunt montes ab eis:
* Et fortitúdo géntium dissipáta est.
V. Erat enim exércitus magnus valde et fortis: et appropiávit Judas et exércitus ejus in prǽlio.
R. Et fortitúdo géntium dissipáta est.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal primo libro dei Maccabei
1 Mac 5:55-58
55 Nei giorni in cui Giuda e Gionata erano nella terra di Galaad e Simone suo fratello nella Galilea, in faccia a Tolemaide,
56 Giuseppe figlio di Zaccaria con Azaria capo della milizia seppe le felici imprese e battaglie ch'erano avvenute,
57 E disse: Facciamoci anche noi un nome e andiamo a combattere contro i Gentili circonvicini.
58 E ordinò a quelli del suo esercito di andare verso Jamnia.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Appena il sole rifulse sugli scudi d'oro, i monti ne risplendettero:
* E la forza delle Genti fu dissipata.
V. Giacché l'esercito era grandissimo e forte: e Giuda col suo esercito si avvicinò per la battaglia/
R. E la forza delle Genti fu dissipata.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
1 Mac 5:59-62
59 Et exívit Górgias de civitáte et viri ejus óbviam illis in pugnam,
60 Et fugáti sunt Joséphus et Azarías usque in fines Judǽæ, et cecidérunt illo die de pópulo Israël ad duo míllia viri, et facta est fuga magna in pópulo:
61 Quia non audiérunt Judam et fratres ejus existimántes fórtiter se factúros.
62 Ipsi autem non erant de sémine virórum illórum, per quos salus facta est in Israël.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ornavérunt fáciem templi corónis áureis, et dedicavérunt altáre Dómino:
* Et facta est lætítia magna in pópulo.
V. In hymnis et confessiónibus benedicébant Dóminum.
R. Et facta est lætítia magna in pópulo.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
1 Mac 5:59-62
59 Ma Gorgia colla sua gente uscì dalla città per incontrarli e venire a battaglia,
60 E Giuseppe e Azaria furono messi in fuga sino ai confini della Giudea, e caddero in quel giorno del popolo d'Israele sino a duemila uomini, e fu una gran fuga nel popolo,
61 Perché non dettero retta a Giuda e ai suoi fratelli, credendosi di far meraviglie.
62 Ma essi non erano della razza di quegli uomini per mezzo dei quali fu data la salvezza ad Israele.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ornarono la facciata del tempio con corone d'oro e consacrarono l'altare al Signore:
* E fu grande l'allegrezza del popolo.
V. Con inni e cantici benedicevano il Signore.
R. E fu grande l'allegrezza del popolo.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
1 Mac 5:63-67
63 Et viri Juda magnificáti sunt valde in conspéctu omnis Israël, et géntium ómnium, ubi audiebátur nomen eórum.
64 Et convenérunt ad eos fausta acclamántes.
65 Et exívit Judas et fratres ejus, et expugnábant fílios Esau in terra quæ ad Austrum est, et percússit Chebron et fílias ejus: et muros ejus, et turres succéndit igni in circúitu,
66 Et movit castra, ut iret in terram alienigenárum, et perambulábat Samaríam.
67 In die illa cecidérunt sacerdótes in bello, dum volunt fórtiter fácere, dum sine consílio éxeunt in prǽlium.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. In hymnis et confessiónibus benedicébant Dóminum,
* Qui magna fecit in Israël, et victóriam dedit illis Dóminus omnípotens.
V. Ornavérunt fáciem templi corónis áureis, et dedicavérunt altáre Dómino.
R. Qui magna fecit in Israël, et victóriam dedit illis Dóminus omnípotens.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Qui magna fecit in Israël, et victóriam dedit illis Dóminus omnípotens.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
1 Mac 5:63-67
63 Invece i soldati di Giuda divennero famosi in tutto Israele e fra tutte le genti dove giungeva il loro nome.
64 E la gente andava a trovarli per acclamarli.
65 Poi Giuda si mosse co' suoi fratelli per soggiogare i figli d'Esaù nel paese ch'è a Mezzodì, ed espugnò Chebron e le sue dipendenze, e ne diede alle fiamme le mura e le torri che la circondavano,
66 E quindi levò il campo per andare nel paese degli stranieri percorrendo la Samaria.
67 In quel tempo caddero in guerra dei sacerdoti mentre volevano far cose grandi, entrando senza prudenza nella mischia.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Con inni e cantici benedicevano il Signore,
* Che aveva fatto cose grandi in Israele, e il Signore onnipotente aveva data loro la vittoria,
V. Ornarono la facciata del tempio con corone d'oro e consacrarono l'altare al Signore.
R. Che aveva fatto cose grandi in Israele, e il Signore onnipotente aveva data loro la vittoria,
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Che aveva fatto cose grandi in Israele, e il Signore onnipotente aveva data loro la vittoria,
Nocturn II.
Ant. Magnus Dóminus
Psalmus 47 [4]
47:2 Magnus Dóminus, et laudábilis nimis * in civitáte Dei nostri, in monte sancto ejus.
47:3 Fundátur exsultatióne univérsæ terræ mons Sion, * látera Aquilónis, cívitas Regis magni.
47:4 Deus in dómibus ejus cognoscétur: * cum suscípiet eam.
47:5 Quóniam ecce reges terræ congregáti sunt: * convenérunt in unum.
47:6 Ipsi vidéntes sic admiráti sunt, conturbáti sunt, commóti sunt: * tremor apprehéndit eos.
47:7 Ibi dolóres ut parturiéntis: * in spíritu veheménti cónteres naves Tharsis.
47:9 Sicut audívimus, sic vídimus in civitáte Dómini virtútum, in civitáte Dei nostri: * Deus fundávit eam in ætérnum.
47:10 Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam, * in médio templi tui.
47:11 Secúndum nomen tuum, Deus, sic et laus tua in fines terræ: * justítia plena est déxtera tua.
47:12 Lætétur mons Sion, et exsúltent fíliæ Judæ: * propter judícia tua, Dómine.
47:13 Circúmdate Sion, et complectímini eam: * narráte in túrribus ejus.
47:14 Pónite corda vestra in virtúte ejus: * et distribúite domos ejus, ut enarrétis in progénie áltera.
47:15 Quóniam hic est Deus, Deus noster in ætérnum et in sǽculum sǽculi: * ipse reget nos in sǽcula.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Magnus Dóminus et laudábilis nimis in civitáte Dei nostri.
Nocturn II.
Ant. Grande è il Signore,
Salmo 47 [4]
47:2 Grande è il Signore, e sommamente lodevole * nella città del nostro Dio, nel suo monte santo.
47:3 Per la letizia di tutta la terra è fondato il monte di Sion; * dal lato di settentrione [è] la città del gran Re.
47:4 Dio si farà conoscere nelle case di essa, * quando ne prenderà la difesa.
47:5 Ecco infatti che i re della terra si collegarono, * avanzarono uniti.
47:6 Essi stessi al vederla restarono stupiti, si turbarono, si commossero. * Un tremore li prese,
47:7 Ivi [furono] doglie, come di partoriente. * Con un vento impetuoso fracasserai le navi di Tharsis.
47:9 Quello che avevamo inteso dire, lo abbiamo veduto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio: Dio. * l'ha fondata per l'eternità.
47:10 Abbiamo ricevuto, o Dio, la tua misericordia, * in mezzo al tuo tempio.
47:11 Come il tuo nome, o Dio, cosi la tua lode [va] sino ai confini della terra: * la tua destra è piena di giustizia.
47:12 Si rallegri il monte di Sion, ed esultino le figlie di Giuda * a motivo dei tuoi giudizi, o Signore.
47:13 Fate il giro di Sion e abbracciatela: * contate le sue torri.
47:14 Ponete mente alla sua forza: * numerate distintamente le sue case: onde lo narriate alla futura generazione.
47:15 Perché questi è Dio, il nostro Dio in eterno e nei secoli dei secoli, * egli ci governerà in perpetuo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Grande è il Signore, e sommamente lodevole nella città del nostro Dio.
Ant. Os meum loquétur
Psalmus 48(2-13) [5]
48:2 Audíte hæc, omnes gentes: * áuribus percípite omnes, qui habitátis orbem:
48:3 Quique terrígenæ, et fílii hóminum: * simul in unum dives et pauper.
48:4 Os meum loquétur sapiéntiam: * et meditátio cordis mei prudéntiam.
48:5 Inclinábo in parábolam aurem meam: * apériam in psaltério propositiónem meam.
48:6 Cur timébo in die mala? * iníquitas calcánei mei circúmdabit me:
48:7 Qui confídunt in virtúte sua: * et in multitúdine divitiárum suárum gloriántur.
48:8 Frater non rédimit, rédimet homo: * non dabit Deo placatiónem suam.
48:9 Et prétium redemptiónis ánimæ suæ: * et laborábit in ætérnum, et vivet adhuc in finem.
48:11 Non vidébit intéritum, cum víderit sapiéntes moriéntes: * simul insípiens, et stultus períbunt.
48:11 Et relínquent aliénis divítias suas: * et sepúlcra eórum domus illórum in ætérnum.
48:12 Tabernácula eórum in progénie et progénie: * vocavérunt nómina sua in terris suis.
48:13 Et homo, cum in honóre esset, non intelléxit: * comparátus est juméntis insipiéntibus, et símilis factus est illis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Os meum loquétur sapiéntiam: et meditátio cordis mei prudéntiam.
Ant. La mia bocca esprimerà
Salmo 48(2-13) [5]
48:2 Udite questo, o genti tutte, * porgete orecchio, voi tutti, abitanti del mondo.
48:3 E voi figli della terra, e figli degli uomini, * il ricco al pari del povero.
48:4 La mia bocca parlerà sapienza: * e la meditazione del mio cuore prudenza.
48:5 Tenderò il mio orecchio alla parabola: * esporrò sul salterio il mio tema.
48:6 Perché dovrò io temere nel giorno triste? * [quando] mi premerà d'ogni parte l'iniquità dei miei avversari,
48:7 I quali confidano nella loro potenza, * e si gloriano nell'abbondanza delle loro ricchezze?
48:8 Un fratello non redime, e un altro redimerà? * Non potrà dare a Dio con che placarlo,
48:9 Né il prezzo di redenzione per la sua anima: * ed egli sarà eternamente nel travaglio e vivrà ancora sino alla fine.
48:11 Non vedrà egli la morte, mentre ha veduto che muoiono i saggi? * L'insensato e lo stolto periranno egualmente.
48:11 E lasceranno ad estranei le loro ricchezze: * e i loro sepolcri saranno le loro case in eterno,
48:12 E i loro tabernacoli per tutte le generazioni: * benché abbiano dato i loro nomi alle loro terre.
48:13 E l'uomo, mentre era in onore, non l'ha compreso; * è stato paragonato ai giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. La mia bocca esprimerà parole sapienti e il mio cuore mediterà pensieri intelligenti.
Ant. Ne timúeris
Psalmus 48(14-21) [6]
48:14 Hæc via illórum scándalum ipsis: * et póstea in ore suo complacébunt.
48:15 Sicut oves in inférno pósiti sunt: * mors depáscet eos.
48:15 Et dominabúntur eórum justi in matutíno: * et auxílium eórum veteráscet in inférno a glória eórum.
48:16 Verúmtamen Deus rédimet ánimam meam de manu ínferi: * cum accéperit me.
48:17 Ne timúeris, cum dives factus fúerit homo: * et cum multiplicáta fúerit glória domus ejus.
48:18 Quóniam cum interíerit, non sumet ómnia: * neque descéndet cum eo glória ejus.
48:19 Quia ánima ejus in vita ipsíus benedicétur: * confitébitur tibi cum beneféceris ei.
48:20 Introíbit usque in progénies patrum suórum: * et usque in ætérnum non vidébit lumen.
48:21 Homo, cum in honóre esset, non intelléxit: * comparátus est juméntis insipiéntibus, et símilis factus est illis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ne timúeris cum dívite non descéndet in sepúlcrum glória ejus.
Ant. Non temere, il denaro non scenderà con il ricco nel sepolcro.
Salmo 48(14-21) [6]
48:14 Questa loro via è per essi uno scandalo, * e tuttavia in seguito si compiaceranno nei loro discorsi.
48:15 Come un gregge sono stati messi nell'inferno: * la morte li pasturerà.
48:15 E al mattino i giusti domineranno sopra di essi * e ogni soccorso verrà loro meno nell'inferno, dopo la loro gloria.
48:16 Ma Dio redimerà la mia anima dal potere dell'inferno, * quando egli mi prenderà con sé.
48:17 Non temere, quando un uomo sia diventato ricco; * e la gloria della sua casa sia cresciuta.
48:18 Poiché, morto che sia, non porterà nulla con sé; * e la sua gloria non scenderà con lui.
48:19 Poiché la sua anima durante la sua vita sarà benedetta: * egli ti loderà quando tu gli avrai fatto del bene.
48:20 Entrerà a raggiungere la progenie dei suoi padri * e per tutta l'eternità non vedrà lume.
48:21 L'uomo mentre era in onore, non l'ha compreso: * è stato paragonato ai giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non temere, il denaro non scenderà con il ricco nel sepolcro.
V. Deus rédimet ánimam meam de manu ínferi.
R. Cum accéperit me.
V. Iddio libererà la mia anima dal potere dell'inferno.
R. Quando mi accoglierà con se.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Franciscus, Gandiæ dux quartus, Joánne Borgia et Joánna Aragónia Ferdinándi Catholici nepte génitus, post puerílem ætátem inter domesticos mira innocéntia et pietáte transactam, in aula primum Cároli quinti Cæsaris, mox in Catalauniæ administratióne, admirabílior fuit christianæ virtútis et vitæ austerioris exemplis. Ad Granatense sepúlcrum Isabellam imperatricem cum detulísset, in ejus vultu, fœde commutato, mortalium ómnium caducitátem rélegens, voto se adstrinxit, rebus ómnibus, cum primum licéret, abjectis, regum Regi unice inserviéndi. Inde tantum virtútis increméntum fecit, ut, inter negotiórum turbas, religiosæ perfectiónis simillimam imáginem réferens, miraculum príncipum appellarétur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Honéstum fecit illum Dóminus, et custodívit eum ab inimícis, et a seductóribus tutávit illum:
* Et dedit illi claritátem ætérnam.
V. Justum dedúxit Dóminus per vias rectas, et osténdit illi regnum Dei.
R. Et dedit illi claritátem ætérnam.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Francesco IV, duca di Candia, figlio di Giovanni Borgia e di Giovanna d'Aragona, nipote di Ferdinando il Cattolico, dopo aver trascorsa in seno alla famiglia un'infanzia ammirabile per innocenza e pietà, si mostrò ancora più ammirabile per la pratica esemplare delle virtù cristiane e per l'austerità della vita, prima alla corte dell'imperatore Carlo V, e poi nel governo della Catalogna. Nell'accompagnare la salma dell'imperatrice Isabella alla tomba di Granata, al vedere il di lei volto orribilmente trasformato, riflettendo alla vanità di tutto ciò ch'è mortale, fece voto di spogliarsi, appena gli fosse stato possibile, d'ogni cosa per servire unicamente al Re dei re. D'allora avanzò talmente nella virtù, da offrire in sé, in mezzo a un mondo di affari, il modello della perfezione religiosa, sì da essere chiamato un prodigio di principe.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore lo fece ricco, lo guardò dai nemici e lo protesse da coloro che lo insidiavano
* e gli procurò eterna gloria.
V. Il Signore condusse il giusto per le vie diritte e gli mostrò il regno di Dio.
R. E gli procurò eterna gloria.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Mortua Eleonora de Castro cónjuge ingréssus est societátem Jesu, ut in ea latéret securius et præcluderet dignitátibus áditum, interposita voti religióne; dignus, quem et viri príncipes complures in amplecténdo severiori instituto fúerint secuti, et Cárolus quintus ipse in abdicando imperio hortatórem sibi aut ducem exstitisse non diffiterétur. In eo arctioris vitæ studio Franciscus jejuniis, catenis férreis, asperrimo cilício, cruentis longisque verberatiónibus, somno brevíssimo, corpus ad extremam usque maciem redégit, nullis præterea parcens labóribus ad sui victoriam et ad salútem animárum. Tot ítaque instructus virtútibus, a sancto Ignátio primum generalis commissarius in Hispaniis, nec multo post præpositus generalis tertius a societáte universa, licet invítus, elígitur. Quo in munere princípibus ac summis Pontificibus prudéntia ac morum sanctitáte apprime carus, præter complura vel cóndita vel aucta ubíque domicília, socios in regnum Poloniæ, in insulas Oceani, in Mexicanam et Peruánam provincias invéxit; missis quoque in alias regiónes apostolicis viris, qui prædicatióne, sudóribus, sánguine fidem catholicam Romanam propagarunt.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Amávit eum Dóminus, et ornávit eum: stolam glóriæ índuit eum,
* Et ad portas paradísi coronávit eum.
V. Índuit eum Dóminus lorícam fídei, et ornávit eum.
R. Et ad portas paradísi coronávit eum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Mortagli la moglie Eleonora del Castro, entrò nella Compagnia di Gesù, per .esservi più nascosto e per precludersi l'adito alle dignità coll'impegno sacro d'un voto; meritando d'esser seguito da parecchi principi nell'abbracciare un genere di vita più austero, e lo stesso Carlo V, abdicato all'impero, dichiarò di averlo avuto per ispiratore e guida. In questa professione di vita rigorosa, Francesco ridusse il suo corpo a una magrezza estrema con digiuni, catenelle di ferro, asprissimo cilizio, prolungate discipline a sangue, dormendo pochissimo, non risparmiandosi intanto nessuna fatica per vincersi per salvare le anime. Adorno pertanto di tante virtù, fu nominalo da sant'Ignazio prima commissario generale della compagnia in Spagna, e non molto dopo eletto, benché riluttante, terzo generale di tutta la compagnia. Nella qual carica si rese sommamente caro ai principi e ai sommi Pontefici colla sua prudenza e santità, e, oltre a fondare o sviluppare dovunque numerose case, inviò sudditi nel regno di Polonia, nelle isole dell'Oceano, nelle regioni del Messico e del Perù, e diresse altresì in altre contrade missionari che colla predicazione, coi sudori e col sangue propagarono la fede cattolica Romana.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore l'ha amato ed onorato: l'ha rivestito con un manto di gloria,
* e l'ha incoronato alle porte del paradiso.
V. Il Signore lo ha rivestito dello scudo della fede e lo ha onorato.
R. E l'ha incoronato alle porte del paradiso.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
De se ita demisse sentiebat, ut peccatóris nomen sibi proprium fáceret. Romanam purpuram, a summis Pontificibus sæpius oblatam, invicta humilitátis constántia recusávit. Vérrere sordes, emendicáre victum ostiatim, ægris ministrare in nosocomíis, mundi ac sui contemptor, in deliciis hábuit. Singulis diébus multas continenter horas, frequenter octo, quandoque decem, dabat cæléstium contemplatióni. Centies quotídie de genu Deum adorábat. Numquam a sacrificando abstinuit, prodebatque sese divinus quo æstuábat ardor, ejus vultu, sacram Hostiam offeréntis aut concionántis, intérdum radiante. Sanctíssimum Christi corpus in Eucharistia latens ubi asservarétur, instinctu cælésti sentiebat. Cardinali Alexandrino, ad conjungendos contra Turcas, christiános príncipes, legato comes additus a beato Pio quinto, arduum iter, fractis jam pene viribus, suscépit ex obediéntia; in qua et vitæ cursum Romæ, ut optarat, feliciter consummávit, anno ætátis suæ sexagesimo secundo, salútis vero millesimo quingentésimo septuagesimo secundo. A sancta Teresia, quæ ejus utebátur consíliis, vir sanctus, a Gregório décimo tertio fidélis adminíster appellátus; demum a Cleménte décimo, plúribus magnisque clarus miraculis, in Sanctórum númerum est adscriptus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Iste homo perfécit ómnia quæ locútus est ei Deus, et dixit ad eum: Ingrédere in réquiem meam:
* Quia te vidi justum coram me ex ómnibus géntibus.
V. Iste est, qui contémpsit vitam mundi, et pervénit ad cæléstia regna.
R. Quia te vidi justum coram me ex ómnibus géntibus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Quia te vidi justum coram me ex ómnibus géntibus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Aveva sì bassa opinione di sé, da appropriarsi il nome di peccatore. Ricusò con invitta umiltà e fermezza la porpora cardinalizia offertagli più volte dai sommi Pontefici. Scopare la casa, mendicare il pane alle porte, servire i malati negli ospedali per disprezzo di sé e del mondo, egli faceva sue delizie, Tutti i giorni consacrava lunghe ore, ordinariamente otto e qualche volta dieci, alla meditazione delle cose celesti. Cento volte al giorno faceva la genuflessione per adorar Dio. Non omise mai di celebrare, e l'ardore divino che lo consumava si manifestava dallo splendore del suo volto, allorché offriva l'Ostia santa, e qualche volta anche mentre predicava. Un istinto celeste gli indicava dove si conservava il corpo santissimo di Cristo sotto i veli Eucaristici. Dato da san Pio come compagno al cardinale Aldobrandini, legato presso i principi cristiani per formare una lega contro i Turchi, egli intraprese per obbedienza l'arduo viaggio, nonostante l'affievolimento delle sue forze; e terminò felicemente il corso della sua vita a Roma, come aveva desiderato, a sessantadue anni di età, nel 1572 di nostra salute. S. Teresa, che ricorreva ai suoi consigli, lo chiamava un santo, e Gregorio XIII un fedele amministratore; infine, glorificato da numerosi e grandi miracoli, Clemente X l'iscrisse nel catalogo dei Santi.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Quest'uomo fece tutto ciò che Dio gli aveva ordinato e Dio gli disse: Entra nel mio riposo,
* perché ti ho trovato giusto dinanzi a me in mezzo a tutte le genti.
V. Questi è colui che disprezzò la vita del mondo e giunse al regno dei cieli.
R. Perché ti ho trovato giusto dinanzi a me in mezzo a tutte le genti.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Perché ti ho trovato giusto dinanzi a me in mezzo a tutte le genti.
Nocturn III.
Ant. Deus deórum,
Psalmus 49(1-15) [7]
49:1 Deus deórum, Dóminus locútus est: * et vocávit terram,
49:1 A solis ortu usque ad occásum: * ex Sion spécies decóris ejus.
49:3 Deus maniféste véniet: * Deus noster et non silébit.
49:3 Ignis in conspéctu ejus exardéscet: * et in circúitu ejus tempéstas válida.
49:4 Advocábit cælum desúrsum: * et terram discérnere pópulum suum.
49:5 Congregáte illi sanctos ejus: * qui órdinant testaméntum ejus super sacrifícia.
49:6 Et annuntiábunt cæli justítiam ejus: * quóniam Deus judex est.
49:7 Audi, pópulus meus, et loquar: Israël, et testificábor tibi: * Deus, Deus tuus ego sum.
49:8 Non in sacrifíciis tuis árguam te: * holocáusta autem tua in conspéctu meo sunt semper.
49:9 Non accípiam de domo tua vítulos: * neque de grégibus tuis hircos.
49:10 Quóniam meæ sunt omnes feræ silvárum: * juménta in móntibus et boves.
49:11 Cognóvi ómnia volatília cæli: * et pulchritúdo agri mecum est.
49:12 Si esuríero, non dicam tibi: * meus est enim orbis terræ, et plenitúdo ejus.
49:13 Numquid manducábo carnes taurórum? * aut sánguinem hircórum potábo?
49:14 Ímmola Deo sacrifícium laudis: * et redde Altíssimo vota tua.
49:15 Et ínvoca me in die tribulatiónis: * éruam te, et honorificábis me.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Deus deórum, Dóminus locútus est.
Nocturn III.
Ant. Dio degli dei,
Salmo 49(1-15) [7]
49:1 Dio degli dèi, il Signore ha parlato: * e ha chiamato la terra,
49:1 Dall'oriente fino all'occidente: * da Sion [apparirà] lo splendore della sua bellezza.
49:3 Dio verrà manifestamente: * egli il nostro Dio, e non starà in silenzio.
49:3 Un fuoco arderà alla sua presenza: * e una tempesta violenta lo circonderà.
49:4 Dall'alto chiamerà il cielo * e la terra per giudicare il suo popolo.
49:5 Radunategli tutti i suoi santi; * che eseguono la sua alleanza per mezzo di sacrifici.
49:6 Se i cieli annunzieranno la sua giustizia: * perché giudice è Dio.
49:7 Ascolta, popolo mio, e io parlerò: Israele [ascolta], e io ti renderò testimonianza: * io sono Dio, il Dio tuo.
49:8 Non ti riprenderò per i tuoi sacrifici * poiché i tuoi olocausti sono sempre dinanzi a me.
49:9 Non prenderò i vitelli dalla tua casa: * né i capretti dai tuoi greggi.
49:10 Perché sono mie tutte le fiere dei boschi, * i giumenti dei monti, e i buoi.
49:11 Io conosco tutti gli uccelli del cielo: * e la bellezza delle campagne è in mio potere.
49:12 Se avessi fame, non lo direi a te: * perché mia è la terra, e quel che contiene.
49:13 Mangerò forse io le carni dei tori? * O berrò io il sangue dei capretti?
49:14 Offri a Dio sacrificio di lode: * e sciogli all'Altissimo i tuoi voti.
49:15 E invocami nel giorno della tribolazione: * io ti libererò e tu mi renderai onore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio degli dei, il Signore ha parlato.
Ant. Intellégite,
Psalmus 49(16-23) [8]
49:16 Peccatóri autem dixit Deus: * Quare tu enárras justítias meas, et assúmis testaméntum meum per os tuum?
49:17 Tu vero odísti disciplínam: * et projecísti sermónes meos retrórsum:
49:18 Si vidébas furem, currébas cum eo: * et cum adúlteris portiónem tuam ponébas.
49:19 Os tuum abundávit malítia: * et lingua tua concinnábat dolos.
49:20 Sedens advérsus fratrem tuum loquebáris, et advérsus fílium matris tuæ ponébas scándalum: * hæc fecísti, et tácui.
49:21 Existimásti, iníque, quod ero tui símilis: * árguam te, et státuam contra fáciem tuam.
49:22 Intellégite hæc, qui obliviscímini Deum: * nequándo rápiat, et non sit qui erípiat.
49:23 Sacrifícium laudis honorificábit me: * et illic iter, quo osténdam illi salutáre Dei.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Intellégite, qui obliviscímini Deum.
Ant. Cercate di capire,
Salmo 49(16-23) [8]
49:16 Ma al peccatore disse Dio: * perché racconti le mie giustizie, e hai nella bocca la mia alleanza?
49:17 Tu che hai in odio la disciplina, * e ti sei gettato dietro le spalle le mie parole:
49:18 Se vedevi un ladro, correvi a lui: * e facevi comunella con gli adulteri.
49:19 La tua bocca fu piena di malizia, * e la tua lingua ordiva inganni.
49:20 Sedendo parlavi contro tuo fratello, e ponevi inciampo al figlio di tua madre: * tu hai fatto questo, e io tacqui.
49:21 Tu hai pensato iniquamente che io sia simile a te; * ti riprenderò e ti porrò di contro alla tua faccia.
49:22 Ponete mente a queste cose voi, che dimenticate Dio, * affinché egli non vi rapisca, e non vi sia chi vi liberi.
49:23 Sacrificio di lode mi onorerà: * ed esso è la via, per cui mostrerò all'uomo la salute di Dio.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Cercate di capire, voi che dimenticate il Signore.
Ant. Acceptábis sacrifícium
Psalmus 50 [9]
50:3 Miserére mei, Deus, * secúndum magnam misericórdiam tuam.
50:3 Et secúndum multitúdinem miseratiónum tuárum, * dele iniquitátem meam.
50:4 Ámplius lava me ab iniquitáte mea: * et a peccáto meo munda me.
50:5 Quóniam iniquitátem meam ego cognósco: * et peccátum meum contra me est semper.
50:6 Tibi soli peccávi, et malum coram te feci: * ut justificéris in sermónibus tuis, et vincas cum judicáris.
50:7 Ecce enim, in iniquitátibus concéptus sum: * et in peccátis concépit me mater mea.
50:8 Ecce enim, veritátem dilexísti: * incérta et occúlta sapiéntiæ tuæ manifestásti mihi.
50:9 Aspérges me hyssópo, et mundábor: * lavábis me, et super nivem dealbábor.
50:10 Audítui meo dabis gáudium et lætítiam: * et exsultábunt ossa humiliáta.
50:11 Avérte fáciem tuam a peccátis meis: * et omnes iniquitátes meas dele.
50:12 Cor mundum crea in me, Deus: * et spíritum rectum ínnova in viscéribus meis.
50:13 Ne proícias me a fácie tua: * et spíritum sanctum tuum ne áuferas a me.
50:14 Redde mihi lætítiam salutáris tui: * et spíritu principáli confírma me.
50:15 Docébo iníquos vias tuas: * et ímpii ad te converténtur.
50:16 Líbera me de sanguínibus, Deus, Deus salútis meæ: * et exsultábit lingua mea justítiam tuam.
50:17 Dómine, lábia mea apéries: * et os meum annuntiábit laudem tuam.
50:18 Quóniam si voluísses sacrifícium, dedíssem útique: * holocáustis non delectáberis.
50:19 Sacrifícium Deo spíritus contribulátus: * cor contrítum, et humiliátum, Deus, non despícies.
50:20 Benígne fac, Dómine, in bona voluntáte tua Sion: * ut ædificéntur muri Jerúsalem.
50:21 Tunc acceptábis sacrifícium justítiæ, oblatiónes, et holocáusta: * tunc impónent super altáre tuum vítulos.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Acceptábis sacrifícium justítiæ super altáre tuum, Dómine.
Ant. Accetterai il sacrificio di giustizia sul tuo altare, Signore.
Salmo 50 [9]
50:3 Abbi pietà di me, o Dio, * secondo la tua grande misericordia;
50:3 E secondo la moltitudine delle tue bontà * cancella la mia iniquità.
50:4 Lavami ancor più dalla mia iniquità, * e mondami dal mio peccato.
50:5 Poiché io conosco la mia iniquità, * e il mio peccato mi sta sempre davanti.
50:6 Ho peccato contro di te solo, ed ho fatto ciò che è male dinanzi a te * affinché tu sii giustificato nelle tue parole, e riporti vittoria quando sei giudicato.
50:7 Ecco infatti, io fui concepito nelle iniquità: * e mia madre mi concepì nei peccati.
50:8 Ecco infatti, tu hai amato la verità: * mi hai manifestato i segreti e occulti misteri della tua sapienza.
50:9 Tu mi aspergerai coll'issopo, e sarò mondato: * mi laverai, e diverrò bianco più che la neve.
50:10 Mi farai sentire una parola di gaudio e di letizia: * e le [mie] ossa umiliate esulteranno.
50:11 Rivolgi la tua faccia dai miei peccati: * e cancella tutte le mie iniquità.
50:12 Dio, crea in me un cuore mondo: * e rinnova nelle mie viscere uno spirito retto.
50:13 Non mi scacciare dalla tua presenza: * e non togliere da me il tuo santo spirito.
50:14 Ridonami la gioia della tua salute: * e sostienimi con uno spirito generoso.
50:15 Insegnerò agli iniqui le tue vie: * e gli empi si convertiranno a te.
50:16 Liberami dal reato del sangue, o Dio, Dio della mia salute: * e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia.
50:17 Signore, tu aprirai le mie labbra: * e la mia bocca annunzierà le tue lodi.
50:18 Poiché se tu avessi voluto un sacrificio, lo avrei offerto; * ma tu non ti compiaci degli olocausti.
50:19 Sacrificio a Dio è uno spirito contrito: * tu, o Dio, non disprezzerai un cuore contrito e umiliato.
50:20 Nel tuo buon volere, o Signore, fa del bene a Sion: * affinché siano edificate le mura di Gerusalemme.
50:21 Allora gradirai il sacrificio di giustizia, le oblazioni e gli olocausti: * allora si porranno dei vitelli sul tuo altare.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Accetterai il sacrificio di giustizia sul tuo altare, Signore.
V. Audítui meo dabis gáudium et lætítiam.
R. Et exsultábunt ossa humiliáta.
V. Tu mi farai sentire parole di gaudio e di letizia.
R. Ed esulteranno le ossa umiliate.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Matthǽum.
Matt 19:27-29
In illo témpore: Dixit Petrus ad Jesum: Ecce nos relíquimus ómnia, et secúti sumus te: quid ergo erit nobis? Et réliqua.

Homilía sancti Hierónymi Presbýteri.
Lib. 3. in Matth. cap. 19.
Grandis fidúcia! Petrus piscátor erat, dives non fúerat, cibos manu et arte quærébat: et tamen lóquitur confidénter: Relíquimus ómnia. Et quia non súfficit tantum relínquere, jungit quod perféctum est: Et secúti sumus te. Fécimus quod jussísti: quid ígitur nobis dabis prǽmii? Jesus autem dixit illis: Amen dico vobis, quod vos qui secúti estis me, in regeneratióne, cum séderit Fílius hóminis in sede majestátis suæ, sedébitis et vos super sedes duódecim, judicántes duódecim tribus Ísraël. Non dixit: Qui reliquístis ómnia; hoc enim et Crates fecit philósophus, et multi álii divítias contempsérunt: sed, Qui secúti estis me: quod próprie Apostolórum est, atque credéntium.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Iste est qui ante Deum magnas virtútes operátus est, et de omni corde suo laudávit Dóminum:
* Ipse intercédat pro peccátis ómnium populórum.
V. Ecce homo sine queréla, verus Dei cultor, ábstinens se ab omni ópere malo, et pérmanens in innocéntia sua.
R. Ipse intercédat pro peccátis ómnium populórum.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Dal Vangelo secondo Matteo
Matteo 19:27-29
In quel tempo Pietro disse a Gesù: "Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che ne avremo noi?". (continua nella Messa del giorno)

Omelia di s Girolamo presbitero
Libro 3zo su Matt. cap. 19
Grande fiducia! Pietro era pescatore, non era mai stato ricco, si guadagnava il cibo col lavoro delle mani; e tuttavia dice con gran sicurezza: "Abbiamo abbandonato tutto". E siccome non basta solo abbandonare, aggiunge ciò che è perfetto: "E ti abbiamo seguito". Abbiamo fatto quello che hai comandato: che cosa ci darai dunque per ricompensa? E Gesù disse loro : "In verità vi dico: voi che mi avete seguito, quando nella rigenerazione il Figlio dell'uomo siederà sul trono della sua maestà, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele". Non disse: Voi che avete lasciato ogni cosa, poiché questo lo fece anche il filosofo Crates, e molti altri disprezzarono le ricchezze, ma disse: "Voi che mi avete seguito"; il che è proprio degli apostoli e dei credenti.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Questi ha praticato davanti a Dio grandi virtù e ha lodato il Signore con tutto il suo cuore:
* egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
V. Ecco un uomo irreprensibile, vero cultore di Dio: si astenne da ogni malvagità e perseverò nella propria innocenza.
R. Egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Cujus festum cólimus, ipse intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
In regeneratióne, cum séderit Fílius hóminis in sede majestátis suæ (quando et mórtui de corruptióne resúrgent incorrúpti) sedébitis et vos in sóliis judicántium, condemnántes duódecim tribus Ísraël: quia vobis credéntibus, illi crédere noluérunt. Et omnis qui relíquerit domum, vel fratres, aut soróres, aut patrem, aut matrem, aut uxórem, aut fílios, aut agros propter nomen meum, centúplum accípiet, et vitam ætérnam possidébit. Locus iste cum illa senténtia cóngruit, in qua Salvátor lóquitur: Non veni pacem míttere, sed gládium. Veni enim separáre hóminem a patre suo, et matrem a fília, et nurum a socru: et inimíci hóminis doméstici ejus. Qui ergo propter fidem Christi, et prædicatiónem Evangélii, omnes afféctus contémpserint, atque divítias et sǽculi voluptátes: isti centúplum recípient, et vitam ætérnam possidébunt.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Sint lumbi vestri præcíncti, et lucérnæ ardéntes in mánibus vestris:
* Et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis.
V. Vigiláte ergo, quia nescítis qua hora Dóminus vester ventúrus sit.
R. Et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Colui del quale celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
"Nella rigenerazione, quando il Figlio dell'uomo si sarà assiso sul trono della sua maestà - quando anche i morti risorgeranno incorrotti dalla corruzione - siederete anche voi sui seggi dei giudici a condannare le dodici tribù Israele", perché, mentre voi credeste, esse non vollero credere. "E chi avrà lasciato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre, o la moglie, o i figli, o i campi per amor del mio nome, riceverà il centuplo e possederà la vita eterna". Questo passo è in armonia con l'altra affermazione del Salvatore che dice: "Non sono venuto a portare la pace, ma la spada. Perché sono venuto a dividere il figlio dal padre suo, e la figlia dalla madre, e la nuora dalla suocera; e l'uomo avrà per nemici quelli di casa". Coloro dunque che, per la fede in Cristo e per la predicazione del Vangelo avranno disprezzato tutti gli affetti e le ricchezze e i piaceri del mondo, costoro riceveranno il centuplo e possederanno la vita eterna.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Siano cinti i vostri fianchi ed accese nelle vostre mani le lucerne,
* e siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze.
V. Siate preparati, perché non sapete quando il Signore vostro verrà.
R. E siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Ex occasióne hujus senténtiæ quidam introdúcunt mille annos post resurrectiónem, dicéntes, tunc nobis centúplum ómnium rerum quas dimísimus, et vitam ætérnam esse reddéndam: non intelligéntes, quod, si in céteris digna sit repromíssio, in uxóribus appáreat turpitúdo: ut qui unam pro Dómino dimíserit centum recípiat in futúro. Sensus ergo iste est: Qui carnália pro Salvatóre dimíserit, spirituália recípiet: quæ comparatióne et mérito sui ita erunt, quasi si parvo número centenárius númerus comparétur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Da questa affermazione alcuni prendono occasione per sostenere che dopo la risurrezione ci sarà un periodo di mille anni nel quale, dicono, riceveremo il centuplo di tutto ciò che abbiamo lasciato e poi la vita eterna; non comprendendo che, se per tutte le altre cose la ricompensa è conveniente, per quanto riguarda la moglie, sarebbe una vergogna che colui che ne ha lasciata una per il Signore in futuro ne ricevesse cento. Questo dunque è il significato: chi avrà abbandonato per il Salvatore i beni carnali, ne riacquisterà di spirituali; e paragonare il valore di questi a quello dei primi, sarà come paragonare il numero cento ad un piccolo numero.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus.
Dómine Jesu Christe, veræ humilitátis et exémplar et prǽmium: quǽsumus; ut, sicut beátum Francíscum in terréni honóris contémptu imitatórem tui gloriósum effecísti, ita nos eiúsdem imitatiónis et glóriæ tríbuas esse consórtes:
Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.
Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
Signore Gesù Cristo, modello e premio della vera umiltà: come hai reso il beato Francesco glorioso tuo imitatore nel disprezzo degli onori terreni, così dona a noi d'imitarlo e di essergli compagni nella gloria.
Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen
Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Post Divinum officium

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