S. Antonii de Padua Confessoris et Ecclesiæ Doctoris ~ Duplex
Scriptura: Feria quarta infra Hebdomadam III post Octavam Pentecostes

Matutinum    06-13-2018

Incipit
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúja.
Inizio
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Commune aut Festo}
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Veníte, adorémus.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Veníte, adorémus.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Veníte, adorémus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Invitatorio {Antifona dal Comune o Festa}
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. venite, adoriamo.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. venite, adoriamo.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Hymnus {ex Commune aut Festo}
Iste Conféssor Dómini, coléntes
Quem pie laudant pópuli per orbem,
Hac die lætus méruit suprémos
Laudis honóres.

Qui pius, prudens, húmilis, pudícus,
Sóbriam duxit sine labe vitam,
Donec humános animávit auræ
Spíritus artus.

Cujus ob præstans méritum, frequénter,
Ægra quæ passim jacuére membra,
Víribus morbi dómitis, salúti
Restituúntur.

Noster hinc illi chorus obsequéntem
Cóncinit laudem celebrésque palmas,
Ut piis ejus précibus juvémur
Omne per ævum.

Sit salus illi, decus atque virtus,
Qui, super cæli sólio corúscans,
Totíus mundi sériem gubérnat,
Trinus et unus.
Amen.
Inno {dal Comune o Festa}
Questo Confessore del Signore, che i popoli
venerano e lodano per tutto il mondo,
in questo giorno meritò i supremi
onori di lode.

Egli pio, prudente, umile, pudico,
visse sobrio e senza macchia,
finché lo spirito vitale
animò il suo corpo mortale.

Per i suoi grandi meriti
spesso membra che giacevano inferme,
vinta la violenza del male,
vengono restituite alla sanità.

Per questo il coro delle nostre voci
canta la lode che gli è dovuta
e celebra i suoi trionfi affinché, per le sue pie preghiere,
veniamo soccorsi in ogni tempo.

* Salute, onore e potenza
sia a colui che, fulgente di gloria,
assiso sul trono del cielo, governa Uno e Trino
la macchina del mondo intero.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.
Ant. Speciósus forma * præ fíliis hóminum, diffúsa est grátia in lábiis tuis.
Psalmus 44(2-10) [1]
44:2 Eructávit cor meum verbum bonum: * dico ego ópera mea Regi.
44:2 Lingua mea cálamus scribæ: * velóciter scribéntis.
44:3 Speciósus forma præ fíliis hóminum, diffúsa est grátia in lábiis tuis: * proptérea benedíxit te Deus in ætérnum.
44:4 Accíngere gládio tuo super femur tuum, * potentíssime.
44:5 Spécie tua et pulchritúdine tua: * inténde, próspere procéde, et regna.
44:5 Propter veritátem, et mansuetúdinem, et justítiam: * et dedúcet te mirabíliter déxtera tua.
44:6 Sagíttæ tuæ acútæ, pópuli sub te cadent: * in corda inimicórum Regis.
44:7 Sedes tua, Deus, in sǽculum sǽculi: * virga directiónis virga regni tui.
44:8 Dilexísti justítiam, et odísti iniquitátem: * proptérea unxit te, Deus, Deus tuus, óleo lætítiæ præ consórtibus tuis.
44:9 Myrrha, et gutta, et cásia a vestiméntis tuis, a dómibus ebúrneis: * ex quibus delectavérunt te fíliæ regum in honóre tuo.
44:10 Ástitit regína a dextris tuis in vestítu deauráto: * circúmdata varietáte.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Speciósus forma præ fíliis hóminum, diffúsa est grátia in lábiis tuis.
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.
Ant. Tu sei il più bello * tra i figli degli uomini, la grazia è cosparsa sulle tue labbra.
Salmo 44(2-10) [1]
44:2 Il mio cuore ha gettato una buona parola: * io recito le opere mie al re.
44:2 La mia lingua è la penna di uno scrivano, * che scrive velocemente.
44:3 Tu sorpassi in bellezza i figli degli uomini, la tua grazia è diffusa sulle tue labbra: * perciò Dio ti benedisse in eterno.
44:4 Cingi ai tuoi fianchi la tua spada, * o potentissimo.
44:5 Nella tua maestà e nella tua bellezza * tendi l'arco, avanzati con successo e regna,
44:5 Per la verità e la dolcezza e la giustizia: * e la tua destra ti condurrà a cose mirabili.
44:6 Le tue saette sono acute; ti assoggetteranno i popoli, * penetreranno nel cuore dei nemici del re.
44:7 Il tuo trono, o Dio, è per tutti i secoli dei secoli: * lo scettro del tuo regno è uno scettro di equità.
44:8 Hai amato la giustizia ed hai odiato l'iniquità: * per questo, o Dio, il tuo Dio ti unse con olio di letizia sopra i tuoi compagni.
44:9 La mirra, e l'aloe e la cassia esalano dalle tue vestimenta, e dalle case di avorio, * dove ti rallegrano figlie di re per renderti onore.
44:10 Alla tua destra sta la regina; * in vestimento d'oro con varietà di ornamenti.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Tu sei il più bello tra i figli degli uomini, la grazia è cosparsa sulle tue labbra.
Ant. Confitebúntur tibi * pópuli Deus in ætérnum.
Psalmus 44(11-18) [2]
44:11 Audi fília, et vide, et inclína aurem tuam: * et oblivíscere pópulum tuum et domum patris tui.
44:12 Et concupíscet Rex decórem tuum: * quóniam ipse est Dóminus Deus tuus, et adorábunt eum.
44:13 Et fíliæ Tyri in munéribus * vultum tuum deprecabúntur: omnes dívites plebis.
44:14 Omnis glória ejus fíliæ Regis ab intus, * in fímbriis áureis circumamícta varietátibus.
44:15 Adducéntur Regi vírgines post eam: * próximæ ejus afferéntur tibi.
44:16 Afferéntur in lætítia et exsultatióne: * adducéntur in templum Regis.
44:17 Pro pátribus tuis nati sunt tibi fílii: * constítues eos príncipes super omnem terram.
44:18 Mémores erunt nóminis tui: * in omni generatióne et generatiónem.
44:18 Proptérea pópuli confitebúntur tibi in ætérnum: * et in sǽculum sǽculi.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Confitebúntur tibi pópuli Deus in ætérnum.
Ant. I popoli ti glorificheranno, * Dio, in eterno.
Salmo 44(11-18) [2]
44:11 Ascolta, o figlia, guarda, e porgi orecchio; * e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
44:12 E il re amerà la tua bellezza: * perché egli è il Signore Dio tuo, e a lui renderanno adorazione.
44:13 E le figlie di Tiro con doni * ti porgeranno suppliche, assieme a tutti i ricchi del popolo.
44:14 Tutta la gloria della figlia del re è nell'interno; * ella è coperta di vari ornamenti con frange d'oro.
44:15 Altre vergini dopo di lei saranno presentate al re, * le sue compagne saranno a te condotte.
44:16 Saranno condotte tra la letizia e la gioia; * saranno presentate al tempio del re.
44:17 In luogo dei tuoi padri ti sono nati dei figli; * tu li costituirai principi sopra tutta la terra.
44:18 Essi ricorderanno il tuo nome * per tutte le generazioni.
44:18 Per questo i popoli ti loderanno in eterno, * e nei secoli dei secoli.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. I popoli ti glorificheranno, Dio, in eterno.
Ant. Adjútor in tribulatiónibus * Deus noster.
Psalmus 45 [3]
45:2 Deus noster refúgium, et virtus: * adjútor in tribulatiónibus, quæ invenérunt nos nimis.
45:3 Proptérea non timébimus dum turbábitur terra: * et transferéntur montes in cor maris.
45:4 Sonuérunt, et turbátæ sunt aquæ eórum: * conturbáti sunt montes in fortitúdine ejus.
45:5 Flúminis ímpetus lætíficat civitátem Dei: * sanctificávit tabernáculum suum Altíssimus.
45:6 Deus in médio ejus, non commovébitur: * adjuvábit eam Deus mane dilúculo.
45:7 Conturbátæ sunt gentes, et inclináta sunt regna: * dedit vocem suam, mota est terra.
45:8 Dóminus virtútum nobíscum: * suscéptor noster Deus Jacob.
45:9 Veníte, et vidéte ópera Dómini, quæ pósuit prodígia super terram: * áuferens bella usque ad finem terræ.
45:10 Arcum cónteret, et confrínget arma: * et scuta combúret igni.
45:11 Vacáte, et vidéte quóniam ego sum Deus: * exaltábor in géntibus, et exaltábor in terra.
45:12 Dóminus virtútum nobíscum: * suscéptor noster Deus Jacob.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Adjútor in tribulatiónibus Deus noster.
Ant. Soccorritore nelle tribolazioni * sei, Dio nostro.
Salmo 45 [3]
45:2 Dio è il nostro rifugio e la nostra forza: * il nostro aiuto nelle tribolazioni che ci hanno con violenza assaliti.
45:3 Perciò non temeremo quando si sconvolga la terra, * e i monti siano trasportati nel mezzo del mare.
45:4 Fremettero e furono agitate le sue acque: * tremarono i monti per la sua forza.
45:5 L'impeto di un fiume rallegra la città di Dio, * l'Altissimo ha santificato il suo tabernacolo.
45:6 Dio sta in mezzo a lei, essa non sarà scossa: * Dio la soccorrerà al mattino fin dall'aurora.
45:7 Si turbarono le genti e vacillarono i regni: * egli fece udire la sua voce, e fu scossa la terra.
45:8 Il Signore degli eserciti è con noi: * il Dio di Giacobbe è il nostro sostegno.
45:9 Venite, osservate le opere del Signore, e i prodigi che egli ha fatto sopra la terra: * ponendo fine alle guerre sino all'estremità della terra.
45:10 Egli romperà l'arco e spezzerà le armi, * e darà alle fiamme gli scudi.
45:11 Riposate e riconoscete che io sono Dio: * sarò esaltato fra le genti, e sarò esaltato sulla terra.
45:12 Il Signore degli eserciti è con noi; * il Dio di Giacobbe è il nostro sostegno
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Soccorritore nelle tribolazioni sei, Dio nostro.
V. Dóminus virtútum nobíscum.
R. Suscéptor noster, Deus Jacob.
V. Il Signore degli eserciti è con noi.
R. Il Dio di Giacobbe è il nostro difensore.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De libro primo Regum
1 Reg 13:1-4
1 Fílius uníus anni erat Saul, cum regnáre cœpísset; duóbus autem annis regnávit super Israël.
2 Et elégit sibi Saul tria míllia de Israël. Et erant cum Saul duo míllia in Machmas et in monte Bethel, mille autem cum Jónatha in Gábaa Bénjamin. Porro céterum pópulum remísit unumquémque in tabernácula sua.
3 Et percússit Jónathas statiónem Philisthinórum, quæ erat in Gábaa. Quod cum audíssent Philísthiim Saul cécinit búccina in omni terra dicens: Audiant Hebrǽi.
4 Et univérsus Israël audívit hujuscémodi famam: Percússit Saul statiónem Philisthinórum, et eréxit se Israël advérsus Philísthiim; clamávit ergo pópulus post Saul in Gálgala.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Peccávi super númerum arénæ maris, et multiplicáta sunt peccáta mea: et non sum dignus vidére altitúdinem cæli præ multitúdine iniquitátis meæ: quóniam irritávi iram tuam,
* Et malum coram te feci.
V. Quóniam iniquitátem meam ego cognósco: et delíctum meum contra me est semper, quia tibi soli peccávi.
R. Et malum coram te feci.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal primo libro dei Re
1 Sam 13:1-4
1 «Era un anno che Saul avea cominciato a regnare; e correva il secondo anno del suo regno sopra Israele.
2 Allorché Saul si scelse tremila Israeliti. Dei quali duemila stavano con Saul in Macmas e sul monte Betel, e mille erano con Gionata in Gabaa di Beniamino. E rimandò il resto del popolo ognuno alle sue tende.
3 Gionata poi trucidò il presidio dei Filistei ch'era in Gabaa. Ouando l'udirono i Filistei, Saul fece suonare la tromba per tutto il paese dicendo: Lo sappiano gli Ebrei.
4 E tutto Israele udì questa notizia: et Saul ha distrutto la stazione dei Filistei», allora Israele si levò contro i Filistei: ond'è che il popolo eruppe in grida dietro a Saul in Galgala.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ho peccato, e i miei peccati si son moltiplicati più dell'arena del mare; e non son degno di guardare la sublimità del cielo per la grandezza della mia iniquità; perché ho provocato il tuo sdegno,
* E ho fatto ciò ch'è male dinanzi a te.
V. Perché io riconosco la mia iniquità; e il mio peccato mi sta sempre davanti, ché contro di te solo ho peccato.
R. E ho fatto ciò ch'è male dinanzi a te.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
1 Reg 13:5-8
5 Et Philísthiim congregáti sunt ad præliándum contra Israël, trigínta míllia cúrruum et sex míllia équitum et réliquum vulgus, sicut aréna, quæ est in líttore maris plúrima. Et ascendéntes castrametáti sunt in Machmas ad oriéntem Betháven.
6 Quod cum vidíssent viri Israël se in arcto pósitos, (afflíctus enim erat pópulus) abscondérunt se in spelúncis et in ábditis, in petris quoque et in antris et in cistérnis.
7 Hebrǽi autem transiérunt Jordánem in terram Gad et Gálaad. Cumque adhuc esset Saul in Gálgala, univérsus pópulus pertérritus est, qui sequebátur eum.
8 Et exspectávit septem diébus juxta plácitum Samuélis; et non venit Sámuel in Gálgala, dilapsúsque est pópulus ab eo.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Exaudísti, Dómine, oratiónem servi tui, ut ædificárem templum nómini tuo:
* Bénedic et sanctífica domum istam in sempitérnum, Deus Israël.
V. Dómine, qui custódis pactum cum servis tuis, qui ámbulant coram te in toto corde suo.
R. Bénedic et sanctífica domum istam in sempitérnum, Deus Israël.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
1 Sam 13:5-8
5 Anche i Filistei si radunarono per combattere contro Israele (con) trentamila carri e seimila cavalieri e altra gente numerosa come l'arena ch'è sul lido del mare. E salendo si accamparono a Macmas, a oriente di Betaven.
6 Allorché gli uomini d'Israele si accorsero d'essere così ridotti alle strette (perché il popolo si era disanimato) si nascosero nelle spelonche e nelle buche, e anche fra le rocce, negli antri e nelle cisterne.
7 Gli altri Ebrei però passarono al di là del Giordano nella terra di Gad e di Galigala. Ma mentre Saul era tuttora in Galgala, tutto il popolo che lo seguiva, si impaurì.
8 Egli poi aspettò sette giorni secondo l'ordine di Samuele: ma non arrivando Samuele a Galgala, il popolo si sbandò da lui.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Hai ascoltato, o Signore, la preghiera del tuo servo di edificare un tempio al tuo nome;
* Benedici e santifica per sempre questa casa, o Dio d'Israele.
V. Signore, che osservi il patto coi tuoi servi che camminano dinanzi a te nella sincerità del loro cuore.
R. Benedici e santifica per sempre questa casa, o Dio d'Israele.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
1 Reg 13:9-14
9 Ait ergo Saul: Afférte mihi holocáustum et pacífica. Et óbtulit holocáustum.
10 Cumque complésset ófferens holocáustum, ecce Samuel veniébat; et egréssus est Saul óbviam ei ut salutáret eum.
11 Locutúsque est ad eum Samuel: Quid fecísti? Respóndit Saul: Quia vidi quod pópulus dilaberétur a me, et tu non véneras juxta plácitos dies, porro Philísthiim congregáti fúerant in Machmas,
12 Dixi: Nunc descéndent Philísthiim ad me in Gálgala, et fáciem Dómini non placávi. Necessitáte compúlsus, óbtuli holocáustum.
13 Dixítque Sámuel ad Saul: Stulte egísti, nec custodísti mandáta Dómini Dei tui, quæ præcépit tibi. Quod si non fecísses, jam nunc præparásset Dóminus regnum tuum super Israël in sempitérnum;
14 Sed nequáquam regnum tuum ultra consúrget. Quæsívit Dóminus sibi virum juxta cor suum et præcépit ei Dóminus ut esset dux super pópulum suum, eo quod non serváveris quæ præcépit Dóminus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Audi, Dómine, hymnum et oratiónem, quam servus tuus orat coram te hódie, ut sint óculi tui apérti, et aures tuæ inténtæ,
* Super domum istam die ac nocte.
V. Réspice, Dómine, de sanctuário tuo, et de excélso cælórum habitáculo.
R. Super domum istam die ac nocte.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Super domum istam die ac nocte.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
1 Sam 13:9-14
9 Perciò Saul disse: Portatemi l'olocausto e l'ostia pacifica. E offrì l'olocausto.
10 E finito appena di offrir l'olocausto, ecco venire Samuele: e Saul gli andò incontro per salutarlo.
11 Ma Samuele gli disse: Che hai fatto? Saul rispose: Avendo visto che il popolo si sbandava da me, e tu non eri giunto entro i giorni stabiliti, e d'altra parte i Filistei erano radunati a Macmas,
12 Io dissi: Ora i Filistei discenderanno contro di me in Galgala, e io non ho ancora placato la faccia del Signore. Spinto dunque dalla necessità ho offerto l'olocausto.
13 Allora Samuele disse a Saul: Hai agito stoltamente e non hai osservato gli ordini che il Signore Dio tuo ti aveva dato. Se tu non l'avessi fatto, il Signore avrebbe fin d'ora consolidato per sempre il tuo regno sopra Israele;
14 Ma ora il tuo regno non si sosterrà lungamente. Il Signore s'è cercato un uomo secondo il suo cuore, e il Signore gli ha ordinato d'essere capo del suo popolo, perché tu non hai osservato gli ordini del Signore.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ascolta, o Signore, l'inno e la preghiera che oggi il tuo servo innalza al tuo cospetto, affinché i tuoi occhi siano rivolti e le tue orecchie aperte,
* Sopra questa casa giorno e notte.
V. Rimira, o Signore, dal tuo santuario e dall'eccelsa abitazione dei cieli.
R. Sopra questa casa giorno e notte.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Sopra questa casa giorno e notte.
Nocturn II.
Ant. Magnus Dóminus * et laudábilis nimis in civitáte Dei nostri.
Psalmus 47 [4]
47:2 Magnus Dóminus, et laudábilis nimis in civitáte Dei nostri, in monte sancto ejus.
47:3 Fundátur exsultatióne univérsæ terræ mons Sion, * látera Aquilónis, cívitas Regis magni.
47:4 Deus in dómibus ejus cognoscétur: * cum suscípiet eam.
47:5 Quóniam ecce reges terræ congregáti sunt: * convenérunt in unum.
47:6 Ipsi vidéntes sic admiráti sunt, conturbáti sunt, commóti sunt: * tremor apprehéndit eos.
47:7 Ibi dolóres ut parturiéntis: * in spíritu veheménti cónteres naves Tharsis.
47:9 Sicut audívimus, sic vídimus in civitáte Dómini virtútum, in civitáte Dei nostri: * Deus fundávit eam in ætérnum.
47:10 Suscépimus, Deus, misericórdiam tuam, * in médio templi tui.
47:11 Secúndum nomen tuum, Deus, sic et laus tua in fines terræ: * justítia plena est déxtera tua.
47:12 Lætétur mons Sion, et exsúltent fíliæ Judæ: * propter judícia tua, Dómine.
47:13 Circúmdate Sion, et complectímini eam: * narráte in túrribus ejus.
47:14 Pónite corda vestra in virtúte ejus: * et distribúite domos ejus, ut enarrétis in progénie áltera.
47:15 Quóniam hic est Deus, Deus noster in ætérnum et in sǽculum sǽculi: * ipse reget nos in sǽcula.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Magnus Dóminus et laudábilis nimis in civitáte Dei nostri.
Nocturn II.
Ant. Grande è il Signore, * e sommamente lodevole nella città del nostro Dio.
Salmo 47 [4]
47:2 Grande è il Signore, e sommamente lodevole nella città del nostro Dio, nel suo monte santo.
47:3 Per la letizia di tutta la terra è fondato il monte di Sion; * dal lato di settentrione [è] la città del gran Re.
47:4 Dio si farà conoscere nelle case di essa, * quando ne prenderà la difesa.
47:5 Ecco infatti che i re della terra si collegarono, * avanzarono uniti.
47:6 Essi stessi al vederla restarono stupiti, si turbarono, si commossero. * Un tremore li prese,
47:7 Ivi [furono] doglie, come di partoriente. * Con un vento impetuoso fracasserai le navi di Tharsis.
47:9 Quello che avevamo inteso dire, lo abbiamo veduto nella città del Signore degli eserciti, nella città del nostro Dio: Dio. * l'ha fondata per l'eternità.
47:10 Abbiamo ricevuto, o Dio, la tua misericordia, * in mezzo al tuo tempio.
47:11 Come il tuo nome, o Dio, cosi la tua lode [va] sino ai confini della terra: * la tua destra è piena di giustizia.
47:12 Si rallegri il monte di Sion, ed esultino le figlie di Giuda * a motivo dei tuoi giudizi, o Signore.
47:13 Fate il giro di Sion e abbracciatela: * contate le sue torri.
47:14 Ponete mente alla sua forza: * numerate distintamente le sue case: onde lo narriate alla futura generazione.
47:15 Perché questi è Dio, il nostro Dio in eterno e nei secoli dei secoli, * egli ci governerà in perpetuo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Grande è il Signore, e sommamente lodevole nella città del nostro Dio.
Ant. Os meum loquétur * sapiéntiam: et meditátio cordis mei prudéntiam.
Psalmus 48(2-13) [5]
48:2 Audíte hæc, omnes gentes: * áuribus percípite omnes, qui habitátis orbem:
48:3 Quique terrígenæ, et fílii hóminum: * simul in unum dives et pauper.
48:4 Os meum loquétur sapiéntiam: * et meditátio cordis mei prudéntiam.
48:5 Inclinábo in parábolam aurem meam: * apériam in psaltério propositiónem meam.
48:6 Cur timébo in die mala? * iníquitas calcánei mei circúmdabit me:
48:7 Qui confídunt in virtúte sua: * et in multitúdine divitiárum suárum gloriántur.
48:8 Frater non rédimit, rédimet homo: * non dabit Deo placatiónem suam.
48:9 Et prétium redemptiónis ánimæ suæ: * et laborábit in ætérnum, et vivet adhuc in finem.
48:11 Non vidébit intéritum, cum víderit sapiéntes moriéntes: * simul insípiens, et stultus períbunt.
48:11 Et relínquent aliénis divítias suas: * et sepúlcra eórum domus illórum in ætérnum.
48:12 Tabernácula eórum in progénie et progénie: * vocavérunt nómina sua in terris suis.
48:13 Et homo, cum in honóre esset, non intelléxit: * comparátus est juméntis insipiéntibus, et símilis factus est illis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Os meum loquétur sapiéntiam: et meditátio cordis mei prudéntiam.
Ant. La mia bocca esprimerà * parole sapienti e il mio cuore mediterà pensieri intelligenti.
Salmo 48(2-13) [5]
48:2 Udite questo, o genti tutte, * porgete orecchio, voi tutti, abitanti del mondo.
48:3 E voi figli della terra, e figli degli uomini, * il ricco al pari del povero.
48:4 La mia bocca parlerà sapienza: * e la meditazione del mio cuore prudenza.
48:5 Tenderò il mio orecchio alla parabola: * esporrò sul salterio il mio tema.
48:6 Perché dovrò io temere nel giorno triste? * [quando] mi premerà d'ogni parte l'iniquità dei miei avversari,
48:7 I quali confidano nella loro potenza, * e si gloriano nell'abbondanza delle loro ricchezze?
48:8 Un fratello non redime, e un altro redimerà? * Non potrà dare a Dio con che placarlo,
48:9 Né il prezzo di redenzione per la sua anima: * ed egli sarà eternamente nel travaglio e vivrà ancora sino alla fine.
48:11 Non vedrà egli la morte, mentre ha veduto che muoiono i saggi? * L'insensato e lo stolto periranno egualmente.
48:11 E lasceranno ad estranei le loro ricchezze: * e i loro sepolcri saranno le loro case in eterno,
48:12 E i loro tabernacoli per tutte le generazioni: * benché abbiano dato i loro nomi alle loro terre.
48:13 E l'uomo, mentre era in onore, non l'ha compreso; * è stato paragonato ai giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. La mia bocca esprimerà parole sapienti e il mio cuore mediterà pensieri intelligenti.
Ant. Ne timúeris * cum dívite non descéndet in sepúlcrum glória ejus.
Psalmus 48(14-21) [6]
48:14 Hæc via illórum scándalum ipsis: * et póstea in ore suo complacébunt.
48:15 Sicut oves in inférno pósiti sunt: * mors depáscet eos.
48:15 Et dominabúntur eórum justi in matutíno: * et auxílium eórum veteráscet in inférno a glória eórum.
48:16 Verúmtamen Deus rédimet ánimam meam de manu ínferi: * cum accéperit me.
48:17 Ne timúeris, cum dives factus fúerit homo: * et cum multiplicáta fúerit glória domus ejus.
48:18 Quóniam cum interíerit, non sumet ómnia: * neque descéndet cum eo glória ejus.
48:19 Quia ánima ejus in vita ipsíus benedicétur: * confitébitur tibi cum beneféceris ei.
48:20 Introíbit usque in progénies patrum suórum: * et usque in ætérnum non vidébit lumen.
48:21 Homo, cum in honóre esset, non intelléxit: * comparátus est juméntis insipiéntibus, et símilis factus est illis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ne timúeris cum dívite non descéndet in sepúlcrum glória ejus.
Ant. Non temere, il denaro non scenderà con il ricco nel sepolcro.
Salmo 48(14-21) [6]
48:14 Questa loro via è per essi uno scandalo, * e tuttavia in seguito si compiaceranno nei loro discorsi.
48:15 Come un gregge sono stati messi nell'inferno: * la morte li pasturerà.
48:15 E al mattino i giusti domineranno sopra di essi * e ogni soccorso verrà loro meno nell'inferno, dopo la loro gloria.
48:16 Ma Dio redimerà la mia anima dal potere dell'inferno, * quando egli mi prenderà con sé.
48:17 Non temere, quando un uomo sia diventato ricco; * e la gloria della sua casa sia cresciuta.
48:18 Poiché, morto che sia, non porterà nulla con sé; * e la sua gloria non scenderà con lui.
48:19 Poiché la sua anima durante la sua vita sarà benedetta: * egli ti loderà quando tu gli avrai fatto del bene.
48:20 Entrerà a raggiungere la progenie dei suoi padri * e per tutta l'eternità non vedrà lume.
48:21 L'uomo mentre era in onore, non l'ha compreso: * è stato paragonato ai giumenti senza ragione, ed è divenuto simile ad essi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non temere, il denaro non scenderà con il ricco nel sepolcro.
V. Deus rédimet ánimam meam de manu ínferi.
R. Cum accéperit me.
V. Iddio libererà la mia anima dal potere dell'inferno.
R. Quando mi accoglierà con se.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Antónius, Ulyssipóne in Lusitánia honéstis ortus paréntibus, et ab iis pie educátus, adoléscens, institútum canonicórum regulárium suscépit. Sed, cum córpora beatórum quinque Mártyrum fratrum Minórum Conímbriam transferéntur, qui paulo ante apud Marróchium pro Christi fide passi erant, martýrii desidério incénsus ad Franciscánum órdinam transívit. Mox eódem ardóre impúlsus, ad Saracénos ire perréxit; sed, advérsa valetúdine afflíctus et redíre coáctus, cum navi ad Hispániæ líttora ténderet, ventórum vi in Sicíliam delátus est.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Honéstum fecit illum Dóminus, et custodívit eum ab inimícis, et a seductóribus tutávit illum:
* Et dedit illi claritátem ætérnam.
V. Justum dedúxit Dóminus per vias rectas, et osténdit illi regnum Dei.
R. Et dedit illi claritátem ætérnam.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Antonio, nato a Lisbona in Portogallo da genitori, che l'allevarono piamente, adolescente abbracciò la vita dei canonici regolari. Ma nel trasportarsi a Coimbra i corpi dei cinque beati Martiri dei frati Minori, che poco prima avevano sofferto per la fede di Cristo nel Marocco, acceso dal desiderio del martirio passò nell'ordine Francescano. Sotto l'impulso di questa fiamma si diresse subito nei paesi dei Saraceni; ma assalito da una malattia e costretto a rimpatriare su d'una nave che faceva rotta per la Spagna, la violenza dei venti lo spinse in Sicilia.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore lo fece ricco, lo guardò dai nemici e lo protesse da coloro che lo insidiavano
* e gli procurò eterna gloria.
V. Il Signore condusse il giusto per le vie diritte e gli mostrò il regno di Dio.
R. E gli procurò eterna gloria.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Assísium e Sicília ad capítulum generále venit: inde in erémum montis Pauli in Æmília secéssit, ubi divínis contemplatiónibus, jejúniis et vigíliis diu vacávit. Póstea, sacris ordínibus initiátus et ad prædicándum Evangélium missus, dicéndi sapiéntia et cópia tantum profécit, tantámque sui admiratiónem commóvit, ut eum summus Póntifex aliquándo concionántem áudiens, arcam Testaménti appellárit. In primis vero hǽreses summa vi profligávit, ideóque perpétuus hæreticórum málleus est vocátus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Amávit eum Dóminus, et ornávit eum: stolam glóriæ índuit eum,
* Et ad portas paradísi coronávit eum.
V. Índuit eum Dóminus lorícam fídei, et ornávit eum.
R. Et ad portas paradísi coronávit eum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Dalla Sicilia andò al capitolo generale di Assisi; e poi si ritirò nell'eremo di monte s. Paolo nell'Emilia, dove attese per molto tempo alla divina contemplazione, al digiuno e alle veglie. Quindi elevato agli ordini sacri e mandato a predicare il Vangelo, colla sapienza e la facondia del dire riportò tali successi e suscitò tanta ammirazione di sé, che il sommo Pontefice, uditolo una volta predicare, lo appellò l'arca del Testamento. Innanzi tutto egli combatté l'eresie con estrema energia, onde fu detto il perpetuo martello degli eretici.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore l'ha amato ed onorato: l'ha rivestito con un manto di gloria,
* e l'ha incoronato alle porte del paradiso.
V. Il Signore lo ha rivestito dello scudo della fede e lo ha onorato.
R. E l'ha incoronato alle porte del paradiso.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Primus ex suo ordine, ob doctrínæ præstántiam, Bonóniæ et álibi sacras lítteras est interpretátus, fratrúmque suórum stúdiis præfuit. Multis vero peragrátis provínciis, anno ante óbitum Patávium venit, ubi illústria sanctitátis suæ monuménta relíquit. Dénique magnis labóribus pro glória Dei perfúnctus, méritis et miráculis clarus obdormívit in Dómino Idibus Júnii, anno salútis millésimo ducentésimo trigésimo primo. Quem Gregórius nonus, Póntifex máximus, sanctórum Confessórum número adscrípsit, et Pius duodécimus, ex Sacrórum Rítuum Congregatiónis consúlto, universális Ecclésiæ Doctórem declarávit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Iste homo perfécit ómnia quæ locútus est ei Deus, et dixit ad eum: Ingrédere in réquiem meam:
* Quia te vidi justum coram me ex ómnibus géntibus.
V. Iste est, qui contémpsit vitam mundi, et pervénit ad cæléstia regna.
R. Quia te vidi justum coram me ex ómnibus géntibus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Quia te vidi justum coram me ex ómnibus géntibus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Primo del suo ordine, in grazia della sua singolare dottrina, insegnò le sacre lettere a Bologna e altrove, e diresse gli studi dei suoi confratelli. Dopo aver percorso molte Provincie, un anno prima di morire giunse a Padova, dove lasciò monumenti insigni di santità. Infine dopo aver sostenuto grandi fatiche per la gloria di Dio, glorioso di meriti e miracoli s'addormentò nel Signore il 13 Giugno dell'anno 1231. Il sommo Pontefice Gregorio IX l'iscrisse nel numero dei santi Confessori.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Quest'uomo fece tutto ciò che Dio gli aveva ordinato e Dio gli disse: Entra nel mio riposo,
* perché ti ho trovato giusto dinanzi a me in mezzo a tutte le genti.
V. Questi è colui che disprezzò la vita del mondo e giunse al regno dei cieli.
R. Perché ti ho trovato giusto dinanzi a me in mezzo a tutte le genti.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Perché ti ho trovato giusto dinanzi a me in mezzo a tutte le genti.
Nocturn III.
Ant. Deus deórum, * Dóminus locútus est.
Psalmus 49(1-15) [7]
49:1 Deus deórum, Dóminus locútus est: * et vocávit terram,
49:1 A solis ortu usque ad occásum: * ex Sion spécies decóris ejus.
49:3 Deus maniféste véniet: * Deus noster et non silébit.
49:3 Ignis in conspéctu ejus exardéscet: * et in circúitu ejus tempéstas válida.
49:4 Advocábit cælum desúrsum: * et terram discérnere pópulum suum.
49:5 Congregáte illi sanctos ejus: * qui órdinant testaméntum ejus super sacrifícia.
49:6 Et annuntiábunt cæli justítiam ejus: * quóniam Deus judex est.
49:7 Audi, pópulus meus, et loquar: Israël, et testificábor tibi: * Deus, Deus tuus ego sum.
49:8 Non in sacrifíciis tuis árguam te: * holocáusta autem tua in conspéctu meo sunt semper.
49:9 Non accípiam de domo tua vítulos: * neque de grégibus tuis hircos.
49:10 Quóniam meæ sunt omnes feræ silvárum: * juménta in móntibus et boves.
49:11 Cognóvi ómnia volatília cæli: * et pulchritúdo agri mecum est.
49:12 Si esuríero, non dicam tibi: * meus est enim orbis terræ, et plenitúdo ejus.
49:13 Numquid manducábo carnes taurórum? * aut sánguinem hircórum potábo?
49:14 Ímmola Deo sacrifícium laudis: * et redde Altíssimo vota tua.
49:15 Et ínvoca me in die tribulatiónis: * éruam te, et honorificábis me.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Deus deórum, Dóminus locútus est.
Nocturn III.
Ant. Dio degli dei, * il Signore ha parlato.
Salmo 49(1-15) [7]
49:1 Dio degli dèi, il Signore ha parlato: * e ha chiamato la terra,
49:1 Dall'oriente fino all'occidente: * da Sion [apparirà] lo splendore della sua bellezza.
49:3 Dio verrà manifestamente: * egli il nostro Dio, e non starà in silenzio.
49:3 Un fuoco arderà alla sua presenza: * e una tempesta violenta lo circonderà.
49:4 Dall'alto chiamerà il cielo * e la terra per giudicare il suo popolo.
49:5 Radunategli tutti i suoi santi; * che eseguono la sua alleanza per mezzo di sacrifici.
49:6 Se i cieli annunzieranno la sua giustizia: * perché giudice è Dio.
49:7 Ascolta, popolo mio, e io parlerò: Israele [ascolta], e io ti renderò testimonianza: * io sono Dio, il Dio tuo.
49:8 Non ti riprenderò per i tuoi sacrifici * poiché i tuoi olocausti sono sempre dinanzi a me.
49:9 Non prenderò i vitelli dalla tua casa: * né i capretti dai tuoi greggi.
49:10 Perché sono mie tutte le fiere dei boschi, * i giumenti dei monti, e i buoi.
49:11 Io conosco tutti gli uccelli del cielo: * e la bellezza delle campagne è in mio potere.
49:12 Se avessi fame, non lo direi a te: * perché mia è la terra, e quel che contiene.
49:13 Mangerò forse io le carni dei tori? * O berrò io il sangue dei capretti?
49:14 Offri a Dio sacrificio di lode: * e sciogli all'Altissimo i tuoi voti.
49:15 E invocami nel giorno della tribolazione: * io ti libererò e tu mi renderai onore.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio degli dei, il Signore ha parlato.
Ant. Intellégite, * qui obliviscímini Deum.
Psalmus 49(16-23) [8]
49:16 Peccatóri autem dixit Deus: * Quare tu enárras justítias meas, et assúmis testaméntum meum per os tuum?
49:17 Tu vero odísti disciplínam: * et projecísti sermónes meos retrórsum:
49:18 Si vidébas furem, currébas cum eo: * et cum adúlteris portiónem tuam ponébas.
49:19 Os tuum abundávit malítia: * et lingua tua concinnábat dolos.
49:20 Sedens advérsus fratrem tuum loquebáris, et advérsus fílium matris tuæ ponébas scándalum: * hæc fecísti, et tácui.
49:21 Existimásti, iníque, quod ero tui símilis: * árguam te, et státuam contra fáciem tuam.
49:22 Intellégite hæc, qui obliviscímini Deum: * nequándo rápiat, et non sit qui erípiat.
49:23 Sacrifícium laudis honorificábit me: * et illic iter, quo osténdam illi salutáre Dei.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Intellégite, qui obliviscímini Deum.
Ant. Cercate di capire, * voi che dimenticate il Signore.
Salmo 49(16-23) [8]
49:16 Ma al peccatore disse Dio: * perché racconti le mie giustizie, e hai nella bocca la mia alleanza?
49:17 Tu che hai in odio la disciplina, * e ti sei gettato dietro le spalle le mie parole:
49:18 Se vedevi un ladro, correvi a lui: * e facevi comunella con gli adulteri.
49:19 La tua bocca fu piena di malizia, * e la tua lingua ordiva inganni.
49:20 Sedendo parlavi contro tuo fratello, e ponevi inciampo al figlio di tua madre: * tu hai fatto questo, e io tacqui.
49:21 Tu hai pensato iniquamente che io sia simile a te; * ti riprenderò e ti porrò di contro alla tua faccia.
49:22 Ponete mente a queste cose voi, che dimenticate Dio, * affinché egli non vi rapisca, e non vi sia chi vi liberi.
49:23 Sacrificio di lode mi onorerà: * ed esso è la via, per cui mostrerò all'uomo la salute di Dio.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Cercate di capire, voi che dimenticate il Signore.
Ant. Acceptábis sacrifícium * justítiæ super altáre tuum, Dómine.
Psalmus 50 [9]
50:3 Miserére mei, Deus, * secúndum magnam misericórdiam tuam.
50:3 Et secúndum multitúdinem miseratiónum tuárum, * dele iniquitátem meam.
50:4 Amplius lava me ab iniquitáte mea: * et a peccáto meo munda me.
50:5 Quóniam iniquitátem meam ego cognósco: * et peccátum meum contra me est semper.
50:6 Tibi soli peccávi, et malum coram te feci: * ut justificéris in sermónibus tuis, et vincas cum judicáris.
50:7 Ecce enim, in iniquitátibus concéptus sum: * et in peccátis concépit me mater mea.
50:8 Ecce enim, veritátem dilexísti: * incérta et occúlta sapiéntiæ tuæ manifestásti mihi.
50:9 Aspérges me hyssópo, et mundábor: * lavábis me, et super nivem dealbábor.
50:10 Audítui meo dabis gáudium et lætítiam: * et exsultábunt ossa humiliáta.
50:11 Avérte fáciem tuam a peccátis meis: * et omnes iniquitátes meas dele.
50:12 Cor mundum crea in me, Deus: * et spíritum rectum ínnova in viscéribus meis.
50:13 Ne proícias me a fácie tua: * et spíritum sanctum tuum ne áuferas a me.
50:14 Redde mihi lætítiam salutáris tui: * et spíritu principáli confírma me.
50:15 Docébo iníquos vias tuas: * et ímpii ad te converténtur.
50:16 Líbera me de sanguínibus, Deus, Deus salútis meæ: * et exsultábit lingua mea justítiam tuam.
50:17 Dómine, lábia mea apéries: * et os meum annuntiábit laudem tuam.
50:18 Quóniam si voluísses sacrifícium, dedíssem útique: * holocáustis non delectáberis.
50:19 Sacrifícium Deo spíritus contribulátus: * cor contrítum, et humiliátum, Deus, non despícies.
50:20 Benígne fac, Dómine, in bona voluntáte tua Sion: * ut ædificéntur muri Jerúsalem.
50:21 Tunc acceptábis sacrifícium justítiæ, oblatiónes, et holocáusta: * tunc impónent super altáre tuum vítulos.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Acceptábis sacrifícium justítiæ super altáre tuum, Dómine.
Ant. Accetterai il sacrificio di giustizia sul tuo altare, Signore.
Salmo 50 [9]
50:3 Abbi pietà di me, o Dio, * secondo la tua grande misericordia;
50:3 E secondo la moltitudine delle tue bontà * cancella la mia iniquità.
50:4 Lavami ancor più dalla mia iniquità, * e mondami dal mio peccato.
50:5 Poiché io conosco la mia iniquità, * e il mio peccato mi sta sempre davanti.
50:6 Ho peccato contro di te solo, ed ho fatto ciò che è male dinanzi a te * affinché tu sii giustificato nelle tue parole, e riporti vittoria quando sei giudicato.
50:7 Ecco infatti, io fui concepito nelle iniquità: * e mia madre mi concepì nei peccati.
50:8 Ecco infatti, tu hai amato la verità: * mi hai manifestato i segreti e occulti misteri della tua sapienza.
50:9 Tu mi aspergerai coll'issopo, e sarò mondato: * mi laverai, e diverrò bianco più che la neve.
50:10 Mi farai sentire una parola di gaudio e di letizia: * e le [mie] ossa umiliate esulteranno.
50:11 Rivolgi la tua faccia dai miei peccati: * e cancella tutte le mie iniquità.
50:12 Dio, crea in me un cuore mondo: * e rinnova nelle mie viscere uno spirito retto.
50:13 Non mi scacciare dalla tua presenza: * e non togliere da me il tuo santo spirito.
50:14 Ridonami la gioia della tua salute: * e sostienimi con uno spirito generoso.
50:15 Insegnerò agli iniqui le tue vie: * e gli empi si convertiranno a te.
50:16 Liberami dal reato del sangue, o Dio, Dio della mia salute: * e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia.
50:17 Signore, tu aprirai le mie labbra: * e la mia bocca annunzierà le tue lodi.
50:18 Poiché se tu avessi voluto un sacrificio, lo avrei offerto; * ma tu non ti compiaci degli olocausti.
50:19 Sacrificio a Dio è uno spirito contrito: * tu, o Dio, non disprezzerai un cuore contrito e umiliato.
50:20 Nel tuo buon volere, o Signore, fa del bene a Sion: * affinché siano edificate le mura di Gerusalemme.
50:21 Allora gradirai il sacrificio di giustizia, le oblazioni e gli olocausti: * allora si porranno dei vitelli sul tuo altare.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Accetterai il sacrificio di giustizia sul tuo altare, Signore.
V. Audítui meo dabis gáudium et lætítiam.
R. Et exsultábunt ossa humiliáta.
V. Tu mi farai sentire parole di gaudio e di letizia.
R. Ed esulteranno le ossa umiliate.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Lucam
Luc 12:35-40
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Sint lumbi vestri præcincti, et lucernæ ardentes in mánibus vestris. Et réliqua.

Homilía sancti Gregórii Papæ
Homilia 13 in Evang.
Sancti Evangélii, fratres caríssimi, apérta vobis est léctio recitata. Sed ne alíquibus ipsa ejus planities alta fortásse videátur, eam sub brevitate transcurrimus, quátenus ejus expositio ita nescientibus fiat cógnita, ut tamen sciéntibus non sit onerosa. Dóminus dicit: Sint lumbi vestri præcincti. Lumbos enim præcingimus, cum carnis luxuriam per continentiam coarctamus. Sed quia minus est, mala non ágere, nisi étiam quisque studeat, et bonis opéribus insudare, protinus additur: Et lucernæ ardentes in mánibus vestris. Lucernas quippe ardentes in mánibus tenemus, cum per bona ópera próximis nostris lucis exémpla monstramus. De quibus profécto opéribus Dóminus dicit: Lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et glorificent Patrem vestrum qui in cælis est.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Iste est qui ante Deum magnas virtutes operatus est, et de omni corde suo laudavit Dominum:
* Ipse intercedat pro peccatis omnium populorum.
V. Ecce homo sine querela, verus Dei cultor, abstinens se ab omni opere malo, et permanens in innocentia sua.
R. Ipse intercedat pro peccatis omnium populorum.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Dal Vangelo secondo Luca
Luca 12:35-40
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Siano cinti i vostri fianchi e accese le lucerne nelle vostre mani". (continua nella Messa del giorno)

Omelia di s. Gregorio papa
Omelia sui Vangeli.
La lettura del santo Vangelo, fratelli carissimi, è chiara. Ma affinché, per la sua stessa semplicità, non sembri a qualcuno troppo elevata, esaminiamola brevemente in modo che la sua esposizione sia chiara per quelli che la ignorano, senza essere gravosa per quelli che la conoscono. Il Signore dice: "Siano cinti i vostri fianchi". Noi cingiamo i fianchi, quando freniamo con la continenza i movimenti della carne. Ma poiché è poco astenersi dal male, se ciascuno non si applica ancora, e con assidui sforzi, a fare il bene, subito si aggiunge: "e le lucerne siano accese nelle vostre mani". Noi teniamo in mano le lucerne accese, quando diamo al nostro prossimo con le buone opere esempi che lo illuminano. A proposito di tali opere il Signore dice: "La vostra luce risplenda davanti agli uomini, affinché essi vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli".
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Questi ha praticato davanti a Dio grandi virtù e ha lodato il Signore con tutto il suo cuore:
* egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
V. Ecco un uomo irreprensibile, vero cultore di Dio: si astenne da ogni malvagità e perseverò nella propria innocenza.
R. Egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Cujus festum cólimus, ipse intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
Duo autem sunt, quæ jubentur, et lumbos restringere, et lucernas tenere: ut et munditia sit castitátis in córpore, et lumen veritátis in operatióne. Redemptori étenim nostro unum sine áltero placére nequáquam potest: si aut is qui bona agit, adhuc luxuriæ inquinamenta non déserit: aut is qui castitate præeminet, necdum se per bona ópera exercet. Nec castitas ergo magna est sine bono ópere, nec opus bonum est aliquod sine castitate. Sed et si utrúmque agitur, restat, ut quisquis ille est, spe ad supérnam pátriam tendat, et nequáquam se a vítiis pro mundi hujus honestate contineat.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Sint lumbi vestri præcíncti, et lucérnæ ardéntes in mánibus vestris:
* Et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis.
V. Vigiláte ergo, quia nescítis qua hora Dóminus vester ventúrus sit.
R. Et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Colui del quale celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
Sono due quindi le cose che vengono comandate: cingere i fianchi e tenere le lucerne: cioè la castità deve risplendere nel nostro corpo e la luce della verità nelle nostre opere. Infatti l'una cosa senza l'altra non può assolutamente essere gradita al nostro Redentore; né colui che compie opere buone, finché non abbandoni le sozzure della lussuria, né colui che eccelle per la sua castità ma non si esercita nelle opere buone. Né la castità dunque è una grande virtù senza le opere buone, né le opere buone possono valere qualcosa senza la castità. Ma anche se si osservano i due comandamenti, rimane il dovere, per chiunque si tratti, di tendere con la speranza alla patria superna e di non star lontano in alcun modo dai vizi soltanto per l'onore di questo mondo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Siano cinti i vostri fianchi ed accese nelle vostre mani le lucerne,
* e siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze.
V. Siate preparati, perché non sapete quando il Signore vostro verrà.
R. E siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Et vos símiles homínibus exspectantibus dóminum suum, quando revertatur a núptiis: ut cum vénerit et pulsaverit, conféstim aperiant ei. Venit quippe Dóminus, cum ad judícium properat: pulsat vero, cum jam per ægritudinis molestias esse mortem vicinam designat. Cui conféstim aperimus, si hunc cum amóre suscipimus. Aperire enim judici pulsanti non vult, qui exíre de córpore trépidat: et vidére eum, quem contempsisse se meminit, júdicem formidat. Qui autem de sua spe et operatióne secúrus est, pulsanti conféstim aperit, quia lætus júdicem sústinet; et, cum tempus propinquæ mortis advénerit, de glória retributionis hilarescit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis uterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
"E voi siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni dalle nozze, per aprirgli subito appena giungerà e picchierà alla porta". Il Signore in verità viene quando si affretta al giudizio; picchia poi quando, con gli affanni della malattia, ci avverte che ormai la morte è vicina. Noi gli apriamo subito, se lo riceviamo con amore. Non vuole infatti aprire al giudice che picchia, colui che ha paura di uscire dal corpo e ha timore di vedere questo giudice, che ricorda di aver disprezzato. Ma chi è tranquillo per la sua speranza e per il suo modo di agire, apre subito a chi picchia, perché accoglie con gioia il giudice; e, quando è vicino il tempo della morte, egli si rallegra pensando ad una gloriosa retribuzione.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus
Ecclésiam tuam, Deus, beáti Antónii Confessóris tui atque Doctóris solémnitas votiva lætíficet: ut spirituálibus semper muniátur auxíliis et gáudiis pérfrui mereátur ætérnis.
Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.

Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
L'annuale solennità del tuo beato Confessore Antonio rallegri, o Dio, la tua Chiesa: così che sia sempre munita degli aiuti spirituali, e meriti di godere le gioie eterne.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.

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