S. Ambrosii Episcopi Confessoris et Ecclesiæ Doctoris ~ Duplex
Scriptura: Feria VI infra Hebdomadam I Adventus

Matutinum    12-07-2018

Ante Divinum officium
Incipit
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Ave María, grátia plena; Dóminus tecum: benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui Jesus. Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostræ. Amen.
Credo in Deum, Patrem omnipoténtem, Creatórem cæli et terræ.
Et in Jesum Christum, Fílium ejus únicum, Dóminum nostrum: qui concéptus est de Spíritu Sancto, natus ex María Vírgine, passus sub Póntio Piláto, crucifíxus, mórtuus, et sepúltus: descéndit ad ínferos; tértia die resurréxit a mórtuis; ascéndit ad cælos; sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos.
Credo in Spíritum Sanctum, sanctam Ecclésiam cathólicam, Sanctórum communiónem, remissiónem peccatórum, carnis resurrectiónem, vitam ætérnam. Amen.
V. Dómine, lábia +︎ mea apéries.
R. Et os meum annuntiábit laudem tuam.
V. Deus in adjutórium meum inténde.
R. Dómine, ad adjuvándum me festína.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Allelúja.
Inizio
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Io Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
V. Signore, +︎ tu aprirai le mie labbra.
R. E la mia bocca annunzierà le tue lode.
V. Provvedi, o Dio, al mio soccorso.
R. Signore, affrettati ad aiutarmi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Invitatorium {Antiphona ex Commune aut Festo}
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Veníte, exsultémus Dómino, jubilémus Deo, salutári nostro: præoccupémus fáciem ejus in confessióne, et in psalmis jubilémus ei.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Quóniam Deus magnus Dóminus, et Rex magnus super omnes deos, quóniam non repéllet Dóminus plebem suam: quia in manu ejus sunt omnes fines terræ, et altitúdines móntium ipse cónspicit.
Ant. Veníte, adorémus.
Quóniam ipsíus est mare, et ipse fecit illud, et áridam fundavérunt manus ejus (genuflectitur) veníte, adorémus, et procidámus ante Deum: plorémus coram Dómino, qui fecit nos, quia ipse est Dóminus, Deus noster; nos autem pópulus ejus, et oves páscuæ ejus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Hódie, si vocem ejus audiéritis, nolíte obduráre corda vestra, sicut in exacerbatióne secúndum diem tentatiónis in desérto: ubi tentavérunt me patres vestri, probavérunt et vidérunt ópera mea.
Ant. Veníte, adorémus.
Quadragínta annis próximus fui generatióni huic, et dixi; Semper hi errant corde, ipsi vero non cognovérunt vias meas: quibus jurávi in ira mea; Si introíbunt in réquiem meam.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.
Ant. Veníte, adorémus.
Ant. Regem Confessórum Dóminum, * Veníte, adorémus.
Invitatorio {Antifona dal Comune o Festa}
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Venite, esultiamo davanti al Signore, con giubilo acclamiamo a Dio, nostro salvatore: presentiamoci a lui con inni di lode, e con salmi di gioia onoriamolo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Poiché un Dio grande è il Signore, e un Re grande sopra tutti gli dei: poiché il Signore non rigetterà il suo popolo: poichè nella sua mano sono tutti i confini della terra, e le sommità dei monti gli appartengono.
Ant. venite, adoriamo.
Poiché suo è il mare, ed egli l'ha fatto, e le sue mani hanno formato i continenti: (si genuflette) venite, adoriamo, e prostriamoci in faccia a Dio: piangiamo davanti al Signore che ci ha creati, perché egli è il Signore nostro Dio; e noi siamo il suo popolo, e le pecorelle del suo pascolo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Oggi, se udirete la sua voce, non vogliate indurire i vostri cuori, come allorché fui provocato a sdegno nel giorno della tentazione nel deserto: dove i padri vostri mi tentarono, mi misero alla prova e videro le opere mie.
Ant. venite, adoriamo.
Per quarant'anni fui vicino a questa generazione [per punirla] e dissi; costoro sono sempre perversi di cuore; essi non hanno conosciuto le mie vie: ond'io giurai nell'ira mia: essi più non entreranno nel mio riposo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. venite, adoriamo.
Ant. Il Signore, re dei confessori, * venite, adoriamo.
Hymnus {ex Commune aut Festo}
Iste Conféssor Dómini, coléntes
Quem pie laudant pópuli per orbem,
Hac die lætus méruit suprémos
Laudis honóres.

Qui pius, prudens, húmilis, pudícus,
Sóbriam duxit sine labe vitam,
Donec humános animávit auræ
Spíritus artus.

Cujus ob præstans méritum, frequénter,
Ægra quæ passim jacuére membra,
Víribus morbi dómitis, salúti
Restituúntur.

Noster hinc illi chorus obsequéntem
Cóncinit laudem celebrésque palmas,
Ut piis ejus précibus juvémur
Omne per ævum.

Sit salus illi, decus atque virtus,
Qui, super cæli sólio corúscans,
Totíus mundi sériem gubérnat,
Trinus et unus.
Amen.
Inno {dal Comune o Festa}
Questo Confessore del Signore, che i popoli
venerano e lodano per tutto il mondo,
in questo giorno meritò i supremi
onori di lode.

Egli pio, prudente, umile, pudico,
visse sobrio e senza macchia,
finché lo spirito vitale
animò il suo corpo mortale.

Per i suoi grandi meriti
spesso membra che giacevano inferme,
vinta la violenza del male,
vengono restituite alla sanità.

Per questo il coro delle nostre voci
canta la lode che gli è dovuta
e celebra i suoi trionfi affinché, per le sue pie preghiere,
veniamo soccorsi in ogni tempo.

* Salute, onore e potenza
sia a colui che, fulgente di gloria,
assiso sul trono del cielo, governa Uno e Trino
la macchina del mondo intero.
Amen.
Psalmi cum lectionibus {Antiphonæ ex Psalterio secundum tempora}
Nocturn I.
Ant. Suscitávit Dóminus * testimónium in Jacob: et legem pósuit in Israël.
Psalmus 77(1-8) [1]
77:1 Atténdite, pópule meus, legem meam: * inclináte aurem vestram in verba oris mei.
77:2 Apériam in parábolis os meum: * loquar propositiónes ab inítio.
77:3 Quanta audívimus et cognóvimus ea: * et patres nostri narravérunt nobis.
77:4 Non sunt occultáta a fíliis eórum: * in generatióne áltera.
77:4 Narrántes laudes Dómini, et virtútes ejus: * et mirabília ejus, quæ fecit.
77:5 Et suscitávit testimónium in Jacob: * et legem pósuit in Israël.
77:5 Quanta mandávit pátribus nostris nota fácere ea fíliis suis: * ut cognóscat generátio áltera.
77:6 Fílii qui nascéntur, et exsúrgent, * et narrábunt fíliis suis.
77:7 Ut ponant in Deo spem suam, et non obliviscántur óperum Dei: * et mandáta ejus exquírant.
77:8 Ne fiant sicut patres eórum: * generátio prava et exásperans.
77:8 Generátio, quæ non diréxit cor suum: * et non est créditus cum Deo spíritus ejus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Suscitávit Dóminus testimónium in Jacob: et legem pósuit in Israël.
Salmi con letture {Antifone dal Salterio per la stagione dell'anno liturgico}
Nocturn I.
Ant. Il Signore diede * un precetto a Giacobbe e impose una legge a Israele.
Salmo 77(1-8) [1]
77:1 Ascolta, o popolo mio, la mia legge: * porgi orecchio alle parole della mia bocca.
77:2 Aprirò la mia bocca in parabole: * dirò cose arcane dei primi tempi;
77:3 Che noi abbiamo udito e inteso: * e che ci hanno narrate nostri padri,
77:4 E non sono state occultate ai loro figli * nella seguente generazione.
77:4 Essi hanno narrato le lodi del Signore, le sue opere potenti, * e le meraviglie che ha fatte.
77:5 Stabilì un'ordinanza in Giacobbe, * e una legge in Israele.
77:5 Quante cose comandò ai padri nostri di fare note ai loro figli, * affinché le sappia la generazione seguente,
77:6 E i figli che nasceranno e sorgeranno, * le racconteranno ai loro figli.
77:7 Affinché pongano in Dio la loro speranza, e non dimentichino le opere del Signore, * e custodiscano i suoi comandamenti.
77:8 Perché non diventino come i loro padri, * una generazione prava e ribelle:
77:8 Una generazione che non ebbe il cuore retto, * e lo spirito della quale non fu fedele a Dio.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore diede un precetto a Giacobbe e impose una legge a Israele.
Ant. Coram pátribus eórum * fecit Deus mirabília.
Psalmus 77(9-16) [2]
77:9 Fílii Ephrem intendéntes et mitténtes arcum: * convérsi sunt in die belli.
77:10 Non custodiérunt testaméntum Dei: * et in lege ejus noluérunt ambuláre.
77:11 Et oblíti sunt benefactórum ejus: * et mirabílium ejus quæ osténdit eis.
77:12 Coram pátribus eórum fecit mirabília in terra Ægýpti: * in campo Táneos.
77:13 Interrúpit mare, et perdúxit eos: * et státuit aquas quasi in utre.
77:14 Et dedúxit eos in nube diéi: * et tota nocte in illuminatióne ignis.
77:15 Interrúpit petram in erémo: * et adaquávit eos velut in abýsso multa.
77:16 Et edúxit aquam de petra: * et dedúxit tamquam flúmina aquas.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Coram pátribus eórum fecit Deus mirabília.
Ant. Alla presenza dei loro padri, * Dio fece cose meravigliose.
Salmo 77(9-16) [2]
77:9 I figli di Ephraim, abili nel tendere e scoccar l'arco, * voltarono le spalle nel dì della battaglia.
77:10 Non osservarono l'alleanza di Dio: * e non vollero camminare nella sua legge.
77:11 E dimenticarono i suoi benefizi, * e le meraviglie che aveva lor fatto vedere.
77:12 Dinanzi ai loro padri Egli fece cose mirabili, nella terra d'Egitto, * nella campagna di Tanis.
77:13 Divise il mare, e li fece passare: * e fermò le acque come in un otre.
77:14 E li guidò il giorno con una nuvola, * e tutta la notte col chiarore del fuoco.
77:15 Spaccò nel deserto la rupe; * e li abbeverò come ad una fiumana abbondante.
77:16 Fece scaturire acqua dal masso, * e fece scorrere le acque come fiumi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Alla presenza dei loro padri, Dio fece cose meravigliose.
Ant. Jánuas cæli apéruit * Dóminus, et pluit illis manna ad manducándum.
Psalmus 77(17-31) [3]
77:17 Et apposuérunt adhuc peccáre ei: * in iram excitavérunt Excélsum in inaquóso.
77:18 Et tentavérunt Deum in córdibus suis, * ut péterent escas animábus suis.
77:19 Et male locúti sunt de Deo: * dixérunt: Numquid póterit Deus paráre mensam in desérto?
77:20 Quóniam percússit petram, et fluxérunt aquæ: * et torréntes inundavérunt.
77:20 Numquid et panem póterit dare, * aut paráre mensam pópulo suo?
77:21 Ídeo audívit Dóminus, et dístulit: * et ignis accénsus est in Jacob, et ira ascéndit in Israël.
77:22 Quia non credidérunt in Deo: * nec speravérunt in salutári ejus:
77:23 Et mandávit núbibus désuper: * et jánuas cæli apéruit.
77:24 Et pluit illis manna ad manducándum: * et panem cæli dedit eis.
77:25 Panem Angelórum manducávit homo, * cibária misit eis in abundántia.
77:26 Tránstulit Austrum de cælo: * et indúxit in virtúte sua Áfricum.
77:27 Et pluit super eos sicut púlverem carnes: * et sicut arénam maris volatília pennáta.
77:28 Et cecidérunt in médio castrórum eórum: * circa tabernácula eórum.
77:29 Et manducavérunt, et saturáti sunt nimis, et desidérium eórum áttulit eis: * non sunt fraudáti a desidério suo.
77:30 Adhuc escæ eórum erant in ore ipsórum: * et ira Dei ascéndit super eos.
77:31 Et occídit pingues eórum, * et eléctos Israël impedívit.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Jánuas cæli apéruit Dóminus, et pluit illis manna ad manducándum.
Ant. Aprì il Signore le porte del cielo * e piovve su di essi la manna da mangiare.
Salmo 77(17-31) [3]
77:17 Ma essi continuarono a peccare contro di lui; * mossero ad ira l'Altissimo in quel secco deserto.
77:18 E tentarono Dio nei loro cuori, * chiedendo cibo per le loro vite.
77:19 E parlarono male di Dio, * e dissero: Potrà Dio imbandire una mensa in un deserto?
77:20 Perché ha percosso la pietra, e ne sono sgorgate acque * e hanno straripato torrenti.
77:20 Potrà forse anche dare del pane, * o imbandire una mensa al suo popolo?
77:21 Udì dunque il Signore, e differì: * e un fuoco si accese contro Giacobbe, e l'ira si levò contro Israele:
77:22 Perché non credettero a Dio, * e non sperarono nel suo soccorso.
77:23 Pure diede ordine su alle nuvole, * e aperse le porte del cielo.
77:24 E piovve sovr'essi la manna per cibo, * e diede loro pane del cielo.
77:25 L'uomo mangiò il pane degli Angeli: * Egli mandò loro del cibo in abbondanza.
77:26 Rimosse dal cielo l'Austro; * e con la sua potenza vi menò l'Africo.
77:27 Fece piovere su di essi come polvere le carni, * e gli uccelli pennuti come arena del mare.
77:28 E caddero in mezzo ai loro accampamenti, * intorno alle loro tende.
77:29 E mangiarono e si satollarono all'eccesso: ed egli soddisfece ai loro desideri; * non furono frustrati nelle loro voglie.
77:30 Avevano ancora in bocca il cibo, * quando l'ira di Dio si levò sopra di essi.
77:31 E uccise i più grassi, * e abbatté il fiore d'Israele.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Aprì il Signore le porte del cielo e piovve su di essi la manna da mangiare.
V. Deus percússit petram et fluxérunt aquæ.
R. Et torréntes inundavérunt.
V. Iddio percosse la pietra e ne sgorgarono le acque.
R. E scorsero a torrenti.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Exáudi, Dómine Jesu Christe, preces servórum tuórum, et miserére nobis: Qui cum Patre et Spíritu Sancto vivis et regnas in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Esaudisci, Signore Gesù Cristo, le preghiere dei tuoi servi, ed abbi pietà di noi: tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Benedictióne perpétua benedícat nos Pater ætérnus. Amen.

Lectio 1
De Isaía Prophéta
Isa 6:1-3
1 In anno, quo mórtuus est rex Ozías, vidi Dóminum sedéntem super sólium excélsum et elevátum: et ea, quæ sub ipso erant, replébant templum.
2 Séraphim stabant super illud: sex alæ uni, et sex alæ álteri, duábus velábant fáciem ejus, et duábus velábant pedes ejus, et duábus volábant.
3 Et clamábant alter ad álterum, et dicébant: Sanctus, sanctus, sanctus, Dóminus exercítuum, plena est omnis terra glória ejus.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Ave, María, grátia plena, Dóminus tecum:
* Spíritus Sanctus supervéniet in te, et virtus Altíssimi obumbrábit tibi: quod enim ex te nascétur Sanctum, vocábitur Fílius Dei.
V. Quómodo fiet istud, quóniam virum non cognósco? Et respóndens Angelus, dixit ei.
R. Spíritus Sanctus supervéniet in te, et virtus Altíssimi obumbrábit tibi: quod enim ex te nascétur Sanctum, vocábitur Fílius Dei.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Con una benedizione perpetua ci benedica l'eterno Padre. Amen.

Lettura 1
Dal Profeta Isaia
Isa 6:1-3
1 Nell'anno in cui morì il re Ozia, vidi il Signore seduto sopra un trono eccelso ed elevato : e le estremità della sua (veste) riempivano il tempio.
2 Dei Serafini stavano sopra di esso : sei ali aveva l'uno e sei ali l'altro: con due velavano la faccia di lui, con due velavano i piedi di lui, e con due volavano.
3 E cantavano alternativamente e dicevano: Santo, santo, santo il Signore Dio degli eserciti, piena è tutta la terra della sua gloria.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Salve, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te:
* Lo Spirito Santo scenderà in te, e la potenza dell'Altissimo ti farà madre: perciò il Santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio.
V. Come avverrà questo, se io non conosco uomo? E l'Angelo le rispose, e disse.
R. Lo Spirito Santo scenderà in te, e la potenza dell'Altissimo ti farà madre: perciò il Santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Unigénitus Dei Fílius nos benedícere et adjuváre dignétur. Amen.

Lectio 2
Isa 6:4-7
4 Et commóta sunt superliminária cárdinum a voce clamántis, et domus repléta est fumo.
5 Et dixi: Væ mihi, quia tácui, quia vir pollutus lábiis ego sum, et in médio pópuli pollúta lábia habéntis ego habito, et Regem Dóminum exercítuum vidi óculis meis.
6 Et volávit ad me unus de Séraphim, et in manu eius cálculus, quem fórcipe túlerat de altari.
7 Et tétigit os meum, et dixit: Ecce tétigit hoc lábia tua, et auferétur iníquitas tua, et peccátum tuum mundábitur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Salvatórem exspectámus, Dóminum Jesum Christum,
* Qui reformábit corpus humilitátis nostræ configurátum córpori claritátis suæ.
V. Sóbrie, et juste, et pie vivámus in hoc sæculo, exspectántes beátam spem, et advéntum glóriæ magni Dei.
R. Qui reformábit corpus humilitátis nostræ configurátum córpori claritátis suæ.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. L'unigenito Figlio di Dio si degni di benedirci e di aiutarci. Amen.

Lettura 2
Isa 6:4-7
4 E i cardini delle porte si smossero alla voce di colui che cantava, e la casa si riempì di fumo.
5 Ed io dissi: «Guai a me, perché ho taciuto, perché sono uomo di labbra immonde, e abito in mezzo a un popolo di labbra immonde, eppure ho visto cogli occhi miei il Re Signore degli eserciti».
6 E volò a me uno dei Serafini, e teneva nella sua mano una pietruzza che colle molle aveva preso dall'altare.
7 E ne toccò la mia bocca e disse: «Ecco, questa ha toccato le tue labbra, or sarà tolta la tua iniquità e lavato il tuo peccato».
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Aspettiamo il Salvatore Signore Gesù Cristo,
* Che trasformerà il nostro miserabile corpo conforme al corpo suo glorioso.
V. Viviamo con sobrietà e con giustizia e con pietà in questo secolo, aspettando la beata speranza, (ch'è) la venuta della gloria del gran Dio.
R. Che trasformerà il nostro miserabile corpo conforme al corpo suo glorioso.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Spíritus Sancti grátia illúminet sensus et corda nostra. Amen.

Lectio 3
Isa 6:8-10
8 Et audívi vocem Dómini dicentis: Quem mittam? et quis íbit nobis? Et dixi: Ecce ego, mitte me.
9 Et dixit: Vade, et dices pópulo huic: Audíte audiéntes, et nolíte intellégere: et vidéte visiónem, et nolíte cognóscere.
10 Excǽca cor pópuli huius, et aures eius ággrava, et óculos eius claude, ne forte vídeat óculis suis, et áuribus suis áudiat, et corde suo intéllegat, et convertátur, et sanem eum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Obsecro, Dómine, mitte quem missúrus es: vide afflictiónem pópuli tui:
* Sicut locútus es, veni, * Et líbera nos.
V. Qui regis Israël, inténde, qui dedúcis velut ovem Joseph, qui sedes super Chérubim.
R. Sicut locútus es, veni.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et líbera nos.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La grazia dello Spirito Santo illumini i nostri sensi e i nostri cuori. Amen.

Lettura 3
Isa 6:8-10
8 All'ora udii la voce del Signore che diceva: Chi manderò? e chi andrà per noi? E io dissi: Eccomi, manda me.
9 Ed egli Va, e dirai a questo popolo Ascoltate, ma non volete intendere e vedete la visione, ma non volete capirla.
10 Acceca il cuore di questo popolo, e rendi dure le sue orecchie, e chiudi i suoi occhi, affinché non veda co' suoi occhi, né oda colle sue orecchie, né intenda col suo cuore, e si converta, e io lo guarisca.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Signore, manda colui che devi mandare: mira l'afflizione del tuo popolo
* Come hai promesso, vieni, * E liberaci.
V. O pastore d'Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come una pecorella, tu che sei assiso sui Cherubini.
R. Come hai promesso, vieni,
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. E liberaci.
Nocturn II.
Ant. Deus adjútor * est eórum: et Excélsus redémptor eórum est.
Psalmus 77(32-41) [4]
77:32 In ómnibus his peccavérunt adhuc: * et non credidérunt in mirabílibus ejus.
77:33 Et defecérunt in vanitáte dies eórum: * et anni eórum cum festinatióne.
77:34 Cum occíderet eos, quærébant eum: * et revertebántur, et dilúculo veniébant ad eum.
77:35 Et rememoráti sunt quia Deus adjútor est eórum: * et Deus excélsus redémptor eórum est.
77:36 Et dilexérunt eum in ore suo, * et lingua sua mentíti sunt ei.
77:37 Cor autem eórum non erat rectum cum eo: * nec fidéles hábiti sunt in testaménto ejus.
77:38 Ipse autem est miséricors, et propítius fiet peccátis eórum: * et non dispérdet eos.
77:38 Et abundávit ut avérteret iram suam: * et non accéndit omnem iram suam:
77:39 Et recordátus est quia caro sunt: * spíritus vadens et non rédiens.
77:40 Quóties exacerbavérunt eum in desérto, * in iram concitavérunt eum in inaquóso?
77:41 Et convérsi sunt, et tentavérunt Deum: * et Sanctum Israël exacerbavérunt.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Deus adjútor est eórum: et Excélsus redémptor eórum est.
Nocturn II.
Ant. Dio è il loro soccorritore, * l'Eccelso è il loro redentore.
Salmo 77(32-41) [4]
77:32 Ciò nonostante peccarono ancora, * e non prestarono fede alle sue meraviglie.
77:33 E i loro giorni sparirono come un soffio, * e i loro anni con rapidità.
77:34 Quando li uccideva, lo cercavano; * e tornavano e si affrettavano a lui.
77:35 E si ricordavano che Dio è il loro aiuto: * e l'Altissimo Dio è il loro Redentore.
77:36 Lo amarono con la bocca, * e con la loro lingua gli mentirono.
77:37 Perché il loro cuore verso di lui non era retto: * né furono fedeli alla sua alleanza.
77:38 Egli però è misericordioso, e perdonava loro i peccati: * e non li sterminava.
77:38 Spesse volte ritenne la sua ira: * e non diede fuoco a tutto il suo sdegno.
77:39 E si ricordò che sono carne: * un soffio che passa e non ritorna.
77:40 Quante volte lo esacerbarono nel deserto? * lo provocarono ad ira in questo luogo senz'acqua?
77:41 Essi tornarono a tentar Dio: * ed esacerbarono il Santo d'Israele.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio è il loro soccorritore, l'Eccelso è il loro redentore.
Ant. Redémit eos * Dóminus de manu tribulántis.
Psalmus 77(42-58) [5]
77:42 Non sunt recordáti manus ejus, * die qua redémit eos de manu tribulántis.
77:43 Sicut pósuit in Ægýpto signa sua, * et prodígia sua in campo Táneos.
77:44 Et convértit in sánguinem flúmina eórum: * et imbres eórum, ne bíberent.
77:45 Misit in eos cœnomyíam, et comédit eos: * et ranam, et dispérdidit eos.
77:46 Et dedit ærúgini fructus eórum: * et labóres eórum locústæ.
77:47 Et occídit in grándine víneas eórum: * et moros eórum in pruína.
77:48 Et trádidit grándini juménta eórum: * et possessiónem eórum igni.
77:49 Misit in eos iram indignatiónis suæ: * indignatiónem, et iram, et tribulatiónem: immissiónes per ángelos malos.
77:50 Viam fecit sémitæ iræ suæ, non pepércit a morte animábus eórum: * et juménta eórum in morte conclúsit.
77:51 Et percússit omne primogénitum in terra Ægýpti: * primítias omnis labóris eórum in tabernáculis Cham.
77:52 Et ábstulit sicut oves pópulum suum: * et perdúxit eos tamquam gregem in desérto.
77:53 Et dedúxit eos in spe, et non timuérunt: * et inimícos eórum opéruit mare.
77:54 Et indúxit eos in montem sanctificatiónis suæ: * montem, quem acquisívit déxtera ejus.
77:54 Et ejécit a fácie eórum gentes: * et sorte divísit eis terram in funículo distributiónis.
77:55 Et habitáre fecit in tabernáculis eórum: * tribus Israël.
77:56 Et tentavérunt, et exacerbavérunt Deum excélsum: * et testimónia ejus non custodiérunt.
77:57 Et avertérunt se, et non servavérunt pactum: * quemádmodum patres eórum convérsi sunt in arcum pravum.
77:58 In iram concitavérunt eum in cóllibus suis: * et in sculptílibus suis ad æmulatiónem eum provocavérunt.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Redémit eos Dóminus de manu tribulántis.
Ant. Il Signore li liberò * dal potere di chi li affliggeva.
Salmo 77(42-58) [5]
77:42 Non si ricordarono più della sua mano, * del giorno in cui li riscattò dalla mano dell'oppressore,
77:43 Come operò le sue meraviglie in Egitto, * e i suoi prodigi nella campagna di Tanis.
77:44 E cambiò in sangue i loro fiumi, * e le loro acque affinché non potessero bere.
77:45 Mandò loro tafani che li divoravano, * e rane che li distrussero.
77:46 Diede i loro frutti in preda alla ruggine, * e le loro fatiche alla locusta.
77:47 Devastò con la grandine le loro vigne, * e i loro sicomori con la brina.
77:48 Diede in balia della grandine i loro giumenti, * in balia del fuoco le loro possessioni.
77:49 Mandò sopra di loro l'ira della sua indignazione: * l'indignazione, l'ira e la tribolazione mandate per mezzo dei cattivi Angeli.
77:50 Diede libero corso alla sua ira: non risparmiò da morte le loro vite: * e nella stessa morte involse, i loro giumenti.
77:51 E percosse tutti i primogeniti nella terra dell'Egitto; * le primizie di ogni loro travaglio nelle tende di Cham.
77:52 E ne trasse il suo popolo come pecore, * e come un gregge li guidò nel deserto.
77:53 Li condusse fuori pieni di speranza, e non ebbero timore: * e il mare inghiottì i loro nemici.
77:54 Li menò al monte della sua santificazione, * al monte che la sua destra aveva conquistato.
77:54 Scacciò di fronte a loro le nazioni, * e divise loro in sorte la terra con la corda di divisione.
77:55 E fece abitare nelle tende di quelli * le tribù d'Israele.
77:56 Ma essi tentarono, ed esacerbarono l'Altissimo Iddio, * e non osservarono i suoi comandamenti.
77:57 Gli volsero le spalle, e non osservarono il patto: * come già i loro padri si cambiarono in arco che falla.
77:58 Lo provocarono ad ira su i loro colli: * con i loro simulacri ne eccitarono la gelosia
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Il Signore li liberò dal potere di chi li affliggeva.
Ant. Ædificávit * Deus sanctifícium suum in terra.
Psalmus 77(59-72) [6]
77:59 Audivit Deus, et sprevit: * et ad níhilum redégit valde Israël.
77:60 Et répulit tabernáculum Silo: * tabernáculum suum, ubi habitávit in homínibus.
77:61 Et trádidit in captivitátem virtútem eórum: * et pulchritúdinem eórum in manus inimíci.
77:62 Et conclúsit in gládio pópulum suum: * et hereditátem suam sprevit.
77:63 Júvenes eórum comédit ignis: * et vírgines eórum non sunt lamentátæ.
77:64 Sacerdótes eórum in gládio cecidérunt: * et víduæ eórum non plorabántur.
77:65 Et excitátus est tamquam dórmiens Dóminus: * tamquam potens crapulátus a vino.
77:66 Et percússit inimícos suos in posterióra: * oppróbrium sempitérnum dedit illis.
77:67 Et répulit tabernáculum Joseph: * et tribum Éphraim non elégit.
77:68 Sed elégit tribum Juda, * montem Sion quem diléxit.
77:69 Et ædificávit sicut unicórnium sanctifícium suum in terra, * quam fundávit in sǽcula.
77:70 Et elégit David, servum suum, et sústulit eum de grégibus óvium: * de post fœtántes accépit eum,
77:71 Páscere Jacob, servum suum, * et Israël, hereditátem suam:
77:72 Et pávit eos in innocéntia cordis sui: * et in intelléctibus mánuum suárum dedúxit eos.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ædificávit Deus sanctifícium suum in terra.
Ant. Dio edificò * il suo santuario in terra.
Salmo 77(59-72) [6]
77:59 Dio udi, e disprezzò: * e ridusse interamente al nulla Israele.
77:60 E rigettò il tabernacolo di Silo, * il suo tabernacolo, dove abitò tra gli uomini.
77:61 Diede in schiavitù la loro forza: * e la loro gloria nelle mani del nemico.
77:62 Abbandonò il suo popolo alla spada, * e disprezzò la sua eredità.
77:63 Il fuoco divorò i loro giovani: * e le loro vergini non furono piante.
77:64 I loro sacerdoti caddero di spada; * e le loro vedove non si piangevano.
77:65 Ma il Signore si risvegliò come uno che dorme, * come un forte inebriato dal vino.
77:66 Percosse i suoi nemici alle spalle: * li colpì di eterna ignominia.
77:67 E rigettò il tabernacolo di Giuseppe, * e non elesse la tribù di Ephraim:
77:68 Ma elesse la tribù di Giuda, * il monte di Sion, che egli amò.
77:69 Edificò come un corno di liocorno il suo santuario, sopra la terra * da lui fondata per i secoli.
77:70 Elesse David suo servo, e lo tolse di mezzo a mandrie di pecore: * lo prese dall'andare dietro a pecore gestanti,
77:71 Per pascere Giacobbe suo servo, * e Israele sua eredità.
77:72 Ed egli li fece pascere con l'innocenza del suo cuore: * e li guidò con l'abilità delle sue mani.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Dio edificò il suo santuario in terra.
V. Elégit Dóminus tribum Juda.
R. Montem Sion quem diléxit.
V. Il Signore elesse la tribù di Giuda.
R. Il monte di Sion che egli predilesse.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. Ipsíus píetas et misericórdia nos ádjuvet, qui cum Patre et Spíritu Sancto vivit et regnat in sǽcula sæculórum. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Ci soccorra la bontà e la misericordia di colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Deus Pater omnípotens sit nobis propítius et clemens. Amen.

Lectio 4
Ambrosius epíscopus Mediolanénsis, Ambrósii civis Romani fílius, patre Galliæ præfecto natus est. In hujus infántis ore examen apum consedisse dícitur: quæ res divinam viri eloquéntiam præmonstrábat. Romæ liberálibus disciplinis eruditus est. Post a Probo præfecto Liguriæ et Æmíliæ præpositus: unde póstea, ejusdem Probi jussu, cum potestate Mediolanum venit; ubi, mortuo Auxentio Ariáno episcopo, pópulus de successore deligéndo dissidebat. Quare Ambrosius, pro officii sui munere ecclésiam ingréssus, ut commótam seditiónem sedaret, cum multa de quiete et tranquillitate reipublicæ præcláre dixísset, derepénte púero Ambrosium episcopum exclamante, univérsi pópuli vox erupit, Ambrosium episcopum depóscentis.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Invéni David servum meum, oleo sancto meo unxi eum:
* Manus enim mea auxiliábitur ei.
V. Nihil profíciet inimícus in eo, et fílius iniquitátis non nocébit ei.
R. Manus enim mea auxiliábitur ei.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio Padre onnipotente ci sia benigno e clemente. Amen.

Lettura 4
Ambrogio, vescovo di Milano, figlio di Ambrogio cittadino Romano, nacque allorché il padre era prefetto della Gallia. Si racconta che, bambino, uno sciame di api si posasse sulla sua bocca presagio della sua divina eloquenza. Fu educato a Roma nelle arti liberali. Presto fu preposto dal prefetto Probo al governo della Liguria e dell'Emilia di là poi per ordine dello stesso Probo andò a Milano con pieni poteri; dove, morto il vescovo Ariano Osenzio, il popolo era in discordia per la scelta del successore. Quindi Ambrogio essendo entrato in chiesa per calmare, secondo il dovere dei suo ufficio, la sedizione suscitatasi, dopo aver parlato a lungo con eloquenza della pace e tranquillità pubblica, ad un tratto uditosi un fanciullo gridare vescovo Ambrogio, tutto il popolo ripeté l'acclamazione domandando Ambrogio per suo vescovo.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ho trovato il mio servo David e l'ho unto col mio santo olio:
* la mia mano lo assisterà.
V. Nulla potrà contro di lui il nemico e il figlio dell'iniquità non potrà fargli del male.
R. La mia mano lo assisterà.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Christus perpétuæ det nobis gáudia vitæ. Amen.

Lectio 5
Recusante illo et eórum precibus resistente, ardens pópuli studium ad Valentinianum imperatórem delátum est; cui gratíssimum fuit, a se deléctos judices ad sacerdotium postulari. Fuit id étiam Probo præfecto jucúndum, qui Ambrosio proficiscénti quasi divinans dixerat: Vade, age, non ut judex, sed ut epíscopus. Itaque cum ad pópuli desidérium imperatóris volúntas accederet, Ambrosius baptizátus (erat enim catechúmenus) sacrisque initiatus, ac servátis ómnibus ex instituto Ecclésiæ ordinum gradibus, octavo die, qui fuit septimo Idus Decembris, episcopale onus suscépit. Factus epíscopus, catholicam fidem et disciplínam ecclesiásticam acerrime deféndit; multosque Ariános, et alios hæreticos ad fidei veritátem convértit, in quibus claríssimum Ecclésiæ lumen sanctum Augustinum Jesu Christo péperit.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Pósui adjutórium super poténtem, et exaltávi eléctum de plebe mea:
* Manus enim mea auxiliábitur ei.
V. Invéni David servum meum, oleo sancto meo unxi eum.
R. Manus enim mea auxiliábitur ei.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Cristo ci doni le gioie della vita eterna. Amen.

Lettura 5
Ricusandosi egli e resistendo alle loro preghiere, l'ardente voto del popolo fu portato all'imperatore Valentiniano; al quale riuscì graditissimo veder domandati per il sacerdozio magistrati di sua scelta. E ciò tornò pure gradito al prefetto Probo, il quale alla partenza di Ambrogio, quasi divinando, gli aveva detto: Va, e diportati non da giudice ma da vescovo. Pertanto la volontà dell'imperatore accordandosi col desiderio del popolo, Ambrogio fu battezzato (perché era catecumeno), iniziato ai sacri misteri, e, passato per tutti i gradi di ordini stabiliti dalla Chiesa, ricevé, l'ottavo giorno, che fu il 7 Dicembre, la consacrazione episcopale. Divenuto vescovo, difese intrepidamente la fede cattolica e la disciplina ecclesiastica; convertì alla vera fede molti Ariani ed altri eretici, tra i quali generò a Gesù. Cristo il chiarissimo luminare della chiesa, sant'Agostino.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Ho posto il mio aiuto in un potente ed ho esaltalo uno scelto tra il mio popolo.
* La mia mano lo assisterà.
V. Ho trovato il mio servo David e l'ho unto col mio santo olio.
R. La mia mano lo assisterà.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ignem sui amóris accéndat Deus in córdibus nostris. Amen.

Lectio 6
Gratiáno imperatóre occiso, ad Maximum ejus interfectórem legátus íterum profectus est; eoque pœniténtiam ágere recusante, se ab ejus communióne semovit. Theodosium imperatórem, propter cædem Thessalonícæ factam, ingressu ecclésiæ prohibuit. Cui, cum ille David quoque regem adulterum et homicidam fuisse dixísset, respóndit Ambrosius: Qui secutus es errántem, séquere pœniténtem. Quare Theodosius sibi ab eo impositam publicam pœniténtiam humíliter egit. Ergo sanctus epíscopus pro Ecclésia Dei maximis labóribus curisque perfunctus, multis libris étiam egregie conscripsit, antequam in morbum incideret, mortis suæ diem prædixit. Ad quem ægrotum Honorátus Vercellénsis epíscopus, Dei voce ter admónitus, accurrit, eique sanctum Dómini corpus præbuit: quo ille sumpto, conformátis in crucis similitúdinem mánibus, orans, ánimam Deo réddidit pridie Nonas Aprilis, anno post Christum natum trecentésimo nonagesimo septimo.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Iste est, qui ante Deum magnas virtútes operátus est, et omnis terra doctrína ejus repléta est:
* Ipse intercedat pro peccátis ómnium populórum.
V. Iste est, qui contempsit vitam mundi, et pervenit ad cæléstia regna.
R. Ipse intercedat pro peccátis ómnium populórum.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Ipse intercedat pro peccátis ómnium populórum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Dio accenda nei nostri cuori il fuoco del suo amore. Amen.

Lettura 6
Ucciso l'imperatore Graziano, egli si portò due volte come deputato, da Massimo suo uccisore; e, ricusando questi di far penitenza, interruppe ogni relazione con lui. Interdisse l'ingresso in chiesa all'imperatore Teodosio a cagione della strage di Tessalonica. E siccome questi gli rappresentava che anche David, re come lui, era stato adultero e omicida, Ambrogio rispose: Giacché l'hai seguito nella colpa, seguilo anche nella penitenza. Onde Teodosio compì umilmente la pubblica penitenza da lui impostagli. Il santo vescovo avendo dunque sostenuto per la Chiesa di Dio molte fatiche e sollecitudini, e scritto ancora egregiamente molti libri, prima di cader malato, predisse il giorno della sua morte. Onorato, vescovo di Vercelli, avvertito tre volte da voce divina accorse al suo capezzale, e gli amministrò il santo corpo del Signore: preso il quale, unite le mani a mo' di croce, pregando, rese l'anima a Dio il quattro Aprile, nell' anno della nascita di Cristo 397.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Questi ha praticato davanti a Dio grandi virtù e tutta la terra è ripiena della sua dottrina:
* egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
V. Questi è colui che disprezzò la vita del mondo e giunse al regno dei cieli.
R. Egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Egli interceda per i peccati di tutti gli uomini.
Nocturn III.
Ant. Ádjuva nos, * Deus, salutáris noster: et propítius esto peccátis nostris.
Psalmus 78 [7]
78:1 Deus, venérunt gentes in hereditátem tuam, polluérunt templum sanctum tuum: * posuérunt Jerúsalem in pomórum custódiam.
78:2 Posuérunt morticína servórum tuórum, escas volatílibus cæli: * carnes sanctórum tuórum béstiis terræ.
78:3 Effudérunt sánguinem eórum tamquam aquam in circúitu Jerúsalem: * et non erat qui sepelíret.
78:4 Facti sumus oppróbrium vicínis nostris: * subsannátio et illúsio his, qui in circúitu nostro sunt.
78:5 Úsquequo, Dómine, irascéris in finem: * accendétur velut ignis zelus tuus?
78:6 Effúnde iram tuam in gentes, quæ te non novérunt: * et in regna quæ nomen tuum non invocavérunt:
78:7 Quia comedérunt Jacob: * et locum ejus desolavérunt.
78:8 Ne memíneris iniquitátum nostrárum antiquárum, cito antícipent nos misericórdiæ tuæ: * quia páuperes facti sumus nimis.
78:9 Ádjuva nos, Deus, salutáris noster: et propter glóriam nóminis tui, Dómine, líbera nos: * et propítius esto peccátis nostris, propter nomen tuum:
78:10 Ne forte dicant in géntibus: Ubi est Deus eórum? * et innotéscat in natiónibus coram óculis nostris.
78:10 Ultio sánguinis servórum tuórum, qui effúsus est: * intróeat in conspéctu tuo gémitus compeditórum.
78:11 Secúndum magnitúdinem brácchii tui, * pósside fílios mortificatórum.
78:12 Et redde vicínis nostris séptuplum in sinu eórum: * impropérium ipsórum, quod exprobravérunt tibi, Dómine.
78:13 Nos autem pópulus tuus, et oves páscuæ tuæ, * confitébimur tibi in sǽculum.
78:13 In generatiónem et generatiónem * annuntiábimus laudem tuam.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ádjuva nos, Deus, salutáris noster: et propítius esto peccátis nostris.
Nocturn III.
Ant. Aiutaci, * o Dio, nostro salvatore, e sii propizio ai nostri peccati.
Salmo 78 [7]
78:1 O Dio, le nazioni sono venute nella tua eredità, hanno profanato il tuo santo tempio, * hanno ridotta Gerusalemme a un tugurio da guardiani da frutta.
78:2 Hanno dato i cadaveri dei tuoi servi in pasto agli uccelli dell'aria: * le carni dei tuoi santi alle fiere della terra.
78:3 Hanno sparso come acqua il loro sangue intorno a Gerusalemme: * e non vi era chi desse sepoltura.
78:4 Siamo divenuti obbrobrio per i nostri vicini: * derisione e scherno per quelli che ci stanno intorno.
78:5 Fino a quando, o Signore, sarai sempre sdegnato: * e avvamperà come fuoco il tuo zelo?
78:6 Riversa il tuo sdegno sopra le genti che non ti conoscono, * e sopra i regni che non invocano il tuo nome:
78:7 Perché hanno divorato Giacobbe, * e devastato la sua dimora.
78:8 Non ti ricordare delle nostre antiche iniquità: ci prevengano prontamente le tue misericordie: * perché siamo divenuti miseri all'eccesso.
78:9 Aiutaci, o Dio nostro Salvatore, e per la gloria del tuo nome, o Signore, liberaci, * e sii propizio ai nostri peccati per il tuo nome.
78:10 Affinché non si dica tra le genti: Dov'è il loro Dio? * Sia nota tra le nazioni sotto i nostri occhi,
78:10 La vendetta del sangue dei tuoi servi, che è stato sparso. * Giunga al tuo cospetto il gemito dei prigionieri.
78:11 Con la grandezza del tuo braccio * conserva i figli dei condannati a morte.
78:12 E rendi in seno ai nostri vicini il settuplo * dell'oltraggio che ti hanno recato, o Signore.
78:13 Ma noi tuo popolo, e pecore della tua pastura, * ti confesseremo in eterno:
78:13 Di generazione in generazione * annunzieremo le tue lodi.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Aiutaci, o Dio, nostro salvatore, e sii propizio ai nostri peccati.
Ant. Ego sum Dóminus * Deus tuus Israël, qui edúxi te de terra Ægýpti.
Psalmus 80 [8]
80:2 Exsultáte Deo, adjutóri nostro: * jubiláte Deo Jacob.
80:3 Súmite psalmum, et date týmpanum: * psaltérium jucúndum cum cíthara.
80:4 Buccináte in Neoménia tuba, * in insígni die solemnitátis vestræ.
80:5 Quia præcéptum in Israël est: * et judícium Deo Jacob.
80:6 Testimónium in Joseph pósuit illud, cum exíret de terra Ægýpti: * linguam, quam non nóverat, audívit.
80:7 Divértit ab onéribus dorsum ejus: * manus ejus in cóphino serviérunt.
80:8 In tribulatióne invocásti me, et liberávi te: * exaudívi te in abscóndito tempestátis: probávi te apud aquam contradictiónis.
80:9 Audi, pópulus meus, et contestábor te: * Israël, si audíeris me, non erit in te deus recens, neque adorábis deum aliénum.
80:11 Ego enim sum Dóminus Deus tuus, qui edúxi te de terra Ægýpti: * diláta os tuum, et implébo illud.
80:12 Et non audívit pópulus meus vocem meam: * et Israël non inténdit mihi.
80:13 Et dimísi eos secúndum desidéria cordis eórum: * ibunt in adinventiónibus suis.
80:14 Si pópulus meus audísset me: * Israël si in viis meis ambulásset:
80:15 Pro níhilo fórsitan inimícos eórum humiliássem: * et super tribulántes eos misíssem manum meam.
80:16 Inimíci Dómini mentíti sunt ei: * et erit tempus eórum in sǽcula.
80:17 Et cibávit eos ex ádipe fruménti: * et de petra, melle saturávit eos.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ego sum Dóminus Deus tuus Israël, qui edúxi te de terra Ægýpti.
Ant. Io sono il Signore * Dio tuo, Israele, che ti fece uscire dalla terra di Egitto.
Salmo 80 [8]
80:2 Esultate in Dio, nostro aiuto: * cantate con giubilo al Dio di Giacobbe.
80:3 Intonate un salmo, e suonate il timpano: * il salterio armonioso con la cetra.
80:4 Suonate le trombe nel novilunio, * nel giorno insigne della vostra solennità.
80:5 Perché è un precetto per Israele, * e una ordinazione del Dio di Giacobbe.
80:6 Egli ne fece una legge per Giuseppe, quando usci dalla terra d'Egitto: * quando udi una lingua che non conosceva.
80:7 [Dio] sgravò dai pesi le sue spalle: * e le sue mani che servivano nel portar la corba.
80:8 M'invocasti nella tribolazione, e io ti liberai: * ti esaudii dal seno della tempesta: feci prova di te alle acque di contraddizione.
80:9 Ascolta, popolo mio, ed io ti istruirò. * Israele, se tu mi darai ascolto; non sarà presso di te alcun nuovo dio, né adorerai un dio straniero.
80:11 Perché io sono il Signore Dio tuo, che ti trassi dalla terra d'Egitto. * Dilata la tua bocca, ed io la riempirò.
80:12 Ma il mio popolo non ascoltò la mia voce: * e Israele non mi diede retta.
80:13 Ed io li abbandonai ai desideri del loro cuore: * camminarono secondo i loro vani consigli.
80:14 Se il mio popolo mi avesse ascoltato: * se Israele avesse camminato nelle mie vie,
80:15 Come un nulla avrei forse umiliati i loro nemici: * e avrei stesa la mia mano sopra coloro che li affliggono.
80:16 I nemici del Signore gli mancarono di fede: * ma il loro tempo durerà nei secoli.
80:17 Ed egli li ha nutriti col fior di frumento: * e li ha saziati con miele tratto dalla roccia.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Io sono il Signore Dio tuo, Israele, che ti fece uscire dalla terra di Egitto.
Ant. Ne táceas Deus * quóniam inimíci tui extulérunt caput.
Psalmus 82 [9]
82:2 Deus, quis símilis erit tibi? * Ne táceas, neque compescáris, Deus.
82:3 Quóniam ecce inimíci tui sonuérunt: * et qui odérunt te extulérunt caput.
82:4 Super pópulum tuum malignavérunt consílium: * et cogitavérunt advérsus sanctos tuos.
82:5 Dixérunt: Veníte, et disperdámus eos de gente: * et non memorétur nomen Israël ultra.
82:6 Quóniam cogitavérunt unanímiter: * simul advérsum te testaméntum disposuérunt, tabernácula Idumæórum et Ismahelítæ:
82:8 Moab, et Agaréni, Gebal, et Ammon, et Ámalec: * alienígenæ cum habitántibus Tyrum.
82:9 Étenim Assur venit cum illis: * facti sunt in adjutórium fíliis Lot.
82:10 Fac illis sicut Mádian, et Sísaræ: * sicut Jabin in torrénte Cisson.
82:11 Disperiérunt in Endor: * facti sunt ut stercus terræ.
82:12 Pone príncipes eórum sicut Oreb, et Zeb, * et Zébee, et Sálmana:
82:13 Omnes príncipes eórum: * qui dixérunt: Hereditáte possideámus Sanctuárium Dei.
82:14 Deus meus, pone illos ut rotam: * et sicut stípulam ante fáciem venti.
82:15 Sicut ignis, qui combúrit silvam: * et sicut flamma combúrens montes:
82:16 Ita persequéris illos in tempestáte tua: * et in ira tua turbábis eos.
82:17 Imple fácies eórum ignomínia: * et quǽrent nomen tuum, Dómine.
82:18 Erubéscant, et conturbéntur in sǽculum sǽculi: * et confundántur, et péreant.
82:19 Et cognóscant quia nomen tibi Dóminus: * tu solus Altíssimus in omni terra.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sǽcula sæculórum. Amen.

Ant. Ne táceas Deus quóniam inimíci tui extulérunt caput.
Ant. Non tacere, o Dio, * perché i tuoi nemici hanno alzato la testa.
Salmo 82 [9]
82:2 Dio, chi sarà simile a te? * O Dio, non startene muto, non rattenerti.
82:3 Perché ecco i tuoi nemici tumultuano; * e quelli che ti odiano hanno alzata la testa.
82:4 Hanno formato malvagi disegni contro il tuo popolo: * e hanno macchinato contro i tuoi santi.
82:5 Hanno detto: Venite, sterminiamoli di tra le nazioni: * e non sia più ricordato il nome d'Israele.
82:6 Poiché hanno preso consiglio tutti d'accordo: * hanno stretto alleanza insieme contro di te, le tende degli Idumei e gli Ismaeliti,
82:8 Moab e gli Agareni, Gebal e Ammon e Amalec: gli stranieri cogli abitanti di Tiro.
82:9 Anche Assur è venuto con essi: * ha portato aiuto ai figli di Lot.
82:10 Fa loro come a Madian e a Sisara: * e come a Jabin sul torrente Cison.
82:11 Furono sterminati in Endor: * diventarono come il concime della terra.
82:12 Tratta i loro principi come Oreb e Zeb, * e come Zebee e Salmana:
82:13 Tutti i loro principi. * I quali avevano detto: Occupiamo come eredità il santuario di Dio.
82:14 Dio mio rendili come una ruota: * e come la paglia al soffiare del vento.
82:15 Come un fuoco che incendia la selva, * e come una fiamma che brucia i monti.
82:16 Cosi tu li inseguirai con la tua tempesta: * e nella tua ira li spaventerai.
82:17 Copri di ignominia i loro volti * e cercheranno il nome tuo, o Signore.
82:18 Siano svergognati e atterriti per sempre: * e siano confusi e periscano.
82:19 E conoscano che il tuo nome è il Signore: * e che tu solo sei l'Altissimo sopra tutta la terra.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. Non tacere, o Dio, perché i tuoi nemici hanno alzato la testa.
V. Cognóscant quia nomen tibi Dóminus.
R. Tu solus Altíssimus super omnem terram.
V. Sappiano che il tuo nome è il Signore.
R. Tu solo sei l'Altissimo in tutta la terra.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris:
V. Et ne nos indúcas in tentatiónem:
R. Sed líbera nos a malo.
Absolutio. A vínculis peccatórum nostrórum absólvat nos omnípotens et miséricors Dóminus. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
V. E non ci indurre in tentazione:
R. Ma liberaci dal male.
Assoluzione. Il Signore onnipotente e misericordioso ci sciolga dal legame dei nostri peccati. Amen.

V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Evangélica léctio sit nobis salus et protéctio. Amen.

Lectio 7
Léctio sancti Evangélii secúndum Matthǽum
Matt 5:13-19
In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Vos estis sal terræ. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Et réliqua.

Homilía sancti Hilárii Epíscopi
Comm. in Matthæum, can. 4
Vos estis sal terrae: Quod si sal infatuatum fuerit, ad nihilum valet id quod salietur. Sal, ut arbitror, terrae nullum est. Quomodo ergo Apostolos sal terrae nuncupavit? Sed proprietas est quaerenda dictorum, quam et Apostolorum officium, et ipsius salis natura monstrabit. Sal est in se uno continens aquae et ignis elementum, et hoc ex duobus est unum.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. Amávit eum Dóminus, et ornávit eum: stolam glóriæ induit eum,
* Et ad portas paradisi coronávit eum.
V. Induit eum Dóminus lorícam fidei, et ornávit eum.
R. Et ad portas paradisi coronávit eum.

V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. La lettura del Vangelo ci sia di salvezza e protezione. Amen.

Lettura 7
Dal Vangelo secondo Matteo
Matt 5:13-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Voi siete il sale della terra. Se il sale diventa insipido, con che cosa si salerà?". (continua nella Messa del giorno)

Omelia di s. Ilario vescovo
Comm. su Matteo, can. 4
Voi siete il sale della terra. Se il sale diventa insipido, non è buono a nulla quello che si salerà. Ma io credo che non ci sia il sale della terra. In che modo quindi chiamò gli apostoli il sale della terra? Ma va cercata la proprietà delle cose dette, che sarà mostrata sia dal compito degli apostoli, sia dalla natura dello stesso sale. Il sale è in se come una cosa sola e contiene l'elemento dell'acqua e quello del fuoco, e questo di due è una cosa sola.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Il Signore l'ha amato ed onorato: l'ha rivestito con un manto di gloria,
* e l'ha incoronato alle porte del paradiso.
V. Il Signore lo ha rivestito dello scudo della fede e lo ha onorato.
R. E l'ha incoronato alle porte del paradiso.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Cujus festum cólimus, ipse intercédat pro nobis ad Dóminum. Amen.

Lectio 8
Hic igitur in omnem usum humani generis effectus, incorruptionem corporibus, quibus fuerit aspersus, impertit, et ad omnem sensum conditi saporis aptissimus est. Apostoli autem sunt rerum caelestium praedicatores, et aeternitatis velut satores, immortalitatem omnibus corporibus, quibus eorum sermo aspersus fuerit, conferentes. Merito igitur sal terrae nuncupati sunt, per doctrinae virtutem saliendi modo aeternitati corpora reservantes.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.

R. In médio Ecclésiæ apéruit os ejus,
* Et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus.
V. Jucunditátem et exsultatiónem thesaurizávit super eum.
R. Et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto.
R. Et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Colui del quale celebriamo la festa, interceda per noi presso il Signore. Amen.

Lettura 8
Questo dunque reso efficace in ogni uso del genere umano, impartisce l'incorruttibilità ai corpi su cui sia stato cosparso, ed è dispensatore prontissimo ad ogni senso del sapore intrinseco. Ma gli apostoli sono i predicatori delle cose celesti, e come i seminatori dell'eternità, conferenti l'immortalità a tutti i corpi sui quali sia stato cosparso il loro annuncio. Meritatamente quindi sono chiamati sale della terra, perché conservano i corpi per l'eternità a maniera di una salatura per virtù della dottrina.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.

R. Gli schiuse la bocca in mezzo all'adunanza;
* il Signore lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza.
V. Accumulò su di lui tesori di gioia e di allegrezza.
R. Il Signore lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza.
V. Gloria al Padre, e al Figlio, * e allo Spirito Santo.
R. Il Signore lo riempì dello spirito di sapienza e d'intelligenza.
V. Jube, domne, benedícere.
Benedictio. Ad societátem cívium supernórum perdúcat nos Rex Angelórum. Amen.

Lectio 9
Sed natura salis semper eadem est, nec immutari umquam potest. Verum quia conversioni homo subjacet, et solus beatus, qui usque ad finem in omnibus Dei operibus permanserit: ideo eos sal terrae nuncupatos monet in traditae sibi potestatis virtute persistere, ne infatuati nihil saliant, et ipsi, sensu accepti saporis amisso, vivificare corrupta non possint, et projecti de Ecclesiae promptuariis, cum his quos salierint, pedibus incedentium proterantur.
V. Tu autem, Dómine, miserére nobis.
R. Deo grátias.


Te Deum
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem * omnis terra venerátur.
Tibi omnes Ángeli, * tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:
Tibi Chérubim et Séraphim * incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia) Sanctus, Sanctus, Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * majestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
Te Prophetárum * laudábilis númerus,
Te Mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ majestátis;
Venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.
Tu Rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.

Fit reverentia
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem: * non horruísti Vírginis uterum.

Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Judex créderis * esse ventúrus.

Sequens versus dicitur flexis genibus
Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis * in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te.

Fit reverentia, secundum consuetudinem
Et laudámus nomen tuum in sǽculum, * et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum.
V. Dègnati, o padre, di benedirmi.
Benedizione. Il Re degli angeli ci conduca all'assemblea degli abitanti del cielo. Amen.

Lettura 9
Ma la natura del sale è sempre la stessa, né si può mai mutare. È vero che l'uomo sarà sottoposto alla mutazione e solo è beato chi sarà rimasto fino alla fine in tutte le opere di Dio: pertanto li ammonisce, avendoli chiamati sale della terra, di persistere nella virtù della potenza a loro conferita, per evitare che diventati vani non salino più, ed essi, perso il senso del sapore ricevuto, non possano vivificare i corpi corrotti, e gettatati dagli armai della Chiesa, con quelli che avrebbero salato, siano calpestati dai piedi dei passanti.
V. E tu, o Signore, abbi pietà di noi.
R. Grazie a Dio.


Te Deum
Ti lodiamo, o Dio: * ti confessiamo, o Signore.
Te, eterno Padre, * venera tutta la terra.
A te gli Angeli tutti, * a te i Cieli e tutte quante le Potestà:
A te i Cherubini e i Serafini * con incessante voce acclamano:

(chiniamo il capo) Santo, Santo, Santo * è il Signore Dio degli eserciti.

I cieli e la terra sono pieni * della maestà della tua gloria.
Te degli Apostoli * il glorioso coro,
Te dei Profeti * il lodevole numero,
Te dei Martiri * il candido esercito esalta.
Te per tutta la terra * la santa Chiesa proclama,
Padre * d'immensa maestà;
L'adorabile tuo vero * ed unico Figlio;
E anche il Santo * Spirito Paraclito.
Tu, o Cristo, * sei il Re della gloria.
Tu, del Padre * sei l'eterno Figlio.

Chiniamo il capo:
Tu incarnandoti per salvare l'uomo, * non disdegnasti il seno di una Vergine.

Tu, spezzando il pungolo della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu sei assiso alla destra di Dio, * nella gloria del Padre.
Noi crediamo che ritornerai * qual Giudice.

Il seguente Versetto si dice in ginocchio.
Te quindi supplichiamo, soccorri i tuoi servi, * che hai redento col prezioso tuo sangue.

Fa' che siamo annoverati coi tuoi Santi * nell'eterna gloria.
Fa' salvo il tuo popolo, o Signore, * e benedici la tua eredità.
E reggili * e innalzali fino alla vita eterna.
Ogni giorno * ti benediciamo;
Chiniamo il capo, se è la consuetudine del luogo.
E lodiamo il tuo nome nei secoli, * e nei secoli dei secoli.

Degnati, o Signore, di preservarci * in questo giorno dal peccato.
Abbi pietà di noi, o Signore, * abbi pietà di noi.
Scenda sopra di noi la tua misericordia, * come abbiamo sperato in te.
Ho sperato in te, o Signore: * non sarò confuso in eterno.
Reliqua omittuntur, nisi Laudes separandae sint.
Si salta il resto, a meno che si preghino le Lodi separatamente.
Oratio {ex Proprio Sanctorum}
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
Orémus
Deus, qui pópulo tuo ætérnæ salútis beátum Ambrósium minístrum tribuísti: præsta, quǽsumus; ut, quem Doctórem vitæ habúimus in terris, intercessórem habére mereámur in cælis.
Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
R. Amen.

Orazione {dal Proprio dei Santi}
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
Preghiamo
O Dio, che hai dato al tuo popolo il beato Ambrogio come ministro dell'eterna salvezza: de! concedi, che, come l'abbiamo avuto Dottore di vita in terra, così meritiamo d'averlo intercessore nei cieli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Conclusio
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.
V. Benedicámus Dómino.
R. Deo grátias.
V. Fidélium ánimæ per misericórdiam Dei requiéscant in pace.
R. Amen.
Pater noster, qui es in cælis, sanctificétur nomen tuum: advéniat regnum tuum: fiat volúntas tua, sicut in cælo et in terra. Panem nostrum quotidiánum da nobis hódie: et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris: et ne nos indúcas in tentatiónem: sed líbera nos a malo. Amen.
Conclusione
V. O Signore, esaudisci la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Te.
V. Benediciamo il Signore.
R. Grazie a Dio.
V. Le anime dei Fedeli per la misericordia di Dio riposino in pace.
R. Amen.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Post Divinum officium

Matutinum    Laudes
Prima    Tertia    Sexta    Nona
Vesperae    Completorium

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